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Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al Personale del Comparto dei Ministeri
 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
relativo al
PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI
(quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003)
sottoscritto il 12 giugno 2003

Il giorno 12 giugno 2003 alle ore 18, presso la sede ARAN, ha avuto luogo l'incontro tra:

- ARAN nella persona del Presidente Guido Fantoni

e le seguenti Organizzazioni sindacali:

- FP/CGIL
- FPS/CISL
- UIL/PA
- CISAL INTESA
- CONFSAL/UNSA
- RDB/PI
- FLP

e Confederazioni:

- CGIL
- CISL
- UIL
- CISAL
- CONFSAL
- RDB-CUB
- UGL

Al termine della riunione le parti sottoscrivono l'allegato CCNL relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio normativo 2002-2005
e biennio economico 2002-2003.

Titolo I - DISPOSIZIONI GENERALI

CAPO I

Art. 1 - Campo di applicazione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Il presente CCNL si applica a tutto il personale - esclusi i dirigenti - con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato, dipendente da tutte le Amministrazioni del comparto indicate dai quattro alinea dell'art. 8, comma 1 del CCNQ sulla definizione dei comparti di contrattazione collettiva del 18.12.02.
2) Il presente contratto si applica, altresì:
(a) al personale dipendente di nazionalità italiana, assunto - ai sensi del DPR 5.1.67 n. 18 e ai sensi della legge 22.12.90 n. 401 - con contratto a tempo indeterminato dal Ministero degli affari esteri nelle sedi diplomatiche e consolari e negli Istituti italiani di cultura all'estero, secondo quanto previsto dai CCNL 22.10.97 e del 12.4.01, con le precisazioni di cui agli artt. 18 e 25;
(b) agli ufficiali giudiziari di cui all'art. 1, comma 2, CCNL 16.2.99, fatto salvo quanto previsto dal CCNL 24.4.02;
(c) al personale direttivo dell'Amministrazione penitenziaria di cui all'art. 1, comma 2, CCNL 16.2.99, fatto salvo quanto previsto dal CCNL 24.4.02.
3) Nella provincia autonoma di Bolzano il presente CCNL può essere integrato ai sensi del D.lgs. 9.9.97 n. 354 per le materie ivi previste.
4) Il riferimento al D.lgs. 30.3.01 n. 165 e successive modificazioni e integrazioni è riportato nel testo del presente contratto come D.lgs. n. 165/01.


Art. 2 - Durata, decorrenza, tempi e procedure di applicazione del contratto. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Il presente contratto concerne il periodo 1° gennaio 2002 - 31 dicembre 2005 per la parte normativa ed è valido dal 1° gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la parte economica.
2) Gli effetti decorrono dal giorno successivo alla data di stipulazione, salvo diversa prescrizione del presente contratto. L'avvenuta stipulazione viene portata a conoscenza delle Amministrazioni interessate con idonea pubblicità da parte dell'ARAN.
3) Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere vincolato e automatico sono applicati dalle Amministrazioni destinatarie entro 30 giorni dalla data di stipulazione di cui al comma 2.
4) Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno 3 mesi prima di ogni singola scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo CCNL.
5) Per evitare periodi di vacanza contrattuale, le piattaforme sono presentate 3 mesi prima della scadenza del contratto. Durante tale periodo e per il mese successivo alla scadenza del contratto, le parti negoziali non assumono iniziative unilaterali, né procedono ad azioni dirette.
6) Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a 3 mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente contratto o a 3 mesi dalla data di presentazione delle piattaforme, se successiva, ai dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa indennità secondo le scadenze stabilite dall'Accordo sul costo del lavoro 23.7.93. Per l'erogazione di detta indennità si applica la procedura di cui agli artt. 47 e 48, comma 1, D.lgs. n. 165/01.
7) In sede di rinnovo biennale, per la determinazione della parte economica da corrispondere, ulteriore punto di riferimento del negoziato sarà costituito dalla comparazione tra l'inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente biennio, secondo quanto previsto dall'Accordo 23.7.93, di cui al comma precedente.

Titolo II - RELAZIONI SINDACALI

CAPO I

Art. 3 - Relazioni sindacali. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Si conferma il sistema delle relazioni sindacali previsto dal CCNL 16.2.99 con le modifiche riportate ai seguenti articoli.


Art. 4 - Tempi e procedure per la stipulazione dei contratti integrativi. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) I contratti collettivi integrativi hanno durata quadriennale per la parte normativa e biennale per la parte economica e si riferiscono a tutti gli istituti contrattuali rimessi a tale livello, da trattarsi in un'unica sessione negoziale, tranne per le materie previste dal presente CCNL che, per loro natura, richiedano tempi di negoziazione diversi essendo legate a fattori organizzativi contingenti. L'individuazione e l'utilizzo delle risorse sono determinati in sede di contrattazione integrativa con cadenza annuale.
2) L'Amministrazione provvede a costituire la delegazione di parte pubblica abilitata alle trattative di cui al comma 1 entro 30 giorni da quello successivo alla data di stipulazione del presente contratto ed a convocarela delegazione sindacale di cui all'art. 8, comma 1, CCNL 16.2.99, perl'avvio del negoziato, entro 30 giorni dalla presentazione delle piattaforme.
3) Il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e la relativa certificazione degli oneri sono effettuati secondo quanto previsto dall'art. 2, D.lgs. 30.7.99 n. 286. A tal fine, l'ipotesi di contratto collettivo integrativo definita dalla delegazione trattante è inviata entro 5 giorni agli Organismi indicati nel citato art. 2, corredata dall'apposita relazione illustrativa tecnico finanziaria. Trascorsi 15 giorni senza rilievi, il contratto collettivo integrativo viene sottoscritto. Per la parte pubblica la sottoscrizione è demandata al Presidente della delegazione trattante. In caso di rilievi da parte dei predetti Organismi, la trattativa deve essere ripresa entro 5 giorni.
4) I contratti collettivi integrativi devono contenere apposite clausole circa tempi, modalità e procedure di verifica della loro attuazione. Essi conservano la loro efficacia fino alla stipulazione dei successivi contratti.
5) Le Amministrazioni sono tenute a trasmettere all'ARAN, entro cinque giorni dalla sottoscrizione definitiva, il testo contrattuale con la specificazione delle modalità di copertura dei relativi oneri con riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di bilancio.
6) Il presente articolo sostituisce l'art. 5, CCNL 16.2.99, che è pertanto disapplicato.


