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Cassa Nazionale degli Ingegneri e Architetti: le pensioni ai superstiti

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(artt. 2 e 8 della L. n. 6/1981; artt. 25 e 30 dello Statuto)

Le pensioni di vecchiaia, di anzianità, di inabilità, di invalidità e la prestazione previdenziale contributiva di cui all’art. 40 dello Statuto erogate dalla Cassa Nazionale degli Ingegneri sono reversibili ai superstiti.
Le categorie dei superstiti sono il coniuge, cui la pensione diretta è reversibile nella misura del 60% con l’aggiunta del 20% per ogni figlio minorenne o maggiorenne inabile a proficuo lavoro sino al raggiungimento della misura massima del 100%, in mancanza del coniuge, le pensioni dirette erogate dalla Cassa Nazionale di ingegneri e architetti sono reversibili, nella misura del 60%, in favore del figlio minorenne e del maggiorenne inabile a proficuo lavoro, con un’aggiunta del 20% per ogni altro figlio minorenne o maggiorenne inabile a proficuo lavoro, fino ad un massimo pari al 100% della misura della pensione diretta.
Le sopra indicate categorie di superstiti hanno, altresì, diritto di percepire la pensione indiretta (nei casi e con le percentuali previste per la pensione di reversibilità) nel caso in cui l’iscritto alla Cassa Nazionale degli ingegneri deceda prima di aver maturato i requisiti per la pensione, a condizione che detto iscritto abbia maturato, al momento del decesso, almeno due anni anche non consecutivi di effettiva iscrizione e contribuzione ad Inarcassa (si prescinde dall'anzianità minima quando l'evento è causato da infortunio).
La pensione è calcolata con le stesse modalità previste per la pensione di vecchiaia, con riferimento all'anzianità maturata dall’iscritto al momento del decesso. La pensione minima è ridotta in trentesimi in base all’anzianità dell’iscritto al momento del decesso. E’ previsto, però, un importo minimo di tale pensione che è pari a venti trentesimi dell’importo della pensione minima
Ai fini dell’erogazione della pensione indiretta e di reversibilità, ai figli minori sono equiparati i figli maggiorenni studenti, non oltre il compimento del ventunesimo anno di età nell’ipotesi di corsi di studio di scuola media superiore, ovvero nell’ipotesi di corsi di studio universitari, sino al compimento del ventiseiesimo anno di età.




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