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Riflessioni sulla portata non interpretativa e non retroattiva del nuovo art. 3 comma 12
 

L'Avv. MARIO LAZZARETTI , che è impegnato in alcuni procedimenti giudiziari sul tema della portata dei poteri normativi degli enti previdenziali privatizzati (nella specie della CNPR) offre il suo contributo sulla corretta interpretazione della "clausola di salvaguardia" di cui all'art. 1 comma 763 della legge finanziaria.

Mi pare, preliminarmente, che si possa escludere che la disposizione in argomento (“Sono fatti salvi…”), avendo portata innovativa, sia una norma di interpretazione autentica del precedente art. 3 c. 12 L. 335/95 e che quindi abbia efficacia retroattiva tout court.
Le fattispecie concrete ipotizzabili in relazione alla norma suddetta possono essere le seguenti:
1) Iscritto alla cassa di previdenza che ha maturato l’anzianità contributiva ed il diritto alla pensione in data successiva alla delibera del Comitato dei Delegati 22.06.2002 (che ha modificato il criterio di determinazione del trattamento pensionistico) ed entro il 31.12.2006, che non ha impugnato la delibera di liquidazione della pensione con il calcolo “post delibera 22.06.2002” per violazione del principio del pro rata;
2) Iscritto che ha maturato l’anzianità contributiva ed il diritto alla pensione, in data successiva alla delibera 22.06.2002 ed entro il 31.12.2006 e che ha impugnato la delibera di liquidazione della pensione con il calcolo “post delibera 22.06.2002” ed il cui giudizio è ancora pendente,
3) Iscritto che abbia maturato l’anzianità contributiva ed il diritto alla pensione, in data successiva alla delibera 22.06.2002 ed entro il 31.12.2006, che ha impugnato la delibera di liquidazione della pensione con il calcolo “post delibera 22.06.2002” ed il cui giudizio è già stato definito con sentenza di primo grado (non passata in giudicato),
Cominciando dall’ultima ipotesi, credo si debba escludere che il giudice d’appello possa riformare la sentenza sulla base della nuova disposizione. La decisione di primo grado, infatti, è stata presa sulla base della norma in vigore e, escludendo la natura interpretativa e quindi retroattiva della nuova norma, non vedo come il giudice d’appello potrebbe riformare, giudicandola errata e/o ingiusta, la sentenza del primo giudice (se naturalmente mantiene fermo il giudizio di illegittimità della delibera per violazione del pro rata in base al previgente art. 3 c. 12 L. 335/95). Non potrebbe, infatti, far resuscitare retroattivamente le delibere ritenute illegittime per violazione della precedente norma allora in vigore, sulla base della nuova norma entrata in vigore il 1.01.2007 (art. 11 preleggi).
Alla stessa conclusione si dovrebbe, però, giungere anche nella seconda ipotesi sopra fatta, apparendo irragionevole ipotizzare una diversità di trattamento tra soggetti che hanno entrambi promosso il giudizio nel vigore della precedente normativa, deducendo la stessa illegittimità.
Credo, altresì che alla stessa conclusione e per le stesse ragioni, si dovrebbe giungerei anche nella prima ipotesi, sul presupposto dell’illegittimità della liquidazione della pensione per illegittima delibera 22.06.2002 (se tale ritenuta).
C’è da chiedersi, allora, quale sia il significato, la ratio e la portata della nuova norma “Sono fatti salvi …”
La interpretazione corretta (anche costituzionalmente) dell’ultima disposizione del nuovo comma 12 dell’art. 3 L. 335/95, come modificato dall’art. 1 c. 763 della finanziaria, sembrerebbe quella di ritenere che gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale, adottati dagli enti di cui al comma 1 ed approvati dai ministeri vigilanti prima del 1.01.2007, rimangano soggetti alla precedente normativa (non siano cioè interessati dalle nuove disposizioni in vigore 1.01.2007 del (nuovo) comma 12 dell’art. 3 citato: l’obbligo di tenere presente il principio del pro rata …comunque tenuto conto dei criteri di gradualità e di equità tra generazioni; l’arco temporale di 30 anni per l’equilibrio di bilancio).
Rimangono, di conseguenza, illegittimi, come ritenuto da costante giurisprudenza, gli atti e le delibere, adottati prima del 1.01.2007, che abbiano violato il principio del pro rata prescritto (“nel rispetto del..”) dall’allora vigente art. 3 c. 12 della legge 335/95.
Ciò, reputo, dovrebbe valere anche per le pensioni già liquidate dalla CNPR con delibere di data anteriore al 1.01.2007 e dubbi (con riferimento all’art. 3 Cost.) potrebbero sorgere, nel caso di diverso trattamento, anche per la posizione di chi, avendo maturato l’anzianità ed avendo fatto domanda di pensione entro il 31.12.2006, abbia ottenuto la liquidazione della pensione con delibera in data successiva al 31.12.2006.





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