Il portale della previdenza dei professionisti

logo-old.png
jfw_prefett_500x64_small.gif
Home arrow Casse Professionali arrow Cass. Civ. Sez. Lav. n. 9255/2009
Cass. Civ. Sez. Lav. n. 9255/2009
 

Tutti gli approfondimenti su Cassa Geometri

 
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           
Dott. DE LUCA      Michele                        -  Presidente   - 
Dott. CUOCO        Pietro                         -  Consigliere  - 
Dott. MONACI       Stefano                        -  Consigliere  - 
Dott. DI NUBILA    Vincenzo                       -  Consigliere  - 
Dott. BANDINI      Gianfranco                -  rel. Consigliere  - 

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 2821/2006 proposto da:

CASSA  ITALIANA  DI  PREVIDENZA  ED ASSISTENZA  DEI  GEOMETRI  LIBERI PROFESSIONISTI,  in persona del Presidente, Geom. S.F., elettivamente  domiciliata in ROMA, PIAZZA  SALLUSTIO  9,  presso  lo  studio dell'avvocato PALERMO GIANFRANCO, che la rappresenta e difende  giusta delega a margine del ricorso;

ricorrente –

contro

L.L.,  elettivamente  domiciliato  in  ROMA,  V.LE   REGINA  MARGHERITA  59,  presso lo studio dell'avvocato ROSELLI  ANNA  LUCIA,  rappresentato e difeso dall'avvocato PISTELLI SIMONE giusta delega  a  margine del controricorso;

controricorrente –

avverso  la  sentenza n. 142/2005 della CORTE D'APPELLO  di  FIRENZE,  depositata il 04/02/2005 R.G.N. 1512/02;
udita  la  relazione  della causa svolta nella pubblica  udienza  del  25/02/2009 dal Consigliere Dott. BANDINI GIANFRANCO;
udito l'Avvocato MARIO DI BIAGIO per delega PISTELLI SIMONE;
udito  il  P.M.  in persona del Sostituto Procuratore Generale  Dott.  RIELLO Luigi, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Tribunale di Firenze, pronunciando sul ricorso proposto in data 10.9.2001 dal geometra L.L., dichiarò il diritto del ricorrente a percepire la pensione con applicazione in suo favore, dal gennaio 1991, del più favorevole coefficiente reddituale del 100% introdotto dal D.M. 18 settembre 1990, in relazione alla L. n. 773 del 1982, art. 15, comma 3, con ciò disattendendo la deduzione della convenuta Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (qui di seguito, per brevità, indicata anche come Cassa) circa l'applicabilità di tale aumento esclusivamente in favore dei pensionati con decorrenza dal gennaio 1991.
La Corte di Appello di Firenze, con sentenza del 28.1 - 4.2.2005, per quanto ancora qui specificamente rileva, rigettò l'appello principale proposto dalla Cassa, osservando che:
- doveva escludersi che nella legge n. 773/82 fosse insita la volontà di discriminare il trattamento dei pensionati a seconda dell'epoca del loro collocamento in pensione;
- il c.d. "parere E." (ossia il bilancio tecnico affidato dal Consiglio di Amministrazione della Cassa all'attuario dr. E. R.), peraltro redatto dopo la delibera dei Consiglio di Amministrazione con cui era stato deciso di richiedere l'elevazione del coefficiente reddituale, non costituiva una proposta vincolante;
- il D.M. 18 settembre 1990, aveva utilizzato una formula di carattere generale relativa alla decorrenza dell'aumento, senza operare alcuna distinzione in danno dei geometri già pensionati all'1.1.1991.
Avverso alla suddetta sentenza della Corte territoriale, la Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti ha proposto ricorso per cassazione fondato su sei motivi.
L'intimato L.L. ha resistito con controricorso.

