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Cass. Civ. Sez. Lav. n.12314/2008

Tutti gli argomento su Enasarco

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: 
Dott. Salvatore SENESE - Presidente - 
Dott. Attilio CELENTANO - Rel. Consigliere –
Dott. Pasquale PICONE - Consigliere - 
Dott. Paolo STILE - Consigliere - 
Dott. Aldo DE MATTEIS - Consigliere - 
 
ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

sul ricorso proposto da: 
FONDAZIONE ENASARCO, in persona del Presidente legale rappresentante pro-tempore, selettivamente domiciliato in ROMA VIA DEGLI SCIPIONI, 288  presso lo studio dell'avvocato xxxxxxx, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato xxxxxxx, giusta delega in atti; 

- ricorrente

 Contro

xxxxxxx, selettivamente domiciliato in xxxx, presso lo studio dell'avvocato  xxxxxxxxx, che lo rappresenta e difende, giusta delega in atti; 

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 590/04 della Corte d'Appello di MILANO, depositata il 30/08/04 - R.G.N.589/2003; 
udita la relazione della causa svolta nella pubblica 
udienza  del 29/01/08 dal Consigliere Dott. Attilio CELENTANO; 
udito l'Avvocato xxxxxx; 
udito l'Avvocato xxxxxxx; 
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Ignazio PATRONE che ha concluso per l'accoglimento del ricorso. 

Svolgimento del processo

Con ricorso al Tribunale di xxxxxxx xxxxxxx contestava la misura della pensione liquidatagli dall'ENASARCO, assumendo che la stessa andava calcolata in base alle provvigioni relative agli anni 1987, 1988 e 1989, gli ultimi tre, precedenti l'ultimo versamento, nei quali vi era stata contribuzione.
Il Tribunale rigettava la domanda, ma la Corte di Appello di Milano, con sentenza dell' 11 marzo/30 agosto 2004, accoglieva l'impugnazione del pensionato.
I giudici di secondo grado osservavano che la fattispecie era regolata dall'art. 10, secondo comma, della legge 2 febbraio 1973, n. 12.
Dovendosi tenere conto delle provvigioni liquidate negli ultimi tre anni, anche non consecutivi, precedenti l'ultimo versamento, ed essendo questo avvenuto nel 1998, i tre anni in questione erano 1987, 1988 e 1989.
Per la cassazione di tale decisione ricorre, formulando un unico complesso motivo di censura, la Fondazione Enasarco.
xxxxxxxx resiste con controricorso.
La Fondazione ricorrente ha depositato memoria.

 

