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La conferenza di servizi istruttoria e decisoria
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La conferenza di servizi istruttoria e decisoria
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La legge sul procedimento amministrativo conosce essenzialmente due distinte tipologie di conferenza di servizi, la decisoria e l'istruttoria. Ulteriori specifiche forme di conferenze di servizi disciplinate dall'art. 14 della L. n. 241 del 1990 sono la conferenza trasversale che è un tipo speciale di conferenza istruttoria che coinvolge più amministrazioni che curano interessi distinti nella stssa materia e la conferenza preliminare che è promossa su istanza del privato che intenda conoscere prima della presentazione del progetto definitivo a quali condizioni tale progetto sarà assentito dalle amministrazioni chiamate a pronunciarsi al riguardo.
Sia la conferenza istruttoria che quella decisoria sono convocate su istanza del responsabile del procedimento, ove competente, ovvero su istanza del funzionario compretente all'adozione del provvedimento cui è preordinato il procedimento. La finalità della conferenza istruttoria è quella della ponderazione, nel seno della conferenza, degli interessi curati dalle amministrazioni coinvolte. La finalità della conferenza decisoria è, invece, quella dell'acquisizione degli atti di assenso comunque denominati o di concerto necessari per l'adozione del provvedimento finale. La conferenza decisoria è obbligatoria qualora l'atto di assenso richiesto non sia pervenuto nel termine di trenta giorni dallla richiesta, è facoltativa nel caso in cui sia stato negato.
Secondo l'interpretazione della giurisprudenza amministrativa dominante, la conferenza decisoria non costituisce organo autonomo cui sia riferibile il provvedimento pluristrutturato finale ma un semplice modulo procedimentale preordinato all'adozione del provvedimento finale da parte dell'amministrazione che ne abbia curato l'indizione.
Deve, poi, mantenersi distinta la determinazione finale assunta in sede di conferenza di servizi, che costituisce un mero atto endoprocedimentale, dal provvedimento finale, unico atto autonomamente lesivo e perciò impugnabile nel termine decadenziale.
Il ricorso, ha puntualizzato la giurisprudenza amministrativa, deve poi notificarsi a tutte le amministrazioni i cui atti di assenso siano stai sostituiti dalla determinazione conclusiva della conferenza dei servizi.
Sotto il profilo del procedimento, deve, in particolare, segnalarsi come il dissenso delle amministrazioni convocate deve necessariamente essere espresso atteso che, in difetto, si considera come acquisito il consenso e che la determinazione finale non deve essere necessariamente assunta a maggioranza ma tenuto conto degli interessi prevalenti emersi.
 
 
 


 
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