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commissario ad acta: reclami e ricorsi
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il giudizio di ottemperanza dopo il correttivo al codice

Il commissario ad acta è l'organo cui è demandato il compito di curare la corretta ottemperanza della sentenza del giudice amministrativo.
Sulla natura giuridica del commissario ad acta con le relative implicazioni in ordine ai rimedi esperibili avverso gli atti dello stesso, si erano prospettate, prima dell'entrata in vigoe del codice dle processo amministrativo, tre tesi: a) organo ausiliario del giudice; b) organo straordinario dell'amministrazione; c) organo misto, per alcuni aspetti ausiliario dell'amministrazione e per altri del giudice.
Il codice ha recepito la tesi del commissario ad acta quale ausiliario del giudice ed ha inserito la relativa figura nel capo IV relativo, per l'appunto, agli usiliari del giudice.
L'art. 21 del CPA prevede, infatti, che nell'ambito della propria giurisdizione, il GA, ove debba sostituirsi all'amministrazione, può nominare, come proprio ausiliario, un commissario ad acta.
Ne consegue che il controllo degli atti del commissario spetta allo stesso giudice dell'ottemperanza attraverso il reclamo.
Si era posto, in sede di prima applicazione delle norme del CPA, il problema se il rimedio del reclamo avverso gli atti del commissario ad acta fosse esperibile anche da parte del terzo (in tal senso si era pronunciato il Consiglio di Stato, Sez V, con la sentenza n 5391 del 28 settembre 2011).
Il testo finale del primo decreto correttivo al codice ha limitato alle parti del giudizio dell'esecuzione della cui sentenza si controverte, la possibilità di adire il giudice dell'ottemperanza con lo strumento del reclamo.
L'art. 114 comma 6, nel testo introdotto dal decreto correttivo, prevede che: "le parti nei cui confronti si è formato il giudicato" possano proporre reclamo al giudice dell'ottemperanza avverso gli atti del commissario ad acta, con atto da notificare e depositare presso la cancelleria del giudice dell'ottemperanza entro sessanta giorni.
Per i terzi è stato, invece, stabilito che le loro contestazioni vadano introdotte con il rito ordinario in quanto, quali soggetti estranei al giudicato, non sono soggetti al relativo vincolo.
 

Procedimento
Art. 114

1. L'azione si propone, anche senza previa diffida, con ricorso notificato alla pubblica amministrazione e a tutte le altre parti del giudizio definito dalla sentenza o dal lodo della cui ottemperanza si tratta; l'azione si prescrive con il decorso di dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza.
2. Unitamente al ricorso e' depositato in copia autentica il provvedimento di cui si chiede l'ottemperanza, con l'eventuale prova del suo passaggio in giudicato (1).
3. Il giudice decide con sentenza in forma semplificata.
4. Il giudice, in caso di accoglimento del ricorso:
a) ordina l'ottemperanza, prescrivendo le relative modalita', anche mediante la determinazione del contenuto del provvedimento amministrativo o l'emanazione dello stesso in luogo dell'amministrazione;
b) dichiara nulli gli eventuali atti in violazione o elusione del giudicato;
c) nel caso di ottemperanza di sentenze non passate in giudicato o di altri provvedimenti, determina le modalita' esecutive, considerando inefficaci gli atti emessi in violazione o elusione e provvede di conseguenza, tenendo conto degli effetti che ne derivano;
d) nomina, ove occorra, un commissario ad acta;
e) salvo che cio' sia manifestamente iniquo, e se non sussistono altre ragioni ostative, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato; tale statuizione costituisce titolo esecutivo.
5. Se e' chiesta l'esecuzione di un'ordinanza il giudice provvede con ordinanza.
6. Il giudice conosce di tutte le questioni relative all'ottemperanza, nonche', tra le parti nei cui confronti si e' formato il giudicato, di quelle inerenti agli atti del commissario ad acta. Avverso gli atti del commissario ad acta le stesse parti possono proporre, dinanzi al giudice dell'ottemperanza, reclamo, che e' depositato, previa notifica ai controinteressati, nel termine di sessanta giorni. Gli atti emanati dal giudice dell'ottemperanza o dal suo ausiliario sono impugnabili dai terzi estranei al giudicato ai sensi dell'articolo 29, con il rito ordinario (2).
7. Nel caso di ricorso ai sensi del comma 5 dell'articolo 112, il giudice fornisce chiarimenti in ordine alle modalita' di ottemperanza, anche su richiesta del commissario.
8. Le disposizioni di cui al presente Titolo si applicano anche alle impugnazioni avverso i provvedimenti giurisdizionali adottati dal giudice dell'ottemperanza.
9. I termini per la proposizione delle impugnazioni sono quelli previsti nel Libro III.
(1) Comma sostituito dall'articolo 1, comma 1, lettera dd), numero 1), del D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
(2) Comma sostituito dall'articolo 1, comma 1, lettera dd), numero 2), del D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.




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