Art. 5 - Materie delle relazioni sindacali e forme di partecipazione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) All'art. 4, comma 3, lett. A), CCNL 16.2.99, dopo la 3a alinea è aggiunto il seguente: "Criteri generali per l'attuazione della mobilità volontaria dei dipendenti tra sedi centrali e periferiche o tra le sedi periferiche di una stessa Amministrazione nel rispetto di quanto stabilito al comma 5".
2) All'art. 6, lett. A), CCNL 16.2.99, al termine dell'ultima frase del punto 3 è aggiunta la seguente frase: "le materie per le quali è prevista l'informazione preventiva e successiva possono essere integrate nell'ambito della contrattazione di secondo livello in sede di amministrazione di cui all'art. 4, comma 3, lett. A)".
3) Nell'ambito delle forme di partecipazione di cui all'art. 6, lett. D), CCNL 16.2.99, sono altresì costituiti appositi Comitati paritetici, ai quali è affidato il compito di acquisire elementi informativi al fine di formulare proposte in materia di formazione e di aggiornamento professionale per la realizzazione delle finalità di cui all'art. 26 del citato CCNL.

CAPO II - FORME DI PARTECIPAZIONE

Art. 6 - Comitato paritetico sul fenomeno del "mobbing". (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Le parti prendono atto che nelle Pubbliche Amministrazioni sta emergendo, sempre con maggiore frequenza, il fenomeno del "mobbing", inteso come forma di violenza morale o psichica in occasione di lavoro - attuato dal datore di lavoro o da altri dipendenti - nei confronti di un lavoratore. Esso è caratterizzato da una serie di atti, atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo in modo sistematico ed abituale, aventi connotazioni aggressive, denigratorie e vessatorie tali da comportare un degrado delle condizioni di lavoro e idonei a compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore stesso nell'ambito dell'Ufficio di appartenenza o, addirittura, tali da escluderlo dal contesto lavorativo di riferimento.
2) In relazione al comma 1, le parti, anche con riferimento alla risoluzione del Parlamento Europeo del 20.9.01, riconoscono la necessità di avviare adeguate e opportune iniziative al fine di contrastare la diffusione di tali situazioni, che assumono rilevanza sociale, nonché di prevenire il verificarsi di possibili conseguenze pericolose per la salute fisica e
mentale del lavoratore interessato e, più in generale, migliorare la qualità e la sicurezza dell'ambiente di lavoro.
3) Nell'ambito delle forme di partecipazione previste dall'art. 6, lett. D), CCNL 16.2.99 sono, pertanto, istituiti, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente contratto, specifici Comitati paritetici presso ciascuna Amministrazione con i seguenti compiti:
(a) raccolta dei dati relativi all'aspetto quantitativo e qualitativo del fenomeno del "mobbing" in relazione alle materie di propria competenza;
(b) individuazione delle possibili cause del fenomeno, con particolare riferimento alla verifica dell'esistenza di condizioni di lavoro o fattori organizzativi e gestionali che possano determinare l'insorgere di situazioni persecutorie o di violenza morale;
(c) formulazione di proposte di azioni positive in ordine alla prevenzione e alla repressione delle situazioni di criticità , anche al fine di realizzare misure di tutela del dipendente interessato;
(d) formulare proposte per la definizione dei codici di condotta.
4) Le proposte formulate dai Comitati vengono presentate alle Amministrazioni per i conseguenti adempimenti tra i quali rientrano, in particolare, la costituzione e il funzionamento di sportelli di ascolto, nell'ambito delle strutture esistenti, l'istituzione della figura del consigliere/consigliera di fiducia nonché la definizione dei codici, sentite le OOSS firmatarie.
5) In relazione all'attività di prevenzione del fenomeno di cui al comma 3, i Comitati valuteranno l'opportunità di attuare, nell'ambito dei piani generali per la formazione, previsti dall'art. 26, CCNL 16.2.99, idonei interventi formativi e di aggiornamento del personale, che possono essere finalizzati, tra l'altro, ai seguenti obiettivi:
(a) affermare una cultura organizzativa che comporti una maggiore consapevolezza della gravità del fenomeno e delle sue conseguenze individuali e sociali;
(b) favorire la coesione e la solidarietà dei dipendenti, attraverso una più specifica conoscenza dei ruoli e delle dinamiche interpersonali all'interno degli Uffici, anche al fine di incentivare il recupero della motivazione e dell'affezione all'ambiente lavorativo da parte del personale.
6) I Comitati sono costituiti da un componente designato da ciascuna delle OOSS di comparto firmatarie del presente CCNL e da un pari numero di rappresentanti dell'Amministrazione. Il Presidente del Comitato viene designato tra i rappresentanti dell'Amministrazione e il Vicepresidente dai componenti di parte sindacale. Per ogni componente effettivo è previsto un componente supplente. Ferma rimanendo la composizione paritetica dei Comitati, di essi fa parte anche un rappresentante del Comitato per le pari opportunità, appositamente designato da quest'ultimo, allo scopo di garantire il raccordo tra le attività dei 2 Organismi.
7) Le Amministrazioni favoriscono l'operatività dei Comitati e garantiscono tutti gli strumenti idonei al loro funzionamento. In particolare valorizzano e pubblicizzano con ogni mezzo, nell'ambito lavorativo, i risultati del lavoro svolto dagli stessi. I Comitati sono tenuti a svolgere una relazione annuale sull'attività svolta.
8) I Comitati di cui al presente articolo rimangono in carica per la durata di un quadriennio e comunque fino alla costituzione dei nuovi. I componenti dei Comitati possono essere rinnovati nell'incarico per un solo mandato.


