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Diritto di recesso: Quadro normativo sul diritto di recesso dei consumatori
 

 Diritto di recesso: definizioni (art. 2 D.Lgs. n. 209/2005)
Il legislatore, nel disciplinare il diritto di recesso in favore dei consumatori nell'ambito delle transazioni commerciali, definisce consumatore o utente la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta e professionista la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario.

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Diritto di recesso: ambito oggettivo di applicazione (artt. 45 e 50 D.Lgs. n. 209/2005)
Il diritto di recesso di cui al D.Lgs. n. 206/2005 attiene ai contratti conclusi fuori dei locali commerciali ed ai contratti conclusi a distanza. Restano esclusi, pertanto, i contratti conclusi all'interno dei locali commerciali per i quali, al consumatore, residua la garanzia per i vizi del bene acquistato di cui all'art. 1490 c.c. da esercitarsi nel termine di otto giorni dalla scoperta del vizio.

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 Diritto di recesso: ambito oggettivo d'applicazione - i contratti conclusi fuori dei locali commerciali (art. 45 D.Lgs. n. 209/2005)
Il D.Lgs. n. 209/2005 definisce contratti conclusi fuori dei locali commerciali i contratti conclusi durante la visita del professionista al domicilio sul posto di lavoro del consumatore ovvero dove questi si trovi anche occasionalmente per motivi di lavoro, di studio o di cura; i contratti conclusi durante un'escursione organizzata dal professionista; i contratti conclusi in base ad una nota d'ordine consegnata in luogo pubblico o aperto al pubblico oppure sulla base di cataloghi e/o per corrispondenza, in assenza del professionista.
Sembrerebbero esclusi dal campo d'applicazione della normativa in tema di diritto di recesso del consumatore (ma la normativa, al riguardo, non appare chiara) i contratti per la costruzione, vendita e locazione di beni immobili ed i contratti relativi ad altri diritti concernenti beni immobili; i contratti relativi alla fornitura di prodotti alimentari o bevande o di altri prodotti di uso domestico corrente consegnati a scadenze frequenti e regolari; i contratti di assicurazione ed i contratti relativi a strumenti finanziari.

Diritto di recesso: ambito oggettivo d'applicazione - i contratti a distanza (art. 50 D.Lgs. n. 209/2005)

La normativa in tema di diritto di recesso del consumatore s'applica anche ai contratti conclusi a distanza. Sono tali quei contratti stipulati tra un professionista e un consumatore nell'ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal professionista che, per tale contratto, impiega esclusivamente una o più tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso e che abbiano, per oggetto, le vendita di beni o servizi.
Sembrerebbero esclusi dal campo d'applicazione della normativa in tema di diritto di recesso del consumatore (ma la normativa, al riguardo, non appare chiara) i contratti a distanza relativi ai servizi finanziari; i contratti conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati; i contratti conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici; i contratti relativi alla costruzione e alla vendita o ad altri diritti relativi a beni immobili, con esclusione della locazione; i contratti conclusi in occasione di una vendita all'asta.

Diritto di recesso: ambito soggettivo d'applicazione
La disciplina del diritto di recesso s'applica a tutti i contratti, concernenti la vendita di beni e servizi e conclusi al di fuori dei locali commerciali o a distanza, salve le esclusioni sopra indicate, tra consumatori e professionisti.

Diritto di recesso: doveri d'informazione del professionista (artt. 47, 52 e 53 D.Lgs. n. 209/2005)
Il D.Lgs. n. 209/2005 prevede articolati doveri d'informazione sul diritto di recesso in favore del consumatore a carico del professionista. Come vedremo il mancato rispetto dell'obbligo d'informazione sul diritto di recesso comporta una dilatazione dei termini per l'esercizio del diritto di recesso stesso.
Per i contratti conclusi al di fuori dei locali commerciali, viene previsto che l'informazione sul di diritto di recesso debba essere fornita per iscritto e con caratteri uguali o più grandi di quelli utilizzati nella nota d'ordine o nella proposta vincolante sottoscritte dal consumatore. L'informazione sul diritto di recesso può essere anche inserita nei cataloghi relativi ai beni e servizi commercializzati. Nell'informativa sul diritto di recesso debbono essere precisati i termini, le modalità e le eventuali condizioni per l'esercizio del diritto di recesso; il soggetto nei cui riguardi va esercitato il diritto di recesso ed il suo indirizzo o sede nonché l'indicazione del soggetto, se diverso, al quale deve essere restituito il prodotto eventualmente già consegnato.
Per i contratti a distanza,il consumatore, prima della stipulazione del contratto deve ricevere informazione sull'esistenza del diritto di recesso o sull'esclusione dello stesso e sulle modalità e sui tempi di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso. Successivamente, all'atto della stipula del contratto, deve ricevere conferma per iscritto, o su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni previste dall'articolo 52, comma 1 e, in particolare, un'informazione sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto di recesso.

