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accordo interconfederale del 28 6 2011
Il testo dell'accordo interconfederale del 28 giugno del 2011, i livelli della contrattazione collettiva i soggetti legittimati alla contrattazione nazionale ed alal contrattazione decentrata, l'efficacia dei contratti colletivi, soggettiva ed oggettiva
 
L'accordo interconfederale di riforma della contrattazione collettiva del 28 giugno del 2011 ha l'obiettivo di definire regole certe relative ai soggetti, ai livelli, ai tempi ed all'efficacia della contrattazione collettiva.
 
Con riferimento alla struttura della contrattazione, viene mantenuta l'articolazione dell'accordo sul costo del lavoro del 1993 e, cioè, un contratto collettivo nazionale che definisce gli aspetti normativi ed economici comuni a tutti i lavoratori del settore ed un contratto collettivo aziendale che definisce gli aspetti economici e normativi relativi alle singole realtà produttive.
 
Per quel che riguarda i rapporti tra i due livelli di contrattazione, l'ambito delle competenze della contrattazione decentrata viene individuata dalla contrattazione nazionale, salva in ogni caso la possibilità di intese derogatorie.
 
L'accodo interconfederale del 28 giugno si è posto, inoltre, l'obiettivo di definire regole certe per l'individuazione dei soggetti legittimati alla contrattazione.
 
Per il livello nazionale, si tiene conto del numero delle deleghe all'incasso dei contributi sindacali e del dato elettivo rappresentato dal numero dei voti riportato da ciascuna sigla nell'ambito delle elezioni triennali delle RSU. Per la legittimazione a negoziare è richiesto  il raggiungimento di almeno il 5% dei lavoratori della categoria attraverso la ponderazione del dato elettivo e di quello associativo.

Per quel che riguarda la legittimazione a negoziare a livello decentrato, non si pone un problema in caso di formazione di RSU essendo unico l'organismo sindacale decentrato preposto alla tutela dei lavoratori e quindi legittimato alla contrattazione.
 
Laddove siano, invece, presenti le RSA, la legittimazione alla negoziazione è accertato sulla base del criterio della maggioranza tenuto conto del dato associativo. Legittimate alla negoziazione sono dunque le RSA che, nell'anno precedente, anche congiuntamente, siano state destinatarie del maggior numero di deleghe all'incasso dei contributi sindacali.

L'accordo interconfederale ha, altresì, definito le condizioni per rendere il contratto aziendale efficacia erga omnes in azienda (sia nei confronti dei lavoratori iscritti alle RSA firmatarie sia nei confronti degli altri).

In caso di formazione delle RSU è dunque richiesta l'approvazione da parte della maggioranza dei componenti delle RSU.
In caso di RSA è necessaria l'approvazione da parte delle rappresentanze che vantino il maggior  numero di deleghe aziendali ed in caso di istanza formulata entro 10 giorni dalla stipula dell'accordo da parte del 30% dei lavoratori in azienda o da parte di uno dei sindacati stipulanti l'accordo interconfederale, l'esito positivo di una consultazione referendaria indetta in azienda (necessaria la partecipazione di almeno il 50% dei lavoratori ed il voto favorevole della maggioranza.
 
L'efficacia erga omnes del contratto rimane limitata agli aspetti normativi ed economici non estendosi ai rapporti tra sindacati e datore di lavoro.
 
L'accordo interconfederale del giugno del 2011 ha stabilito, infine, procedure e condizioni specifiche per negoziare a livello aziendale intese derogatorie rispetto ai contenuti dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Le intese avranno efficacia generale se approvate dalle RSA d'intesa con le organizzazioni territoriali firmatarie dell'accordo interconfederale di riforma.


