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Autovelox. Pił trasparenza nelle rilevazioni
Autovelox: più trasparenza nelle rilevazioni, le postazioni Autovelox fisse devono essere ben visibili e munite di apposita segnaletica. Ministero dei Trasporti, parere 30.03.2012 
 
Approfondimento a cura di
 
 
avvocato del Foro di Lecce
 
Con il parere del 30 marzo scorso - inoltrato al comando della polizia municipale di Palermo - il Ministero dei Trasporti. ha chiarito che: le postazioni Autovelox fisse devono essere ben visibili e munite di apposita segnaletica.

E’ accaduto che la limitazione all’impiego dei misuratori automatici di velocità in centro abitato sia stata superata dalla frequente installazione di manufatti porta autovelox, utilizzati saltuariamente con la presenza della pattuglia per effettuare accertamenti.

Per il resto del tempo, invece, questi armadietti restano un buon deterrente anche se operativamente non possono immortalare i trasgressori.
 
Ebbene, per avere chiarimenti sull’impiego eclettico di questi manufatti il comando di polizia municipale del capoluogo siciliano si è rivolto al dipartimento per i trasporti terrestri che ha confermato, innanzitutto, la piena libertà d’azione dei vigili nell’avviare controlli dell’accesso di velocità con la presenza degli agenti, pur mantenendo i misuratori dentro agli armadietti blindati.

In pratica, nulla osta all’impiego degli armadi porta autovelox in qualsiasi ambito urbano purché l’impiego dei misuratori avvenga alla presenza degli agenti. Se l’uso dell’autovelox è automatico e senza presidio, invece, è invece sempre necessaria l’autorizzazione del prefetto.

Secondo la circolare, inoltre, gli armadietti posti sui margini delle carreggiate, nei quali risultano alloggiati autovelox in postazione fissa, devono essere ben visibili e muniti di apposita segnaletica sulla parte superiore del box.
 
Il Ministero, poi, ha fugato ogni dubbio circa la segnaletica obbligatoria per legge. Innanzitutto il sistema deve essere ben visibile e preventivamente segnalato a tutti gli utenti. Sul box che ospita l’autovelox, inoltre, deve essere apporto il segnale di indicazione “riportante il simbolo dell’organo di polizia operante, conforme a quelli previsti dall’art. 125 del regolamento di esecuzione del codice stradale, ovvero una breve iscrizione della denominazione del corpo o servizio di polizia stradale operante se non riconoscibile attraverso uno specifico simbolo”.

Gli avvisi devono poi essere integrati da ulteriori pannelli se la posizione del manufatto è particolare e non facilmente identificabile.
 
In buona sostanza il manufatto porta autovelox deve essere sempre ben evidente, e nel caso in cui sulla strada siano presenti impedimenti - come piloni di cemento - che ostacolano la visibilità, il segnale di indicazione andrà ripetuto. Uno verrà lasciato sulla cima dell’armadietto porta vigile elettronico e un altro potrà essere posizionato a fianco del box.
In particolare, nel caso preso in esame dal comando di polizia municipale, trattandosi di piloni di cemento che ostacolano la visibilità della postazione, il Ministero consiglia anche di spostare la postazione stessa o, in alternativa, di apporre il segnale nelle immediate vicinanze (pochi metri) prima del box contenente il dispositivo di controllo, eventualmente in aggiunta a quello apposto sopra il medesimo box.
 
E’ interessante anche sapere che, per quanto concerne, poi, l'ubicazione dei box, qualora le postazioni di controllo sono utilizzate ai sensi dell'art. 201 , comma 1-bis, lettera e), del Codice della Strada, quindi con modalità presidiata, tale attività di controllo nonché le modalità operative rientrano pacificamente nei poteri discrezionali dell'organo accertatore.

Diversamente se le postazioni in questione devono essere utilizzate con modalità di rilevamento a distanza ai sensi dell'art. 201, comma 1-bis, lettera f) del medesimo Codice, la strada, sulla quale opera l’apparecchiatura, deve essere oggetto di apposita autorizzazione da parte della competente Prefettura territoriale.

Tutto ciò comporta, ovviamente, una maggiore trasparenza nelle rilevazione delle infrazioni al codice della strada a mezzo di strumentazioni elettroniche, da anni troppo spesso utilizzati per “far cassa” piuttosto che per esclusive finalità di sicurezza stradale.
 
Ne consegue, dunque, che le verbalizzazioni delle infrazioni elevate con modalità difformi rispetto a quelle individuate nella circolare, risultassero palesemente invalide e come tali soggette ad impugnazione.




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