CAPO III - PREROGATIVE E DIRITTI SINDACALI

Art. 7 - Norma di rinvio.
(contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Per le prerogative e diritti sindacali, si rinvia a quanto previsto dal CCNQ 7.8.98, in particolare all'art. 10, comma 2, relativo alle modalità di accredito dei dirigenti sindacali presso le Amministrazioni, nonché ai CCNQ 27.1.99, 9.8.00, 13.2.01 e 18.12.02 e loro successive modifiche.
2) In relazione alla questione insorta sull'art. 9, comma 1, CCNL 16.2.99, relativamente alla fruibilità dei permessi sui luoghi di lavoro, le parti convengono sulla necessità di procedere ad un approfondimento in un'apposita sessione negoziale che inizierà entro il 15.3.03.

Titolo III - CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

CAPO I - IL SISTEMA CLASSIFICATORIO

Art. 8 - Principi del sistema. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Nel quadro della riforma del lavoro pubblico, al fine di garantire il progressivo miglioramento della funzionalità degli Uffici, nonché promuovere l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa, le parti convengono sull'opportunità di confermare l'attuale sistema di classificazione previsto dal CCNL 16.2.99 e di proseguire nel processo di valorizzazione professionale dei lavoratori, che si configura come strumento di supporto alla riforma stessa anche nell'ottica della piena armonizzazione con il settore privato.
2) Nella prospettiva di pervenire a una gestione ottimale delle risorse umane e sulla base dell'esperienza maturata e in relazione alla maggiore flessibilità organizzativa attuata con i contratti collettivi del precedente quadriennio, le parti ritengono che la contrattazione integrativa debba valorizzare, in particolare, i seguenti principi già enunciati nel citato sistema classificatorio:
(a) garanzia di un adeguato ed equilibrato accesso dall'esterno, ove previsto dal vigente sistema di classificazione, per la copertura dei posti;
(b) valutazione ponderata di tutti i titoli presentati dai candidati, in relazione alle peculiarità professionali che caratterizzano le aree e i profili cui si riferiscono le selezioni. Pertanto, ai sensi dell'art. 15, CCNL 16.2.99, all'esperienza professionale, al titolo di studio, agli altri titoli culturali e professionali, ai corsi di aggiornamento e qualificazione professionale e alle prove selettive finali è attribuito un peso equilibrato ai fini della determinazione del punteggio complessivo ottenuto nella graduatoria finale dai dipendenti che hanno partecipato alla selezione;
(c) esplicito riconoscimento, nelle progressioni verticali, della prevalenza all'inquadramento del personale proveniente dalla posizione economica immediatamente inferiore.
3) Un ruolo fondamentale è attribuito alla formazione continua che, attraverso una serie organica e articolata di interventi, costituisce un fondamentale fattore di accrescimento professionale, di aggiornamento delle competenze, nonché di affermazione di una nuova cultura gestionale.
A tal fine deve essere data piena attuazione all'art. 26, CCNL 16.2.99, in particolare rendendo disponibili le risorse indicate nel comma 5 della medesima norma.
4) Le parti si danno reciproco atto della operatività dei contratti integrativi già stipulati, aventi tra l'altro, per oggetto il sistema classificatorio e, conseguentemente, s'impegnano ad assumere, ciascuna secondo la propria autonomia, ogni utile iniziativa finalizzata alla rapida applicazione degli stessi.


Art. 9 - Commissione paritetica per il sistema classificatorio. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Gli obiettivi di pieno riconoscimento della professionalità dei dipendenti e della qualità delle prestazioni lavorative individuali richiedono l'impegno delle parti nel portare avanti il sistema di classificazione professionale di cui al CCNL 16.2.99, quale efficace e concreto strumento di riforma.
2) A tale scopo, le parti, attuata la fase di prima applicazione del sistema classificatorio di cui al comma 1, si danno atto della necessità di valutarne i risultati nella prospettiva di pervenire anche ad una semplificazione dello stesso per una migliore gestione dei processi lavorativi e un impiego più flessibile delle risorse umane.
3) A tal fine è istituita, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente CCNL, una Commissione paritetica ARAN - Confederazioni e OOSS firmatarie del presente CCNL, con il compito di acquisire tutti gli elementi di conoscenza idonei al raggiungimento degli obiettivi suindicati e di formulare alle parti negoziali proposte per una verifica del sistema
classificatorio che in particolare esamini la possibilità di:
- attuare una riduzione degli attuali accessi dall'esterno;
- individuare all'interno delle aree posizioni esclusivamente economiche e le relative modalità di sviluppo professionale;
- ricomporre i processi lavorativi attraverso una nuova declaratoria di area, con l'indicazione di eventuali norme transitorie per il passaggio dall'attuale al nuovo sistema;
- valutare le implicazioni sulla dotazione organica derivanti dall'applicazione delle proposte.
Eventuali decisioni della Commissione, per la parte sindacale, saranno adottate sulla base della rappresentatività espressa dalle stesse ai sensi delle vigenti disposizioni.
4) A tale Commissione è demandato anche il compito di formulare proposte in ordine alla verifica della disciplina dell'area della vice dirigenza e di quella dei professionisti, ai sensi del Protocollo di intesa siglato nel febbraio 2002, tra Governo e OOSS. La realizzazione di tali proposte avverrà con le modalità e tempi indicati nell'art. 10, legge 19.7.02 n.145.

Titolo IV - RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I - NORME DISCIPLINARI

Art. 10 - Clausole generali. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) È confermata la disciplina contenuta nel Capo IV, CCNL 16.5.95, come integrato dal CCNL 16.5.01, e in particolare gli artt. 23, 24 e 26 del citato Capo IV, fatte salve le modificazioni di cui ai successivi articoli.