Le parti

premesso che

è interesse comune definire pattiziamente le regole in materia di rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori;
è obiettivo comune l’impegno per realizzare un sistema di relazioni industriali che crei condizioni di competitività e produttività tali da rafforzare il sistema produttivo, l’occupazione e le retribuzioni;
la contrattazione deve esaltare la centralità del valore del lavoro anche considerando che sempre più è la conoscenza, patrimonio del lavoratore, a favorire le diversità della qualità del prodotto e quindi la competitività dell’impresa;
la contrattazione collettiva rappresenta un valore e deve raggiungere risultati funzionali all’attività delle imprese ed alla crescita di un’occupazione stabile e tutelata e deve essere orientata ad una politica di sviluppo adeguata alle differenti necessità produttive da conciliare con il rispetto dei diritti e delle esigenze delle persone;
è essenziale un sistema di relazioni sindacali e contrattuali regolato e quindi in grado di dare certezze non solo riguardo ai soggetti, ai livelli, ai tempi e ai contenuti della contrattazione collettiva ma anche sull’affidabilità ed il rispetto delle regole stabilite;
fermo restando il ruolo del contratto collettivo nazionale di lavoro, è comune l’obiettivo di favorire lo sviluppo e la diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello per cui vi è la necessità di promuoverne l’effettività e di garantire una maggiore certezza alle scelte operate d’intesa fra aziende e rappresentanze sindacali dei lavoratori,

tutto ciò premesso le parti convengono che

ai fini della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria, si assumono come base i dati associativi riferiti alle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori. Il numero delle deleghe viene certificato dall’INPS tramite un’apposita sezione nelle dichiarazioni aziendali (Uniemens) che verrà predisposta a seguito di convenzione fra INPS e le parti stipulanti il presente accordo interconfederale. I dati così raccolti e certificati, trasmessi complessivamente al CNEL, saranno da ponderare con i consensi ottenuti nelle elezioni periodiche delle rappresentanze sindacali unitarie da rinnovare ogni tre anni, e trasmessi dalle Confederazioni sindacali al CNEL. Per la legittimazione a negoziare è necessario che il dato di rappresentatività così realizzato per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro;

il contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale;
la contrattazione collettiva aziendale si esercita per le materie delegate, in tutto o in parte, dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria o dalla legge;

i contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all’interno dell’azienda se approvati dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette secondo le regole interconfederali vigenti;

in caso di presenza delle rappresentanze sindacali aziendali costituite ex art. 19 della legge n. 300/70, i suddetti contratti collettivi aziendali esplicano pari efficacia se approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali costituite nell’ambito delle associazioni sindacali che, singolarmente o insieme ad altre, risultino destinatarie della maggioranza delle deleghe relative ai contributi sindacali conferite dai lavoratori dell’azienda nell’anno precedente a quello in cui avviene la stipulazione, rilevati e comunicati direttamente dall’azienda. Ai fini di garantire analoga funzionalità alle forme di rappresentanza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, come previsto per le rappresentanze sindacali unitarie anche le rappresentanze sindacali aziendali di cui all’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, quando presenti, durano in carica tre anni. Inoltre, i contratti collettivi aziendali approvati dalle rappresentanze sindacali aziendali con le modalità sopra indicate devono essere sottoposti al voto dei lavoratori promosso dalle rappresentanze sindacali aziendali a seguito di una richiesta avanzata, entro 10 giorni dalla conclusione del contratto, da almeno una organizzazione firmataria del presente accordo o almeno dal 30% dei lavoratori dell’impresa. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. L’intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti;

i contratti collettivi aziendali, approvati alle condizioni di cui sopra, che definiscono clausole di tregua sindacale finalizzate a garantire l’esigibilità degli impegni assunti con la contrattazione collettiva, hanno effetto vincolante esclusivamente per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed associazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale operanti all’interno dell’azienda e non per i singoli lavoratori;

i contratti collettivi aziendali possono attivare strumenti di articolazione contrattuale mirati ad assicurare la capacità di aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi. I contratti collettivi aziendali possono pertanto definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro. Ove non previste ed in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell’azienda, i contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali firmatarie del presente accordo interconfederale, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell’impresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro. Le intese modificative così definite esplicano l’efficacia generale come disciplinata nel presente accordo;
le parti con il presente accordo intendono dare ulteriore sostegno allo sviluppo della contrattazione collettiva aziendale per cui confermano la necessità che il Governo decida di incrementare, rendere strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure – che già hanno dimostrato reale efficacia – volte ad incentivare, in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega aumenti di retribuzione al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza, efficacia ed altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività nonché ai risultati legati all’andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendale.
martedì 28 giugno 2011

CGIL

CONFINDUSTRIA


CISL




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