Diritto di recesso: modalità e termini per l'esercizio del diritto
(art. 64 D.Lgs. n. 209/2005)
Il diritto di recesso da contratti conclusi al di fuori dai locali commerciali o da contratti a distanza si esercita entro il termine di 10 giorni mediante raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata al professionista o presso la sua sede. Il diritto di recesso non deve essere motivato e non comporta l'applicazione di alcuna penalità. Il diritto di recesso può essere comunicato anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermato, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive. ai fini del rispetto dei termini si considera la data della consegna all'ufficio postale accettante.

Diritto di recesso: la decorrenza dei termini (art. 65 D.Lgs. n. 209/2005)
Per i contratti o le proposte contrattuali negoziati fuori dei locali commerciali, il termine per l'esercizio del diritto di recesso decorre dalla data di ricezione, da parte del consumatore, della comunicazione delle informazioni relative al diritto di recesso (contenute nella nota d'ordine, nella proposta vincolante o in atto separato) ove il prodotto oggetto della vendita sia già stato mostrato e/o illustrato. In caso di consegna successiva del bene, il termine di dieci giorni decorre dalla data della consegna stessa, qualora l'acquisto sia stato effettuato senza la presenza del professionista ovvero sia stato mostrato o illustrato un prodotto di tipo diverso da quello oggetto del contratto, sempre che siano stati precedentemente assolti gli obblighi d'informazione sul diritto di recesso gravanti sul professionista.
Per i contratti a distanza, il termine per l'esercizio del diritto di recesso di cui all'articolo decorre, per i servizi, dalla data di conclusione del contratto, per i beni, dalla data di consegna della merce o, per entrambi, dalla data del ricevimento della comunicazione dell'informativa in tema di diritto di recesso se successiva.
In caso di omessa comunicazione delle informazioni relative al diritto di recesso o di comunicazioni incomplete da parte del professionista, il consumatore potrà recedere dal contratto entro il termine di 60 giorni per i contratti conclusi al di fuori dei locali commerciali ed entro il termine di 90 giorni per i contratti a distanza, decorrenti, per i beni, dal giorno dell'avvenuta consegna e, per i servizi, dalla data della conclusione del contratto.

Diritto di recesso: gli effetti (artt. 66 e 67 D.Lgs. n. 209/2005)

Con l'esercizio, da parte del consumatore, del diritto di recesso, il contratto cessa i suoi effetti e le parti non sono tenute ad adempiere le rispettive obbligazioni.
Il consumatore, qualora la merce sia stata nel frattempo consegnata, è tenuto a restituirla. Condizione per l'esercizio del diritto di recesso è che la merce sia integra e in normale stato di conservazione. Ove il consumatore provveda alla riconsegna della merce integra, il professionista è tenuto al rimborso delle somme versate nel minor tempo possibile e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il professionista è venuto a conoscenza dell'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore. E', altresì, previsto che, qualora il prezzo di un bene sia coperto da credito al consumo, in caso di legittimo esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore, anche il contratto di credito si risolva automaticamente senza oneri per il consumatore.

Diritto di recesso: sanzioni e foro competente (artt. 62 e 63 D.Lgs. n. 209/2005)

Ulteriori disposizioni di favore per il consumatore in tema di diritto di recesso, sono quelle relative alla competenza giudiziaria per controversie relative all'esercizio del diritto prevista, inderogabilmente, in capo al giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato nonchè, seppure solo in via indiretta, le disposizioni che sanzionano il professionista per la violazione degli obblighi informativi relativi al diritto di recesso (cfr. artt. 62 e 63 del D.Lgs. n. 209/2005).





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