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Contratto Commercio: Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 5° parte
 



contratto collettivo del commercio


ed Buffetti

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del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle aziende del terziario, distribuzione e servizi, in vigore dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2010. Il CCNL continuerà a produrre i suoi effetti anche dopo la scadenza e fino alla data di decorrenza del nuovo Contratto Collettivo.

Editore: Buffetti
Data di Pubblicazione: Settembre 2009 

 

PARTE I ARTT. DA 1 A 44

PARTE II ARTT. DA 1 A 59

PARTE II ARTT. DA 60 A 99

PARTE II ARTT. DA 100 A 127

PARTE II ARTT. DA 128 A 186

Titolo XIX - PASSAGGI DI QUALIFICA

Art. 128 - Mansioni del lavoratore. (Contratto Commercio)

Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti al livello superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori, il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo non superiore a 3 mesi.

ANNUNCI
 
 
Interpretazione e applicazione CCNL, differenze retributive, superiore inquadramento, demansionamento, mobbing, licenziamenti, infortuni sul lavoro, riorganizzazioni, tutela dirigenti

Calcolo differenze retributive

Servizio di calcolo delle differenze retributive – indicazione periodo di lavoro, CCNL, orario e paga ricevuta

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Art. 129 - Mansioni promiscue. (Contratto Commercio)

Ad eccezione delle mansioni relative alla qualifica di addetto a mansioni d'ordine di segreteria (livello 4, punto 14), di addetto alle operazioni ausiliare alla vendita nelle aziende ad integrale libero servizio (livello 4, punto 8 e livello 5, punto 23) e di addetto all'insieme delle operazioni nei magazzini di smistamento, centri di distribuzione e/o depositi nelle aziende ad integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari) (livelli 4 e 5), in caso di mansioni promiscue si farà riferimento all'attività prevalente.
Per attività prevalente s'intende quella di maggiore valore professionale, sempre che venga abitualmente prestata, non si tratti di un normale periodo di addestramento e non abbia carattere accessorio o complementare.
In tal caso, ferme restando le mansioni di fatto espletate, al lavoratore compete l'inquadramento al livello superiore.

 

 

Art. 130 - Passaggi di livello. (Contratto Commercio)

Il lavoratore promosso a livello superiore ha diritto alla retribuzione contrattuale del nuovo livello; qualora il lavoratore percepisca, all'atto della promozione, una retribuzione superiore al minimo tabellare del nuovo livello, manterrà la relativa eccedenza come assegno 'ad personam' avente lo stesso titolo e caratteristiche originarie. In ogni caso, tale eccedenza non potrà essere assorbita dagli scatti d'anzianità e dall'indennità di contingenza.
Il lavoratore appartenente a qualifica non impiegatizia ai sensi di legge, in caso di passaggio a categoria impiegatizia, conserva l'anzianità maturata nelle rispettive qualifiche di impiegato e di lavoratore con mansioni non impiegatizie.

Titolo XX - SCATTI DI ANZIANITÀ


Art. 131 - Scatti di anzianità. (Contratto Commercio)

Per l'anzianità di servizio maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso commerciale facente capo alla stessa società) il personale ha diritto a 10 scatti triennali. Ai fini della maturazione degli scatti, l'anzianità di servizio decorre:
(a) dalla data di assunzione per tutto il personale assunto a partire dalla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87;
(b) dalla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87 per tutto il personale assunto antecedentemente e che a tale data non abbia ancora raggiunto il 21° anno d'età;
(c) dal 21° anno d'età per tutto il personale assunto antecedentemente alla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87 e che a tale data abbia già compiuto il 21° anno d'età.
Gli importi degli scatti in cifra fissa sono determinati, per ciascun livello d'inquadramento, nelle seguenti misure e con decorrenza 1.1.90:

£ E

Quadri 49.300 25,46
1 48.100 24,84
2 44.200 22,83
3 42.500 21,95
4 40.000 20,66
5 39.300 20,30
6 38.200 19,73
7 37.700 19,47

In occasione del nuovo scatto, l'importo degli scatti maturati successivamente all'1.7.73 è calcolato in base ai valori indicati nella
tabella di cui al presente articolo senza liquidazione di arretrati per gli scatti maturati per il periodo pregresso.
L'importo degli scatti determinati secondo i criteri di cui ai commi precedenti viene corrisposto con decorrenza dal 1° giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio d'anzianità.
Gli scatti d'anzianità non possono essere assorbiti da precedenti e successivi aumenti di merito, né eventuali aumenti di merito possono essere assorbiti dagli scatti maturati o da maturare.
Nota a verbale.
Le parti confermano che l'importo degli scatti maturati a tutto l'1.7.73 rimane congelato in cifra e deve essere erogato senza rivalutazione in occasione dei nuovi scatti e fermo restando il numero massimo degli scatti indicati al comma 1 del presente articolo.
Interpretazione autentica delle parti sulla disciplina degli scatti di anzianità.
La decorrenza convenzionale degli aumenti periodici d'anzianità (denominati successivamente, scatti d'anzianità), a partire dal compimento del 21° anno d'età trova la sua origine nel 1° accordo normativo post-corporativo settore Commercio del 10.8.46.
La decorrenza di cui sopra deve considerarsi svincolata da qualunque riferimento alla maggiore età del prestatore d'opera, in quanto diretta, al momento della sua introduzione, a concretizzare un sistema d'incremento automatico della retribuzione, finalizzato a consolidare il rapporto tra impresa e lavoratore. Detto sistema, quindi, si è posto, fin dall'origine, come supplementare rispetto al naturale rapporto di scambio tra prestazione lavorativa e retribuzione; si tratta in sostanza, di un sistema meramente convenzionale - dove tra l'altro la prima (eventuale) differenza retributiva viene a riscontrarsi tra i lavoratori ventiquattrenni - che, in modo parimenti convenzionale, le parti hanno inteso disciplinare nei suoi aspetti oggettivi (ad esempio: valore degli scatti, anche differenziati per livelli, periodicità triennale, ecc.) e soggettivi allo scopo principale di conseguire la suddetta finalità generale contenendo, nel contempo, l'onere economico.
Si deve, infine, sottolineare che il sistema contrattuale non ha, comunque, inteso determinare una coincidenza tra maturazione dell'anzianità di servizio e maturazione degli scatti, e ciò anche in momenti non iniziali del rapporto di lavoro, com'è dimostrato dall'apposizione di un limite al numero degli scatti stessi, numero variato nel tempo ma pur sempre sussistente.
Nel quadro convenzionale sopra evidenziato si inserisce pure l'esplicita previsione della possibilità di introdurre deroghe espressamente previste per singoli istituti contrattuali al principio della decorrenza dell'anzianità dal giorno dell'assunzione (art. 75, CCNL 18.3.83).
Per tutto quanto sopra indicato, le parti riconfermano in particolare la natura convenzionale del riferimento al 21° anno d'età, che deve intendersi, pertanto, sin dall'origine in nessun modo collegabile al concetto del compimento della maggiore età.
Riaffermano, quindi, anche alla luce dei principi costituzionali, la piena validità di tutte le intese contrattuali intercorse.