Motivi della decisione

I. Con l'unico motivo di censura la Fondazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1, quarto comma, e 3, secondo comma, del d. lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e degli artt. 18, primo comma, 9, 12 e 14 del Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, approvato, ai sensi del predetto d. lgs. n. 509 del 1994, dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e dal Ministero del Tesoro con decreto interministeriale del 24 settembre 1998; violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e seggi c.c.; violazione e falsa applicazione dell'art. 10, secondo comma, della legge 2 febbraio 1973, n. 12, nonché, ancora, degli artt. 9, 12, 14 e 18 del predetto Regolamento, e degli artt. 8, dodicesimo comma, e 11 del regolamento di esecuzione della legge 12/73, approvato con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 20 febbraio 1974; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia.
Espone che gli artt. 1, quarto comma, e 3, secondo comma, del d. lgs. n. 509 del 1994, attribuiscono agli enti previdenziali privatizzatí (fra i quali l'Enasarco) il potere regolamentare di disciplinare il regime dei contributi e delle prestazioni; e che la Fondazione Enasarco, ai sensi di tali disposizioni, ha emanato un Regolamento, approvato con nota interministeriale del 24 settembre 1998, entrato in vigore dal I° ottobre 1998, ai sensi della disposizione di cui all'art. 53 ("il presente Regolamento si applica a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data di approvazione da parte del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale di concerto con il Ministero del Tesoro").
Rileva che tale regolamento è entrato in vigore prima della data in cui il signor xxxxxxx ha proceduto al versamento dei contributi volontari per il 1998 e prima del suo pensionamento; e che l'art. 53 sopra riportato è stato male interpretato, con violazione delle norme di ermeneutica di cui agli arti. 1362 e segg. c.c.
Deduce che la pensione anticipata di vecchiaia chiesta dal signor xxxxx  è stata introdotta solo con il nuovo Regolamento; e che in data 29 ottobre 1998 (e quindi dopo l'entrata in vigore dello stesso) l'assicurato aveva effettuato un ulteriore versamento volontario di contributi, ai fini del conseguimento del requisito contributivo paria 16 anni, previsto dal nuovo regolamento (artt. 16 e 17).
Assume poi che la sentenza impugnata ha violato anche l'art. 10, secondo comma, della legge 2 febbraio 1973, n. 12, cui rinvia l'art. 18 del nuovo Regolamento.
Sostiene che la norma in questione non dispone che gli ultimi tre anni, anche non consecutivi, utili ai fini del calcolo della pensione, sono quelli precedenti l'ultimo versamento, ma che il calcolo della pensione è effettuato sulla "media annuale delle provvigioni liquidate negli ultimi tre anni, anche non consecutivi, precedenti l'ultimo versamento".
Rileva che il riferimento alle provvigioni liquidate è puramente convenzionale quando si tratta di determinare il contributo volontario; che il contributo volontario si riferisce perciò all'anno in corso all'atto del versamento, come si evince anche dagli artt. 9 e 12 del nuovo Regolamento. Mentre l'art. 9 prescrive che i contributi obbligatori siano versati in relazione ai quattro trimestri dell'anno, entro il giorno 20 del secondo mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre, l'art. 12 dispone che i contributi volontari siano versati in unica soluzione peri periodi per i quali l'agente è stato ammesso alla prosecuzione, compreso l'anno in corso, mentre per le annualità future lo stesso deve versare il contributo volontario entro il 30 novembre di ciascun anno.
Osserva che il versamento effettuato il 29 ottobre 1998 dal signor xxxxxx si riferiva al 1998; e sostiene che questo stesso anno, ai sensi del combinato disposto degli artt. 10, secondo comma, e 9, secondo e terzo comma, della legge n. 12 del 1973, concorre necessariamente a formare la "media annuale delle provvigioni liquidate negli ultimi tre anni, anche non consecutivi, precedenti l'ultimo versamento".
Aggiunge che, poiché il versamento dei contributi obbligatori relativo all'ultimo trimestre dell'anno avviene nell'anno successivo a quello di riferimento, si è voluto evitare che l'assicurato fosse penalizzato con la presa in considerazione dell'anno di versamento, mentre tale eventuale penalizzazione non si verifica peri contributi volontari, peri quali il versamento va effettuato nel corso dell'anno di riferimento.
Tali conclusioni sarebbero confermate anche dall'art. 11 del regolamento di esecuzione della legge n. 12 del 1973, emanato con d.m. 20 febbraio 1974, secondo il quale "per la determinazione della più elevata media provvigionale di cui all'art. 10 della legge 2 febbraio 1973, n. 12, si considerano i contributi accreditati per ciascun anno sul conto dell'agente o rappresentante di commercio nell'ultimo decennio a partire dall'ultimo versamento utile ai fini della determinazione dell'anzianità contributiva".
La norma chiarirebbe che occorre andare a ritroso partendo proprio dall'ultimo anno, compreso nel calcolo, in relazione al quale risultano accreditati i contributi relativi all'ultimo versamento.
