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Contratto Metalmeccanici : Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 10° parte
 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
ADDETTI ALL'INDUSTRIA METALMECCANICA PRIVATA
E DI INSTALLAZIONE DI IMPIANTI

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

PARTE 4

PARTE 5

PARTE 6

PARTE 7

PARTE 8

PARTE 9

PARTE 10

 

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PARTE 10

 

Art. 20 - Trattamento di fine rapporto. (contratto metalmeccanici)

All'atto della risoluzione del rapporto l'azienda corrisponderà al lavoratore un TFR da calcolarsi secondo quanto disposto dall'art. 2120 C.C. e dalla legge 29.5.82 n. 297; il pagamento del TFR avverrà entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell'indice ISTAT da utilizzare ai fini della rivalutazione del fondo TFR.
Per il computo dell'indennità d'anzianità maturata fino al 31.5.82 valgono le norme di cui all'art. 20, Disciplina speciale, parte III, CCNL 16.7.79.
Per il calcolo del TFR per il periodo 1.2.87-31.12.89, valgono le disposizioni di cui alla Nota a verbale in calce all'art. 20, Disciplina speciale, parte III, CCNL 18.1.87.
E' in facoltà dell'azienda, salvo espresso patto in contrario, di dedurre dal TFR quanto il lavoratore percepisca in conseguenza della risoluzione del rapporto di lavoro per eventuali atti di previdenza (Cassa pensione, previdenza, assicurazioni varie) compiuti dall'azienda.
Dichiarazione a verbale.
Le parti, in attuazione di quanto previsto dal comma 2, art. 2120 C.C., convengono che la retribuzione, comprensiva delle relative maggiorazioni, afferente alle prestazioni di lavoro effettuate oltre il normale orario di lavoro è esclusa dalla base di calcolo del TFR.
Quanto sopra senza pregiudizio per le eventuali controversie giudiziarie attualmente in corso.
Norma transitoria.
Le parti, in attuazione di quanto previsto dal comma 2, art. 2120 C.C.,
convengono che a decorrere dall'1.1.98 e fino al 31.12.99 la 13a mensilità
è esclusa dalla base di calcolo del TFR.


Art. 21 - Trasferte. (contratto metalmeccanici)

Al lavoratore di cui alla presente parte III in missione per esigenze di servizio spetterà il rimborso delle spese effettive di viaggio corrispondenti ai mezzi normali di trasporto e delle altre spese vive necessarie per l'espletamento della missione.
Spetterà inoltre il rimborso delle spese di vitto e di alloggio, quando la durata del servizio obblighi il lavoratore a incontrare tali spese, o una diaria giornaliera.
Gli importi del suddetto rimborso spese o diarie saranno riferiti ai trattamenti aziendali in atto.
Al lavoratore che durante la trasferta usufruisca delle ferie collettive e continuative di cui all'art. 12 della presente parte III, verranno rimborsate le spese di viaggio qualora egli rientri nella sede normale dì lavoro oppure, ma sempre con il limite di spese di cui sopra, qualora rientri nella propria abitazione. Per quanto riguarda i trattamenti per malattia e infortunio, permessi, condizioni di miglior favore, vale quanto previsto ai punti V), VIII), XVI) di cui all'art. 27, Disciplina speciale, parte I, fermo restando che gli importi dei rimborsi spese o diarie saranno riferiti ai trattamenti aziendali in atto.


Art. 22 - Minimi tabellari e determinazione della quota di retribuzione oraria. (contratto metalmeccanici)

I minimi tabellari mensili della classificazione unica dei lavoratori di cui alla presente parte IIII sono quelli riportati nelle tabelle allegate con le rispettive date di decorrenza.
A decorrere dall'1.7.99 nei minimi tabellari sono conglobati gli importi dell'ex indennità di contingenza secondo i valori riportati nella seguente
tabella:
.......
La suddetta operazione di conglobamento non deve comportare né benefici né perdite per le parti anche ai fini legali e contributivi.
La retribuzione oraria viene determinata sulla base del divisore 173.
Dichiarazione comune.
Il presente testo contrattuale non contiene i seguenti allegati, i quali fanno comunque parte del CCNL 8.6.99 e sono riscontrabili nell'edizione del CCNL 5.7.94:
- allegato n. 4 - Lettera inviata alle parti dal Ministro 'pro tempore' del lavoro e della previdenza sociale in occasione della stipulazione del CCNL 8.1.70;
- allegato n. 5 - Lettera tra le parti;
- allegato n. 6;
- allegato n. 7 - Dichiarazione congiunta in relazione al "Sistema dì informazioni sulla situazione dell'industria metalmeccanica";
- allegato n. 9 - Protocollo d'intesa per l'attuazione del comma 7, art. 29, Disciplina generale, sezione III;
- dichiarazione comune - Regolamentazione contrattuale viaggiatori e piazzisti.

DISPOSIZIONE FINALE

Qualora le sottoscritte organizzazioni dei lavoratori dovessero, con altre associazioni di datori di lavoro o di artigiani, concordare condizioni meno onerose di quelle previste dal presente contratto, tali condizioni, dopo che siano state accertate nella loro sfera di applicazione con verbale redatto fra le organizzazioni interessate, s'intendono estese alle aziende che abbiano le medesime caratteristiche e che siano rappresentate da FEDERMECCANICA o ASSISTAL.
Letto, confermato e sottoscritto.

ALLEGATI

Allegato 1.

DICHIARAZIONE FRA LE PARTI

Le parti si danno reciprocamente atto che la suddivisione del CCNL 19.4.73 per l'industria metalmeccanica e l'installazione di impianti non modifica oltre i limiti stabiliti dal presente contratto la normativa in atto in materia di lavoro degli operai, delle categorie speciali e degli impiegati.
Pertanto, in relazione alla "classificazione dei lavoratori" di cui all'art. 4, Disciplina generale, sezione II, e ai fini della normativa contenuta nelle Parti della "Disciplina speciale" resta confermato che a tutti coloro che avrebbero diritto al trattamento contrattuale già previsto dalla Parte operai del CCNL 8.1.70, sarà applicata la normativa contenuta nella parte I, Disciplina speciale, che a tutti coloro che avrebbero diritto al trattamento già previsto dalla Parte categorie speciali del CCNL 8.1.70, sarà applicata la normativa contenuta nella parte II, che a tutti coloro che avrebbero diritto al trattamento contrattuale già previsto dalla Parte impiegati del CCNL 8.1.70 sarà applicata la normativa contenuta nella parte III.
Tale riferimento sarà altresì adottato come elemento di identificazione dei lavoratori ai fini fiscali, previdenziali e assicurativi.

Allegato 2.

Addì 31 ottobre 1973, in Roma
tra
- Federazione Sindacale dell'Industria Metalmeccanica Italiana;
- ASSISTAL;
e
- Federazione Lavoratori Metalmeccanici che riunisce FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL;
è stato stipulato il seguente accordo.


Viene disciplinato dalla parte II, Disciplina speciale, CCNL 19.4.73 il rapporto di lavoro di quei lavoratori che, senza essere in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge 18.3.26 n. 562 sull'impiego privato, né di quelli propri dei lavoratori il cui rapporto è regolato dalla parte I, Disciplina speciale del suddetto contratto:
a) svolgono mansioni particolari di fiducia o responsabilità che non siano normalmente attribuite ai lavoratori di cui alla Disciplina speciale, parte I, CCNL 19.4.73;
b) guidino e controllino il lavoro di un gruppo di lavoratori di cui alla Disciplina speciale, parte I, CCNL 19.4.73 con apporto di competenza tecnico-pratica.
I lavoratori di cui si tratta sono distinti in 2 categorie. Appartengono alla 1a categoria coloro per i quali lo svolgimento delle mansioni avanti specificate importi il necessario esercizio di un certo potere d'iniziativa in rapporto alla condotta e ai risultati della lavorazione, nonché coloro i quali esplichino mansioni di particolare rilievo e complessità rispetto a quelle che sono comuni alla generalità dei lavoratori appartenenti alle categorie indicate sotto le lett. a) e b) di cui sopra e ne costituiscono le fondamentali caratteristiche per la loro attribuzione alle categorie stesse.
In via esemplificativa appartengono alla 1a categoria:
il capotreno di laminazione, il contromaestro, il maestro di più forni di riscaldo, il caposquadra con apporto di competenza tecnico-pratica con iniziativa per la condotta e i risultati alla lavorazione, ecc.;
appartengono alla 2a categoria:
il caposquadra con apporto di competenza tecnico-pratica, ma senza iniziativa per la condotta e i risultati della lavorazione, il sollecitatore semplice, il marcatempo, il capo-usciere, il capo-fattorino, ecc..
La presente regolamentazione non modifica il trattamento in atto di tali lavoratori agli effetti fiscali, previdenziali e assicurativi.
Il presente accordo decorre dal 1° novembre 1973 per le aziende superiori a 200 dipendenti e dal 1° gennaio 1974 per le aziende fino a 200 dipendenti.
Norme transitorie.
- La disciplina prevista nel presente accordo si applica ai lavoratori il cui rapporto era già regolato dalle disposizioni contenute nella parte II - regolamentazione per gli appartenenti alla categoria speciale - del CCNL 8.1.70.
- I lavoratori che, al 31.10.73, per le aziende superiori a 200 dipendenti e del 31.12.73 per le aziende fino a 200 dipendenti, risultino classificati come CS2, in base al CCNL 8.1.70 saranno inquadrati, in ogni caso, nella 5a categoria professionale, di cui al rinnovato CCNL per le aziende metalmeccaniche private, purché gli stessi provengano dalle categorie operaie 1a e 1a superiore del predetto CCNL 8.1.70.

Allegato 3.

QUOTA CONTRIBUZIONE UNA TANTUM

Le aziende, mediante affissione in bacheca da effettuarsi a partire dal 13 settembre e fino al 5 novembre, comunicheranno che in occasione del rinnovo del CCNL i sindacati stipulanti FIM, FIOM, UILM chiedono ai lavoratori non iscritti alle organizzazioni medesime una quota associativa straordinaria di £. 35.000 da trattenere sulla retribuzione relativa al mese di novembre 1999.
Le aziende distribuiranno insieme alle buste paga dei mesi di settembre e ottobre l'apposito modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnato all'azienda entro il 5.11.99.
Le aziende daranno tempestiva comunicazione alle rappresentanze sindacali e tramite le associazioni imprenditoriali, alle OO.SS. FIM, FIOM e UILM territoriali, del numero delle trattenute effettuate.
Le quote trattenute verranno versate dalle aziende sul C/C BANCARIO 45109 intestato a FIM-FIOM-UILM - CONTRATTI AZIENDE PRIVATE presso BNL, via Bissolati 2 - Roma CAB 3200 ABI 1005.

Allegato 4.

ACCORDO PER LA COSTITUZIONE DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE

Ad integrazione e specificazione di quanto previsto dall'Accordo interconfederale per la costituzione delle RSU sottoscritto da CONFINDUSTRIA e CGIL, CISL e UIL il 20.12.93, FEDERMECCANICA-ASSISTAL e FIM, FIOM, UILM, concordano quanto segue.

1. Elettorato passivo.
Ferma restando l'eleggibilità di operai, impiegati e quadri non in prova in forza all'unità produttiva alla data delle elezioni, possono essere candidati nelle liste di cui al punto 4, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, anche i lavoratori non a tempo indeterminato il cui contratto di assunzione consente, alla data delle elezioni, una durata residua del rapporto di lavoro non inferiore a 6 mesi.

