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I nuovi compensi professionali ai sensi del DM 140/2012

Il compenso degli avvocati dopo l'abrogazione delle tariffe professionali e dopo l'entrata in vigore del DM 140 del 2012

 

Approfondimento a cura di

Virginia Canali

avvocato del Foro di Viterbo

 

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nuove liquidazioni dopo il DM 140

Con la legge 27/2012 di conversione del decreto legge 1/2012, si è aperto un nuovo scenario sul sistema di determinazione del compenso dei professionisti appartenenti al sistema ordinistico.

Ai sensi del comma 1, art.1 del DM 20/07/2012 n°140 (relativo ai parametri che i giudici debbono utilizzare per determinare il costo della prestazione professionale in sede giudiziale), il giudice deve applicare, ai fini della liquidazione del compenso professionale e in difetto di accordo tra le parti, le disposizioni dello stesso decreto.

Pertanto i parametri previsti nel decreto ministeriale sono destinati all’esclusiva attività di liquidazione in sede giudiziaria, e il ricorso agli stessi è residuale, nel senso che si applicano solo dove non c’è l’accordo tra le parti; inoltre, la misura del compenso  ai sensi dell’art. 2233 c.c. deve  sempre essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro professionale.

La stessa relazione ministeriale, illustrativa del decreto, specifica che il ricorso ai parametri è concepito come ipotesi residuale e non fisiologica; appare chiaro che la soluzione su cui impostare il rapporto professionale, ai fini della determinazione del compenso, è il contratto professionista/cliente.

Nel 2006 con la legge 248 (cosiddetta legge “Bersani”) si erano apportate le prime significative modifiche ad un sistema tariffario strutturato su norme speciali collegate alle singole professioni e sui principi generali fissati dall’art.2233 c.c.

La legge 248/2006 stabiliva:

-la nullità dei patti tra avvocato e cliente su compensi professionali non redatti in forma scritta;

-la liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, nell’attività giudiziaria e di patrocinio a spese dello Stato, da parte del giudice in forza delle tariffe professionali;

-l’abrogazione del divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento di determinati obiettivi;

-la non obbligatorietà delle tariffe fisse o minime.

L’art. 9 del decreto legge 24/01/2012 n°1,  convertito con modifiche con la legge 27/2012, ha soppresso definitivamente le tariffe professionali testualmente stabilendo<< Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico……Sono abrogate le disposizioni vigenti che, per la determinazione del compenso del professionista, rinviano alle tariffe di cui al comma 1>>.

Viene pertanto sancito espressamente che il sistema tariffario per le professioni regolamentate è abrogato e con questo tutte le norme allo stesso collegate.

La misura del compenso deve essere preventivamente resa nota al cliente tramite preventivo di massima tenendo conto dell’importanza dell’opera e indicando le singole prestazioni con le rispettive voci di costo comprensive di oneri e contributi (art. 9 comma 4 decreto citato).

Inoltre, il compenso deve essere, ai sensi del secondo comma dell’articolo in oggetto, determinato con riferimento a parametri stabiliti dal Ministero nell’ipotesi di liquidazione da parte di un organo giudiziale.

 Conseguenze derivanti  da tali  nuovi principi sono:

-il compenso per prestazioni professionali deve essere  pattuito al momento dell’incarico necessariamente in virtù dell’art. 2233 c.c;

-viene ripristinata la centralità dell’accordo tra professionista e cliente;

-in mancanza di accordo, la norma menzionata non rinvia agli usi ed esclude implicitamente la necessità per il giudice di sentire, ai fini della liquidazione in sede giudiziaria,  il parere dell’associazione professionale di riferimento a cui si riferisce l’art. 2233 c.c dovendo valutare, a tal fine, l’importanza, la complessità dell’opera e il pregio della stessa che riflette in termini giustificativi il razionale rilievo del decoro della professione.

Recita testualmente la Relazione di accompagnamento al Decreto Ministeriale <<il presente decreto- avente natura evidentemente regolamentare stante i caratteri di generalità ed astrattezza delle previsioni che deve contenere- non può quindi riprendere la logica tariffaria della rigida predeterminazione di griglie liquidatorie, ma, orientando in modo tendenzialmente omogeneo la funzione giurisdizionale in relazione ai generali principi di ragionevolezza e unicuique suum tribuere, offra alla stessa “parametri” e non più “tariffe”>>.

Nuovo scenario o le vecchie tariffe sotto altre vesti?

 

Avv. Virginia Canali





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