Titolo XXI - TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 132 - Normale retribuzione. (Contratto Commercio)

La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:
(a) paga base nazionale conglobata;
(b) indennità di contingenza;
(c) terzi elementi nazionali o provinciali ove esistenti;
(d) eventuali scatti d'anzianità per gli aventi diritto ai sensi
del precedente art. 131, parte II;
(e) altri elementi derivanti dalla contrattazione collettiva.
Gli importi dell'indennità di cui alla lett. b), comprensiva dell'elemento di cui al successivo art. 133, parte II, determinata in sede nazionale con appositi accordi, sono riportati nella sottostante tabella:


£ E

Quadri 1.046.308 540,37
1 1.040.778 537,52
2 1.031.140 532,54
3 1.022.162 527,90
4 1.015.026 524,22
5 1.010.619 521,94
6 1.006.395 519,76
7 1.002.045 517,51

L'importo giornaliero dell'indennità di contingenza si ottiene dividendo per 26 l'importo mensile.


Art. 133 - Conglobamento Elemento Distinto della Retribuzione (EDR). (Contratto Commercio)

A decorrere dall'1.1.95, l'importo di £ 20.000 corrisposto a titolo di EDR ai sensi dell'Accordo interconfederale 31.7.92 è conglobato nell'indennità di contingenza di cui alla legge 26.2.86 n. 38, così come modificata dalla legge 13.7.90 n. 91.
Conseguentemente, all'1.1.95, l'importo dell'indennità di contingenza spettante al personale qualificato all'1.11.91 sarà aumentato di £ 20.000 per tutti i livelli. Contestualmente, le aziende cesseranno di corrispondere il predetto EDR.


Art. 134 - Retribuzione di fatto. (Contratto Commercio)

La retribuzione di fatto è costituita dalle voci di cui al precedente art. 132, parte II, nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o 'una tantum', e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall'imponibile contributivo a norma di legge.


Art. 135 - Retribuzione mensile. (Contratto Commercio)

Eccettuate le prestazioni occasionali o saltuarie, la retribuzione mensile, sia normale che di fatto, è in misura fissa e cioè non variabile in relazione alle festività, ai permessi retribuiti, alle giornate di riposo settimanale di legge cadenti nel periodo di paga e, fatte salve le condizioni di miglior favore, alla distribuzione dell'orario settimanale.
Essa si riferisce pertanto a tutte le giornate del mese di calendario.


Art. 136 - Quota giornaliera. (Contratto Commercio)

La quota giornaliera della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene, in tutti i casi, dividendo l'importo mensile per il divisore convenzionale 26, fatto salvo quanto previsto dall'art. 115, parte II.
Chiarimento a verbale.
Le parti si danno atto che con l'adozione del divisore convenzionale di cui al presente articolo hanno inteso stabilire l'equivalenza di trattamento sia per le trattenute sia per il pagamento delle giornate lavorative.


Art. 137 - Quota oraria. (Contratto Commercio)

La quota oraria della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene dividendo l'importo mensile per i seguenti divisori convenzionali:
(a) 168, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 40 ore settimanali;
(b) 182, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 42 ore settimanali;
(c) 195, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 45 ore settimanali.


Art. 138 - Paga base nazionale conglobata. (Contratto Commercio)

Agli 8 livelli previsti dalla classificazione del personale delle aziende commerciali di cui al titolo I e II, parte II del presente contratto, corrisponde una paga base nazionale conglobata nelle misure indicate di seguito:

..........

La paga base nazionale conglobata di cui al precedente comma si raggiunge con le modalità e le decorrenze indicate nell'art. 140, parte II, sommando alla paga base nazionale conglobata in atto al 31.8.99 (allegato 16) gli aumenti di cui al successivo art. 140, parte II.
Nei confronti del personale assunto successivamente al 31.8.99 verrà applicata la tabella in vigore alla data di assunzione risultante dall'applicazione dei criteri di cui al comma 2 del presente articolo.


Art. 139 - Paga base nazionale conglobata 2° biennio economico. (Contratto Commercio)

A decorrere dalla scadenza sotto indicata, a tutto il personale qualificato verranno applicate le tabelle della paga base conglobata stabilita dall'Accordo di rinnovo 3.7.01.

............


Art. 140 - Aumenti retributivi mensili. (Contratto Commercio)

A decorrere dalle scadenze di seguito indicate, a tutto il personale qualificato verranno erogati i seguenti aumenti salariali non assorbibili:

............

Con le stesse decorrenze pertanto le paghe base nazionali conglobate sono quelle indicate nella tabella di cui al precedente art. 138, parte II.
Gli aumenti salariali di cui al presente articolo verranno corrisposti agli apprendisti nelle misure percentuali previste dall'art. 28, parte II.
Resta inteso che a decorrere da settembre 1999, la IVC cessa di essere corrisposta.


Art. 141 - Aumenti retributivi mensili - 2° biennio economico. (Contratto Commercio)

A decorrere dalle scadenze appresso indicate, a tutto il personale qualificato, in base all'Accordo di rinnovo del 2° biennio economico 3.7.01, verranno erogati i seguenti aumenti salariali non assorbibili

........

Gli aumenti salariali di cui al presente articolo verranno corrisposti agli apprendisti nelle misure percentuali previste dall'art. 28, parte II.
Resta inteso che, a decorrere da luglio 2001, la IVC cessa di essere corrisposta.