2. Durata e sostituzione nell'incarico.
Al termine del contratto non a tempo indeterminato e in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, il mandato conferito scade automaticamente. I membri decaduti potranno essere sostituiti secondo le regole stabilite al punto 6, parte I, Accordo interconfederale 20.12.93.

3. Modalità della votazione.
Secondo quanto stabilito al punto 12, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, il luogo e il calendario di votazione saranno stabiliti dalla Commissione elettorale previo accordo con la Direzione aziendale, in modo tale da permettere a tutti gli aventi diritto l'esercizio del voto, nel rispetto delle esigenze della produzione.
I lavoratori potranno compiere le operazioni di voto al di fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro utilizzando le ore di assemblea di cui all'art. 20, legge 20.5.70 n. 300.

4. Diritti sindacali.
Con riferimento al punto 4, parte I, Accordo interconfederale 20.12.93, le OO.SS. firmatarie del CCNL per l'industria metalmeccanica privata e dell'installazione di impianti, restano titolari dei diritti previsti dall'art. 4, Disciplina generale, sezione II del vigente CCNL, in ordine alle ore di permesso retribuite nelle unità produttive che occupano fino a 200 dipendenti aggiuntive rispetto a quanto previsto dall'art. 23, legge 20.5.70 n. 300, pari al monte ore derivante dalla porzione di 30 minuti all'anno per ciascun dipendente, e in ordine alla titolarità dei permessi per i dirigenti provinciali e nazionali prevista in termini più ampi rispetto a quanto stabilito dall'art. 30, legge 20.5.70 n. 300.

5. Modalità di utilizzo dei permessi sindacali.
Le OO.SS. titolari dei permessi sindacali retribuiti aggiuntivi a quelli previsti dall'art. 23, legge 20.5.70 n. 300 di cui al precedente art. 4 del presente accordo, trasferiscono alle RSU una quota di tali permessi pari al 70%.
Il monte ore complessivo riservato alla RSU é ripartito in parti uguali fra ciascuno dei suoi componenti.
La RSU provvederà a nominare al proprio interno un responsabile per la gestione amministrativa del monte ore ad essa riservato, il cui nominativo sarà comunicato all'azienda.
Il monte ore riservato alle OO.SS., come regolato al comma 1, art. 5 del presente accordo, è ripartito fra le stesse in misura paritetica e, nel rispetto del principio dell'invarianza dei costi, dovrà essere fruito per il tramite dei rispettivi componenti la RSU. Le OO.SS. provvederanno a comunicare all'azienda un proprio responsabile designato all'interno dei rispettivi componenti la RSU per la gestione di tale monte ore.
Per quanto non disciplinato agli artt. 4 e 5 del presente accordo si fa riferimento ai principi di cui al punto 4, parte I, Accordo interconfederale 20.12.93.

6. Commissione elettorale, scrutatori, componenti del seggio elettorale e del Comitato dei garanti.
I membri della Commissione elettorale, gli scrutatori, i componenti del seggio elettorale, i componenti sindacali del Comitato di garanti qualora in forza all'unità produttiva, disciplinati rispettivamente ai punti 5, 8, 13 e 20, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, dovranno espletare il loro incarico al di fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro utilizzando in via eccezionale, previa richiesta, i permessi retribuiti di cui all'art. 23, legge 20.5.70 n. 300, nei limiti e secondo le modalità di cui al punto 12, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93.
Resta inteso che ai suddetti soggetti non sono riconosciuti i diritti, i poteri e le tutele già previste dalla legge e dal CCNL a favore dei dirigenti della RSA, e ora trasferite ai componenti le RSU in forza dell'Accordo interconfederale 20.12.93.
Per la composizione della Commissione elettorale di cui al punto 5, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, nelle unità produttive con più di 500 dipendenti, ogni O.S. abilitata alla presentazione di liste potrà designare 2 lavoratori dipendenti dall'unità produttiva, non candidati.

7. Ripartizione dei seggi tra operai e impiegati.
Fermo restando il numero dei seggi complessivamente spettanti, la ripartizione dei seggi tra gli operai e gli impiegati e quadri verrà effettuata con riferimento al rispettivo peso percentuale sul totale degli addetti.
Nella RSU di ciascuna unità produttiva sarà in ogni caso riservato un seggio agli operai o agli impiegati e quadri quando il numero degli uni o degli altri sia superiore a 15 addetti.
Qualora, per gli operai o per gli impiegati e quadri, non ci siano candidati disponibili a presentarsi, i seggi loro spettanti saranno assegnati all'altra categoria giuridica fino ad un numero non superiore al 50% arrotondato all'unità superiore. I rimanenti seggi rimarranno vuoti fino a decadenza della RSU.

8. Numero dei candidati.
Il numero dei candidati per ciascuna lista di cui al punto 4, parte II, Accordo interconfederale 20.12.93, non può superare di oltre 1/3 il numero dei componenti la RSU.

9. Revoca.
La RSU decade dal mandato ricevuto: alla scadenza dei 3 anni dalla data delle elezioni; qualora si verifichi il superamento della quota di sostituzioni prevista dall'Accordo interconfederale 20.12.93 (punto 6, parte I); in presenza di raccolta di firme tra i lavoratori aventi diritto al voto, superiore al 50%; tali firme, perché abbiano valore ai fini della richiesta di revoca, dovranno essere opportunamente certificate.

10. Clausola di salvaguardia.
Il presente accordo, nell'integrare quanto previsto dall'Accordo interconfederale 20.12.93, recepisce a tutti gli effetti la disciplina in esso contenuta.
Le OO.SS., dotate dei requisiti di cui all'art. 19, legge 20.5.70 n. 300, che siano firmatarie del presente accordo o, comunque, aderiscano alla disciplina in esso contenuta, partecipando alla procedura di elezione della RSU, rinunciano formalmente ed espressamente a costituire RSA ai sensi della norma sopra menzionata.

11. Clausola finale.
Il presente accordo potrà costituire oggetto di disdetta ad opera delle parti firmatarie, previo preavviso pari a 4 mesi.
Le parti stipulanti il presente accordo s'incontreranno subito dopo l'effettuazione delle elezioni delle RSU nelle aziende e comunque entro il 30.6.94 per una verifica dei risultati delle elezioni stesse.
Roma, 2 febbraio 1994.

 

CONTRATTO NAZIONALE PER LA DISCIPLINA DELL'APPRENDISTATO NELL'INDUSTRIA METALMECCANICA E NELLA INSTALLAZIONE DI IMPIANTI

Roma, 8 giugno 1999

Premessa.
Le parti stipulanti si danno reciprocamente atto che la seguente disciplina dell'apprendistato dà concreta attuazione a quanto concordato nella Nota di Intenti di cui al contratto nazionale per la disciplina dell'apprendistato nell'industria metalmeccanica e nell'installazione di impianti del 5.7.94, e trova fondamento in quanto definito dall'Accordo sul lavoro del 24.9.96, recepito dalla legge 24.6.97, n. 196, "Norme in materia di promozione dell'occupazione", e che il presupposto per l'attuazione di tale disciplina è costituito dalla definizione di un quadro normativo che garantisca il finanziamento degli oneri relativi all'attività di formazione.


Art. 1 - Norme generali. (contratto metalmeccanici)

L'apprendistato è uno speciale rapporto di lavoro a causa mista, finalizzato all'acquisizione di una qualifica professionale.
Le qualifiche conseguibili sono articolate in 2 livelli in funzione del loro contenuto professionale:
- il 1° livello comprende le professionalità definite dalla declaratoria relativa alla 3a categoria, di cui all'art. 4, Disciplina generale, sezione III, CCNL 5.7.94;
- il 2° livello comprende le professionalità definite dalla declaratoria relativa alla 4a categoria di cui al medesimo articolo.
Al fine dell'assunzione dell'apprendista per le professionalità di cui alla Disciplina speciale, parte III, si terrà conto dei criteri d'inserimento stabiliti alle lett. a) e b), punto IV, lett. C) dell'art. 4, citato.
La qualifica professionale oggetto dell'apprendistato e il relativo livello di professionalità devono essere espressamente indicati nella lettera di assunzione.
Possono essere assunti come apprendisti giovani di età non inferiore ai 16 anni, salvo le deroghe consentite dalla legge, e non superiore ai 24 anni ovvero ai 26 nelle aree di cui agli Obiettivi 1 e 2 del regolamento CEE n. 2081/93 del 20.7.93 e successive modificazioni. I limiti d'età sono elevati di 2 anni qualora l'apprendista sia portatore di handicap.
L'apprendista non potrà essere adibito a lavorazioni retribuite a cottimo o ad incentivo, né a lavori di manovalanza o di produzioni in serie anche se svolte su linee a catena o di montaggio semplice quando le mansioni siano caratterizzate da attività brevi, semplici e ripetitive per abilitarsi alle quali occorra un breve periodo di pratica e conoscenze di tipo elementare e comunque non siano ricomprendibili nella declaratoria relativa alla 3a categoria.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente contratto, valgono per gli apprendisti le norme del vigente CCNL.
Dichiarazioni a verbale.
1) La presente disciplina dell'apprendistato decorre dall'1.9.97 e si applica ai contratti stipulati successivamente a tale data, ferma restando l'immediata operatività della Commissione nazionale e l'immediata attivazione delle Commissioni paritetiche territoriali di cui al seguente art. 5, per lo svolgimento dell'attività propedeutica all'avvio di tale nuova disciplina.
2) Le parti s'impegnano a incontrarsi entro 2 mesi dall'approvazione della legge sul riordino della formazione professionale, per armonizzare la disciplina contrattuale con le nuove norme legislative.


Art. 2 - Durata del tirocinio. (contratto metalmeccanici)

La durata del tirocinio è fissata in:
- 30 mesi per il 1° livello di professionalità;
- 4 anni per il 2° livello di professionalità.
Per gli apprendisti in possesso di diploma di qualifica conseguito presso un istituto professionale, ovvero di scuola media superiore, o di attestato di qualifica professionale inerenti alla professionalità da acquisire le suddette durate sono ridotte a:
- 24 mesi per il 1° livello di professionalità;
- 36 mesi per il 2° livello di professionalità.


Art. 3 - Tirocinio presso diverse aziende. (contratto metalmeccanici)

I periodi di servizio prestati in qualità di apprendista presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo delle durate massime del periodo di apprendistato, di cui al precedente art. 2, purché non separati da interruzioni superiori a 1 anno e purché si riferiscano alle stesse attività.
A tal fine nel caso di risoluzione del rapporto prima della scadenza naturale di cui all'art. 2, il datore di lavoro è tenuto a rilasciare
all'apprendista un'apposita certificazione che attesti il periodo di tirocinio compiuto, le ore e le modalità di formazione teorico-pratica effettuata e la qualifica professionale e il relativo livello di professionalità oggetto dell'apprendistato.
Tale documentazione deve essere presentata dall'apprendista all'atto dell'assunzione, per ottenere il riconoscimento del cumulo dei periodi di tirocinio precedentemente prestati e delle ore di formazione svolte presso altre aziende indipendentemente dai relativi livelli di professionalità, purché riferiti alla stessa qualifica professionale.
La retribuzione iniziale dell'apprendista che abbia già prestato altri periodi di tirocinio è quella relativa al semestre nel quale il precedente periodo di tirocinio è stato interrotto.


