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E-commerce: firma autentica per le vessatorie

e commerce sufficiente il point and click per le clausole normali ma ci vuole la firma digitale per le clausole vessatorie - il Tribunale di Catanzaro fa il punto

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E-commerce: il quadro normativo

 

Approfondimento a cura di

Maria Anotnietta Usai

avvocato del Foro di Cagliari

 

Con l'ordinanza del 30 aprile 2012, il Tribunale di Catanzaro esamina le problematiche conseguenti agli accordi conclusi sui portali e- commerce ed, in particolare, sulla nota piattaforma eBay.

La causa traeva origine da un ricorso ex Art. 700 c.p.c. , depositato dalla  Clotec Elettronica e Tecnologia di D.C., svolgente attività di commercializzazione, tramite internet, di prodotti di elettronica, informatica, modellismo, subacquea ed altro, nei confronti del portale eBay, a seguito della illegittima sospensione, da parte di quest’ultima, dell'account professionale "clotec_com" utilizzato dalla ricorrente per la pubblicità e la vendita dei propri prodotti.

Costituitasi in giudizio, la eBay Europe S.a.r.l, eccepiva il difetto di legittimazione passiva delle Compagnie eBay international AG ed eBay Italia s.r.l., anch’esse convenute, in quanto estranee al rapporto contrattuale ed asseriva che la sospensione dell'account di parte attrice era avvenuta legittimamente in ragione delle gravi e reiterate violazioni ad una serie di regole previste nel regolamento contrattuale.

Il Giudice di prime cure rigettava il ricorso osservando che, la sospensione dell'account clotec_com, aveva costituito legittimo rifiuto del provider di eseguire la propria prestazione ex Art. 1460 c.c., a fronte di un grave inadempimento alle regole presenti sul portale e vincolanti tra le parti in quanto conoscibili con l'ordinaria diligenza.

A seguito di tale decisione la Clotec presentava reclamo, reiterando le argomentazioni svolte, le quali venivano accolte dal Tribunale di Catanzaro che in tale sede precisa alcuni importanti punti in materia di e-commerce.

 Preliminarmente, in tema di legittimazione passiva, il Tribunale condivide le valutazioni del Giudice di prima istanza che reputava legittimata unicamente, eBay Europe s.a.r.l., giacché come previsto nell'accordo per gli utenti  "parte contrattuale di coloro che risiedono all'interno dell'Unione Europea è “ eBay Europe S.a.r.l".

Nel merito, la valutazione del fumus boni iuris, presuppone il previo inquadramento della disciplina applicabile al caso di specie.
 
Come già rilevato dal primo Giudice, il Tribunale reputa inapplicabile la tutela apprestata dal codice del consumo, non rivestendo la reclamante la qualifica di consumatore.
 
Inoltre, il rapporto per cui è causa resta escluso anche dall'ambito operativo della Legge 192/98 relativa al contratto di sub-fornitura, in conseguenza  della diversità dei settori economici sui quali operano le parti.
 
Pertanto, secondo il Giudice del reclamo, trattasi di contratto concluso tra due professionisti, secondo lo schema del contratto per adesione, disciplinato agli Artt. 1341 ss c.c.
 
Con l’ovvia precisazione che in questo caso, come in tutte le ipotesi di e-commerce il contratto per adesione viene concluso mediante un sistema telematico, il quale pone, secondo il Tribunale adito, una triplice serie di questioni relative al perfezionamento dell’accordo, alla conoscibilità delle condizioni generali  ed al requisito formale della specifica approvazione delle clausole vessatorie.
 
Più in dettaglio, secondo il Tribunale, ed in conseguenza del principio di libertà delle forme vigente nel nostro ordinamento, la tecnica del "point and click", di regola utilizzata nella contrattazione telematica, è sufficiente a manifestare il consenso contrattuale ed a ritenere perfezionato l’accordo tra le parti.
 
Con l’importante precisazione della necessità di richiedere, ai fini dell’efficacia delle clausole vessatorie, la specifica approvazione tramite firma digitale,
 
Secondo il Giudice adito, pertanto, nei contratti telematici a forma libera, il contratto si perfeziona mediante il semplice utilizzo del tasto negoziale virtuale, mentre le clausole vessatorie saranno efficaci e vincolanti tra le parti solo se specificamente approvate mediante l’apposizione di firma digitale.
 
Riguardo la conoscibilità delle condizioni generali, il Tribunale reputa che tale onere possa ritenersi assolto anche nell’ipotesi in cui esse  non siano riportate nel testo contrattuale, purché contenute in altre pagine del sito opportunamente richiamate mediante il relativo collegamento ipertestuale ( c.d. link ).
 
Peraltro, nel caso concreto, viene in rilievo una particolare clausola del regolamento contrattuale denominata “abuso di ebay”, invocata dalla resistente a giustificazione della sospensione dell’account della Clotec.
 
Secondo il Tribunale tale clausola è affetta da nullità  ed incapace di legittimare qualsivoglia sospensione dell’account.
 
Essa non può essere fatta valere né ai sensi dell’Art. 1453 c.c. (risolubilità del contratto per inadempimento), né ex Art. 1456 c.c. (clausola risolutiva espressa), né ex Art. 1341 c.c. in quanto priva della specifica sottoscrizione.
 
Del pari inapplicabile è  il disposto di cui all’Art. 1460 c.c., il quale conferisce al contraente la facoltà di rifiutare la prestazione a fronte dell'inadempimento di controparte.
 
Manca infatti, nel caso di specie, il requisito fondamentale della norma, costituito dalla conoscibilità delle regole sull’inadempimento che individuano i parametri per la valutazione degli standards del venditore.
 
Invero, le regole sull’inadempimento del venditore non sono contenute nell'Accordo per gli utenti e neppure richiamate tramite collegamenti ipertestuali. Inoltre, la tecnica di redazione delle regole relative agli standards ed all'inadempimento del venditore, difetta, secondo il Tribunale, di chiarezza ed univocità.
 
Tutte circostanze che possono generare confusione anche in una persona di media diligenza e non rendono edotto il contraente, in maniera puntuale e precisa, dell'ampiezza dei propri obblighi e della portata delle conseguenze di una eventuale violazione.
 
Infine, dopo aver dichiarato sussistente il fumus boni iuris, il Tribunale acclara anche l’integrazione del periculum in mora, giacché l'esclusione a tempo indeterminato dalla piattaforma di eBay della Clotec  ben potrebbe  determinare una situazione di insolvenza in capo a quest’ultima, tanto grave da poterne causare addirittura la esclusione dal mercato virtuale.
 
Per tali motivi, il Tribunale accoglie il reclamo della Clotec, ordina ad e-Bay l’immediata riattivazione dell’account illegittimamente sospeso e compensa le spese tra le parti.
Tribunale di Catanzaro, Sezione I Civile – Ordinanza 18 - 30 Aprile 2012




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