Art. 142 - Una tantum. (Contratto Commercio)

A tutto il personale in forza all'1.9.99 - compresi i giovani assunti con CFL e gli operatori di vendita - verrà erogato un importo 'una tantum'.
Tale importo, pari a £ 120.000 lorde per i lavoratori qualificati e a £ 90.000 lorde per gli apprendisti, spetta in relazione all'intero periodo di 8 mesi intercorrenti dall'1.1.99 al 31.8.99 ed è aggiuntivo a quanto dovuto fino al 31.8.99 a titolo di IVC.
Per i casi d'anzianità inferiore a 8 mesi gli importi di cui sopra verranno erogati 'pro quota' in rapporto ai mesi d'anzianità di servizio maturata durante il periodo indicato al comma precedente, secondo i criteri previsti dagli artt. 125 e 126, parte II del presente contratto.
Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo a norma di legge e di contratto ad eccezione dell'assenza obbligatoria per maternità.
Al personale con rapporto a tempo parziale l'erogazione avverrà con criteri di proporzionalità.
Con i medesimi criteri di cui al comma precedente la 'una tantum' verrà erogata al personale assunto con contratto a termine.
L'importo 'una tantum' sopra definito verrà erogato con il foglio paga di ottobre 1999.
L'importo 'una tantum' di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del TFR.
Ai lavoratori che, in forza alla data di stipulazione del presente contratto, godano dei trattamenti di CIGS e di riduzione dell'orario di lavoro per contratti di solidarietà, le quote mensili di 'una tantum' o le sue frazioni saranno erogate dall'istituto competente secondo le disposizioni vigenti in materia.
In caso di risoluzione del rapporto intervenuta antecedentemente alla scadenza indicata al comma 6, l'importo 'una tantum' verrà erogato sulla base dei criteri di cui al comma 3.


Art. 143 - Una tantum. (Contratto Commercio)

A tutto il personale in forza alla data di stipula dell'Accordo di rinnovo del 2° biennio economico 3.7.01 o assunti successivamente a tale data, compresi i giovani assunti con CFL e gli operatori di vendita, verrà erogato un importo 'una tantum'.
Tale importo, pari a £ 320.000 lorde medie (livello 4) riparametrate per i lavoratori qualificati e per gli apprendisti secondo le percentuali di cui all'art. 28, parte II, CCNL 20.9.99, è aggiuntivo a quanto dovuto fino al 30.6.01 a titolo di IVC e spetta in relazione all'intero periodo di 12 mesi intercorrenti dall'1.1.01 al 31.12.01.
Per i casi d'anzianità inferiore ai 12 mesi e fermo restando quanto previsto nel comma 1 del presente articolo, gli importi di cui sopra verranno erogati 'pro quota' in rapporto ai mesi d'anzianità di servizio maturata durante il periodo indicato al comma precedente, secondo i criteri previsti dagli artt. 125 e 126, parte II del presente contratto.
Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo a norma di legge e di contratto ad eccezione dell'assenza obbligatoria per maternità.
Al personale con rapporto a tempo parziale, l'erogazione avverrà con criteri di proporzionalità.
Con i medesimi criteri di cui al comma precedente la 'una tantum' verrà erogata al personale assunto con contratto a termine.
L'importo 'una tantum' spettante verrà erogato con il foglio paga di settembre 2001.
In caso di risoluzione del rapporto intervenuta antecedentemente alla scadenza indicata al precedente comma 6, l'importo 'una tantum' verrà erogato sulla base dei criteri di cui al comma 3.
L'importo 'una tantum' di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del TFR.
Ai lavoratori di cui al comma 1 del presente articolo, che godano dei trattamenti di CIGS e di riduzione dell'orario di lavoro per contratti di solidarietà, le quote mensili di 'una tantum' o le sue frazioni saranno erogate dall'istituto competente secondo le disposizioni vigenti in materia.


Art. 144 - Terzi elementi provinciali. (Contratto Commercio)

I terzi elementi provinciali in atto al 30.6.73, già congelati con il CCNL 21.11.73, rimangono ancora congelati, per tutta la durata del presente contratto, a titolo di elemento collettivo valido a tutti gli effetti stabiliti nei contratti integrativi.
I terzi elementi di cui al precedente comma dovranno essere riportati in aggiunta ai nuovi livelli retributivi di cui al precedente art. 138, parte II, e dovranno essere corrisposti anche ai lavoratori assunti in data successiva al 31.1.83.


Art. 145 - Terzi elementi nazionali. (Contratto Commercio)

In relazione all'impegno contenuto nell'ultimo comma della norma transitoria dell'art. 75, CCNL 21.11.73, le parti, in considerazione delle differenziazioni retributive esistenti, convengono che per i dipendenti di aziende operanti in province nelle quali non sono in atto terzi elementi retributivi provinciali comunque denominati, siano corrisposte a titolo di terzo elemento £ 4.000 mensili.


Art. 146 - Assorbimenti. (Contratto Commercio)

In caso di aumenti di tabelle, gli aumenti di merito concessi dalle aziende, nonché gli aumenti derivanti da scatti d'anzianità, non possono essere assorbiti.
Per aumenti di merito devono intendersi gli assegni corrisposti con riferimento alle attitudini e al rendimento del lavoratore.
Gli aumenti che non siano di merito e non derivino da scatti d'anzianità, erogati dalle aziende indipendentemente dai contratti collettivi stipulati in sede sindacale, possono essere assorbiti in tutto o in parte, in caso di aumento di tabella, solo se l'assorbimento sia stato previsto da eventuali accordi sindacali oppure espressamente stabilito all'atto della concessione.
Non possono essere assorbiti gli aumenti corrisposti collettivamente e unilateralmente dal datore di lavoro nel corso dei 6 mesi immediatamente precedenti la scadenza del presente contratto.


Art. 147 - Trattamento personale di vendita a provvigione. (Contratto Commercio)

Per il personale addetto alla vendita, retribuito in tutto o in parte a provvigione, la parte fissa della retribuzione e il tasso di provvigione dovranno essere determinati dal datore di lavoro caso per caso sulla base media annuale delle vendite e comunicati per iscritto.
Con tale sistema dovrà essere assicurata al personale una media mensile riferita al periodo non eccedente l'anno, che sia superiore almeno del 5% alla paga base nazionale conglobata di cui all'art. 138, parte II del presente contratto.
Dovrà essere, comunque, effettuato mensilmente il versamento di una somma pari al minimo come sopra stabilito, tutte le volte che tale minimo, tra stipendio e provvigione, non sia raggiunto, fermo restando il conguaglio alla fine del periodo di cui sopra (il sistema di computo di cui agli artt. 147 e 148, parte II, decorre dall'1.8.80).