Art. 4 - Formazione teorico-pratica e insegnamento pratico. (contratto metalmeccanici)

Per completare l'addestramento dell'apprendista sono previste 160 ore retribuite in ragione di anno destinate alla formazione teorico-pratica e 40 ore retribuite in ragione di anno destinate all'insegnamento pratico, computate nell'orario di lavoro.
Le ore complessive di formazione e insegnamento pratico possono essere distribuite diversamente nell'arco della durata del contratto di apprendistato.
Le imprese effettueranno la formazione teorico-pratica, in conformità ai programmi elaborati secondo quanto previsto all'art. 5, lett. b) e c), presso la sede aziendale, o nella sede prescelta in caso di costituzione di consorzi di imprese, ovvero presso strutture esterne pubbliche o private individuate dalle Commissioni paritetiche ai sensi del successivo art. 5. Nella impossibilità di effettuare la formazione in sede aziendale o attraverso l'attività consortile e in assenza di strutture idonee a garantire una formazione conforme al presente quadro formativo, la Commissione paritetica territoriale, di cui all'art. 5, elaborerà congiuntamente all'azienda piani alternativi di addestramento. La formazione teorico-pratica effettuata nella sede aziendale dovrà essere realizzata al di fuori dei locali destinati all'attività produttiva.
L'apprendista è tenuto a frequentare regolarmente e con diligenza i corsi di formazione teorico-pratica.
Le ore dedicate all'insegnamento pratico sono svolte in azienda con l'obiettivo di stabilire un collegamento tra la formazione teorico-pratica e l'addestramento al lavoro per affiancamento.
Al fine di seguire l'apprendista durante tale periodo d'insegnamento pratico, il datore di lavoro incarica un tutor scelto tra i dipendenti dell'impresa.
La scelta del tutor deve tener conto della sua qualificazione e del suo livello d'inquadramento che sarà normalmente di un livello superiore rispetto a quello in cui il giovane potrà essere inquadrato al termine del contratto di apprendistato.
Il tutor può essere lo stesso imprenditore.
Di norma annualmente l'azienda farà pervenire alla Commissione paritetica un rapporto completo, che sarà consegnato anche alle RSU laddove esistenti, riferito agli apprendisti assunti e alla relativa formazione effettuata.


Art. 5 - Organismi paritetici. (contratto metalmeccanici)

La Commissione nazionale per la formazione professionale di cui all'art. 4, punto 4.1., Disciplina generale, sezione I del CCNL, svolgerà i seguenti compiti con riferimento all'apprendistato:
- elaborare schemi esemplificativi di programmi di formazione da allegare al presente contratto;
- monitorare le esperienze svolte nel territorio sulla base della documentazione pervenuta;
- divulgare nel territorio le esperienze più significative;
- assolvere ai compiti delle Commissioni paritetiche territoriali, di seguito definite, laddove queste non vengano costituite;
- predisporre il modulo di documentazione di cui all'art. 3.
Nei territori nei quali non sia prevista la costituzione delle Commissioni territoriali per la formazione professionale di cui all'art. 4, punto 4.2., Disciplina generale, sezione I del CCNL, le Associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno, d'intesa con le analoghe istanze territoriali delle OO.SS. stipulanti, la costituzione di apposite Commissioni paritetiche.
Le suddette strutture paritetiche territoriali avranno il compito di:
a) individuare i centri di formazione professionale e le strutture formative anche aziendali presso cui si svolgono i corsi di formazione teorico-pratica, secondo i requisiti indispensabili, indicati nella successiva Dichiarazione a verbale, riferiti sia alle caratteristiche organizzative che alle risorse impiegate che ai livelli qualitativi di formazione erogata, e anche in relazione alle professionalità richieste nel territorio;
b) predisporre, sulla base dei fabbisogni rilevati nel territorio, moduli formativi standard coerenti con gli schemi esemplificativi elaborati dalla Commissione nazionale;
c) verificare che i programmi di formazione predisposti dalle aziende per qualifiche professionali per le quali la Commissione non abbia elaborato il modulo formativo, siano coerenti con gli schemi esemplificativi allegati al presente contratto;
d) verificare sulla base della documentazione ricevuta che l'attività formativa si sia svolta secondo i criteri definiti dal precedente art. 4 e conformemente ai programmi di formazione di cui alle precedenti lett. b) e c);
e) trasmettere alla Commissione nazionale per la formazione professionale tutta la documentazione riguardante l'applicazione del contratto di apprendistato nel territorio;
f) svolgere compiti di certificazione anche in relazione a quanto previsto dalla legge.
Le decisioni delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale verranno assunte con la maggioranza qualificata di 2/3 dei componenti.
Gli Organismi paritetici di cui al presente articolo opereranno in sintonia con gli Organismi bilaterali di cui all'Accordo interconfederale 31.1.95, utilizzando anche le elaborazioni da essi prodotte.
Dichiarazione a verbale.
I centri di formazione esterni all'azienda, individuati dalle Commissioni paritetiche territoriali secondo quanto previsto alla lett. a) del presente articolo dovranno avere i seguenti requisiti:
- svolgere attività con finalità di formazione professionale da almeno 3 anni. Nel caso di strutture di più recente costituzione, saranno opportunamente valutate tutte le precedenti esperienze professionali di dipendenti, collaboratori, purché adeguatamente documentate;
- possedere i requisiti previsti per le strutture formative che possono convenzionarsi con la Regione dalla legge n. 845/78, e successive modificazioni;
- svolgere un'attività formativa che sia in diretta correlazione con la specificità delle qualificazioni professionali richieste dalle imprese;
- prevedere un'articolazione dell'attività didattica in modo da assicurare lo svolgimento di più corsi nella stessa giornata;
- disporre di personale docente qualificato in relazione alle materie d'insegnamento;
- disporre di un'idonea e aggiornata attrezzatura tecnico-didattica in relazione alla specificità degli interventi formativi previsti.
Le strutture formative aziendali di cui alla lett. a) devono possedere i requisiti previsti dalla legge n. 845/78 per l'ottenimento delle convenzioni regionali.


Art. 6 - Assunzione. (contratto metalmeccanici)

Nella lettera di assunzione oltre alle indicazioni di cui all'art. 1, Disciplina generale, sezione III del CCNL, saranno precisate:
- la qualifica professionale oggetto dell'apprendistato e il relativo livello professionale da acquisire;
- il programma di formazione e le relative modalità di attuazione.


Art. 7 - Periodo di prova. (contratto metalmeccanici)

Per l'assunzione in prova dell'apprendista è richiesto l'atto scritto. Il periodo di prova non dovrà superare 20 giorni di effettivo servizio nel caso di contratto finalizzato all'acquisizione di qualifiche professionali relative ai lavoratori di cui alla Disciplina speciale, parte I, e 30 giorni di effettivo servizio nel caso di contratto finalizzato all'acquisizione di qualifiche professionali relative ai lavoratori di cui alla Disciplina speciale, parte III. Durante tale periodo ciascuna delle parti contraenti potrà recedere dal contratto senza l'obbligo di preavviso o della relativa indennità sostitutiva, e saranno retribuite le ore o giornate di lavoro effettivamente prestate.
Nel caso in cui il periodo di prova venga interrotto per causa di malattia o d'infortunio, il lavoratore sarà ammesso a completare il periodo di prova stesso qualora sia in grado di riprendere il servizio entro un numero di giorni pari alla metà della durata della prova.


Art. 8 - Orario di lavoro. (contratto metalmeccanici)

L'orario di lavoro viene fissato in 40 ore settimanali.


Art. 9 - Ferie.
(contratto metalmeccanici)

A norma dell'art. 14, legge 19.1.55 n. 25, gli apprendisti di età non superiore ai 16 anni matureranno per ogni anno di servizio un periodo feriale retribuito di 30 giorni di calendario.
Gli apprendisti d'età superiore a 16 anni compiuti matureranno un periodo di ferie pari a quelle dei lavoratori di cui alla Disciplina speciale, parti I e III.
All'apprendista che all'epoca delle ferie non abbia maturato il diritto all'intero periodo di ferie spetterà per ogni mese di servizio prestato 1/12 dei suddetti periodi feriali. La frazione di mese superiore ai 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
In caso di risoluzione del rapporto, all'apprendista spetterà il pagamento delle ferie in proporzione dei 12simi maturati. La frazione di mese superiore ai 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.


Art. 10 - Determinazione della retribuzione. (contratto metalmeccanici)

La retribuzione dell'apprendista per il 1° livello di professionalità e per i primi 30 mesi del 2° livello di professionalità, viene determinata applicando le percentuali di seguito riportate, al minimo tabellare, EDR di cui al Protocollo 31.7.92 del lavoratore inquadrato nella 3a categoria.
Per i restanti mesi previsti per il 2° livello di professionalità le percentuali di riferimento sono applicate al minimo tabellare, EDR del lavoratore inquadrato in 4a categoria.
La retribuzione oraria viene determinata sulla base del divisore 173.
PROGRESSIONE DELLA RETRIBUZIONE
durata 1° sem. 2° sem. 3° sem.

1° livello
di professionalità (30 mesi) 67% 72% 77%
2° livello
di professionalità (4 anni) 67% 72% 77%
(segue)
durata 4° sem. 5° sem. 6° sem. 4° anno

1° livello
di professionalità (30 mesi) 82% 90% - -
2° livello
di professionalità (4 anni) 82% 90% 95% 95%

Per gli apprendisti in possesso di diploma di qualifica conseguito presso un istituto professionale ovvero di scuola media superiore, l'applicazione delle percentuali previste nella precedente tabella sono anticipate di un semestre.


Art. 11 - Gratifica natalizia. (contratto metalmeccanici)

L'azienda corrisponderà all'apprendista, in occasione della ricorrenza natalizia, una gratifica ragguagliata a 173 ore di retribuzione globale di fatto.
Nel caso d'inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell'anno, l'apprendista ha diritto a tanti 12simi dell'ammontare della gratifica natalizia quanti sono i mesi di servizio prestato presso l'azienda.
La frazione di mese superiore ai 15 giorni viene considerata a questi effetti come mese intero.


Art. 12 - Trattamento di malattia e infortunio. (contratto metalmeccanici)

Per quanto riguarda il trattamento economico per infortunio e malattia degli apprendisti non in prova le aziende dovranno sopportare oneri corrispondenti a quelli derivanti dal trattamento previsto dagli artt. 18 e 19, Disciplina speciale, parte I.


Art. 13 - Attribuzione della qualifica professionale. (contratto metalmeccanici)

All'apprendista che, terminato il periodo di tirocinio, venga mantenuto in servizio senza essere ammesso, entro 1 mese dalla fine del tirocinio stesso, per motivi a lui non imputabili, alla prova d'idoneità - che deve essere effettuata solamente in relazione allo specifico addestramento praticato dall'apprendista - s'intenderà attribuita la qualifica professionale che ha formato oggetto del contratto di apprendistato.
Circa i termini e le modalità di certificazione della formazione, anche per quanto riguarda il credito formativo, le parti s'incontreranno entro i termini di cui al punto 2, Dichiarazione a verbale, art. 1, per armonizzare la presente disciplina con quanto stabilito dalla nuovanormativa legale.
Il periodo di apprendistato verrà computato nell'anzianità di servizio, oltre che ai fini degli istituti previsti dalla legge, ai fini di tutti gli istituti introdotti e disciplinati dal CCNL, ad esclusione degli aumenti periodici d'anzianità. Per l'apprendista in possesso di diploma di scuola media superiore inerente alla professionalità da acquisire, che venga mantenuto in servizio, ai fini della mobilità professionale di cui all'art. 4, lett. C), punto IV, lett. b), Disciplina generale, sezione III, il periodo di apprendistato relativo al 2° livello di professionalità sarà considerato utile in misura pari a 12 mesi.