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo la ricorrente lamenta violazione dell'art. 112 c.p.c., nonchè vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5), per avere la Corte territoriale illogicamente ritenuto che la Cassa si era limitata a proporre l'interpretazione restrittiva del decreto ministeriale sulla base della relazione redatta dal dr. E., senza però addurne l'illegittimità per non avere tenuto in debito conto l'andamento finanziario della Cassa medesima.
Con il secondo motivo la ricorrente lamenta violazione della L. n. 773 del 1982, art. 13, comma 5, e art. 15, comma 4, nonchè vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5), per avere la Corte territoriale erroneamente ritenuto che la controversia potesse essere decisa in base al rilievo che il c.d. "parere E." non era una proposta vincolante.
Con il terzo motivo la ricorrente lamenta violazione dell'ari 12 preleggi, nonchè vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5), per avere la Corte territoriale ritenuto che la relazione dell'attuario fosse stata irritualmente acquisita al procedimento amministrativo conclusosi con l'emanazione del D.M. 18 settembre 1990, e non integrasse quindi un elemento utile al fine dell'interpretazione di tale decreto.
Con il quarto motivo la ricorrente lamenta violazione della L. n. 773 del 1982, art. 13, comma 5, e art. 15, comma 4 e dell'art. 12 preleggi, nonchè vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5), per avere la Corte territoriale, con "argomento semplicistico, escluso che, in presenza di una formula generale come quella contenuta nel D.M. 18 settembre 1990, si fosse inteso operare una distinzione in danno dei geometri già pensionati al primo gennaio 1991.
Con il quinto motivo la ricorrente lamenta violazione della L. n. 773 del 1982, artt. 13 e 15 e dell'art. 12 preleggi, nonchè vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5), per avere la Corte territoriale, escluso che nella L. n. 773 del 1982, fosse insita la volontà di discriminare il trattamento dei pensionati a seconda dell'epoca di collocamento in pensione, senza porsi il problema se tale ritenuta volontà legislativa potesse essere intesa nel senso di consentire l'adozione di un decreto ministeriale che, secondo l'interpretazione accolta, condurrebbe a variazioni incompatibili con l'andamento finanziario della Cassa.
Con il sesto motivo la ricorrente lamenta violazione dell'art. 3 Cost. e L. n. 2248 del 1885, art. 5, All. E (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), per non avere la Corte territoriale disapplicato nel caso concreto un regolamento che, così come interpretato nella sentenza impugnata, risultava illegittimo per non consentire il rispetto dell'equilibrio finanziario della Cassa.
2. Il quarto e il quinto motivo di ricorso, logicamente prioritari, devono essere esaminati congiuntamente, siccome fra loro connessi.
Giova anzitutto ricordare che la pensione dei geometri liberi professionisti si determina, ai sensi della L. n. 773 del 1982, art. 2, (come modificato dalla L. n. 236 del 1990, art. 1) sulla base dei seguenti elementi: a) anni di effettiva iscrizione alla Cassa; b) media annua pensionabile determinata sulla base dei più elevati dieci redditi professionali - progressivamente aumentati a quindici - dichiarati ai fini Irpef; c) all'quota percentuale decrescente a scaglioni di reddito.
La medesima L. n. 773 del 1982 prevedeva inoltre la possibilità di variare con decreto ministeriale (del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro): a) l'aliquota del contributo soggettivo obbligatorio (con parere o su richiesta del Consiglio di Amministrazione della Cassa - art. 13); b) il coefficiente di rivalutazione della media decennale dei reddito professionale, dall'1,75% al 2% (su proposta della Cassa - art. 2, comma 9, poi soppresso dalla L. n. 236 del 1990, art. 1, comma 4, essendo stato elevato dalle medesima legge al 2% il coefficiente di rivalutazione); c) la percentuale dei redditi componenti la media decennale, fissata dalla legge nel 75% (con parere o su richiesta del Consiglio di Amministrazione della Cassa - artt. 13 e 15).
3. Questa Corte ha già affrontato la tematica oggetto del presente giudizio (cfr. Cass. n. 15231/2000), così come quella, implicante la soluzione di questioni sostanzialmente analoghe, relativa al parimenti intervenuto aumento del coefficiente di rivalutazione della media decennale del reddito professionale dall'1,75% al 2% (cfr.
Cass. nn. 12675/1995; 9265/1997; 8267/2003; 15191/2003; 1228/2004), affermando il principio secondo cui le disposte variazioni devono ritenersi applicabili anche per te pensioni già liquidate.
A sostegno di tale interpretazione è stato rilevato che:
- sarebbe illogico ritenere che, nella stessa legge, fosse già insita, al momento della sua emanazione, la volontà di discriminare il trattamento dei pensionati a seconda dell'epoca del loro collocamento in pensione;
- la proposta della Cassa, formulata sulla base di una relazione dell'attuario, non poteva ritenersi vincolante;
- l'interpretazione, nel senso propugnato dalla Cassa, del decreto ministeriale dispositivo della variazione avrebbe concretizzato una disparità di trattamento fra pensionati, finendo con ciò per attribuire alla legge una interpretazione contrastante con il principio costituzionale d'uguaglianza;