Art. 148 - Indennità di cassa e maneggio denaro. (Contratto Commercio)

Senza pregiudizio di eventuali procedimenti penali e delle sanzioni disciplinari, al personale normalmente adibito ad operazioni di cassa con carattere di continuità, qualora abbia piena e completa responsabilità della gestione di cassa, con l'obbligo di accollarsi le eventuali differenze, compete un'indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 5% della paga base nazionale conglobata di cui all'art. 138, parte II del presente contratto (il sistema di computo di cui agli artt. 147 e 148, parte II, decorre dall'1.8.80).


Art. 149 - Prospetto paga. (Contratto Commercio)

La retribuzione corrisposta al lavoratore dovrà risultare da apposito prospetto paga nel quale dovrà essere specificato il periodo di lavoro a cui la retribuzione si riferisce, l'importo della retribuzione, la misura e l'importo dell'eventuale lavoro straordinario e di tutti gli altri elementi che concorrono a formare l'importo corrisposto, nonché tutte le ritenute effettuate.
Il prospetto paga deve recare la firma, sigla o timbro del datore di lavoro o di chi ne fa le veci.

Titolo XXII - MENSILITÀ SUPPLEMENTARI (13a e 14a)

Art. 150 - Tredicesima mensilità. (Contratto Commercio)

In coincidenza con la vigilia di Natale di ogni anno le aziende dovranno corrispondere al personale dipendente un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II (esclusi gli assegni familiari).
In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 12 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 13a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato (vedi art. 126, parte II).
Ai lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell'importo della 13a mensilità dovrà essere effettuato sulla base della media delle provvigioni o delle percentuali maturate nell'anno corrente o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l'azienda.
Dall'ammontare della 13a mensilità saranno detratti i ratei relativi ai periodi in cui non sia stata corrisposta dal datore di lavoro la
retribuzione per una delle cause previste dal presente contratto.


Art. 151 - Quattordicesima mensilità. (Contratto Commercio)

Al personale compreso nella sfera di applicazione del presente contratto sarà corrisposto, il 1° luglio di ogni anno, un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, in atto al 30 giugno immediatamente precedente (14a mensilità), esclusi gli assegni familiari.
In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 2 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 14a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato (vedi art. 126, parte II).
Nei confronti dei lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell'importo della 14a mensilità sarà effettuato sulla base della media degli elementi fissi e variabili della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, percepiti nei 12 mesi precedenti la maturazione del diritto o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l'azienda.
Non hanno diritto alla 14a mensilità tutti i lavoratori che alla data dell'entrata in vigore del presente contratto già percepiscono mensilità di retribuzione oltre la 13a mensilità; ove la parte di retribuzione eccedente la 13a non raggiunga l'intero importo di 1 mensilità, i lavoratori hanno diritto alla differenza tra l'ammontare della 14a mensilità e l'importo in atto percepito.
Non sono assorbiti nella 14a mensilità le gratifiche, indennità o premi erogati a titolo di merito individuale o collettivo.
Per quanto riguarda tutte le altre modalità di computo della 14a mensili tà, si fa riferimento alle analoghe norme del presente titolo riguardanti la 13a mensilità.
Nota a verbale.
Le parti si danno reciprocamente atto che nel corso delle trattative intervenute per la stipulazione del CCNL del 1976, 1979, 1983, 1987, 1990 e di quello sottoscritto in data odierna la retribuzione è stata concordemente determinata su base annua e che la suddivisione in 14 mensilità della retribuzione annua incide esclusivamente sulle modalità di pagamento.
Pertanto, qualsiasi riduzione dell'importo anche di 1 soltanto delle 14 mensilità determinerebbe la rottura dell'equilibrio delle prestazioni corrispettive tra imprese e lavoratori ai quali si applicano i contratti sopraindicati.
Tale risultato non muterebbe nemmeno qualora la ipotizzata riduzione fosse la conseguenza dell'applicazione di norme imperative di legge. Tutta la negoziazione, infatti, si è svolta nel presupposto che le contrapposte OOSS fossero pienamente libere di determinare un salario annuo rispondente ai parametri stabiliti dall'art. 36 della Costituzione.

Titolo XXIII - RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

a) RECESSO

Art. 152 - Recesso ex art. 2118 CC. (Contratto Commercio)

Ai sensi dell'art. 2118 CC, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando preavviso scritto a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, nei termini stabiliti nel successivo art. 158, parte II.


Art. 153 - Recesso ex art. 2119 CC. (Contratto Commercio)

Ai sensi dell'art. 2119 CC, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto e a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (giusta causa).
La comunicazione del recesso deve essere effettuata per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, contenente l'indicazione dei motivi.
A titolo esemplificativo, rientrano fra le cause di cui al comma 1 del presente articolo:
- il diverbio litigioso seguito da vie di fatto in servizio anche fra dipendenti, che comporti nocumento o turbativa al normale esercizio dell'attività aziendale; l'insubordinazione verso i superiori accompagnata da comportamento oltraggioso; l'irregolare dolosa scritturazione o timbratura di schede di controllo delle presenze al lavoro;
- l'appropriazione nel luogo di lavoro di beni aziendali o di terzi;
- il danneggiamento volontario di beni dell'azienda o di terzi;
- l'esecuzione, senza permesso, di lavoro nell'azienda per conto proprio o di terzi.
Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore che recede per giusta causa compete l'indennità di cui al successivo art. 159, parte II.


Art. 154 - Normativa. (Contratto Commercio)

Nelle aziende comprese nella sfera di applicazione della legge 15.7.66 n. 604, dell'art. 35, legge 20.5.70 n. 300, e della legge 11.5.90 n. 108, nei confronti del personale cui si applica il presente contratto, il licenziamento può essere intimato per giusta causa (art. 2119 CC e art. 153, parte II del presente contratto) o per "giustificato motivo con preavviso", intendendosi per tale il licenziamento determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro, ovvero da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.
Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.
In caso di licenziamento per "giustificato motivo con preavviso" il lavoratore può chiedere entro 15 giorni dalla comunicazione del licenziamento i motivi che lo hanno determinato; in tal caso il datore di lavoro è tenuto ad indicarli per iscritto entro 7 giorni dalla richiesta.
Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle norme di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo è inefficace.
Sono esclusi dalla sfera di applicazione del presente articolo i lavoratori in periodo di prova e quelli che siano in possesso dei
requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia.