Art. 14 - Decorrenza. (contratto metalmeccanici)

Il presente contratto forma parte integrante del vigente CCNL di cui segue le sorti.

COMETA - FONDO NAZIONALE PENSIONE COMPLEMENTARE STATUTO DI COMETA

FONDO NAZIONALE PENSIONE COMPLEMENTARE PER I LAVORATORI DELL'INDUSTRIA METALMECCANICA, DELLA INSTALLAZIONE DI IMPIANTI E DEI SETTORI AFFINI

Approvato dall'Assemblea straordinaria

Milano, 27 ottobre 1998

Titolo I - COSTITUZIONE E SCOPO

Art. 1 - Costituzione, denominazione, durata e sede.

1. In attuazione dell'Accordo sindacale stipulato il 10.3.97 tra FEDERMECCANICA-ASSISTAL, INTERSIND e FIM, FIOM, UILM, FISMIC è costituito il "Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori dell'industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini, in forma abbreviata - COMETA" di seguito denominato "Fondo".
2. Il Fondo è costituito quale associazione ai sensi dell'art. 12 e ss. C.C. e del D.lgs. 21.4.93 n. 124 e successive modificazioni e
integrazioni, di seguito denominato "Decreto".
3. Il Fondo ha durata indeterminata, fatte salve le ipotesi di scioglimento di cui al successivo art. 36.
4. Il Fondo ha sede in Milano, via Cornalia n. 19.


Art. 2 - Scopo.

1. Scopo esclusivo del Fondo è l'erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio pubblico al fine di assicurare ai beneficiari di cui al successivo art. 21 più elevati livelli di copertura previdenziale, ai sensi e per gli effetti del Decreto.
2. Il Fondo non ha fini di lucro.


Art. 3 - Sistema di gestione e contribuzione.

1. Il finanziamento del Fondo avviene mediante contribuzione definita, e la gestione finanziaria delle risorse è basata sul meccanismo della capitalizzazione individuale.

Titolo II - ASSOCIATI

Art. 4 - Associati.

1. Sono associati al Fondo:
a) i lavoratori dipendenti non in prova, il cui rapporto di lavoro è disciplinato dai CCNL di lavoro per l'industria metalmeccanica e per l'installazione di impianti - 5.7.94 e 9.7.94, e loro successive modificazioni - i quali vi abbiano volontariamente aderito secondo le modalità e con gli effetti di cui al successivo art. 5;
b) le imprese che abbiano alle loro dipendenze lavoratori associati al Fondo; il rapporto associativo dell'impresa che rimane priva di lavoratori associati resta integro fino alla scadenza del mandato dell'assemblea dei delegati per il triennio in corso, e cessa alla scadenza del triennio, salva la costituzione di un nuovo rapporto associativo all'atto dell'adesione di nuovi lavoratori dalla stessa dipendenti.
2. Al Fondo possono essere associati i lavoratori e le rispettive imprese dei settori industriali che applicano CCNL sottoscritti dalle stesse OO.SS. dei lavoratori che stipulano il CCNL per gli addetti all'industria metalmeccanica e all'installazione di impianti, di seguito denominati affini e individuati nell'ambito delle seguenti categorie:
odontotecnici, orafi e argentieri. L'associazione al Fondo di tali lavoratori e imprese, ferma restando l'adesione volontaria del lavoratore, deve essere preventivamente concordata, per ciascun settore, tra le citate OO.SS. dei lavoratori e le rispettive organizzazioni imprenditoriali di settore, che stabiliscono anche i relativi tempi di adesione.
L'associazione al Fondo deve essere deliberata dal Consiglio d'amministrazione e portata a conoscenza della Commissione di vigilanza, insieme con l'indicazione del CCNL che ha disposto l'estensione.
3. Possono restare altresì associati al Fondo, previo accordo sindacale, i lavoratori che in seguito a trasferimento di azienda, operato ai sensi dell'art. 47, legge n. 428/90, ovvero per effetto di mutamento dell'attività aziendale, abbiano perso i requisiti di cui al precedente punto 1), lett. a) e sempre che per l'impresa cessionaria o trasformata non operi analogo fondo di previdenza complementare, con l'effetto di conseguimento o conservazione della qualità di associato anche per l'impresa cessionaria o trasformata.
4. Nei casi indicati ai precedenti commi 2 e 3 l'adesione al Fondo o la permanenza in esso richiedono nell'accordo sindacale l'integrale accettazione del presente Statuto e atti correlati e delle clausole per la previdenza complementare definite dalle fonti istitutive, ivi incluse quelle relative alla contribuzione.


Art. 5 - Adesione e permanenza nel Fondo.

1. I lavoratori aderiscono al Fondo per libera scelta individuale nel rispetto della normativa vigente e secondo la procedura prevista dalle norme operative interne.
2. L'adesione deve comunque essere preceduta dalla consegna al lavoratore della scheda informativa approvata dalla Commissione di vigilanza.
3. Il lavoratore, per il tramite del datore di lavoro, manifesta la propria volontà di adesione al Fondo con atto scritto il quale deve
contenere, altresì, l'impegno a contribuire nei termini previsti dalla fonte istitutiva e successive modifiche nonché la delega al datore di lavoro ad operare le trattenute corrispondenti.
4. Il datore di lavoro è tenuto a trasmettere al Fondo le adesioni raccolte entro il 15° giorno dei mesi di luglio e gennaio di ciascun anno, termini dai quali decorre la contribuzione, rispettivamente a carico del lavoratore e del datore di lavoro, secondo le modalità di versamento stabilite dalla fonte istitutiva.
5. L'adesione al Fondo da parte del datore di lavoro si realizza con l'adempimento dell'obbligo previsto a suo carico dal precedente comma 4.
6. I diritti associativi sorgono in capo ai lavoratori aderenti al Fondo successivamente al 1° versamento dei contributi effettuato,
contestualmente alla quota d'iscrizione, dal datore di lavoro.
7. In caso di sospensione del rapporto di lavoro per qualsiasi causa permane la condizione di associato e l'obbligo contributivo a carico dell'impresa e del lavoratore è rapportato al trattamento retributivo spettante al lavoratore.
8. Salvo quanto previsto al successivo art. 25, comma 4, 2° periodo, l'adesione del lavoratore comporta la permanenza minima di almeno 5 anni nel Fondo, sempre che non si determini la perdita dei requisiti di appartenenza al Fondo di cui al precedente art. 4.
9. I lavoratori associati che percepiscono le prestazioni pensionistiche previste dal presente Statuto mantengono la condizione di associati al Fondo.

Titolo III - ORGANI SOCIALI

Art. 6 - Organi del Fondo.

1. Sono organi del Fondo:
- l'Assemblea dei delegati;
- il Consiglio d'amministrazione;
- il Presidente e il Vice Presidente;
- il Collegio dei Revisori contabili.


Art. 7 - Assemblea dei delegati.

1. I lavoratori e le aziende aderenti al Fondo sono rappresentati da un numero predefinito di soggetti i quali costituiscono l'Assemblea dei delegati di seguito denominata Assemblea.
2. L'Assemblea è costituita inizialmente da 60 associati delegati, 30 eletti dalle imprese e 30 eletti dai lavoratori. Al verificarsi del
superamento della soglia numerica di lavoratori associati oltre le 200.000 unità, il numero dei delegati componenti l'Assemblea è direttamente elevato a 90, di cui 45 eletti dalle imprese e 45 eletti dai lavoratori, in occasione del 1° rinnovo triennale dell'Assemblea successivo a tale superamento, secondo le modalità stabilite nel Regolamento elettorale definito dalle fonti istitutive. Al raggiungimento delle 200.000 adesioni e della relativa modifica nella composizione dell'Assemblea è data opportuna informazione agli iscritti in occasione della prima comunicazione periodica utile.
3. I delegati rimangono in carica 3 anni e possono essere rieletti per non più di 2 volte consecutive.
4. L'Assemblea è presieduta dal Presidente, in sua assenza dal Vice Presidente o, in assenza di entrambi, dal delegato con maggiore età.
5. Il Presidente nomina un Segretario il quale redige il verbale di riunione.
6. L'Assemblea si svolge presso la sede del Fondo ovvero in altro luogo indicato nella convocazione.


Art. 8 - Attribuzioni dell'Assemblea.

1. L'Assemblea si riunisce in seduta ordinaria o straordinaria.
2. L'Assemblea in seduta ordinaria:
a) approva il bilancio;
b) elegge i Consiglieri d'amministrazione e i componenti il Collegio dei Revisori contabili secondo quanto stabilito rispettivamente dai successivi artt. 14 e 20;
c) delibera, su proposta del Consiglio d'amministrazione, il compenso dei Revisori e quello eventuale degli Amministratori;
d) delibera stilla responsabilità degli Amministratori e dei Revisori contabili e sulla loro eventuale revoca;
e) delibera l'entità della quota associativa di cui al successivo art. 29, su proposta del Consiglio d'amministrazione;
f) delibera su proposta del Consiglio d'amministrazione in merito alla scelta della società di revisione;
g) delibera su ogni altra questione sottoposta al suo esame dal Consiglio d'amministrazione.
3. L'Assemblea in seduta straordinaria delibera in materia di:
a) modifiche dello Statuto proposte dal Consiglio d'amministrazione;
b) scioglimento e procedure di liquidazione del Fondo, relative modalità e nomina dei liquidatori.


Art. 9 - Convocazione dell'Assemblea.


1. La convocazione dell'Assemblea, con contestuale trasmissione dell'ordine del giorno e dell'eventuale documentazione, è effettuata dal Presidente a mezzo raccomandata a.r., da inviare almeno 15 giorni prima della data della riunione.
2. In casi di particolare urgenza è ammessa la convocazione per telefax o telegramma contenente in ogni caso l'ordine del giorno da spedire almeno 7 giorni prima della riunione.
3. L'Assemblea in seduta ordinaria è convocata almeno 1 volta all'anno, entro i tempi previsti dalle disposizioni della Commissione di Vigilanza in tema di contabilità, per l'adempimento di cui all'art. 8, comma 2, lett. a).
4. L'Assemblea deve altresì essere convocata quando lo richiedano, con tassativa indicazione degli argomenti da trattare, almeno 1/10 dei delegati, ovvero 5 componenti il Consiglio d'amministrazione.


Art. 10 - Rappresentanza nell'Assemblea.

1. Ciascun delegato può farsi rappresentare in Assemblea da un altro delegato.
2. La rappresentanza deve essere conferita per iscritto e i documenti relativi devono essere conservati dal Consiglio d'amministrazione.
3. La delega di rappresentanza può essere rilasciata anche in calce all'avviso di convocazione.
4. La delega di rappresentanza può essere conferita soltanto per assemblee singole, con effetto anche per gli eventuali aggiornamenti.
5. La delega di rappresentanza non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco e non può essere conferita agli Amministratori.
6. Ciascun delegato non può essere portatore di più di 2 deleghe di rappresentanza.


Art. 11 - Deliberazioni dell'Assemblea.

1. L'Assemblea in seduta ordinaria è validamente costituita con la presenza di almeno i 7/10 dei delegati e delibera con il voto favorevole dei 6/10 dei delegati.
2. L'Assemblea in seduta straordinaria è validamente costituita con la presenza di almeno 8/10 dei delegati. Quando sia convocata per decidere modifiche statutarie, essa delibera con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei delegati; quando sia convocata per decidere lo scioglimento del Fondo, delibera con il voto favorevole dì almeno i 3/4 dei delegati.