2. Il ricorso non è fondato.
È opportuno preliminarmente ricostruire il quadro normativo relativo alla pensione di vecchiaia degli agenti e rappresentanti di commercio, vigente all'epoca dei fatti per cui è causa, limitatamente agli aspetti (modalità di calcolo della pensione) che interessano la presente vicenda
La legge 2 febbraio 1973, n. 12 stabilisce, all'art. 10, i requisiti per la fruizione della pensione di vecchiaia degli agenti e rappresentanti di commercio e le modalità di calcolo della pensione.
I primi due sommi di tale articolo così dispongono:
"Gli agenti ed i rappresentanti di commercio che abbiano compiuto il sessantesimo anno di età se uomini ed il cinquantacinquesimo se donne e che abbiano maturato almeno 15 anni di anzianità contributiva sul proprio conto personale acquisiscono il diritto ad una pensione annua di vecchiaia reversibile. La pensione è pari a tanti quarantesimi del 70 per cento della più elevata tra le medie annue delle provvigioni liquidate per le quali siano stati effettivamente versati i contributi obbligatorio volontari, calcolata per ognuno dei periodi di tre anni consecutivi compresi nel decennio precedente l'ultimo versamento, per quanti sono gli anni di anzianità contributiva fino ad un massimo di 40 quarantesimi.
Qualora nell'ultimo decennio di cui sopra non sussista alcun periodo dì tre anni consecutivi coperti da contributi obbligatorio volontari, la pensione di vecchiaia è pari al 70 per cento della media annuale delle provvigioni liquidate negli ultimi tre anni, anche non consecutivi, precedenti l'ultimo versamento."
Con decreto ministeriale 20 febbraio 1974 fu emanato il regolamento per l'esecuzione della legge n. 12 del 1973.
L'art. 3 disponeva che i contributi obbligatori fossero versati dal preponente per ognuno dei quattro trimestri in cui è diviso l'anno (gennaio-marzo, aprile-giugno, luglio-settembre e ottobre-dicembre) entro il sessantesimo giorno dalla scadenza di ciascun trimestre. L'art. 8 regolava la contribuzione volontaria, impegnando l'assicurato a versare le annualità successive al primo versamento in unica soluzione, entro il 31 marzo di ogni anno, oppure in un massimo di quattro rate trimestrali uguali, con scadenza al 28 febbraio, 31 maggio, 31 agosto e 30 novembre di ogni anno. L'art. 9 definiva l'anzianità contributiva come il numero degli anni coperti da contributi con riferimento all'anno per il quale i contributi sono stati versati. Quando i periodi non riflettevano l'intero arco dell'anno, ma solo una frazione di esso, l'anno di anzianità contributiva si intendeva coperto per intero. L'art. 10 disponeva che per "provvigione liquidata" si intende l'importo delle somme sulle quali sono stati calcolati i contributi versati. L'art. 11 statuiva: "Per la determinazione della più elevata media provvigionale di cui all'art. 10 della legge 2 febbraio 1973, n. 12, si considerano i contributi accreditati per ciascun anno sul conto dell'agente o rappresentante di commercio nell’ultimo decennio a partire dall'ultimo versamento utile ai fini della determinazione dell’'anzianità contributiva."
A seguito della privatizzazione disposta con l'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e con il d. leg.vo 30 giugno 1994, n. 509, l'ENASARCO si è trasformato in Fondazione ed ha adottato statuto e regolamento, quest'ultimo approvato con decreto interministeriale 24 settembre 1998.
L'art. 14 del regolamento del 1998 elenca le prestazioni della Fondazione (pensioni di vecchiaia, di inabilità, di invalidità, ai superstiti) e definisce le espressioni "anzianità contributiva", "provvigione liquidata", "media provvigionale".
L'art. 15 prevede, per fruire della pensione di vecchiaia, una età di 65 anni per gli uomini e di 60 anni per le donne, e una anzianità contributiva minima di 20 anni. L'art. 16 dispone che il passaggio dalla minore età precedentemente richiesta (60 anni per gli uomini e 55 per le donne) a quella maggiore stabilita dall'art. 15 avvenga gradualmente: 61 e 56 anni dal I° ottobre 1998; 62 e 57 anni dal I° gennaio 2000; 63 e 58 anni dal I° gennaio 2002; 64 e 59 anni dal I° gennaio 2004; 65 e 60 anni dal I° gennaio 2006. Altrettanta gradualità viene prevista nell'innalzamento della anzianità contributiva minima
L'art. 17 definisce pensione di vecchiaia anticipata quella concessa ai soggetti con età minore di 65 anni (uomini) e 60 anni (donne) durante il periodo transitorio di cui all'art. 16.
L'art. 18 dispone che, per gli agenti iscritti alla Fondazione alla data di entrata in vigore del Regolamento, la pensione di vecchiaia è composta da due quote: a) una quota corrispondente alla anzianità acquisita anteriormente alla data di entrata in vigore del Regolamento, calcolata secondo il sistema vigente anteriormente; b) una quota relativa all'anzianità contributiva maturata dal I° ottobre 1998, calcolata in base a determinati elementi (media provvigionale con riguardo ad un certo numero, crescente, di anni ricompresi nel quindicennio precedente l'ultimo versamento, anzianità contributiva, sistemi di calcolo differenziati in base all'ammontare della media provvigionale annua).