Art. 11 - Modifiche all'art. 23, CCNL 16.5.95. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) All'art. 23, CCNL 16.5.95, sono apportate le seguenti modifiche:
(a) la rubrica dell'articolo "doveri del dipendente" è modificata in "obblighi del dipendente";
(b) al termine del comma 1, dopo il punto, è aggiunta la seguente frase "Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il rapporto di lavoro, contenuti nel Codice di condotta allegato";
(c) al comma 3, lett. d), le parole "della legge 4.1.68 n. 15" vengono sostituite con "del D.lgs. 28.12.00 n. 443 e del DPR 28.12.00 n. 445";
(d) al comma 3, lett. q), dopo le parole "interessi finanziari o non finanziari propri" e prima del punto viene aggiunta la frase "o di suoi parenti entro il 4° grado o conviventi".


Art. 12 - Modifiche all'art. 24, CCNL 16.5.95. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) All'art. 24, CCNL 16.5.95, sono apportate le seguenti modifiche:
(a) il comma 1 è sostituito dal seguente comma:
"1) Le violazioni, da parte dei lavoratori, degli obblighi disciplinati all'art. 23 del presente contratto, danno luogo, secondo la gravità dell'infrazione, all'applicazione delle seguenti sanzioni disciplinari previo procedimento disciplinare:
(a) rimprovero verbale;
(b) rimprovero scritto (censura);
(c) multa d'importo variabile fino ad un massimo di 4 ore di retribuzione;
(d) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a 10 giorni;
(e) sospensione dal servizio con privazione della retribuzioneda 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi;
(f) licenziamento con preavviso;
(g) licenziamento senza preavviso."
(b) al comma 4 il riferimento all' "art.59, comma 4, D.lgs. n. 29/93" deve
intendersi, in entrambi i casi, "all'art. 55, comma 4, D.lgs. n. 165/01";
(c) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:
"4/bis. Qualora anche nel corso del procedimento emerga che la sanzione da applicare non sia di spettanza del responsabile della struttura, questi, entro 5 giorni, trasmette tutti gli atti all'Ufficio competente, dandone contestuale comunicazione all'interessato. Il procedimento prosegue senza soluzione di continuità presso quest'ultimo Ufficio."
(d) dopo il comma 9 viene aggiunto il comma 10:
"Con riferimento al presente articolo sono da intendersi perentori il termine iniziale e quello finale del procedimento disciplinare. Nelle fasi intermedie i termini ivi previsti saranno comunque applicati nel rispetto dei principi di tempestività ed immediatezza, che consentano la certezza delle situazioni giuridiche".
(e) il comma 10 è sostituito dal seguente comma:
"11) Per quanto non previsto dalla presente disposizione si rinvia all'art. 55, D.lgs. n. 165/01".


Art. 13 - Codice disciplinare. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza e in conformità a quanto previsto dall'art. 55, D.lgs. n. 165/01 e successive modificazioni e integrazioni, sono fissati i seguenti criteri generali:
(a) il tipo e l'entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati anche in relazione:
- alla intenzionalità del comportamento, alla rilevanza della violazione di norme o disposizioni;
- al grado di disservizio o di pericolo provocato dalla negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate , tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;
- all'eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti;
- alle responsabilità derivanti dalla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
- al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra loro;
- al comportamento complessivo del lavoratore, con particolare riguardo ai precedenti disciplinari, nell'ambito del biennio previsto dalla legge;
- al comportamento verso gli utenti;
(b) al lavoratore che abbia commesso mancanze della stessa natura già sanzionate nel biennio di riferimento, è irrogata, a seconda della gravità del caso e delle circostanze, una sanzione di maggiore entità prevista nell'ambito del medesimo comma;
(c) al dipendente responsabile di più mancanze compiute in un'unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate e accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.
2) La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione si applica al dipendente per:
(a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro;
(b) condotta non conforme ai principi di correttezza verso altri dipendenti o nei confronti del pubblico;
(c) negligenza nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza;
(d) inosservanza delle norme in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro nel caso in cui non ne sia derivato un pregiudizio al servizio o agli interessi dell'Amministrazione o di terzi;
(e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'Amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 6, legge 20.5.70 n. 300;
(f) insufficiente rendimento.
L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell'Amministrazione e destinato ad attività sociali.
3) La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni si applica per:
(a) recidiva nelle mancanze che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa oppure quando le mancanze previste nel comma 2 presentino caratteri di particolare gravità;
(b) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono dal servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dipendente, agli eventuali danni causati all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi;
(c) ingiustificato ritardo, non superiore a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dall'Amministrazione;
(d) svolgimento di altre attività lavorative durante lo stato di malattia o di infortunio;
(e) rifiuto di testimonianza oppure testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari;
(f) minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
(g) manifestazioni ingiuriose nei confronti della Amministrazione, tenuto conto del rispetto della libertà di pensiero e di espressione ai sensi dell'art. 1, legge n. 300/70;
(h) qualsiasi comportamento da cui sia derivato danno grave all'Amministrazione o a terzi;
(i) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
(j) sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente.
4) La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi si applica per:
(a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nel comma precedente quando sia stata comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste al comma 3 presentino caratteri di particolare gravità;
(b) assenza ingiustificata dal servizio oltre 10 giorni e fino a 15 giorni;
(c) occultamento di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione di somme o beni di spettanza o di pertinenza dell'Amministrazione o ad essa affidati, quando, in relazione alla posizione rivestita, il lavoratore abbia un obbligo di vigilanza o di controllo;
(d) insufficiente persistente scarso rendimento dovuto a comportamento negligente;
(e) esercizio, attraverso sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori , di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
(f) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, di particolare gravità che siano lesivi della dignità della persona.
Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privato della retribuzione fino al 10° giorno mentre, a decorrere dall'11°, viene corrisposta allo stesso un'indennità pari al 50% della retribuzione indicata all'art. 25, comma 2, 1a alinea, CCNL 16.5.01, nonché gli assegni del nucleo familiare ove spettanti. Il periodo di sospensione non è, in ogni caso, computabile ai fini dell'anzianità di servizio.
5) La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per:
(a) recidiva plurima, almeno 3 volte nell'anno, in una delle mancanze previste ai commi 3 e 4, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia comportato l'applicazione della sanzione massima di 6 mesi di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, salvo quanto previsto al comma 6, lett. a);
(b) recidiva nell'infrazione di cui al comma 4, lett. d);
(c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'Amministrazione per riconosciute e motivate esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure in relazione alla tipologia di mobilità attivata;
(d) mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dalla Amministrazione quando l'assenza arbitraria e ingiustificata si sia protratta per un periodo superiore a 15 giorni. Qualora il dipendente riprenda servizio si applica la sanzione di cui al comma 4;
(e) continuità, nel biennio, dei comportamenti attestanti il perdurare di una situazione di insufficiente scarso rendimento dovuta a comportamento negligente ovvero per qualsiasi fatto grave che dimostri la piena incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
(f) recidiva nel biennio, anche nei confronti di persona diversa, di sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori e di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un collega al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
(g) recidiva nel biennio di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
(h) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso in servizio o fuori dal servizio ma non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità.
6) La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per:
(a) 3a recidiva nel biennio di minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti, alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
(b) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che, pur non attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta neanche provvisoriamente la prosecuzione per la sua specifica gravità;
(c) accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti ovvero che la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro sia avvenuta a seguito di presentazione di documenti falsi;
(d) commissione in genere - anche nei confronti di terzi - di fatti o atti dolosi che, pur non costituendo illeciti di rilevanza penale, sono di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
(e) condanna passata in giudicato:
(1) per i delitti indicati nell'art. 1, commi 1 e 4 septies, lett. a), b), limitatamente all'art. 316 CP, c) ed e), legge 18.1.92 n. 16;
(2) quando alla condanna consegua comunque l'interdizione perpetua dai pubblici uffici;
(3) per i delitti previsti dall'art. 3, comma 1, legge 27.3.01 n. 97.
7) Le mancanze non espressamente previste nei commi da 2 a 6 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all'individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all'art. 23, CCNL 16.5.95, come modificato dal presente CCNL, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.
8) Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità mediante affissione in ogni posto di lavoro in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita con altre.
9) L'art. 25, CCNL 16.5.95, è disapplicato. Di conseguenza tutti i riferimenti al medesimo art. 25 devono intendersi all'art. 25 come rinovellato dal presente contratto.