Art. 155 - Nullità del licenziamento. (Contratto Commercio)

Ai sensi delle leggi vigenti il licenziamento determinato da ragioni di sesso, credo politico o fede religiosa, dall'appartenenza a un sindacato e dalla partecipazione attiva ad attività sindacali è nulla, indipendentemente dalla motivazione adottata.


Art. 156 - Nullità del licenziamento per matrimonio. (Contratto Commercio)

Ai sensi dell'art. 1, legge 9.1.63 n. 7, è nullo il licenziamento della lavoratrice attuato a causa del matrimonio; a tali effetti si presume disposto per causa di matrimonio il licenziamento intimato alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la celebrazione, e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa.
Il datore di lavoro ha facoltà di provare che il licenziamento della lavoratrice, verificatosi nel periodo indicato nel comma precedente, non è dovuto a causa di matrimonio, ma per una delle ipotesi previste dalle lett. a), b) e c), comma 3, art. 2, legge 30.12.71 n. 1204, e cioè: licenziamento per giusta causa, cessazione dell'attività dell'azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale è stato stipulato.
Per quanto attiene alla disciplina delle dimissioni rassegnate dalla lavoratrice nel periodo specificato nel comma 1 del presente articolo, si rinvia al successivo art. 166, parte II.


Art. 157 - Licenziamento simulato. (Contratto Commercio)

Il licenziamento del lavoratore seguito da una nuova assunzione presso la stessa ditta deve considerarsi improduttivo di effetti giuridici quando sia rivolto alla violazione delle norme protettive dei diritti del lavoratore e sempre che sia provata la simulazione.
Il licenziamento si presume comunque simulato - salvo prova del contrario - se la nuova assunzione venga effettuata entro 1 mese dal licenziamento.


b) PREAVVISO

Art. 158 - Preavviso. (Contratto Commercio)

I termini di preavviso, a decorrere dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese, sono i seguenti:
a) fino a 5 anni di servizio compiuti:

Quadri e liv. 1 60 giorni di calendario
2 e 3 30 " " "
4 e 5 20 " " "
6 e 7 15 " " "

b) oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:

Quadri e 1 90 giorni di calendario
2 e 3 45 " " "
4 e 5 30 " " "
6 e 7 20 " " "

c) oltre i 10 anni di servizio compiuti:

Quadri e 1 120 giorni di calendario
2 e 3 60 " " "
4 e 5 45 " " "
6 e 7 20 " " "



Art. 159 - Indennità sostitutiva del preavviso. (Contratto Commercio)

Ai sensi del comma 2, art. 2118 CC, in caso di mancato preavviso al lavoratore sarà corrisposta un'indennità equivalente all'importo della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, corrispondente al periodo di cui all'articolo precedente, comprensiva dei ratei di 13a e 14a mensilità.

c) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Art. 160 - Trattamento di fine rapporto (TFR). (Contratto Commercio)

In ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro subordinato il prestatore di lavoro ha diritto a un TFR determinato secondo le norme della legge 29.5.82 n. 297, e secondo le norme del presente articolo.
Per i periodi di servizio prestato sino al 31.5.82 il TFR è calcolato con le modalità e con le misure previste dall'art. 97, CCNL 17.12.79 (allegato 9).
Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, sono escluse dalla quota annua della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR le seguenti somme:
- i rimborsi spese;
- le somme concesse occasionalmente a titolo di 'una tantum', gratificazioni straordinarie non contrattuali e simili;
- i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo;
- l'indennità sostitutiva del preavviso, di cui agli artt. 123, 159, 162 e 163, parte II;
- l'indennità sostitutiva di ferie di cui all'art. 86, parte II;
- le indennità di trasferta e diarie non aventi carattere continuativo nonché, quando le stesse hanno carattere continuativo, una quota di esse pari all'ammontare esente dall'IRPEF;
- le prestazioni in natura, quando sia previsto un corrispettivo a carico del lavoratore;
- gli elementi espressamente esclusi dalla contrattazione collettiva integrativa.
Ai sensi del comma 3, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, in caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. 2110 CC, nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l'integrazione salariale, in luogo delle indennità economiche corrisposte dagli istituti assistenziali (INPS, INAIL), deve essere computato nella quota annua della retribuzione utile al calcolo del TFR l'equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.
Chiarimento a verbale.
Il TFR è costituito da quanto di competenza dei lavoratori ai sensi del presente articolo e dalle somme già percepite a titolo di anticipazione dell'indennità di anzianità dai lavoratori aventi diritto ai sensi dell'art. 74 quater, CCNL 25.9.76 e dell'art. 79, CCNL 17.12.79. Per le anticipazioni previste dalla legge n. 297/82 sul TFR, le priorità per la relativa concessione sono fissate nell'allegato 22 che fa parte integrante del presente contratto.


Art. 161 - Cessione o trasformazione dell'azienda. (Contratto Commercio)

In caso di cessione o trasformazione in qualsiasi modo della ditta e quando la ditta cedente non abbia dato ai lavoratori il preavviso e corrisposto l'indennità prevista nel presente contratto per il caso di licenziamento, la ditta cessionaria, ove non intenda mantenere in servizio il personale con tutti i diritti e oneri competenti per il periodo di lavoro precedentemente prestato, sarà tenuta all'osservanza integrale degli obblighi gravanti per effetto del presente contratto sulla precedente ditta, come se avvenisse il licenziamento.


Art. 162 - Fallimento dell'azienda. (Contratto Commercio)

In caso di fallimento dell'azienda, il dipendente ha diritto all'indennità di preavviso e al TFR stabiliti nel presente contratto, e il complessivo suo avere sarà considerato credito privilegiato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (vedi art. 2, legge n. 297/82).


Art. 163 - Decesso del dipendente. (Contratto Commercio)

In caso di decesso del dipendente, il TFR e l'indennità sostitutiva del preavviso saranno corrisposti agli aventi diritto secondo le disposizioni di legge vigenti in materia.


