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Azione di riduzione: le faq
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Che cosa è l'azione di riduzione?

L'azione di riduzione è rivolta alla tutela della quota di riserva spettante alla categoria dei successori necessari, i legittimari (coniuge, figli legittimi, legittimati, naturali e adottivi nonchè, in mancanza di questi, gli ascendenti legittimi o naturali) in quanto abbiano ricevuto meno di quanto spettante sulla base della legge o non abbiano ricevuto nulla.

Chi può esperire l'azione di riduzione?

Come sopra chiarito, l'azione di riduzione, al fine di vedere reintegrata la quota di riserva, può essere esperita dalla categoria dei legittimari ossia i figli legittimi, legittimati, naturali e adottivi, in loro mancanza gli ascendenti e, in ogni caso, il coniuge

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Quali sono le condizioni per esperire l'azione di riduzione?

Innanzitutto occorre che il legittimario sia stato pretermesso (cioè escluso dalla sucecssione) o leso nella quota di riserva (abbia, cioè, percepito una quota di beni inferiore a quella spettante sulla base delle disposizioni codicistiche. Tale verifica implica la c.d. riunione fittizia e, cioè, la somma dell'attivo ereditario e delle donazionie ffettuate in vita dal de cuius.
In secondo luogo occorre che l'erede leso nella quota di riserva accetti l'eredità con il beneficio di inventario e che imputi alla sua quota i legati e le donazioni ricevute.

Entro che termine può esperirsi l'azione di riduzione?

Il termine per esperire l'azione di riduzione è di dieci anni e decorre, secondo la più recente giurisprudenza della Suprema Corte, dall'accettazione dell'eredità o dall'apertura della successione a seconda che la lesione della quota di riserva sia stata determinata da un'istituzione ereditaria ovvero da donazioni
L'azione di riduzione delle donazioni però non può esperirsi decorsi venti anni dalla donazione salvo che i figli o il coniuge del de cuius non abbiano notificato e trascritto un atto di opposizione alla donazione lesiva.


L'azione di riduzione può esperirsi anche nel caso in cui vi siano state donazioni dissimulate da apparenti compravendite a prezzo inferiore a quello di mercato?

Si l'azione di riduzione, in tal caso, va esperita unitamente ad un'azione di simulazione avente ad oggetto l'apparente compravendita. In tale caso, anzi, la giurisprudenza più recente della Cassazione ha affermato che il legittimario non subisce le limitazioni di prova previste in tema di simulazione dall'art. 1417 cc e può dunque avvalersi sia della prova per testi sia della prova presuntiva.

Come può essere lesa la quota di riserva?

La quota di riserva dei legittimari può essere lesa da donazioni compiute in vita dal de cuius ovvero da disposizioni testamentarie a titolo di istituzioni d'erede o a titolo di legato.

Ai fini dell'esperimento dell'azione di riduzione, come si verifica se è stata lesa la quota di riserva?

A tale fine occorre effettuare la riunione fittizia, sommando a quanto lasciato dal de cuius nel proprio patrimonio ereditario (sottratti dunque i debiti) il valore delle donazioni effettuate in vita. Le quote di riserva sono poi dettagliatamente indicate agli artt. 537 e ss del cc.

Come si riducono le disposizioni testamentarie e le donazioni?

Prima si procede alla riduzione delle disposizioni testamentarie proporzionalmente senza distinzioni tra disposizioni a titolo aprticolare ed universale, poi si procede alal riduzione delle donazioni procedendo a ritroso dalla più recente alla più risalente

Quali sono le conseguenze dell'azione di riduzione?

L'azione di riduzione determina l'inefficacia della disposizione lesiva per il legittimario che abbia utilmente coltivato l'azione. Potrà dunque, successivamente o contestualmente, esperire l'azione di restituzione nei riguardi del beneficiario della disposizione lesiva della quota di riserva o nei riguardi di eventuali terzi acquirenti. Il bene che forma oggetto di riduzione si riacquista libero di pesi ed oneri
 




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