Art. 14 - Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti di rilevanza penale l'Amministrazione inizia il procedimento disciplinare ed inoltra la denuncia penale. Il procedimento disciplinare rimane tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione è disposta anche nel caso in cui l'obbligo della denuncia penale emerga nel corso del procedimento disciplinare già avviato.
2) Al di fuori dei casi previsti nel comma precedente, quando l'Amministrazione venga a conoscenza dell'esistenza di un procedimento penale a carico del dipendente per i medesimi fatti oggetto di procedimento disciplinare, questo è sospeso fino alla sentenza definitiva.
3) Fatto salvo il disposto dell'art. 5, comma 2, legge n. 97/01, in linea generale il procedimento disciplinare sospeso ai sensi del presente articolo è riattivato entro 180 giorni da quando l'Amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e si conclude entro 120 giorni dalla sua riattivazione.
4) Per i casi previsti all'art. 5, comma 4, legge n. 97/01, il procedimento disciplinare precedentemente sospeso è riattivato entro 90 giorni da quando l'Amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e deve concludersi entro i successivi 120 giorni dalla sua riattivazione.
5) L'applicazione della sanzione prevista dall'art. 13, come conseguenza delle condanne penali citate nei commi 5, lett. h) e 6, lett. b) ed e), non ha carattere automatico essendo correlata all'esperimento del procedimento disciplinare, salvo quanto previsto dall'art. 5, comma 2, legge n. 97/01.
6) In caso di assoluzione si applica quanto previsto dall'art. 653 CPP. Ove nel procedimento disciplinare sospeso al dipendente, oltre ai fatti oggetto del giudizio penale per i quali vi sia stata assoluzione, siano state contestate altre violazioni, il procedimento medesimo riprende per dette infrazioni.
7) In caso di proscioglimento si procede analogamente al comma 6.
8) In caso di sentenza irrevocabile di condanna trova applicazione l'art. 1, legge n. 97/01.
9) Il dipendente licenziato ai sensi dell'art. 13, comma 5 lett. h) e comma 6, lett. b) ed e), e successivamente assolto a seguito di revisione del processo ha diritto, dalla data della sentenza di assoluzione, alla riammissione in servizio nella medesima sede o in altra su sua richiesta, anche in soprannumero, nella medesima qualifica e con decorrenza dell'anzianità posseduta all'atto del licenziamento.
10) Il dipendente riammesso ai sensi del comma 9, è reinquadrato nell'area e nella posizione economica in cui è confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora sia intervenuta una nuova classificazione del personale. In caso di premorienza, il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno diritto a tutti gli assegni che sarebbero stati attribuiti al dipendente nel periodo di sospensione o di licenziamento, escluse le indennità comunque legate alla presenza in servizio ovvero alla prestazione di lavoro straordinario.