- al contrario il decreto ministeriale, avente portata generale, non aveva operato distinzioni temporali in relazione alla data di decorrenza della sua applicazione e, con ciò, aveva disposto in senso letteralmente conforme alla legge, senza che su di esso potesse influire la diversa volontà del soggetto richiedente, ossia della Cassa.
4. Il Collegio ritiene che tale interpretazione non possa essere condivisa.
4.1 Va anzitutto considerato che il meccanismo rivalutativo previsto dalla normativa di riferimento deve essere applicato al momento del calcolo da effettuarsi per la liquidazione della pensione (in particolare contemplando tale meccanismo gli aumenti Istat intercorsi tra l'anno di produzione dei redditi e quelli dell'ultimo anno anteriore alla maturazione della pensione); al contempo la legge non contiene alcuna previsione in ordine alla possibile futura revisione, successivamente alla maturazione del diritto alla pensione, di tale meccanismo rivalutativo.
Ciò risulta coerente con il generale principio secondo cui le prestazioni pensionistiche vengono liquidate facendo applicazione della disciplina normativa vigente al momento della liquidazione stessa, salva l'esistenza di espresse disposizioni in senso contrario.
4.2 Attraverso la previsione della variazione della rivalutazione dei redditi mediante il ricorso alla ricordata decretazione ministeriale, a quest'ultima è stata attribuita la potestà di modificare, sul punto, il precedente assetto normativo, senza tuttavia che sia stata contemplata la possibile retroattività della variazione stessa.
Sotto tale profilo, coerentemente al dettato legislativo, il D.M. 18 settembre 1990, si è limitato a prevedere l'aumento della percentuale di che trattasi "a decorrere dall'1.1.1991".
4.3 L'esplicita previsione legislativa (L. n. 773 del 1982, art. 15, u.c.) secondo cui la variazione di che trattasi può essere disposta "tenuto conto dell'andamento finanziario della Cassa", pone l'accento sul rispetto dell'equilibrio di gestione finanziaria dell'Ente sotto il profilo del necessario rapporto tra contributi versati e pensioni erogabili e, quindi, sull'esigenza di considerare l'incidenza della disposta rivalutazione in relazione ai trattamenti pensionistici di futura liquidazione e non già anche rispetto a quelli ormai liquidati sulla base della pregressa disciplina.
Dal che discende come non possa essere condiviso l'argomento secondo cui sarebbe da considerarsi illogica la previsione legislativa di una (possibile) differenziazione del trattamento pensionistico a seconda dell'epoca del collocamento in pensione.
4.4 Non appaiono infine condivisibili i dubbi di incostituzionalità (sotto il profilo della violazione del principio di uguaglianza) prospettati in relazione all'opzione ermeneutica che, ritenendo l'applicabilità della variazione dei criteri di computo della pensione solo per i trattamenti non ancora liquidati, condurrebbe ad una disparità di trattamento fra pensionati a seconda del momento della liquidazione, essendo insegnamento consolidato della Corte Costituzionale che il fluire del tempo costituisce (anche in materia previdenziale) idoneo elemento diversificato re della disciplina delle situazioni giuridiche (cfr. ex plurimis, Corte Costituzionale, nn. 311/1995; 409/1998; 108/2002; 121/2003; 216/2005).
4.5 In base alle considerazioni testè svolte i motivi all'esame vanno accolti con l'affermazione del seguente principio di diritto:
"In difetto di espressa disposizione di contrario segno i trattamenti pensionistici devono essere liquidati sulla base della disciplina normativa vigente al momento della loro liquidazione, cosicchè la variazione della percentuale di rivalutazione dei redditi disposta, in applicazione della L. n. 773 del 1982, art. 15, u.c., dal D.M. 18 settembre 1990, per il calcolo delle prestazioni pensionistiche a favore degli iscritti alla Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti non è applicabile alle pensioni liquidate anteriormente alla prevista decorrenza della variazione stessa, rappresentando il fluire del tempo idoneo elemento diversificatore della disciplina delle situazioni giuridiche e non potendo ritenersi l'illogicità di tale elemento diversificatore in considerazione del suo collegamento all'esigenza di rispetto degli equilibri della gestione finanziaria della Cassa".
5. Essendosi la Corte territoriale discostata da tale principio il ricorso va accolto, restando assorbite le ulteriori doglianze.
La sentenza impugnata deve quindi essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti fattuali, la causa può essere decisa nel merito con la reiezione delle domande svolte da L. L..
Non è luogo a provvedere sulle spese dell'intero processo, stante l'applicabilità, ratione temporis, dell'art. 152 disp. att. c.p.c., nel testo vigente anteriormente alla modifica introdotta dal D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in L. 24 novembre 2003, n. 326.

P.Q.M.

La Corte:
Accoglie il ricorso e, decidendo nel merito, respinge le domande svolte da L.L.; nulla sulle spese dell'intero processo.
Così deciso in Roma, il 25 febbraio 2009.

Depositato in Cancelleria il 17 aprile 2009
 

 

Argomenti correlati:
 

Cassa Geometri: il sito istituzionale





Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 


PER EVENTUALE ASSISTENZA LEGALE E' POSSIBILE CONTATTARE IL CURATORE DEL PORTALE PREVIDENZA PROFESSIONISTI AI RECAPITI INDICATI IN
 

faccialibrodef.jpg



domiciliazioniprevprof.jpg

      SCAPPO IN BRASILE...
       www.ideabrasile.it

bannerprevprof.jpg

 

cerca ancora nel sito

Ricerca personalizzata

Cerca Professionisti