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Multa: un vademecum per proporre ricorso avverso la multa per violazioni del codice della strada
 

Nell'articolo, si intende fornire un quadro sintetico e riepilogativo delle principali norme in tema di sanzioni amministrative ed in tema di ricorsi avverso le medesime

Ricorso multa: la contestazione immediata della violazione (art. 200 D.Lgs. n. 285/1992)

Il codice della Strada prescrive, all'art. 200, che la violazione, ove sia possibile, debba essere immediatamente contestata al trasgressore ed agli obbligati in solido ai quali deve essere contestualmente consegnata una copia del verbale redatto ove debbono essere inserite le dichiarazioni del trasgressore stesso.

Ricorso multa: la contestazione successiva (art. 201 D.Lgs. n. 285/1992)

L'art. 201 del C.d.S. prevede che, in caso di omessa contestazione immediata della violazione, il verbale, con l'indicazione specifica dei motivi che hanno impedito la contestazione immediata, debba essere notificato al trasgressore e/o al proprietario e/o all'intestatario della targa del ciclomotore entro 150 giorni dal giorno della commessa infrazione. Ove i dati del proprietario non risultino dal P.R.A., al momento della commessa infrazione, il termine di 150 giorni inizia a decorrere dal momento in cui i dati stessi risultino dai pubblici registri.

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Ricorso multa: i casi in cui non devono essere specificati i motivi dell'omessa contestazione immediata (art. 201 D.Lgs. n. 285/1992)

Come chiarito al punto che precede, in caso di omessa contestazione immediata, nel verbale, successivamente notificato, debbono essere specificatamente indicati i motivi dell'omessa contestazione immediata. L'art. 201 del C.d.S. prevede tuttavia alcune casistiche che escludono l'obbligo di comunicazione dei motivi dell'omessa contestazione immediata. Si tratta: a) dell'impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità; b) dell'attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa; c) dell'effettuazione di un sorpasso vietato; d) dell'accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo; e) dell'accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari; f) in caso di accertamento dell'infrazione effettuato attraverso impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato delle città; g) dell'accertamento effettuato con i dispositivi di cui all'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e successive modificazioni.
In tutti gli altri casi, vi è l'obbligo, in caso di mancata contestazione immediata, di indicare espressamente i motivi dell'omessa contestazione.

Ricorso multa: estinzione della sanzione in caso di tardiva notificazione (art. 201 D.Lgs. n. 285/1992)

L'art. 201 del C.d.S. dispone espressamente che l'obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, si estingue nei confronti del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto (150 giorni dalla commessa infrazione).

Ricorso multa: quali alternative? (artt. 202 - 203 - 204 D.Lgs. n. 285/1992)

Il ricorso avverso una sanzione comminata per la violazione di norme del codice della strada può essere proposto alternativamente al Prefetto ex art. 203 del C.d.S. o al Giudice di Pace ex art. 204 del C.d.S. entro il termine di 60 giorni dalla data della commessa infrazione. Il ricorso avverso la multa promosso davanti al Prefetto rende inammissibile quello davanti al Giudice di Pace. Il ricorso avverso la sanzione (sia esso promosso davanti al Prefetto, sia esso promosso davanti al Giudice di Pace) è in ogni caso inammissibile ove, nel frattempo, il ricorrente abbia effettuato il pagamento in misura ridotta. Ed infatti al destinatario della multa è offerta, dall'art. 202 del C.d.S., in alternativa alla via del ricorso, quella del pagamento della sanzione in misura ridotta.

Ricorso Multa: la via del ricorso al Prefetto (art. 203 D.Lgs. n. 285/1992)

Il ricorso al Prefetto può essere presentato al Comando o all'Ufficio da cui dipende l'Organo accertatore o direttamente al Prefetto oppure inoltrato ai medesimi a mezzo di raccomandata A.R. entro il termine di 60 giorni dalla data della contestazione o della notificazione del verbale. Il Prefetto, ricevuto il ricorso, ha termine di 180 giorni (nel caso in cui il ricorso sia stato presentato all'Ufficio da cui dipende l'Organo accertatore) oppure termine di 210 giorni (nel caso in cui il ricorso sia stato presentato direttamente al Prefetto) per decidere sul ricorso emettendo alternativamente ordinanza ingiunzione di pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo previsto per la sanzione commessa oppure ordinanza di archiviazione. In caso di omessa decisione il ricorso si intende accolto in quanto i termini sono perentori.
Se il ricorrente chiede di essere sentito personalmente i termini sopra indicati sono sospesi a decorrere dalla notifica dell'invito al ricorrente per la presentazione all'audizione sino alla data fissata per l'audizione o sino alla data dell'espletamento dell'audizione medesima. L'ordinanza deve esser notificata entro il termine di 150 giorni dalla sua adozione. Il che comporta che, per avere la certezza dell'esito favorevole di un ricorso occorrerà attendere, in caso di mancata notifica dell'ordinanza, il termine complessivo di 330 giorni (ove il ricorso sia stato presentato all'Ufficio dal quale dipende l'organo accertatore) oppure il termine complessivo di 360 giorni (nel caso in cui il ricorso sia stato presentato direttamente al Prefetto).

Ricorso Multa: la via del ricorso al Giudice di Pace (art. 204 D.Lgs. n. 285/1992)

Entro il termine di 60 giorni previsto per il ricorso al Prefetto, è possibile alternativamente, proporre ricorso davanti al Giudice di Pace territorialmente competente in relazione al luogo della commessa infrazione. Il Giudice di Pace, ricevuto il ricorso, fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti dinanzi a sè ordinando all'autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento. L'opponente può stare in giudizio personalmente. Il Giudice assume le prove che ritiene necessarie anche d'ufficio e, successivamente all'espletamento dell'istruttoria, invita le parti a precisare le conclusioni ed alla discussione pronunciando subito dopo la sentenza mediante lettura del dispositivo. E' espressamente previsto che l'opposizione sia accolta qualora non ci siano prove sufficienti della responsabilità dell'opponente.





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