Art. 15 - Sospensione cautelare in caso di procedimento penale. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d'ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà.
2) L'Amministrazione, ai sensi del presente articolo, cessato lo stato di restrizione della libertà personale, può prolungare il periodo di sospensione del dipendente fino alla sentenza definitiva alle medesime condizioni del comma 3.
3) Il dipendente può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l'applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell'art. 13, commi 5 e 6.
4) Resta fermo l'obbligo di sospensione per i reati previsti dall'art. 1, commi 1 e 4 septies, lett. a), b) limitatamente all'art. 316 CP, lett. c) ed e), legge n. 16/92.
5) Nel caso dei reati previsti all'art. 3, comma 1, legge n. 97/01, in alternativa alla sospensione di cui al presente articolo, possono essere applicate le misure previste dallo stesso art. 3. Per i medesimi reati, qualora intervenga condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la sospensione condizionale della pena, si applica l'art. 4, comma 1, citata legge n. 97/01.
6) Nei casi indicati ai commi precedenti si applica quanto previsto dall'art. 14 in tema di rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale.
7) Al dipendente sospeso ai sensi dei commi da 1 a 5 sono corrisposti un'indennità pari al 50% della retribuzione indicata all'art. 25, comma 2, 1a alinea, CCNL 16.5.01, nonché gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale d'anzianità, ove spettanti.
8) Nel caso di sentenza definitiva di assoluzione o proscioglimento, ai sensi dell'art. 14, commi 6 e 7, quanto corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo di indennità verrà conguagliato con quanto dovuto al lavoratore se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi speciali o per prestazioni di carattere straordinario. Ove il giudizio disciplinare riprenda per altre infrazioni, ai sensi del medesimo art. 14, comma 6, 2° periodo, il conguaglio dovrà tener conto delle sanzioni eventualmente applicate.
9) In tutti gli altri casi di riattivazione del procedimento disciplinare a seguito di condanna penale, ove questo si concluda con una sanzione diversa dal licenziamento, al dipendente precedentemente sospeso verrà conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi e funzioni speciali o per prestazioni di carattere straordinario nonché i periodi di sospensione del comma 1 e quelli eventualmente inflitti a seguito del giudizio disciplinare iattivato.
10) Quando vi sia stata sospensione cautelare dal servizio a causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a 5 anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio. Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all'esito del procedimento penale.
11) La presente disciplina sostituisce quella contenuta nell'art. 27, CCNL 16.5.95.


Art. 16 - Norme transitorie per i procedimenti disciplinari. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) I procedimenti disciplinari in corso alla data di stipulazione del presente contratto vanno portati a termine secondo le procedure vigenti alla data del loro inizio.
2) Alle infrazioni disciplinari accertate ai sensi del comma 1, si applicano le sanzioni previste dall'art. 25, CCNL 16.5.95 come rinovellato dal presente contratto, qualora più favorevoli, in luogo di quelle previste dal medesimo art. 25.


CAPO II

Art. 17 - Codice di condotta relativo alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Le Amministrazioni, nel rispetto delle forme di partecipazione di cui al CCNL 16.2.99, adottano con proprio atto, il Codice di condotta relativo ai provvedimenti da assumere nella lotta contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, come previsto dalla Raccomandazione della Commissione 27.11.91, n. 92/131/CEE. Le parti, allo scopo di fornire linee guida uniformi in materia, allegano a titolo esemplificativo il codice-tipo.


CAPO III - DISPOSIZIONI FINALI

Art. 18 - Disposizioni particolari. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Il comma 2, art. 8, CCNL integrativo 16.5.01, riguardante l'aspettativa per dottorato di ricerca, all'ultimo rigo, dopo la virgola, viene così integrato "fatta salva l'applicazione dell'art. 52, comma 57, legge 28.12.01 n. 448".
2) Con riferimento all'art. 33, CCNL 16.5.01, le parti prendono atto che per mero errore materiale, è stata omessa la citazione della legge 24.5.70 n. 336. Pertanto il comma 3 del suddetto articolo viene integrato, dalla data d'entrata in vigore del predetto CCNL, come qui di seguito indicato: "In relazione ai benefici previsti per gli ex-combattenti e simili continua a farsi riferimento alla legge n. 336/70, art. 1 e art. 2 e successive modificazioni e integrazioni."
3) Con riferimento al personale di cui all'art. 1, comma 2, lett. a), sono confermate le norme stabilite negli specifici CCNL ivi indicati. Le disposizioni dei CCNL di comparto, ivi richiamate in relazione agli istituti per i quali è prevista la diretta applicabilità al personale
medesimo, si intendono modificate o integrate dalle norme contenute nel presente contratto.
4) Le parti, a titolo di interpretazione autentica, chiariscono che, tra le risorse indicate nell'art. 17 , comma 13, CCNL 16.5.01, sin dalla data d'entrata in vigore di quest'ultimo, sono state ricomprese le risorse già destinate alla corresponsione dell'indennità rischio radiologico, che continua ad essere attribuita al personale avente titolo nelle misure ed alle condizioni previste dalle vigenti disposizioni. Per il personale tecnico di radiologia dall'entrata in vigore del presente contratto la denominazione dell'indennità di rischio è cambiata in indennità professionale.
5) All'art. 9, comma 3, lett. a), CCNL 16.5.01, il comma 2 ivi indicato, al termine, è integrato con il seguente periodo: "Tra le motivazioni per cui possono essere concessi i permessi di cui al presente comma, rientra l'effettuazione di testimonianze per fatti non di ufficio, nonché l'assenza motivata da gravi calamità naturali che rendono oggettivamente impossibile il raggiungimento della sede di servizio, fatti salvi, in questi eventi, i provvedimenti di emergenza diversi e più favorevoli disposti dalle competenti autorità".
6) L'art. 18, comma 9, CCNL 16.5.95, viene integrato con il seguente periodo:
"Tra queste ultime assumono particolare rilievo l'art. 1, legge 13.7.67 n. 584, come sostituito dall'art. 13, legge 4.5.90 n. 107 e l'art. 5, comma 1, legge 6.3.01 n. 52, che prevedono, rispettivamente, i permessi per i donatori di sangue e i donatori di midollo osseo".
7) Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale al 50% con orario su 2 giorni settimanali, può recuperare i ritardi e i permessi orari con corrispondente prestazione lavorativa in una ulteriore giornata concordata preventivamente con l'Amministrazione, senza effetti di ricaduta sulla regola del proporzionamento degli istituti contrattuali applicabili.
8) Al personale in distacco e in aspettativa ai sensi del CCNQ 7.8.98 e successive modificazioni e integrazioni competono quote di incentivo secondo le previsioni concordate nella contrattazione integrativa.