Art. 12 - Verbale delle deliberazioni assembleari.

1. Le deliberazioni dell'Assemblea devono risultare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
2. Le deliberazioni dell'Assemblea straordinaria sono assunte alla presenza di un notaio che redige il verbale relativo.


Art. 13 - Cessazione e decadenza dei delegati - Loro sostituzione.

1. Costituisce motivo di decadenza dalla carica di delegato la perdita dei requisiti di eleggibilità indicati dal Regolamento elettorale.
2. Qualora nel corso del triennio venga a cessare dalla carica uno dei delegati dei lavoratori, sia per decadenza ai sensi del precedente comma sia per morte o impedimento fisico, subentra nella carica il soggetto risultante dalle procedure indicate dal Regolamento elettorale.
3. Qualora nel corso del triennio venga a cessare uno dei delegati delle imprese il subentrante viene individuato secondo le procedure previste dal Regolamento elettorale.
4. I subentranti restano in carica fino al completamento del triennio.
Qualora per effetto dei subentri di cui ai precedenti commi 2 e 3 la composizione originaria dell'Assemblea sia modificata per oltre 1/3 dei delegati dei lavoratori e per oltre 1/3 dei delegati delle imprese, si indice anticipatamente l'elezione per il rinnovo dell'intera Assemblea dei delegati.


Art. 14 - Il Consiglio di Amministrazione.

1. Il Consiglio d'amministrazione è costituito da 12 componenti.
2. In attuazione del principio di pariteticità i delegati dai lavoratori e i delegati dalle imprese in seno all'Assemblea provvedono disgiuntamente all'elezione dei rispettivi 6 consiglieri, sulla base di liste di candidati - in possesso dei requisiti di onorabilità e
professionalità previsti dalle norme di legge e dai decreti ministeriali e in assenza di cause di ineleggibilità e decadenza indicate dall'art. 2382 C.C. - predisposte da ciascuna parte istitutiva o da delegati dell'Assemblea e sottoscritte da almeno 1/3 dei delegati rispettivamente dei lavoratori e delle imprese. Nella compilazione delle liste i promotori tengono adeguatamente conto della candidatura di delegati.
3. Le liste saranno composte da un numero di candidati pari al numero dei consiglieri effettivi eleggibili più 4 supplenti che dovranno essere specificatamente indicati. La lista che otterrà un numero di voti pari o superiore ai 2/3 dei votanti di ciascuna parte otterrà la totalità dei consiglieri. Nel caso in cui nessuna lista ottenga il suddetto quorum l'elezione verrà ripetuta. Alle terze votazioni si procederà al ballottaggio tra le 2 liste che avranno riportato il maggior numero di voti.
4. I Consiglieri d'amministrazione durano in carica 3 anni e possono essere eletti per non più di 3 volte consecutive. I Consiglieri che, all'atto della elezione, si trovino in una delle situazioni di incompatibilità previste dal D.M. Tesoro n. 703/96 hanno facoltà di optare fra l'una o l'altra delle posizioni incompatibili, subentrando, nel caso di opzione negativa, il supplente secondo la procedura di cui al successivo art. 18, comma 2. Tale facoltà va esercitata entro 15 giorni dalla elezione e comunque prima dell'insediamento del Consiglio.
5. Il candidato a Consigliere d'amministrazione che rivesta già la carica di delegato in Assemblea, decade da questa funzione in caso di elezione.
6. Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Presidente o, in caso di assenza o impedimento, dal Vice Presidente o dal Consigliere più anziano in carica.


Art. 15. - Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione.

1. Il Consiglio ha il compito di amministrare il Fondo. Esso, pertanto:
a) elegge, con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti, il Presidente e il Vice Presidente tra i componenti il Consiglio, ai sensi del successivo art. 19;
b) provvede alla gestione del Fondo e alla sua organizzazione funzionale, amministrativa e contabile;
c) predispone e sottopone all'approvazione dell'Assemblea il bilancio annuale del Fondo;
d) definisce i prospetti della composizione e del valore del patrimonio del Fondo, in conformità alle disposizioni emanate dalla Commissione di vigilanza ai sensi dell'art. 17, comma 2, lett. g) del Decreto;
e) decide, con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti, i criteri generali per la ripartizione del rischio in materia di investimenti e
partecipazioni nonché le politiche d'investimento, in conformità alla normativa vigente e a quanto stabilito nel successivo art. 30;
f) sceglie, con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti, i soggetti gestori e individua la banca depositaria delle risorse del Fondo, in conformità alla normativa vigente e a quanto stabilito nei successivi artt. 30 e 32 e definisce i contenuti delle convenzioni;
g) decide con la maggioranza dei 2/3 dei componenti, in merito all'organizzazione dell'attività amministrativa e, in materia di rapporti con gli iscritti, in conformità alle disposizioni fornite dalla Commissione di vigilanza ai sensi dell'art. 17, comma 2, lett. h) del Decreto e successive modificazioni e integrazioni;
h) svolge attività di proposta, con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti, riguardo alle modifiche dello Statuto; in particolare vige in capo al Consiglio l'obbligo di promuovere l'adeguamento della normativa statutaria del Fondo in caso di sopravvenienza di contrastanti previsioni di legge, di fonti secondarie o delle fonti istitutive nell'ambito delle competenze ad esse attribuite dal Decreto e successive modificazioni e integrazioni, nonché l'obbligo di invio delle modifiche dello Statuto alla Commissione di vigilanza ai fini dell'approvazione ai sensi dell'art. 17, comma 2, lett. b) del Decreto;
i) propone all'Assemblea la nomina della società incaricata della revisione del bilancio del Fondo;
l) decide, con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti, in ordine a questioni inerenti l'adesione al Fondo nell'ipotesi di cui al precedente art. 4, punto 2 e la permanenza nel Fondo nell'ipotesi di cui al punto 3 del medesimo articolo;
m) predispone e invia alle parti istitutive del Fondo e al Comitato paritetico, quale previsto dal punto 16, Accordo istitutivo 10.3.97, un resoconto particolareggiato sull'andamento della gestione almeno 15 giorni prima della convocazione dell'Assemblea annuale e in tutti quei casi in cui si verifichino avvenimenti che il Consiglio d'amministrazione valuti opportuno segnalare;
n) adotta iniziative per il corretto svolgimento del rapporto con gli associati;
o) attribuisce deleghe a singoli consiglieri per la trattazione di particolari argomenti;
p) propone all'Assemblea l'entità della quota associativa;
q) riferisce alla Commissione di Vigilanza sui Fondi pensione, in presenza di vicende in grado di incidere sull'equilibrio del Fondo, i provvedimenti ritenuti necessari per la salvaguardia delle condizioni di equilibrio ai sensi dell'art. 11, comma 4 del Decreto;
r) fornisce istruzioni specifiche al Presidente o ad eventuale altro Consigliere all'uopo delegato per l'esercizio dei diritti di voto connessi ai valori mobiliari di proprietà del Fondo conferiti in gestione, anche mediante delega, secondo le modalità stabilite con delibera assunta con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti.


Art. 16 - Convocazione del Consiglio di Amministrazione.

1. Le convocazioni, con contestuale trasmissione dell'ordine del giorno e della documentazione relativa, sono effettuate a mezzo raccomandata a.r. da inviare ai componenti del Consiglio e ai componenti del Collegio dei Revisori almeno 15 giorni prima della data della riunione.
2. In casi di particolare urgenza è ammessa la convocazione a mezzo telefax o telegramma contenente in ogni caso l'ordine del giorno da inviare almeno 5 giorni prima della riunione.
3. Il Consiglio si riunisce almeno 2 volte l'anno e, inoltre, ogni qualvolta il Presidente ritenga necessario convocarlo ovvero lo richiedano almeno 3 suoi componenti.


Art. 17 - Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione.

1. Il Consiglio d'amministrazione è validamente costituito con la presenza della metà più uno dei Consiglieri e decide a maggioranza semplice, ove lo Statuto non richieda una diversa maggioranza.
2. Per la validità delle deliberazioni di cui ai successivi artt. 30, 31 e 32 si richiede la presenza di almeno 2 componenti del Consiglio d'amministrazione dotati dei requisiti di professionalità di cui all'art. 4, comma 2, lett. a) o b) del D.M. Lavoro n. 211/97, rispettivamente eletti 1 dalle imprese e 1 dai lavoratori.
3. In caso di parità al Presidente è attribuito un doppio voto. Le deliberazioni del Consiglio devono risultare da apposito verbale.


Art. 18 - Cessazione e decadenza degli Amministratori - Loro sostituzione.

1. Costituisce causa di decadenza dalla carica di Consigliere d'amministrazione la perdita dei requisiti legali o statutari, e comunque al sopraggiungere di una delle situazioni di incompatibilità di cui al D.M. Tesoro n. 703/96.
2. Qualora durante il mandato uno degli Amministratori venga a cessare, per decadenza come al precedente comma ovvero per dimissioni, per morte o impedimento fisico, subentra quello fra i supplenti designato dagli Amministratori eletti nella lista alla quale apparteneva il cessato, tenuto conto dei requisiti di cui all'art. 4, Decreto del Ministro del Lavoro 14.1.97 n. 211; qualora questi risulti in condizioni di incompatibilità, egli può optare fra l'una o l'altra delle posizioni incompatibili entro 15 giorni dal subentro e comunque prima dell'assunzione delle funzioni. L'Assemblea, in occasione della la riunione utile, provvederà all'elezione di nuovi supplenti per la sostituzione di eventuali supplenti cessati per il motivo di cui sopra ovvero per qualunque altra causa sopravvenuta. L'elezione avverrà secondo la procedura prevista dal precedente art. 14. Gli Amministratori e i supplenti subentrati ai sensi del presente articolo scadono contestualmente a quelli in carica all'atto della loro nomina.
3. Se per effetto dei subentri di cui al precedente comma risulti sostituita oltre la metà dei componenti l'originario Consiglio, gli
Amministratori in carica devono senza indugio convocare l'Assemblea affinché provveda a nuove elezioni.
4. Qualora vengano a cessare tutti gli Amministratori deve essere convocata d'urgenza l'Assemblea dal Collegio dei Revisori contabili, il quale può compiere nel frattempo tutti gli atti di ordinaria amministrazione.
5. Gli Amministratori che non intervengano senza giustificato motivo a 3 riunioni consecutive del Consiglio sono da considerarsi decaduti dall'incarico. In tal caso si procede alla loro sostituzione ai sensi del comma 2 del presente articolo.


Art. 19 - Presidente e Vice Presidente.

1. Il Presidente e il Vice Presidente del Fondo sono eletti dal Consiglio d'amministrazione, rispettivamente e a turno, tra i propri componenti rappresentanti le imprese e quelli rappresentanti i lavoratori.
2. Il Presidente ha la legale rappresentanza e la firma sociale del Fondo e sta per esso in giudizio.
3. Sovrintende al funzionamento del Fondo; indice le elezioni dei delegati per la composizione dell'Assemblea secondo le procedure e le modalità temporali previste nel Regolamento elettorale; convoca e presiede le sedute dell'Assemblea; convoca e presiede le sedute del Consiglio d'amministrazione; provvede all'esecuzione delle deliberazioni assunte da tali Organi; salvo diversa delega del Consiglio, tiene i rapporti con gli Organismi esterni e di vigilanza; in particolare trasmette alla
Commissione di vigilanza ogni variazione o innovazione della fonte istitutiva corredata da nota descrittiva del relativo contenuto; svolge ogni altro compito previsto dal presente Statuto o che gli venga attribuito dal Consiglio.
4. In caso di temporaneo impedimento del Presidente, i relativi poteri e funzioni sono esercitati dal Vice Presidente.
5. Il Presidente e il Vice Presidente durano in carica come gli altri componenti il Consiglio e devono essere in possesso dei requisiti di professionalità di cui all'art. 4, comma 2, lett. a) o b) del Decreto del Ministro del Lavoro 14.1.97 n. 211.


