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Inarcassa: Quadro sul sistema di previdenza

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L’iscrizione a Inarcassa può avvenire tanto su domanda che d’ufficio ed è obbligatoria in presenza di iscrizione all’Albo, insussistenza di altra posizione previdenziale in dipendenza di diversa attività lavorativa contestualmente svolta, esercizio continuativo della professione (presunto in caso di apertura della partita I.V.A.).
Possedendo i requisiti di cui sopra (la continuità dell’esercizio, come detto, è presunta in caso di apertura della partita I.V.A.), il professionista deve inoltrare, entro il termine per la presentazione delle comunicazioni obbligatorie alla Cassa, “comunicazione di iscrivibilità” essendo, in difetto, soggetto ad una sanzione amministrativa (cfr. artt. 7 e 8 dello Statuto e art. 21 della L. n. 6/81).
E’ previsto, a carico degli iscritti a Inarcassa, un contributo soggettivo obbligatorio nella misura del 10% del reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF sino al limite di Euro 76.650,00 (per il 2005) e nella misura del 3% per la quota reddituale eccedente.
E’ previsto un contributo minimo ed il dimezzamento della contribuzione dovuta per coloro che si iscrivano a Inarcassa per la prima volta prima dei 35 anni e che inizino la professione (il contributo minimo, per questi ultimi, è ridotto nella misura di 1/3) (cfr. gli artt. 9 L. n. 6/81 e 22 dello Statuto) .
E’ previsto, a carico di tutti gli iscritti all’Albo, l’obbligo di applicare una maggiorazione percentuale del 2% (contributo integrativo) su tutti i corrispettivi rientranti nel volume d’affari ai fini dell’IVA e di versarne alla Cassa il relativo ammontare.
L’obbligo è esteso alle Associazioni e Società di professionisti, con riferimento alle attività professionali espletate di relativi componenti iscritti all’Albo (in tal senso la norma Statutaria – art. 23 è diversa da quella di legge – art. 10 della L. n. 6/81 che prevedeva il versamento della contribuzione integrativa su un volume d’affari pari alla quota degli utili spettanti al professionista).
E’ previsto l’obbligo di applicare la maggiorazione percentuale a carico delle Società di Ingegneria.
E’ previsto un contributo integrativo minimo ridotto a 1/3 per coloro che si iscrivano a Inarcassa per la prima volta prima dei 35 anni e che inizino la professione (cfr. art. 23 dello Statuto).
I contributi si prescrivono nel termine di cinque anni dal momento in cui nascono le rispettive obbligazioni (cfr. art. 38 dello statuto).
Tutti gli iscritti agli albi degli Ingegneri ed Architetti devono comunicare, entro il 31 agosto se in forma cartacea, entro il 31 ottobre se in forma telematica, i dati relativi al reddito professionale prodotto ed al volume d’affari realizzato.
Le società di professionisti e di ingegneria devono comunicare il volume d’affari complessivo e quello assoggettabile a contribuzione soggettiva ed integrativa (nonchè la quota non soggetta a contribuzione integrativa in quanto relativa a rapporti di collaborazione tra professionisti).
Il ritardo o l’omissione della suddetta comunicazione nonché l’infedeltà della stessa, per contrasto con le risultanze delle relative dichiarazioni fiscali, comportano l’applicazione di una sanzione pari al 40% dei contributi evasi.
Il ritardo comporta anche una sanzione pari al 15% del contributo minimo dell’anno (cfr. art. 36 dello statuto).
I contributi minimi sono riscossi mediante ruoli.
Le eccedenze contributive eventualmente dovute debbono essere pagate, per metà, entro la data dell’invio della comunicazione relativa a redditi e volumi d’affari e, per l’altra metà, entro il 31 dicembre successivo.
Il ritardo nel pagamento dei contributi comporta l’applicazione di sanzioni. Inarcassa può procedere alla riscossione delle somme insolute a titolo di contributi ed accessori, iscrivendo il relativo importo a ruolo ed avvalendosi della normativa relativa alla riscossione delle imposte dirette (cfr. art. 37 dello Statuto).
Per coloro che cessino dall’iscrizione all’Inarcassa, senza aver maturato il diritto a pensione, ed abbiano almeno 65 anni d’età ed almeno 5 anni di contributi, è prevista la possibilità di conseguire una pensione sulla base della contribuzione soggettiva versata (esclusa la quota sottoposta al contributo del 3%), con modalità di calcolo contributiva (come per la pensione supplementare).