Art. 164 - Corresponsione del TFR. (Contratto Commercio)

Il TFR deve essere corrisposto all'atto della cessazione dal servizio, dedotto quanto eventualmente fosse dovuto dal dipendente, nei tempi tecnici necessari all'elaborazione del tasso di rivalutazione, di cui alla legge 29.5.82 n. 297 e comunque non oltre 45 (*) giorni dalla data di cessazione dei rapporto di lavoro.
In caso di ritardo dovuto a cause non imputabili al lavoratore, sarà corrisposto dalla scadenza di cui al precedente comma un interesse del 2% superiore al tasso ufficiale di sconto.
L'importo così determinato s'intende comprensivo della rivalutazione monetaria per crediti di lavoro, relativa al TFR.
(*) A causa della necessaria armonizzazione dei sistemi statistici europei, il dato ISTAT utile per il calcolo dell'indice di rivalutazione del TFR viene pubblicato nella 2a parte del mese successivo a quello di riferimento.
Norma transitoria.
Il sistema di computo degli interessi di cui al presente articolo decorre dall'1.1.01.


d) DIMISSIONI

Art. 165 - Dimissioni. (Contratto Commercio)

In caso di dimissioni, sarà corrisposto al lavoratore dimissionario il TFR di cui all'art. 160, parte II.
Le dimissioni devono essere rassegnate in ogni caso per iscritto con lettera raccomandata o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento e con rispetto dei termini di preavviso stabiliti dall'art.158, parte II del presente contratto.
Ove il dipendente non abbia dato il preavviso, il datore di lavoro ha facoltà di ritenergli dalle competenze nette una somma pari all'importo di cui all'art. 159, parte II.
Su richiesta del dimissionario, il datore di lavoro può rinunciare al preavviso, facendo in tal caso cessare subito il rapporto di lavoro. Ove invece il datore di lavoro intenda di sua iniziativa far cessare il rapporto prima della scadenza del preavviso, ne avrà facoltà, ma dovrà corrispondere al lavoratore l'indennità sostitutiva per il periodo di anticipata risoluzione del rapporto di lavoro.


Art. 166 - Dimissioni per matrimonio. (Contratto Commercio)

In conformità della norma contenuta nel comma 4, art. 1, legge 9.1.63 n. 7, le dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio in quanto segua la celebrazione, e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa, sono nulle se non risultino confermate entro 1 mese all'Ufficio del lavoro.
La lavoratrice che rassegni le dimissioni per contrarre matrimonio ha diritto al TFR previsto dall'art. 160, parte II, con esclusione
dell'indennità sostitutiva del preavviso.
Anche in questo caso le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto con l'osservanza dei termini di preavviso di cui all'art. 158, parte II, e confermate, a pena di nullità, all'Ufficio del lavoro entro il termine di 1 mese.


Art. 167 - Dimissioni per maternità. (Contratto Commercio)

Per il trattamento spettante alla lavoratrice che rassegna le dimissioni in occasione della maternità valgono le norme di cui all'art. 123, parte II del presente contratto.

Titolo XXIV - DOVERI DEL PERSONALE E NORME DISCIPLINARI

Art. 168 - Obbligo del prestatore di lavoro. (Contratto Commercio)

Il lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri e il segreto di ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.
Il lavoratore ha l'obbligo di conservare diligentemente le merci e i materiali, di cooperare alla prosperità dell'impresa.


Art. 169 - Divieti. (Contratto Commercio)

È vietato al personale ritornare nei locali dell'azienda e trattenersi oltre l'orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con
l'autorizzazione dell'azienda, salvo quanto previsto dall'art. 39, parte I del presente contratto. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l'orario se non per ragioni di lavoro e con permesso esplicito.
Il datore di lavoro, a sua volta, non potrà trattenere il proprio personale oltre l'orario normale, salvo nel caso di prestazione di lavoro straordinario.
Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tal caso è in facoltà del datore di lavoro richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di 1 ora al giorno senza diritto ad alcuna maggiorazione.
Al termine dell'orario di lavoro, prima che sia dato il segnale di uscita, è assolutamente vietato abbandonare il proprio posto.


Art. 170 - Giustificazione delle assenze. (Contratto Commercio)

Salvo i casi di legittimo impedimento, di cui sempre incombe al lavoratore l'onere della prova, e fermo restando l'obbligo di dare immediata notizia dell'assenza al datore di lavoro, le assenze devono essere giustificate per iscritto presso l'azienda entro 48 ore, per gli eventuali accertamenti.
Nel caso di assenze non giustificate, sarà operata la trattenuta di tante quote giornaliere della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, quante sono le giornate di assenza, fatta salva l'applicazione della sanzione prevista dal successivo art. 173, parte II.


Art. 171 - Rispetto orario di lavoro. (Contratto Commercio)

I lavoratori hanno l'obbligo di rispettare l'orario di lavoro. Nei confronti dei ritardatari sarà operata una trattenuta, che dovrà figurare sul prospetto paga, di importo pari alle spettanze corrispondenti al ritardo, fatta salva l'applicazione della sanzione prevista dal successivo art. 173, parte II.


Art. 172 - Comunicazione mutamento di domicilio. (Contratto Commercio)

È dovere del personale di comunicare immediatamente all'azienda ogni mutamento della propria dimora sia durante il servizio che durante i congedi.

Il personale ha altresì l'obbligo di rispettare ogni altra disposizione emanata dall'azienda per regolare il servizio interno, in quanto non contrasti con le norme del presente contratto e con le leggi vigenti, e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.
Tali norme dovranno essere rese note al personale con comunicazione scritta o mediante affissione nell'interno dell'azienda.