Art. 20 - Collegio dei Revisori contabili.

1. Il Collegio dei Revisori contabili è composto da 4 componenti effettivi e 2 supplenti eletti per metà in rappresentanza delle imprese e per l'altra metà in rappresentanza dei lavoratori associati.
2. Per l'elezione si procede mediante liste presentate disgiuntamente da ciascuna parte istitutiva o da delegati dell'Assemblea e sottoscritte da almeno 1/3 dei delegati rispettivamente dei lavoratori e delle imprese; ciascuna lista contiene i nomi di 2 Revisori effettivi e di 1 Revisore supplente; risultano eletti per ciascuna parte istitutiva i Revisori appartenenti alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti. I componenti del Collegio devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla legge e dai decreti ministeriali, in assenza di cause di ineleggibilità e decadenza indicate dall'art. 2399 C.C. nonché in assenza di situazioni di incompatibilità ai sensi dell'art. 8, comma 8, D.M. Tesoro n. 703/96.
3. Il candidato a Revisore contabile che rivesta già la carica di delegato in Assemblea, decade da questa funzione in caso di elezione.
4. Il Collegio nomina nel proprio ambito il Presidente che, all'atto della nomina, deve risultare appartenente alla rappresentanza che non ha espresso il Presidente del Fondo.
Al Collegio spettano i compiti e i doveri previsti dall'art. 2403 e ss. C.C. I componenti del Collegio devono inoltre ottemperare agli obblighi previsti dal Decreto e dalla normativa vigente.
5. Il Collegio è convocato dal Presidente del Collegio mediante lettera raccomandata a.r. o fax con periodicità almeno trimestrale e delibera a maggioranza con la partecipazione di almeno 3 componenti.
6. Il Collegio partecipa alle riunioni dell'Assemblea e del Consiglio d'amministrazione.
7. Spetta in particolare al Collegio: vigilare sulla coerenza e compatibilità dell'attività del Fondo con il suo scopo previdenziale e le relative disposizioni di legge; segnalare alla Commissione di vigilanza eventuali vicende in grado di incidere sull'equilibrio del Fondo, ai sensi dell'art. 11, comma 4 del Decreto e comunicare alla stessa Commissione eventuali irregolarità rilevanti, capaci di incidere negativamente sulla corretta amministrazione e gestione del Fondo allegando i relativi verbali, ancorché sia stata esclusa la sussistenza di irregolarità, ma sussista un dissenso sul punto in seno al Collegio.
8. I componenti del Collegio dei Revisori contabili durano in carica 3 anni e possono essere riconfermati.
9. Il Revisore che cessi dalla carica per qualsiasi motivo è sostituito per il periodo residuo dal supplente eletto nella rispettiva lista di appartenenza.
10. La 1a Assemblea successiva provvederà alla elezione di altro supplente, in sostituzione del supplente venuto a mancare per il motivo di cui al precedente punto 9 ovvero per qualunque altra causa, secondo le medesime norme prescritte dal presente articolo.

Titolo IV - PRESTAZIONI, TRASFERIMENTI E RISCATTI

Art. 21 - Beneficiari.

1. Beneficiari delle prestazioni pensionistiche del Fondo sono i lavoratori associati ovvero, in caso di decesso del lavoratore prima del pensionamento, i soggetti aventi diritto ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.


Art. 22 - Prestazioni.

1. Al verificarsi delle condizioni appresso indicate il lavoratore associato ha diritto a richiedere al Fondo la prestazione pensionistica per vecchiaia o per anzianità.
2. Il diritto alla prestazione pensionistica per vecchiaia si consegue al compimento dell'età pensionabile stabilita nel regime pensionistico obbligatorio, avendo maturato almeno 10 anni d'iscrizione al Fondo.
3. Il diritto alla prestazione pensionistica per anzianità si consegue al compimento di un'età di non più di 10 anni inferiore a quella stabilita per la pensione di vecchiaia nel regime pensionistico obbligatorio e avendo maturato almeno 15 anni d'iscrizione al Fondo.
4. La presente norma troverà applicazione anche nei confronti dei lavoratori associati la cui posizione viene acquisita per trasferimento da altro Fondo pensione complementare, computando anche il numero delle annualità di contribuzione versate al Fondo di provenienza.
5. Il lavoratore associato, avente diritto, può chiedere la liquidazione in capitale della prestazione pensionistica nella misura
massima prevista dalle vigenti disposizioni di legge.
6. Il Fondo provvederà all'erogazione delle prestazioni sotto forma di rendita mediante apposite convenzioni con imprese assicurative.
7. In ogni caso il diritto alle prestazioni indicate nel presente articolo può essere esercitato a condizione che i lavoratori associati abbiano cessato il rapporto di lavoro.


Art. 23 - Deroghe al regime delle prestazioni.

1. Agli associati che provengano da altri Fondi pensione, ai quali sia stata riconosciuta sulla base della documentazione prodotta la qualifica di "vecchi iscritti" ex art. 18, comma 7 del Decreto, non si applicano le disposizioni di cui al precedente art. 22. Essi hanno diritto alla liquidazione della prestazione pensionistica indipendentemente dalla sussistenza dei requisiti di accesso di cui alle richiamate disposizioni statutarie e possono optare per la liquidazione in forma capitale dell'intero importo maturato sulla loro posizione pensionistica.


Art. 24 - Anticipazioni.

1. Il lavoratore associato per il quale da almeno 8 anni siano accumulati contributi consistenti in quote di TFR, può chiedere un'anticipazione per eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche ovvero per l'acquisto della 1a casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile, nei limiti dell'intero ammontare della sua posizione pensionistica derivante dalle quote di TFR versato al Fondo.
2. Il Consiglio d'amministrazione, con delibera adottata con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti, determina l'ammontare massimo delle anticipazioni complessivamente erogabili nell'anno, secondo quanto stabilito dalle norme operative interne, in relazione all'esigenza di preservare l'equilibrio e la stabilità del Fondo; tale ammontare non potrà essere inferiore al 5% del patrimonio esistente al 31 dicembre precedente. Della delibera sarà data comunicazione all'Assemblea in occasione della sua 1a riunione successiva all'adozione della delibera medesima.
3. Non sono ammesse altre forme di anticipazioni sulle prestazioni.
4. Il Fondo non può concedere o assumere prestiti.


Art. 25 - Trasferimenti ad altro Fondo.


1. Qualora il lavoratore associato perda i requisiti per la partecipazione al Fondo, può richiedere il trasferimento della propria posizione individuale ad altro Fondo pensione, sulla base delle seguenti condizioni:
a) la richiesta di trasferimento può essere effettuata in concomitanza della perdita dei requisiti;
b) il Fondo provvede entro 6 mesi dalla richiesta, al trasferimento dell'intera posizione individuale con le modalità definite nelle norme operative interne;
c) l'obbligo contributivo sia a carico del lavoratore che dell'impresa cessa al venir meno dei requisiti di partecipazione.
2. Ancorché in costanza dei requisiti di partecipazione al Fondo, il lavoratore associato può richiedere il trasferimento ad altro Fondo, istituito attraverso accordo collettivo dall'impresa in cui presta la propria attività lavorativa, sulla base delle seguenti condizioni:
a) il trasferimento della posizione non potrà aver luogo durante i primi 5 anni dì vita del Fondo e, successivamente a tale limite, non prima che siano trascorsi 3 anni di permanenza al Fondo;
b) il Fondo provvede entro 6 mesi dalla cessazione dell'obbligo contributivo, al trasferimento dell'intera posizione individuale con le modalità definite nelle norme operative interne.
3. Ancorché in costanza dei requisiti di partecipazione al Fondo, il lavoratore associato può richiedere il trasferimento ad altro Fondo pensione sulla base delle seguenti condizioni:
a) il trasferimento della posizione non potrà aver luogo durante i primi 5 anni dì vita del Fondo e, successivamente a tale limite, non prima che siano trascorsi 5 anni di permanenza al Fondo;
b) il Fondo provvede entro 6 mesi dalla cessazione dell'obbligo contributivo, al trasferimento dell'intera posizione individuale con le modalità definite nelle norme operative interne.
4. Nei casi previsti ai commi 2 e 3, le richieste di trasferimento potranno effettuarsi entro il mese di maggio ovvero entro il mese di novembre di ciascun anno e la relativa contribuzione cesserà a decorrere, rispettivamente, dal 1° luglio del medesimo anno e dal 1° gennaio dell'anno successivo.


Art. 26 - Riscatto.


1. Il lavoratore associato che al momento della perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo non abbia maturato il diritto alle prestazioni pensionistiche di cui al precedente art. 22, può riscattare la propria posizione individuale maturata presso il Fondo.
2. In caso di morte del lavoratore associato prima del pensionamento per vecchiaia la posizione individuale dello stesso è riscattata dai beneficiari di cui al precedente art. 21; in mancanza di tali soggetti la posizione resta acquisita al Fondo.
3. Il riscatto comporta la riscossione dell'intera posizione individuale; la liquidazione dell'importo così definito avviene entro 6
mesi dalla richiesta di riscatto.

Titolo V - CONTRIBUZIONI E SPESE

Art. 27 - Contribuzione.

1. Tenuti alla contribuzione al Fondo sono gli associati di cui all'art. 4 del presente Statuto, ciascuno secondo la misura, le modalità e i termini stabiliti dall'Accordo istitutivo 10.3.97, dagli accordi ivi richiamati, nonché dalle successive modifiche.
2. Almeno 1 volta all'anno il Fondo, insieme con il prospetto della posizione individuale, fornisce comunicazione ad ogni lavoratore associato dei versamenti effettuati dall'impresa, in conformità alle istruzioni emanate dalla Commissione di Vigilanza.
3. Ai fini della regolarizzazione dell'obbligo contributivo, per il caso di mancato o tardivo versamento, l'impresa è tenuta a versare al Fondo, con le modalità definite nelle norme operative interne, un importo pari alla contribuzione oggetto di regolarizzazione maggiorato dell'eventuale incremento percentuale del valore della quota del Fondo registrato nel periodo di mancato o tardivo versamento, nonché un ulteriore importo pari agli interessi di mora nella misura del tasso legale d'interesse; detto ultimo importo viene direttamente destinato alla copertura degli oneri amministrativi del Fondo.


Art. 28 - Vicende della contribuzione e diritti associativi.

1. La contribuzione al Fondo, a carico sia del lavoratore che dell'azienda, cessa al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, con o senza riscatto della posizione individuale.
2. Nel caso in cui il lavoratore faccia richiesta di trasferimento della posizione individuale presso altro Fondo, secondo quanto previsto in tema di mobilità del lavoratore associato, l'obbligo contributivo cessa secondo le previsioni di cui al precedente art. 25.
3. In costanza del rapporto di lavoro, il lavoratore associato, mediante comunicazione scritta all'impresa che la trasmetterà al Fondo, può sospendere l'obbligazione contributiva entro il 30 novembre di ciascun anno, con effetto dal 1° gennaio successivo. Tale facoltà, non può essere esercitata prima che siano trascorsi 5 anni di permanenza presso il Fondo, fermo restando che la liquidazione della posizione individuale, comprensiva del capitale maturato e dei relativi rendimenti, avrà luogo solo al raggiungimento dei requisiti temporali e delle condizioni previste dallo Statuto, in conformità a quanto disposto dalla legge. Il ripristino dell'obbligazione contributiva è consentito, in qualsiasi momento, per una sola volta.
Durante il periodo di sospensione dell'obbligazione contributiva il lavoratore resta associato a tutti gli effetti.
4. Il lavoratore associato in caso di perdita dei requisiti di partecipazione al Fondo può mantenere la posizione individuale accumulata presso il Fondo rimanendovi associato.


