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brevetto unico europeo

Il brevetto unico europeo - la nuova procedura più snella e meno costosa per il rilascio del brevetto unico europeo, l'abrogazione dell'obbligo di convalida presso gli stati membri

 

Approfondimento a cura di 

 

Avv. Maurizia Venezia

 

Studio Legale Di Vizio & Venezia – Audit aziendale e UBE

 

 

dello stesso autore

 

il contratto di rete

 

 

Potenziare la cooperazione interaziendale è un must per le nostre aziende, specie quando l’aggregazione di più realtà imprenditoriali si accompagni la titolarità di un brevetto per invenzione industriale, che consenta loro di primeggiare in innovazione e tecnologia. Presto quasi tutti i Paesi aderenti all’UE potranno avvantaggiarsi del brevetto europeo; tutti tranne l’Italia e la Spagna, per ragioni prettamente campanilistiche, che speriamo vengano messe da parte per fare i veri interessi della piccola e media imprenditoria italiana.

 

Brevetto unico europeo: un assist alle piccole e medie imprese europee per rafforzare la ricerca e  l’innovazione. Italia e Spagna si chiamano fuori, ma potranno ripensarci...

 

Ci sono voluti  circa 40 anni, infiniti rimandi e discussioni, qualche polemica e finalmente il brevetto unico europeo è giunto al capolinea, potendo trovare applicazione a partire dal prossimo anno nei 23 Paesi che hanno aderito alla “cooperazione rafforzata”. E’ quanto il Parlamento europeo ha deliberato nella seduta dell’11 dicembre scorso, approvando con ampi margini di maggioranza il pacchetto legislativo - due regolamenti ed un accordo internazionale -  che detta regole uniformi in tutta l’UE in materia di procedure di  deposito e registrazione di brevetti per invenzioni industriali. La nuova disciplina brevettuale aveva superato l’esame “politico” del Consiglio dell’Unione europea. Fino ad oggi, chiunque avesse inventato un prodotto, processo o metodo di lavorazione, nuovo, in quanto non compreso nello stato dell’arte e non noto ad un esperto del ramo, e suscettibile di applicazione industriale, poteva presentare domanda di brevettazione presso gli uffici brevetti dei singoli Stati membri o l’Ufficio europeo dei brevetti, in applicazione della convenzione sul brevetto europeo (CBE). Tuttavia, una volta rilasciato, il brevetto europeo aveva bisogno della convalida nei singoli Stati membri, con aggravio di spese e tempi per l’interessato, spesso fuorviato e disincentivato dalla complessità del sistema.

Con una procedura ed un atto unico e senza necessità di convalida sarà da oggi  possibile ottenere la protezione esclusiva in quasi tutti i Paese aderenti all’UE. Quindi, tempistica abbreviata e notevole risparmio sui costi di registrazione: secondo i dati forniti dall’Europarlamento dai 12.500 euro di oggi per ottenere la tutela in soli 13 Paesi UE, ai 980 euro con validità del brevetto in 25 Stati membri. Le spese di traduzione della domanda, che per quanto riguarda le imprese dovrà essere presentata in francese, inglese o tedesco, verranno interamente rimborsate per le piccole e medie imprese con sede nell’UE.  Effetti auspicati della riforma: favorire il progresso scientifico e tecnologico, la competitività delle imprese europee e snellire il funzionamento del mercato interno.

L’Italia, per il momento, ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia insieme alla Spagna, perché contraria al regime linguistico prescelto, manifestando l’esigenza di individuare un sistema che prediliga per i brevetti europei la lingua madre dell’inventore, con traduzione solo in inglese.  I due Paesi dissidenti potranno decidere di aderire alle nuove regole in qualsiasi momento, anche in ragione degli obiettivi della cooperazione rafforzata di promuovere l’integrazione degli Stati membri e rafforzare la cooperazione, ed è auspicabile che lo facciano, per non gravare le proprie imprese di costi aggiuntivi in quanto soggette ancora alla doppia registrazione, nazionale ed europea e quindi alla doppia tassazione. 

 

Avv. Maurizia Venezia -Studio Legale Di Vizio & Venezia – Audit aziendale e UBE – (info@dviure.com) 

 





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