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estorsione e esercizio arbitrario ragioni |
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La Cassazione Penale, con la sentenza n 49564 del 2-24 dicembre 2009 ha chiarito come integri il reato di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, la richiesta di adempimento di un preteso debito che si estrinsechi con modalità del tutto eccedenti e sproporzionate rispetto all'esercizio del preteso diritto.
Notoriamente, l'elemento che vale a distinguere il delitto di
estorsione di cui all'art. 629 cp da quello di esercizio arbitrario
delle proprie ragioni di cui all'art. 393 cp non è tanto la materialità
del fatto che può anche coincidere quanto il differente requisito
psicologico giacchè, mentre nell'esercizio arbitrario delle proprie
ragioni, l'agente pone in essere la condotta nella convinzione della
spettanza del diritto medesimo, con la condotta estorsiva l'autore mira
a conseguire un vantaggio ingiusto che sa non spettargli.
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difesa penale, per consulenza e assistenza in materia penale e, in particolare, sui delitti di estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni
ponga il suo quesito
Ne consgue che, secondo la giurisprudenza consolidata della Suprema Corte cui la pronuncia in esame si è uniformata, ove la condotta materiale si sia concretizzata in manifestazioni sproporzionate e gratuite di violenza, consistenti in lesioni personali, sevizie o sequestro di persona, non potrà che concludersi, al di là della posizione sostanziale sottesa, per l'ingiustizia del vantaggio perseguito e per l'integrazione del più grave delitto di estorsione.
Corte Cass pen n 49564 del 2009
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