Art. 29 - Quota di iscrizione e quota associativa.

1. Il Fondo prevede una quota di iscrizione 'una tantum', da versare all'atto dell'iscrizione, e una quota associativa, da versare annualmente contestualmente alla contribuzione.
2. La quota d'iscrizione e la quota associativa non sono accreditate sulle posizioni individuali degli iscritti, ma destinate direttamente alla copertura degli oneri amministrativi del Fondo comprensivi degli oneri relativi ai servizi resi dalla banca depositaria.
3. L'importo della quota associativa è stabilito annualmente dall'Assemblea dei delegati su proposta del Consiglio d'amministrazione e indicato nella scheda informativa per i potenziali aderenti. L'importo della quota d'iscrizione è fissato in £. 10.000 a carico del lavoratore associato e in £. 10.000 a carico dell'impresa.

Titolo VI - GESTIONE DEL PATRIMONIO

Art. 30 - Impiego delle risorse.

1. Le risorse finanziarie del Fondo sono integralmente affidate in gestione mediante convenzione con soggetti gestori abilitati a svolgere l'attività così come disciplinata dall'art. 6 del Decreto e successive modificazioni e integrazioni.
2. Nella scelta del gestore il Consiglio d'amministrazione segue la procedura di cui all'art. 6, comma 4-bis del Decreto, richiedendo offerte contrattuali ad almeno 3 soggetti abilitati ai sensi dell'art. 6, comma 1 del Decreto, selezionati sulla base di parametri qualitativi e quantitativi consolidati dallo stato di conoscenza del mercato finanziario e assicurativo, e con esclusione di soggetti appartenenti ad identici gruppi societari o comunque legati da rapporti, diretti o indiretti, di controllo. A tal fine il Consiglio d'amministrazione si adegua alle istruzioni della Commissione di vigilanza.
3. Il Consiglio d'amministrazione definisce altresì i contenuti della convenzione di gestione nel rispetto delle disposizioni di cui alle lett. a), b) e c) del medesimo comma 4-bis dell'art. 6 del Decreto, e in particolare:
a) predispone, anche in vista delle scelte di cui al penultimo e ultimo comma del presente articolo, le linee di indirizzo degli investimenti per orientare l'attività del gestore e predetermina i criteri di individuazione e ripartizione del rischio;
b) definisce il programma di durata delle convenzioni tra un minimo di 2 e un massimo di 5 anni, e prevede termini e modalità di esercizio della facoltà di recesso anticipato sia per il caso di inadempimento sia per il caso di inadeguatezza dei risultati finanziari conseguiti, con le conseguenze in termini di restituzione delle attività finanziarie di cui all'investimento;
c) indica parametri di mercato, oggettivi e confrontabili, rispetto ai quali valuta la qualità dei risultati ottenuti dal gestore, adottando un periodo di misurazione coerente con la ripartizione del patrimonio, nei vari titoli e valori;
d) dispone per la conservazione della titolarità dei diritti di voto inerenti ai valori mobiliari posseduti e definisce le linee guida per l'esercizio dei poteri di cui all'art. 15, lett. r) del presente Statuto.
4. Nella stipulazione e nell'esercizio della convenzione, il Consiglio d'amministrazione persegue l'obiettivo della diversificazione degli investimenti, della efficiente gestione del portafoglio e della diversificazione del rischio, contenendo i costi di transazione, gestione e funzionamento del Fondo e massimizzando i rendimenti netti. In particolare, il Consiglio d'amministrazione cura specificamente l'utilizzazione bilanciata di investimenti idonei a soddisfare le esigenze derivanti dall'utilizzo del TFR e delle relative anticipazioni ai sensi del precedente art. 24.
5. Nella identificazione degli investimenti il Fondo, avvalendosi del gestore e in collaborazione con la Banca depositaria, rispetta i limiti agli investimenti indicati dall'art. 4, D.M. Tesoro n. 703/96.
6. E' in facoltà del Consiglio d'amministrazione realizzare un assetto di gestione delle risorse finanziarie atte a produrre un unico tasso di rendimento (gestione monocomparto), ovvero differenziando i profili di rischio e di rendimento in funzione delle diverse esigenze degli iscritti (gestione pluricomparto); per i primi 3 esercizi verrà adottata solamente la scelta della gestione monocomparto, salvo passaggio alla gestione pluricomparto al termine del 1° triennio, e dopo l'acquisizione del parere del Comitato paritetico, previa variazione del presente Statuto.
7. Della delibera di attivazione della gestione pluricomparto vengono adeguatamente informati gli associati, che potranno optare secondo regole e modalità definite dal Consiglio d'amministrazione.


Art. 31 - Gestione amministrativa.

1. Al Fondo spetta curare ogni attività inerente la sua gestione amministrativa e, in particolare:
- tenuta dei rapporti con i soggetti gestori e con la banca depositaria;
- tenuta della contabilità;
- raccolta e gestione delle adesioni;
- verifica delle posizioni contributive individuali dei lavoratori associati;
- gestione delle prestazioni;
- predisposizione della documentazione da inviare alle autorità di controllo;
- predisposizione della modulistica, della rendicontazione e delle comunicazioni periodiche ai lavoratori associati;
- adempimenti fiscali e civilistici.
2. Le scritture contabili e il prospetto della composizione e del valore del patrimonio del Fondo sono redatti secondo i criteri indicati dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi pensione.
3. Le attività inerenti la gestione amministrativa possono essere affidate, in tutto o in parte, mediante apposita convenzione per la fornitura di servizi amministrativi, a soggetti terzi scelti dal Consiglio d'amministrazione in base a criteri di affidabilità, esperienza e professionalità.
4. Nell'ambito delle convenzioni stipulate per la fornitura dei servizi amministrativi, il Fondo adotta misure finalizzate a tutelare la
riservatezza dei dati personali nel rispetto della normativa vigente.


Art. 32 - Banca depositaria.

1. Le risorse finanziarie del Fondo sono affidate a un'unica banca depositaria, sottoscrivendo apposita convenzione di custodia, presso la quale può accendere convenzione per la gestione della tesoreria per la raccolta dei contributi e per l'erogazione delle prestazioni, nel rispetto del criterio di separatezza verso il soggetto gestore.
2. La Banca depositaria è responsabile nei confronti del Fondo e degli associati per ogni pregiudizio arrecato in conseguenza del mancato adempimento degli obblighi di cui alla convenzione predetta.
3. Nella scelta della Banca depositaria il Consiglio d'amministrazione segue la procedura di cui al precedente art. 30, con gli opportuni adattamenti.
4. La convenzione con la Banca depositaria deve prevedere un termine di durata e deve comunque disciplinare il recesso straordinario del Fondo per serie ragioni oggettive e soggettive.


Art. 33 - Patrimonio del Fondo.

1. Il patrimonio del Fondo è alimentato dalle seguenti entrate:
a) dai contributi determinati dai contratti collettivi, ivi compresa la quota associativa, destinati a realizzare la finalità di previdenza pensionistica complementare;
b) dalla quota d'iscrizione;
c) da eventuali contributi relativi a posizioni pensionistiche trasferite da altri Fondi pensioni;
d) da interessi, frutti, dividendi e qualsiasi altro provento derivante dalle disponibilità patrimoniali;
e) da eventuali donazioni, eredità e legati;
f) da ogni altra entrata finalizzata a realizzare l'oggetto sociale.
2. Sul patrimonio del Fondo gravano le uscite destinate all'erogazione delle prestazioni, ai trasferimenti di posizione, ai riscatti, alle anticipazioni e a tutte le spese sostenute.

Titolo VII - SISTEMA DI CONTABILITA' E TRASPARENZA

Art. 34 - Conflitto di interessi.

1. Il Presidente, con la collaborazione del Consiglio d'amministrazione e del Collegio dei Revisori del Fondo vigila sull'insorgenza di situazioni che facciano presumere l'esistenza di un conflitto di interessi rilevante ai sensi della normativa vigente.
2. Il Presidente del Fondo è tenuto a comunicare alla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione le fattispecie di conflitto dì interessi derivanti da operazioni effettuate dal gestore e rilevanti ai sensi della normativa vigente quando ne sia stato informato ad opera del gestore medesimo o quando, comunque, ne sia venuto a conoscenza.
3. Si considerano rilevanti, ai fini della individuazione di altre situazioni di conflitto di interessi, le fattispecie disciplinate dal D.M. Tesoro n. 703/96 emanato ai sensi dell'art. 6, comma 4 quinquies, del Decreto nonché ogni altra situazione individuata da sopravvenienti disposizioni di legge o di decreti ministeriali di volta in volta competenti.
4. Il Presidente del Fondo informa la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione dell'esistenza delle fattispecie di conflitto di cui al comma precedente comunicando la insussistenza di condizioni che possano determinare distorsioni nella gestione efficiente delle risorse del Fondo ovvero una gestione delle risorse del Fondo non conforme all'esclusivo interesse degli iscritti.


Art. 35 - Esercizio sociale.

1. L'esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno e sotto questa data vengono chiusi i conti per la redazione del bilancio del Fondo.
2. Entro i termini previsti dalle disposizioni emanate dalla Commissione di Vigilanza in tema di contabilità, il Consiglio d'amministrazione predispone il progetto di bilancio da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea.

Titolo VIII - NORME FINALI

Art 36 - Scioglimento del Fondo.

1. Oltre che per le cause derivanti da eventuali disposizioni di legge, il Fondo si scioglie per deliberazione dell'Assemblea straordinaria in caso di sopravvenienza di situazioni o di eventi che rendano impossibili gli scopi ovvero il funzionamento del Fondo.
2. L'Assemblea straordinaria può deliberare, altresì, lo scioglimento del Fondo a seguito di conforme accordo tra le parti indicate al precedente art. 1.
3. Il Consiglio d'amministrazione e il Collegio dei Revisori contabili hanno l'obbligo di segnalare tempestivamente all'Assemblea, al Comitato paritetico nonché alla Commissione di Vigilanza tutti gli elementi che possono lasciare presumere la necessità di scioglimento del Fondo.
4. L'Assemblea chiamata a decidere lo scioglimento del Fondo è validamente costituita con la presenza di almeno 8/10 dei delegati.
5. La delibera relativa è valida se adottata con il voto favorevole di almeno 3/4 dei delegati.
In caso di liquidazione del Fondo, l'Assemblea straordinaria procederà alla nomina di uno o più liquidatori, determinandone i poteri in conformità alle iniziative e intese che al riguardo siano assunte dalle parti indicate nel precedente art. 1 e comunque in adempimento delle disposizioni di legge in materia e in particolare dell'art. 11 del Decreto.


Art. 37 - Clausola di rinvio.

Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si fa rinvio alla normativa vigente in materia di Fondi pensione.