Art. 173 - Provvedimenti disciplinari. (Contratto Commercio)

L'inosservanza dei doveri da parte del personale dipendente comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all'entità delle mancanze e alle circostanze che le accompagnano:
(1) biasimo inflitto verbalmente per le mancanze lievi;
(2) biasimo inflitto per iscritto nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1;
(3) multa in misura non eccedente l'importo di 4 ore della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II;
(4) sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 10;
(5) licenziamento disciplinare senza preavviso e con le altre conseguenze di ragione e di legge.
Il provvedimento della multa si applica nei confronti del lavoratore che:
- ritardi nell'inizio del lavoro senza giustificazione, per un importo pari all'ammontare della trattenuta;
- esegua con negligenza il lavoro affidatogli;
- si assenti dal lavoro fino a 3 giorni nell'anno solare senza comprovata giustificazione;
- non dia immediata notizia all'azienda di ogni mutamento della propria dimora, sia durante il servizio che durante i congedi.
Il provvedimento della sospensione dalla retribuzione e dal servizio si applica nei confronti del lavoratore che:
- arrechi danno alle cose ricevute in dotazione e uso, con dimostrata responsabilità;
- si presenti in servizio in stato di manifesta ubriachezza;
- commetta recidiva, oltre la 3a volta nell'anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la multa, salvo il caso dell'assenza ingiustificata.
Salva ogni altra azione legale, il provvedimento di cui al punto 5 (licenziamento disciplinare) si applica esclusivamente per le seguenti mancanze:
- assenza ingiustificata oltre 3 giorni nell'anno solare;
- recidiva nei ritardi ingiustificati oltre la 5a volta nell'anno solare, dopo formale diffida per iscritto;
- grave violazione degli obblighi di cui all'art. 168, commi 1 e 2, parte II;
- infrazione alle norme di legge circa la sicurezza per la lavorazione, deposito, vendita e trasporto;
- abuso di fiducia, concorrenza, violazione del segreto d'ufficio;
- esecuzione, in concorrenza con l'attività dell'azienda, di lavoro per conto proprio o di terzi, fuori dell'orario di lavoro;
- recidiva, oltre la 3a volta nell'anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto previsto per la recidiva nei ritardi.
L'importo delle multe sarà destinato al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti. Il lavoratore ha facoltà di prendere visione della documentazione relativa al versamento.


Art. 174 - Codice disciplinare. (Contratto Commercio)

Ai sensi e per gli effetti dell'art. 7, legge 20.5.70 n. 300, le disposizioni contenute negli articoli di cui al presente titolo XXIV, nonché quelle contenute nei regolamenti o accordi aziendali in materia di sanzioni disciplinari devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.
Il lavoratore colpito da provvedimento disciplinare, il quale intenda impugnare la legittimità del provvedimento stesso, può avvalersi delle procedure di conciliazione previste dall'art. 7, legge 20.5.70 n. 300 o di quelle previste dal titolo IV, parte I del presente contratto.


Art. 175 - Normativa provvedimenti disciplinari.(Contratto Commercio)

L'eventuale adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere comunicata al lavoratore con lettera raccomandata entro 15 giorni dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue controdeduzioni.
Per esigenze dovute a difficoltà nella fase di valutazione delle controdeduzioni e di decisione nel merito, il termine di cui sopra può essere prorogato di 30 giorni, purché l'azienda ne dia preventiva comunicazione scritta al lavoratore interessato.

Titolo XXV - CAUZIONI

Art. 176 - Cauzioni. (Contratto Commercio)

Per le mansioni che la giustifichino, il datore di lavoro stabilirà per iscritto di volta in volta l'ammontare della cauzione che dovrà essere prestata dai lavoratori.
La cauzione sarà costituita da titoli dello Stato, depositati presso un istituto bancario e vincolati dal datore di lavoro, oppure potrà essere versata in libretto di risparmio parimenti vincolato dal datore di lavoro, il quale rilascerà regolare ricevuta con gli estremi dei titoli o del libretto che gli vengono consegnati. Gli interessi e gli eventuali premi maturati restano a disposizione del lavoratore, il quale ha sempre diritto di prelevarli senza alcuna formalità.
La cauzione potrà anche essere prestata, con il consenso del datore di lavoro, mediante polizza di garanzia costituita presso un istituto assicuratore o con fideiussione bancaria.
In tal caso il datore di lavoro avrà facoltà di provvedere al pagamento dei relativi premi, rivalendosi sulla retribuzione del prestatore d'opera.
La cauzione rimane di proprietà del lavoratore o dei suoi aventi diritto, e non può comunque confondersi con i beni dell'azienda.


Art. 177 - Diritto di rivalsa. (Contratto Commercio)

Il datore di lavoro ha diritto di rivalersi sulla cauzione per gli eventuali danni subiti, previa contestazione al prestatore d'opera.
In caso di disaccordo, dovrà essere esperito un tentativo di componimento attraverso le associazioni sindacali competenti.


Art. 178 - Ritiro cauzioni per cessazione rapporto. (Contratto Commercio)

All'atto della cessazione del rapporto di lavoro, ove non esistano valide ragioni di contestazione da parte del datore di lavoro, il prestatore d'opera dovrà essere posto in condizione di poter ritirare la cauzione entro il termine di 15 giorni dalla data di cessazione dal servizio.

Titolo XXVI - CALO MERCI E INVENTARI

Art. 179 - Calo merci. (Contratto Commercio)

Le merci affidate ai gestori di negozi e spacci di generi alimentari devono essere poste a loro carico al netto dei cali, delle tare e delle perdite di cottura a cui le merci stesse siano soggette rispetto all'effettivo peso di consegna.
Le merci stesse saranno poste a carico dei gestori al prezzo fissato dal datore di lavoro per la vendita al pubblico e segnato negli appositi bollettini di carico.
La carta dovrà essere regolarmente fornita dal datore di lavoro e il prezzo relativo è fissato nei contratti integrativi o, in mancanza, dagli usi e consuetudini locali. Dove con precedenti consuetudini locali la carta veniva fornita a prezzo di costo, si terrà conto di tale circostanza.
I gestori hanno diritto di controllare il peso, il calo, la tara, il valore e la qualità delle merci assunte in carico.
In considerazione della variabilità dei cali, delle tare e delle perdite di cottura, in rapporto alle condizioni di ambiente, di clima, di trasporto, di manipolazione e preparazione delle merci, la determinazione di detti cali, tare e perdite di cottura, è fissata da contrattiintegrativi provinciali in riferimento a generi di maggior consumo, o in mancanza, dagli usi e consuetudini locali.


