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Cassa Nazionale Geometri: i filoni della giurisprudenza

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Tra i recenti filoni di Giurisprudenza riguardanti la Cassa Nazionale dei Geometri, merita segnalarsi l’orientamento che ha ritenuto applicabile alla Cassa il nuovo regime prescrizionale stabilito dall’art. 3 commi 9 e 10 della L. n. 335/95 e conseguentemente inammissibile una retrodatazione dell’iscrizione in relazione a periodi relativamente ai quali i termini di prescrizione della relativa contribuzione siano già decorsi; ciò in applicazione della normativa richiamata che sancisce l’indisponibilità della prescrizione e la conseguente irricevibilità dei contributi prescritti (si vedano Cass. Civ. Sez. lav. n. 6340/05; Cass. Civ. Sez. Lav. n. 24863/05; Cass. Civ. Sez. Lav. n. 23116/04; Cass. Civ. Sez. Lav. n. 330/2002; Cass. Civ. Sez. Lav. 9525/2002).
    Ulteriore filone di Giurisprudenza di legittimità particolarmente rilevante, anche in relazione alle possibili ripercussioni su tutto il settore della previdenza libero professionale, è quello che ha dichiarato l’illegittimità di una modificazione dei requisiti d’accesso alla pensione d’anzianità disposta con regolamento da parte della Cassa Nazionale dei Geometri; la Suprema Corte ha espresso, al riguardo, il principio di diritto a mente del quale la Cassa ha esclusivamente il potere di modificare i criteri di determinazione dei trattamenti pensionistici e non quello di modificarne i requisiti d’accesso, ai sensi dell’art. 3 comma 12 della L. n. 335/95 (si vedano Cass. Civ. Sez. Lav. n. 7010/2005 e Cass. Civ. Sez. Lav. n. 16650/05).
    Un ulteriore rilevante filone di Giurisprudenza di cui è doveroso fare menzione, è quello che, con riferimento all’innalzamento delle aliquote per il calcolo dei trattamenti pensionistici dall’1,75% al 2% disposto con D.M. 29 del 19 gennaio 1988, ne ha disposto l’applicazione anche ai trattamenti pensionistici già liquidati ed in corso di godimento in contrasto con quanto ritenuto dalla Cassa che applicava la nuova aliquota esclusivamente ai trattamenti pensionistici maturati successivamente all’approvazione del Decreto Ministeriale (Cass. Civ. Sez., I n. 15191/2003; Cass. Civ. Sez. Lav. n. 8267/2003 e Cass. Civ. Sez. Lav. n. 9265/1997).
    Tra le recenti pronunce della Suprema Corte rese nei confronti di Cassa Geometri, si segnala Cass. Civ. Sez. lav. n. 16067/2004 che ha affrontato la questione dell’assoggettabilità a contribuzione (contestata dal professionista) di redditi e volumi d’affari esposti nella dichiarazione dei redditi dei quali, tuttavia, era contestata la riconducibilità a prestazioni di natura professionale (nella specie si trattava di consulenze di tipo finanziario).
    Cass Civ. Sez. Lav. n. 16388/2004 ha invece affrontato la questione del termine prescrizionale applicabile a ratei di pensione non ancora liquidati da Cassa Geometri, precisando che lo stesso è quello ordinario decennale anche laddove la pensione, pur none essendo stata liquidata, è di pronta e facile liquidazione.
    Tra le sentenze più risalenti, si segnala Cass. Civ. Sez. lav. n. 12794/2003 che ha precisato, in relazione all’art. 7 della l. n. 544/1988 che prevede che i trattamenti pensionistici corrisposti dalle Casse previdenziali dei liberi professionisti non possono essere di importo inferiore a quello minimo a carico del FPLD, che il diritto a tale integrazione spetta solo concorrendo i requisiti reddituali previsti per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
    Si segnala, altresì, Cass. Civ. Sez. Lav. n. 3911/2002 da cui è desumibile il principio per il quale non è sufficiente la mera iscrizione all’Albo e l’apertura della partita IVA ai fini dell’integrazione dell’obbligo di iscrizione alla Cassa Geometri essendo, a tal fine, necessaria la continuità dell’attività professionale.
    Merita, infine, una menzione Corte Cost. n. 243/92 che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 2 quinto comma della L. n. 773/1982 che prevedeva il c.d. sottominimo e, cioè, una clausola per la quale il minimo di pensione non poteva eccedere la media del reddito professionale degli ultimi dieci anni dichiarato dall’iscritto ai fini dell’IRPEF.





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