Posto che non è controverso che xxxxxxxx aveva contributi per i quindici anni dal 1975 al 1989 compresi, e che il 29 ottobre 1998 ha effettuato un versamento di contributi volontari a copertura dell'anno 1998, per raggiungere i 16 anni di contribuzione richiesti nel periodo dal I° ottobre 1998 al 31 dicembre 1999 (pag. 5 del ricorso), ne consegue che l'anzianità contributiva maturata a tutto il 30 settembre 1998 determina una pensione calcolata secondo il sistema vigente prima del regolamento.
E la norma che disciplina il calcolo della pensione di vecchiaia è costituita dall'art. 10 della legge 2 febbraio 1973, n. 12.
I primi due commi di tale articolo, sopra riportati, prevedono che la pensione è pari a tanti quarantesimi del settanta per cento della più elevata tra le medie annue delle provvigioni liquidate, per le quali siano stati versati i contributi obbligatorio volontari, calcolata per ognuno dei periodi di tre anni consecutivi compresi nel decennio precedente l'ultimo versamento (primo comma). Qualora nell'ultimo decennio non sussista un periodo di tre anni consecutivi coperti da contributi obbligatorio volontari, si fa riferimento alla media annuale delle provvigioni liquidate negli ultimi tre anni, anche non consecutivi, precedenti l'ultimo versamento (secondo comma).
Dall'esame delle disposizioni sopra riportate emerge chiaramente che tanto nella ipotesi di cui al primo comma quanto in quella regolata dal secondo comma le provvigioni da prendere in considerazione sono quelle relative a periodi precedenti l'ultimo versamento: periodi di tre anni nel primo caso, di un anno nel secondo; e ciò sia che i contributi versati siano obbligatori, sia che siano volontari.
La interpretazione della legge effettuata dalla Corte di Milano è pertanto corretta; e corretta è la sua applicazione al caso concreto.
Né l'art. 11 del regolamento per l'esecuzione della legge n. 12 del 1973, approvato con d.m. 20 febbraio 1974, induce ad una diversa conclusione.
La norma regolamentare dispone: "Per la determinazione della più elevata media provvigionale di cui all'art. 10 della legge 2 febbraio 1973, n. 12, si considerano i contributi accreditati per ciascun anno sul conto dell'agente o rappresentante di commercio nell'ultimo decennio a partire dall'ultimo versamento utile ai fini della determinazione dell'anzianità contributiva."
L'espressione "nell'ultimo decennio a partire dall'ultimo versamento utile" va interpretata alla luce del disposto dell'art. 10; e poiché l'art. 10 esclude dal calcolo della pensione, come si è veduto, le provvigioni relative all'anno dell'ultimo versamento, ne consegue che il decennio "a partire dall'ultimo versamento" non comprende l'anno dell'ultimo versamento.
Una diversa interpretazione della norma regolamentare (nel senso che il decennio a partire dall'ultimo versamento comprende anche l'anno di quest’ultimo versamento) ne comporterebbe la illegittimità, per contrasto con la legge n. 12 del 1973, e la conseguente disapplicazione.
Le considerazioni svolte dalla difesa dell'Enasarco sulla ratio della disciplina di cui al regolamento del 1998, con riferimento ai termini peri versamenti trimestrali dei contributi obbligatori, sono anch'esse infondate.
Si sostiene (pagg. 15 e 16 del ricorso) che non si è voluto penalizzare l'agente calcolando anche l'anno relativo all'ultimo versamento obbligatorio, atteso che il versamento relativo all'ultimo trimestre (ottobre-dicembre) va effettuato, a norma dell'art. 9 del regolamento approvato il 24 settembre 1998, entro il giorno 20 del secondo mese successivo alla scadenza del bimestre, e quindi entro il 20 febbraio dell'anno successivo alla cessazione del lavoro.
L'argomentazione non regge. Già il regolamento per l'esecuzione della legge n. 12 del 1973, approvato con d.m. 20 febbraio 1974, disponeva (art. 3) che il versamento dei contributi obbligatori doveva essere effettuato entro il sessantesimo giorno dalla scadenza di ciascun trimestre, collocando quindi nell'anno successivo il pagamento della contribuzione relativa al trimestre ottobre-dicembre.
L'agente che cessa di lavorare nell'ultimo trimestre dell'anno, fra l'ottobre e il dicembre, non matura provvigioni nell'anno dell'ultimo versamento, che, come si è veduto, è l'anno successivo alla cessazione dell'attività.
L'interessato non può, quindi, mai vedersi computato nel calcolo anche l'anno dell'ultimo versamento.
Ciò non toglie che, per gli agenti che cessino di lavorare entro il 30 settembre (i quali, statisticamente, dovrebbero essere in numero superiore rispetto a quelli che cessano da ottobre a dicembre), l'ultimo contributo obbligatorio va versato nello stesso anno di cessazione. Con conseguente esclusione, dal calcolo della pensione, delle provvigioni liquidate in quell'anno.
Per tutto quanto esposto il ricorso va rigettato, con la conseguente condanna della Fondazione ricorrente al rimborso delle spese di giudizio nei confronti del resistente.

P.T.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la Fondazione Enasarco al rimborso, in favore del resistente, delle spese di giudizio, in € 12,00 per spese ed €. 2.000,00 per onorario di avvocato, oltre spese generali, IVA e contributo previdenziale.
Così deciso in Roma il 29 gennaio 2008.

 

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