ACCORDO TRA LE PARTI

In data 8.5.98 FEDERMECCANICA, ASSISTAL, INTERSIND e FIM, FIOM, UILM, FISMIC, quali parti istitutive del Fondo Pensione COMETA, si sono incontrate per valutare l'andamento della fase di avvio del Fondo e per una necessaria ridefinizione delle prossime scadenze.
1) Le parti, nell'esprimere una valutazione positiva circa l'andamento delle adesioni a COMETA che al 7 maggio contano oltre 70.000 lavoratori e circa 2.000 imprese, hanno preso atto del protrarsi dei tempi tecnici per l'ottenimento della necessaria autorizzazione all'esercizio da parte del Ministero del lavoro che dovrà essere richiesta dal Consiglio d'amministrazione eletto e che, a norma dell'art. 4, D.lgs. n. 124/93, sarà concessa sentita la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione.
In conseguenza di ciò, in deroga a quanto precedentemente previsto e relativamente al solo 1998, hanno convenuto quanto segue:
a) il 1° contributo mensile a carico del lavoratore associato a COMETA decorrerà dal mese successivo alla data di ottenimento dell'autorizzazione all'esercizio;
b) il 1° contributo mensile a carico azienda e la 1a quota di TFR destinata al Fondo pensioni decorreranno dall'1.7.98 per tutti i lavoratori che avranno aderito a COMETA entro il 30 giugno e dal 1° giorno del mese successivo alla data di adesione per tutti i lavoratori che avranno aderito dopo il 30 giugno e fino alla data di ottenimento della autorizzazione. Per i lavoratori che aderiranno successivamente valgono le norme dello Statuto. La data di adesione del lavoratore è quella di ricevimento della domanda da parte dell'impresa che, pertanto, sarà tenuta ad apporre data e timbro, negli appositi spazi previsti nel modulo, al momento della consegna della domanda da parte del lavoratore;
c) il versamento dei contributi così come definiti ai precedenti punti a) e b) avverrà entro il 20.1.99.
Quanto previsto al presente punto 1) si applica, fatte salve eventuali osservazioni da parte della competente Commissione di Vigilanza, qualora l'autorizzazione all'esercizio venga concessa entro il 20.11.98; nel caso in cui tale termine non dovesse essere rispettato quanto previsto al presente punto 1) s'intende privo di efficacia e le parti si reincontreranno per le decisioni necessarie.
2) Ferme restando le misure della contribuzione previste nell'Accordo 4.2.97 e nei successivi Accordi 10.3.97 e 20.10.97, allo scopo di disciplinare più puntualmente ed organicamente tale materia, le parti convengono quanto segue.
Il contributo dell'1% a carico dell'azienda e del lavoratore è calcolato su un imponibile ottenuto moltiplicando per il numero delle ore mensili, come appresso definite, un importo orario determinato dividendo per 173la retribuzione convenzionale prevista dall'Accordo 4.2.97 costituita dal minimo tabellare di categoria, indennità di contingenza, EDR, indennità di funzione Quadri ed elemento retributivo per la 7a categoria.
Sono considerate utili le ore ordinarie di effettiva prestazione - ovvero 173 ore al netto di eventuali ore non lavorate e non retribuite per i lavoratori di cui alla Disciplina speciale, parte III del CCNL (parte speciale A per il contratto INTERSIND) - nonché quelle non lavorate ma retribuite in riferimento agli istituti per i quali è contrattualmente previsto tale trattamento ad esclusione di: festività retribuite cadenti in giornate non lavorative; ex festività del 2 giugno e 4 novembre; indennità sostitutiva di ferie, permessi per riduzione d'orario ed ex festività non goduti; indennità di mancato preavviso.
Sono altresì considerate utili le ore di assenza o di mancata prestazione a fronte delle quali l'azienda anticipa trattamenti economici dovuti dagli enti ordinariamente preposti, con l'eccezione dei periodi di: CIG; maternità facoltativa; malattie non professionali, infortuni sul lavoro e malattie professionali non ricompresi nelle fasce di trattamento economico secondo quanto disposto dal CCNL. Fermo restando il contributo a carico dell'impresa calcolato con le modalità di cui ai commi precedenti, il contributo a carico dei lavoratori che abbiano optato per la maggior contribuzione prevista dall'Accordo 10.3.97 (1,24% oppure 2%) sarà determinato prendendo a riferimento la retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR.
Tale contributo non subirà riduzioni in caso di mancata prestazione fino a capienza degli importi percepiti nel mese dal lavoratore a titolo di retribuzione.
Ferma restando l'integrale destinazione per i lavoratori con 1a occupazione successiva al 28.4.93, per gli altri lavoratori la quota
prelevata dal TFR maturando e destinata al Fondo sarà pari all'1,24% della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR.
3) Fermo restando che durante tutta la fase di avvio, e comunque fino alla data di ottenimento dell'autorizzazione all'esercizio, le aziende dovranno inviare a COMETA ogni 15 giorni le domande di adesione in loro possesso, al fine di consentire la più ampia partecipazione al voto degli associati, le parti sottolineano la necessità che tutte le domande di adesione giacenti presso le imprese siano inviate al Fondo in tempo utile per essere ricevute dallo stesso entro il 27 maggio c.a..
Le parti altresì - nel prendere atto e condividere le modifiche apportate dal CdA di COMETA al Regolamento elettorale - al fine di rendere possibile la verifica delle iscrizioni nelle liste elettorali da parte dei singoli associati, convengono che entro il 27 giugno p.v. venga inviato ad ogni azienda associata l'elenco dei lavoratori aventi diritto al voto; tale elenco sarà consultabile dalla RSU, qualora presente, e verificabile dal singolo lavoratore relativamente alla propria posizione individuale.

ACCORDO TRA LE PARTI ISTITUTIVE DI COMETA

A decorrere dall'1.1.00 la contribuzione a COMETA sarà adeguata secondo le percentuali stabilite dall'accordo di rinnovo del contratto collettivo di categoria 8.6.99.
La contribuzione a carico dell'azienda sarà innalzata all'1,2% della retribuzione convenzionale.
Per le modalità di calcolo del contributo rimangono in vigore le disposizioni contenute nell'Accordo 8.5.98.
Il TFR da versare a COMETA, per i lavoratori già occupati al 28.4.93, varierà dal 18% al 40% (in percentuale sulla retribuzione utile per il calcolo del TFR si passerà dall'1,24% al 2,76%); per i lavoratori neo-occupati al 28.4.93 che aderiscono a COMETA rimane confermata l'integrale destinazione del TFR maturando.
Dall'1.1.00 la contribuzione a carico del lavoratore sarà innalzata secondo le seguenti modalità:
- lavoratore che ha scelto il contributo minimo: dall'1% all'1,2% della retribuzione convenzionale;
- lavoratore che ha scelto il contributo massimo: dall'1,24% al 2%, della retribuzione utile al TFR.
Il lavoratore che intende mantenere il proprio contributo nella misura dell'1,24% dovrà darne comunicazione scritta all'azienda entro il 30.11.99 con effetto dall'1.1.00 ovvero entro il 28.2.00 con effetto dall'1.4.00. A cura dell'azienda dovrà essere data comunicazione a COMETA con le modalità che il Fondo indicherà in apposita circolare.
Il lavoratore che aveva, in precedenza, scelto a suo carico la contribuzione minima potrà chiedere di variare la stessa portandola
alternativamente all'1,24% o al 2%; tale variazione di contribuzione a carico del lavoratore sarà consentita annualmente e si effettuerà con la manifestazione della propria volontà all'azienda da effettuarsi entro il 30 di novembre con decorrenza dal 1° gennaio successivo. Allo scopo di introdurre ulteriori elementi di flessibilità nel rapporto tra iscritti e Fondo, le parti istitutive, in occasione della prossima emanazione del nuovo regime fiscale relativo alla previdenza complementare valuteranno la possibilità di variare, anche in diminuzione, l'aliquota contributiva su scelta volontaria del lavoratore.
A partire dal gennaio 2000 le aziende esporranno in luogo accessibile ai lavoratori fotocopia del bonifico trimestrale effettuato a COMETA entro i 15 giorni successivi all'avvenuto versamento.
Roma, 4 ottobre 1999.

UNA TANTUM E TABELLE DEI MINIMI CONTRATTUALI

Ai lavoratori in forza all'8.6.99, ovvero ai lavoratori assunti successivamente a tale data ed entro il 14.6.99, è corrisposto un importo forfettario di £. 120.000 lorde suddivisibili in quote mensili in relazione alla durata del rapporto di lavoro nel periodo 1.1.99-30.6.99. La frazione di mese superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
L'importo dell'una tantum, già comprensivo della quota parte dell'indennità di vacanza contrattuale relativa al periodo 1 - 8 giugno, è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta e indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.
Inoltre, in attuazione di quanto previsto dal comma 2, art. 2120 C.C., l'una tantum è esclusa dalla base di calcolo del TFR.
Il suddetto importo verrà erogato nel corso del mese di luglio 1999, ovvero, nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro, all'atto della liquidazione delle competenze.
Le giornate di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio e congedo matrimoniale, intervenute nel periodo 1.1.99-30.6.99, con pagamento d'indennità a carico dell'istituto competente e d'integrazione a carico delle aziende saranno considerate utili ai fini dell'importo di cui sopra.
Ai lavoratori che nel periodo 1.1.99-30.6.99 fruiscano di trattamenti di CIG, di riduzione dell'orario di lavoro per contratti di solidarietà e/o di altre prestazioni economiche previdenziali l'importo dell'una tantum sarà corrisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.
MINIMI TABELLARI - LIVELLI RETRIBUTIVI MENSILI

TABELLA A
livelli retributivi mensili
in vigore dal
1.7.99 al 31.3.00
categorie lire euro
1a 1.711.500 883,92
2a 1.839.000 949,76
3a 1.977.000 1.021,04
4a 2.048.000 1.057,70
5a 2.166.000 1.118,65
livello superiore 2.280.000 1.177,52
6a 2.441.500 1.260,93
7a 2.627.000 1.356,73

TABELLA B
livelli retributivi mensili
in vigore dal
1.4.00
categorie lire euro

1a 1.737.500 897,34
2a 1.870.000 965,77
3a 2.013.500 1.039,89
4a 2.086.000 1.077,33
5a 2.208.000 1.140,34
livello superiore 2.326.500 1.201,54
6a 2.492.500 1.287,27
7a 2.684.000 1.386,17

Ai lavoratori inquadrati nella 7a categoria è corrisposto un elemento retributivo pari a £. 115.000 lire mensili lorde (59,39 euro) già riconosciute dal CCNL 14.12.90.
. OMISSIS . APPENDICE da pag. 243 a pag. 324
SONO RIPORTATI:

- Accordo aziende ex Intersind, 7.7.99;
- Legge 20.5.70 n. 300 - "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei
luoghi di lavoro e norme sul collocamento";
- Legge 29.5.82 n. 297 (art. 1) - "Disciplina del TFR e norme in materia pensionistica";
- Legge 11.5.90 n. 108 - "Disciplina dei licenziamenti individuali";
- Legge 12.6.90 n. 146 - "Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge";
- Accordo per la definizione del codice di autoregolamentazione sindacale dell'esercizio del diritto di sciopero nei sevizi pubblici
essenziali, 5.7.94;
- Legge 29.12.90 n. 428 (art. 47) - "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (legge comunitaria per il 1990);
- Legge 10.4.91 n. 125 - "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro";
- Legge 24.6.97 n. 196 (Artt. 1 - 11) - "Norme in materia di promozione dell'occupazione";
- Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo del 23.7.93.





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