E’ stato, quindi, eliminato l’istituto della restituzione dei contributi previsto a favore di coloro che, cancellati dall’ente e con 65 anni d’età, non avessero, tuttavia, maturato il diritto a prestazione.
Tale diritto era esteso anche a favore dei superstiti non aventi titolo alla pensione indiretta.
L’Inarcassa corrisponde pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità, inabilità, reversibilità ed indirette.
Tutte le pensioni sono corrisposte su domanda e, salvo che per vecchiaia, reversibilità ed indirette (che decorrono dalla data dell’evento), decorrono dalla data di presentazione della domanda (cfr. art. 1 della L. n. 6/81).
La pensione di vecchiaia è corrisposta con 65 anni d’età e 30 anni di contributi e si calcola prendendo, come base pensionabile, la media dei migliori 20 redditi professionali dichiarati per i 25 anni anteriori alla maturazione del diritto a pensione (i redditi sono presi in considerazione sino al limite di reddito su cui si paga il contributo al 10% - Euro 76.650,00 per il 2005 - si arriva alla media dei 20 gradualmente – nel 2006 la media viene effettuata sui migliori 17 degli ultimi 22) ed applicando, per ogni anno di iscrizione, l’aliquota del 2% alla suddetta media (l’aliquota del 2% non viene applicata su tutta la media ma solo sino all’importo di Euro 38.250,00 per il 2005 sulla quota eccedente vengono poi applicate le aliquote: dell’1,71% sino ad Euro57.650,00 per il 2005; dell’1,43% sino ad Euro 67.200,00 per il 2005; dell’1,14% sino ad Euro 76.650,00 per il 2005).
La pensione decorre dalla data della maturazione dei requisiti anagrafico contributivi ma il pensionando può differirne la decorrenza al momento di presentazione della domanda di pensione avanzando, contestualmente a quest’ultima, apposita istanza.
E’ previsto un minimo di pensione.
Successivamente al pensionamento, la prosecuzione dell’attività professionale dà titolo alla percezione di una pensione supplementare calcolata con il sistema contributivo di cui alla L. n. 335/95, al compimento di ogni ulteriore quinquennio d’attività, iscrizione e contribuzione a Inarcassa (art. 25 dello Statuto).
La pensione d’anzianità è corrisposta, previa cancellazione dall’Albo professionale, a coloro che abbiano maturato 35 anni d’anzianità contributiva e 58 anni d’età o, a prescindere dall’età, 40 anni di contributi. La pensione decorre dalla domanda e si calcola come la pensione di vecchiaia.
La pensione di inabilità è corrisposta, su domanda, previa cancellazione dall’Albo, a coloro la cui capacità all’esercizio della professione sia totalmente esclusa a causa di malattia o infortunio sopravvenuti all’iscrizione.
La pensione decorre dal momento della presentazione della domanda e richiede il possesso di 2 anni di contributi, salvo che l’inabilità dipenda da infortunio (nel qual caso non è richiesto alcun requisito assicurativo).
A determinate condizioni reddituali dell’inabile è previsto che l’anzianità assicurativi ai fini della determinazione dell’importo sia incrementata di 10 anni (cfr. art. 27 dello Statuto).
La pensione di invalidità spetta a coloro la cui capacità all’esercizio professionale, a causa di malattia o infortunio, sia ridotta a meno di un terzo.
La misura è pari al 70% della corrispondente pensione di inabilità (cfr. art. 28 dello Statuto).
Le pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità ed inabilità sono reversibili, nella misura del 60% (con una maggiorazione del 20% fino ad un massimo del 100% della pensione diretta per ogni figlio a carico minorenne o inabile al proficuo lavoro), in favore del coniuge e, in assenza del coniuge, nella misura del 60% in favore in favore del figlio minorenne o inabile a proficuo lavoro con una maggiorazione del 20% fino alla misura massima del 100% per ogni ulteriore figlio minorenne o inabile a proficuo lavoro.
La pensione indiretta spetta agli indicati superstiti nelle misure percentuali precisate, in caso di decesso di iscritto senza diritto a pensione che possa vantare i requisiti assicurativi necessari per la pensione di inabilità (cfr. art. 30 dello Statuto).





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