Art. 19 - Procedure di conciliazione e arbitrato.
(contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Per tutte le controversie individuali è previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione.
2) A tal fine il dipendente può avvalersi delle procedure di conciliazione di cui all'art. 66, D.lgs. n. 165/01, in tema di tutela dei lavoratori nelle controversie individuali sul rapporto di lavoro ovvero di quelle indicate nell'art. 4, CCNQ 23.1.01 e successive modificazioni e proroghe.
3) Ove la conciliazione non riesca, il dipendente può adire l'autorità giudiziaria ordinaria. In alternativa, le parti in causa possono concordare di deferire la controversia a un arbitro unico a prescindere dalla tipologia della conciliazione prescelta tra quelle indicate nel comma 2. In tal caso si esperiscono le procedure indicate nell'art. 4 e ss., CCNQ 23.1.01 e successive modificazioni e proroghe.
4) Le sanzioni disciplinari, ai sensi dell'art. 6 del CCNQ di cui al comma 1, sono impugnabili con le procedure previste dall'accordo stesso ovvero dinanzi all'Organismo di cui all'art. 55, commi 8 e 9, D.lgs. n. 165/01, richiamati dall'art. 6, lett. C), CCNL 16.2.99.

Titolo V - TRATTAMENTO ECONOMICO

CAPO I

Art. 20 - Stipendio tabellare. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Gli stipendi tabellari sono incrementati tenendo conto dell'inflazione programmata per ciascuno dei due anni costituenti il biennio 2002-2003, del recupero dello scarto tra inflazione reale e programmata del biennio precedente nonché di una anticipazione del differenziale tra inflazione reale e programmata determinatosi nel 2002.
2) Ai sensi del comma 1, gli stipendi tabellari, come stabiliti dall'art. 2, comma 2, CCNL 21.2.01, sono incrementati degli importi mensili lordi, per 13 mensilità, indicati nella tabella A, alle scadenze ivi previste.
3) A decorrere dall'1.1.03, l'Indennità Integrativa Speciale (IIS), di cui alla tabella A allegata al CCNL 16.5.01, cessa di essere corrisposta come singola voce della retribuzione ed è conglobata nella voce stipendio tabellare. Detto conglobamento non ha effetti diretti o indiretti sul trattamento economico complessivo fruito dal personale in servizio all'estero in base alle vigenti disposizioni.
4) Gli importi annui tabellari risultanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 sono rideterminati nelle misure e alle scadenze stabilite dall'allegata tabella B.
5) Gli incrementi di cui al comma 1 devono intendersi comprensivi dell'indennità di vacanza contrattuale prevista dall'art. 2, comma 6 del presente CCNL.


Art. 21 - Effetti dei nuovi stipendi. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Le misure degli stipendi risultanti dall'applicazione del presente contratto hanno effetto sulla 13a mensilità, sul compenso per lavoro straordinario, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sull'indennità di buonuscita, sull'indennità di cui agli artt. 13, comma 4 e 15, comma 7 del presente CCNL, sull'equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi, comprese la ritenuta in conto entrata Tesoro o altre analoghe e i contributi di riscatto.
2) I benefici economici risultanti dalla applicazione dell'art. 20 sono corrisposti integralmente alle scadenze e negli importi previsti al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del biennio economico 2002-2003. Agli effetti dell'indennità di buonuscita, di licenziamento, nonché quella prevista dall'art. 2122 CC, si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
3) Il conglobamento sullo stipendio tabellare della IIS, di cui all'art. 20, comma 3 del presente CCNL, non modifica le modalità di determinazione della base di calcolo in atto del trattamento pensionistico anche con riferimento all'art. 2, comma 10, legge 8.8.95 n. 335.


Art. 22 - Indennità di amministrazione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Allo scopo di favorire il procedimento di perequazione delle retribuzioni complessivamente spettanti al personale del comparto, le misure attualmente vigenti dell'indennità d'amministrazione sono incrementate degli importi e con la decorrenza indicati nelle tabelle C e D.
2) Nei casi di assegnazione temporanea presso altra Amministrazione del medesimo comparto, ai sensi dell'art. 4 del CCNL 16.5.01, al personale viene corrisposta l'indennità del comma 1, nella misura spettante presso l'Amministrazione di destinazione.


Art. 23 - Integrazione del Fondo unico di amministrazione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Il Fondo unico di amministrazione, determinato ai sensi dell'art. 31, CCNL 16.2.99 e dell'art. 6, CCNL 21.2.01, è ulteriormente incrementato di un importo pari ad E 10,90 'pro capite' per 13 mensilità con decorrenza 1.1.03.
2) Sono, altresì, confermate le modalità di utilizzo del Fondo di cui all'art. 32, CCNL 16.2.99 e all'art. 7, CCNL 21.2.01.


Art. 24 - Norme finali di parte economica. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Le parti prendono atto che nell'ambito delle disponibilità economiche stanziate per il rinnovo del presente contratto relativo al biennio economico 2002-2003, sono ricomprese le risorse specificatamente destinate a garantire, dall'1.1.02, la piena copertura finanziaria dell'art. 32, CCNL integrativo 16.5.01 relativo al TFR.
2) Qualora le risorse stanziate per il finanziamento degli istituti di cui all'art. 23 non vengano completamente utilizzate nell'anno in corso, sono riassegnate al Fondo unico di amministrazione per l'esercizio successivo.
3) Per quanto non previsto dal presente contratto, restano confermate le norme dei precedenti CCNL.