Art. 180 - Inventari. (Contratto Commercio)

Gli inventari dei negozi o spacci affidati ai gestori potranno essere effettuati dal datore di lavoro o da chi per esso, in qualsiasi momento;
in ogni caso dovranno essere effettuati almeno 2 inventari per ogni esercizio annuale.
Copia di ogni inventario, controfirmata dalle due parti, dovrà essere rilasciata al prestatore d'opera.
Ogni eventuale deficienza emergente dalle risultanze contabili dovrà, entro il mese successivo alla effettuazione dell'inventario, essere contestata all'interessato, il quale entro 8 giorni dovrà comunicare per iscritto al datore di lavoro le eventuali eccezioni.
Il datore di lavoro dovrà tener conto delle contestazioni formulate dal gestore, specie quando queste si riferiscono a cali, tare, perdite di cottura, deterioramento di merce, ecc., comuni all'esercizio del negozio o spaccio. Le deficienze non giustificate emergenti dopo tale controllo saranno comunicate per iscritto all'interessato, che avrà l'obbligo di rifonderle al datore di lavoro nel termine massimo di 8 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Il lavoratore ha facoltà, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, di adire la Commissione di conciliazione di cui all'art. 20, parte I.
In caso di attivazione della procedura di conciliazione, l'obbligo di cui al comma 4 posto a carico del lavoratore resta sospeso.
La mancata verifica inventariale nei termini sopra specificati esonera il gestore dalla responsabilità per eventuali differenze riscontrate tardivamente, salvo i casi perseguibili per legge.

Titolo XXVII - RESPONSABILITÀ CIVILI E PENALI

Art. 181 - Assistenza legale. (Contratto Commercio)

Ai lavoratori con responsabilità di direzione esecutiva, nei casi in cui le norme di legge o di regolamento attribuiscano loro specifiche responsabilità civili o penali, anche in presenza di apposite deleghe nei rapporti con i terzi, è riconosciuta l'assistenza legale e la copertura di eventuali spese connesse, in caso di procedimenti civili o penali per cause non dipendenti da colpa grave o dolo e relative a fatti direttamente connessi con l'esercizio delle funzioni svolte.


Art. 182 - Normativa sui procedimenti penali. (Contratto Commercio)

Ove il dipendente sia privato della libertà personale in conseguenza di procedimento penale, il datore di lavoro lo sospenderà dal servizio e dallo stipendio o salario e ogni altro emolumento e compenso fino al giudicato definitivo.
In caso di procedimento penale per reato non colposo, ove il lavoratore abbia ottenuto la libertà provvisoria, il datore di lavoro ha facoltà di sospenderlo dal servizio e dallo stipendio o salario e ogni altro emolumento o compenso.
Salva l'ipotesi di cui al successivo comma, dopo il giudicato definitivo, il datore di lavoro deciderà sull'eventuale riammissione in servizio, fermo restando che comunque il periodo di sospensione non sarà computato agli effetti dell'anzianità del lavoratore.
Nell'ipotesi di sentenza definitiva di assoluzione con formula piena, il lavoratore ha diritto in ogni caso alla riammissione in servizio.
In caso di condanna per delitto non colposo commesso fuori dell'azienda, al lavoratore che non sia riammesso in servizio spetterà il trattamento previsto dal presente contratto per il caso di dimissioni.
Il rapporto di lavoro s'intenderà, invece, risolto di pieno diritto e con gli effetti del licenziamento in tronco, qualora la condanna risulti motivata da reato commesso nei riguardi del datore di lavoro o in servizio.

Titolo XXVIII - COABITAZIONE, VITTO E ALLOGGIO

Art. 183 - Coabitazione, vitto e alloggio. (Contratto Commercio)

La disciplina della coabitazione, vitto e alloggio prevista dai contratti integrativi provinciali in vigore al 30.6.73, rimane in vigore fino alla scadenza del presente contratto.
In caso di carenza di norme locali, il valore del vitto e dell'alloggio è stabilito nelle seguenti misure:
(a) vitto e alloggio: metà della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II;
(b) vitto (2 pasti): 1/3 della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II;
(c) vitto (1 pasto): 1/4 della retribuzione di cui all'art. 134, parte II;
(d) alloggio: 1/5 della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.


Titolo XXIX - DIVISE E ATTREZZI

Art. 184 - Divise e attrezzi. (Contratto Commercio)

Quando viene fatto obbligo al personale di indossare speciali divise, la spesa relativa è a carico del datore di lavoro.
È parimenti a carico del datore di lavoro la spesa relativa agli indumenti che i lavoratori siano tenuti ad usare per ragioni di carattere igienico- sanitario.
Il datore di lavoro è inoltre tenuto a fornire gli attrezzi e strumenti necessari per l'esecuzione del lavoro.
In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, gli indumenti, divise, attrezzi e strumenti in dotazione dovranno essere restituiti al datore di lavoro, mentre in caso di smarrimento, il prestatore d'opera è tenuto alla sostituzione o al rimborso.

Titolo XXX - APPALTI

Art. 185 - Appalti. (Contratto Commercio)

Le parti si danno atto che la materia relativa agli appalti è disciplinata dalla legge 23.10.60 n. 1369, che dispone norme in materia di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro, in base alle quali sono esclusi dagli appalti i lavori che sono strettamente pertinentiall'attività propria dell'azienda.
Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le aziende appaltatrici stesse e quello di tutte le norme previdenziali e antinfortunistiche. A tal fine sarà inserita apposita clausola nel capitolato d'appalto.
Qualora l'introduzione di appalti per lavori che non sono strettamente pertinenti all'attività propria dell'azienda e comunque autonomamente ritenuti necessari dall'imprenditore dovesse comportare riduzione di personale dell'azienda appaltante, questa è tenuta a darne informazione alle OOSS provinciali stipulanti il presente contratto.
La norma di cui al precedente capoverso trova applicazione per le aziende previste dall'art. 14, parte I.

Titolo XXXI - DECORRENZA E DURATA

Art. 186 - Decorrenza e durata del contratto. (Contratto Commercio)

In applicazione di quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, il CCNL ha durata quadriennale per la parte normativa e biennale per la parte retributiva e pertanto avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 2002; per la parte economica il 1° biennio avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 2000.
Salve le decorrenze particolari previste per singoli istituti, le modifiche apportate con il presente accordo di rinnovo decorrono
dall'1.9.99.
Il contratto s'intenderà rinnovato secondo la durata di cui al comma 1 se non disdetto, 3 mesi prima della scadenza, con raccomandata a/r. In caso di disdetta, il presente contratto resterà in vigore fino a che non sia stato sostituito dal successivo CCNL.





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