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diffamazione a mezzo stampa "telematica"
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E’ punibile per il reato di cui all’art. 57 c.p. il direttore di un giornale telematico nel caso di diffamazione compiuta per mezzo della pubblicazione e diffusione on line di un articolo giornalistico?

     La Suprema Corte, con una recente pronuncia, è tornata ad occuparsi della responsabilità del direttore del giornale per l’ipotesi del reato di diffamazione commesso a mezzo stampa.
     La condotta omissiva del direttore responsabile del giornale, prevista e punita dall’art. 57 c.p., consiste nel non aver attivato i dovuti controlli per evitare che –col mezzo della stampa e sul giornale in questione- si ledesse dolosamente la reputazione di terze persone.
     La sentenza in oggetto si differenzia dalle numerose pronunce che, nel corso degli anni, hanno più volte esaminato la responsabilità penale in caso di informazione diffusa per il mezzo della carta stampata, in quanto tratta in particolare della diffusione dell’articolo giornalistico sul web.
     In particolare, si è posta la questione se il direttore del giornale on line debba o meno rispondere del reato di diffamazione per omesso controllo ex art. 57 c.p., commesso tramite la pubblicazione e diffusione sul web di un articolo giornalistico.
   La conclusione cui è giunta la Suprema Corte (Cass. Pen., Sez V, 1 ottobre 2010, n. 35511)  è stata quella di ritenere “non punibile ai sensi dell’art. 57 c.p. il direttore del giornale on line nel caso di pubblicazione di un articolo dal contenuto diffamatorio” e di annullare senza rinvio la sentenza impugnata perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato.”
Tale soluzione si basa essenzialmente su 3 argomentazioni:
1)    la non assimilabilità del prodotto del mezzo telematico al concetto di “carta stampata”;
2)    le limitazioni di responsabilità nei reati commessi in rete per gli access provider, i service provider e gli hosting provider e l’esclusione di responsabilità per i coordinatori dei blog e dei forum disposte dall’art. 14 del D.l.vo n. 70/2003;
3)    la sussistenza del divieto di interpretazione analogica in malam partem.
Per quanto riguarda la prima argomentazione, la Corte, basandosi su un’interpretazione letterale sia dell’art. 57 c.p.( il quale si riferisce esclusivamente al concetto di “carta stampata”), sia dell’art. 595, comma III, c.p. (il quale distingue nettamente la stampa dagli altri mezzi di pubblicità) è giunta a concludere per la non assimilabilità di internet (rectius del suo prodotto) al concetto di stampato. Dalla predetta normativa, così come dalla L. 47/48, emerge, infatti, che affinché possa parlarsi di “stampa”, è necessaria la coesistenza di due requisiti: a) la riproduzione tipografica; b) la distribuzione e diffusione tra il pubblico del prodotto di tale attività. Tali caratteristiche non coesistono nel messaggio diffuso in forma telematica, il quale pur essendo in alcuni casi “stampabile”, non riproduce stampati.
Con la seconda argomentazione, la Corte ha richiamato il disposto normativo dell’art. 14 del D.l.vo n. 70/2003 il quale dispone che non sono punibili per i reati commessi in rete gli access provider, i service provider e gli hosting provider, tranne nel caso in cui gli stessi fossero a conoscenza del contenuto criminoso del messaggio diffuso (ma in tale ultimo caso essi non risponderebbero del reato di cui all’art. 57 c.p., che prevede una responsabilità a titolo di colpa, bensì risponderebbero a titolo di concorso nel reato doloso di cui all’art. 595 c.p.). Qualsiasi tipo di coinvolgimento va, inoltre, escluso (tranne, ovviamente, il caso di concorso doloso) per i coordinatori dei blog e dei forum. A queste ultime figure, secondo la Corte, è certamente assimilabile la figura del direttore del giornale diffuso sul web.
Con l’ultima argomentazione, infine, la Corte ha chiarito che argomentando differentemente, cioè ritenendo responsabile il direttore del giornale telematico in analogia con il direttore del giornale stampato ex art. 57 c.p., si finirebbe, sotto il profilo strettamente giuridico, per violare il divieto di analogia in malam partem. Da un punto di vista strettamente pratico, invece, considerando il carattere di interattività (cioè di possibilità di interferire sui testi che si leggono e si utilizzano) del giornale telematico, si finirebbe per gravare eccessivamente (o di vanificare del tutto) il dovere di controllo del direttore del giornale telematico.
 





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