CAPO II

Art. 25 - Personale assunto a contratto presso le sedi estere. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Il Fondo unico per il personale assunto a contratto a tempo indeterminato presso le sedi estere, di cui all'art. 10, CCNL 12.4.01, è ulteriormente incrementato di un importo complessivo, al netto degli oneri riflessi, pari ad E 530.000 annui con decorrenza 1.1.02, rideterminati in E 1.220.000 annui con decorrenza 1.1.03. Tali importi sono individuati sulla base degli incrementi medi complessivi 'pro capite' riferiti al restante personale del comparto.

Titolo VI - NORME FINALI E TRANSITORIE

Art. 26 - Norme finali. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Per quanto non previsto dal presente contratto, restano confermate le norme dei sottoelencati CCNL nelle parti non disapplicate:

- CCNL 1994/1997 del 16.5.95, con particolare riferimento all'art. 19, nella parte in cui prevede che l'orario di lavoro è di 36 ore settimanali;
CCNL sulle tipologie degli orari di lavoro del 12.1.96; Accordo sulla concessione dei buoni pasto del 30.4.96; CCNL 1998/2001 del 16.2.99 e del 21.2.01; CCNL integrativo del CCNL 1998/2001 del 16.5.01. In caso di eventuali interventi legislativi in materia di orario di lavoro, le parti s'incontreranno per ridefinire la disciplina ai sensi dell'art. 2, comma 2, D.lgs. n. 165/01.



Art. 27 - Disapplicazioni. (contratto pubblico impiego comparto ministeri)

1) Dalla data di stipulazione del presente CCNL sono disapplicate le seguenti norme:

(a) con riferimento all'art. 4 (Tempi e procedure per la stipulazione dei contratti integrativi): l'art. 5, CCNL 16.2.99;
(b) con riferimento agli artt. 13 (Codice disciplinare) e 14 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale): l'art. 25 del CCNL 16.5.95 come integrato dall'art. 17, commi 6 e 9, CCNL 16.5.01;
(c) con riferimento all'art. 15 (Sospensione cautelare in caso di procedimento penale): l'art. 27, CCNL 16.5.95;
(d) con riferimento all'art. 16 (Norme transitorie per i procedimenti disciplinari): l'art. 41, commi 1 e 2, CCNL 16.5.95.

Tabella A

INCREMENTI MENSILI DELLA RETRIBUZIONE TABELLARE
(valori in euro da corrispondere per mensilità)

dal dal
posizione economica 1.1.02 1.1.03

ispettore generale r.e. 59,50 66,30
direttore divisione r.e. 55,30 61,60
C3-S 47,90 53,40
C3 47,90 53,40
C2 43,60 48,60
C1-S 39,80 44,40
C1 39,80 44,40
B3-S 36,50 40,61
B3 36,50 40,61
B2 34,30 38,20
B1 32,60 36,30
A1-S 30,90 34,40
A1 30,90 34,40

Tabella B

NUOVA RETRIBUZIONE TABELLARE
(valori in euro per 12 mensilità)

posizione economica dal dal
1.1.02 1.1.03(*)

ispettore generale r.e. 18.899,48 26.667,22
direttore divisione r.e. 17.178,86 24.784,21
C3-S 15.667,74 22.949,97
C3 14.190,15 21.472,38
C2 12.417,72 19.546,16
C1-S 11.558,70 18.537,36
C1 10.876,46 17.855,12
B3-S 10.548,16 17.406,52
B3 9.487,87 16.346,23
B2 8.598,99 15.375,22
B1 7.906,16 14.619,38
A1-S 7.725,15 14.373,71
A1 7.194,75 13.843,31

(*) Il valore, a decorrere dall'1.1.03, comprende e assorbe l'Indennità Integrativa Speciale.

Tabella C

INCREMENTI MENSILI DELL'INDENNITÀ D'AMMINISTRAZIONE
(valori in euro da corrispondere per 12 mensilità)

Corte dei Conti - Ministero Giustizia - Consiglio di Stato - Avvocatura di Stato - Ministero Giustizia DAP - ex Ministero Commercio Estero - ex MURST - ex PCM Dip. Spettacolo/Turismo/Aree Urbane/Affari Sociali - ex Ministero Trasporti Motorizzazione/Marina mercantile/Civilavia - ex Ministero Beni Culturali - Ministero della Salute

incremento rideterminato
posizione economica dal 1.1.02 dal 1.1.03(*)

ispettore generale r.e. 9,80 10,80
direttore divisione r.e. 9,60 10,80
C3-S 9,00 10,00
C3 9,00 10,00
C2 8,00 8,80
C1-S 7,20 8,00
C1 7,20 8,00
B3-S 6,20 7,00
B3 6,20 7,00
B2 5,60 6,40
B1 5,20 5,80
A1-S 4,80 5,40
A1 4,80 5,40

(*) Il valore, a decorrere dall'1.1.03, comprende e assorbe l'incremento corrisposto dall'1.1.02.

Tabella D

INCREMENTI MENSILI DELL'INDENNITÀ D'AMMINISTRAZIONE
(valori in euro da corrispondere per 12 mensilità)

Ministero Comunicazioni - ex Ministero Lavoro - ex Ministero Tesoro e Bilancio - ex Ministero Finanze - Ministero Difesa - Ministero Interno - ex Ministero Industria - ex Ministero ambiente - ex Ministero Lavori Pubblici - ex Ministero Pubblica Amministrazione - Ministero Politiche Agricole - Ministero Affari Esteri

incremento rideterminato
posizione economica dal 1.1.02 dal 1.1.03(*)

ispettore generale r.e. 27,80 29,00
direttore divisione r.e. 26,60 27,80
C3-S 20,80 21,80
C3 20,80 21,80
C2 18,60 19,60
C1-S 16,60 17,40
C1 16,60 17,40
B3-S 14,60 15,40
B3 14,60 15,40
B2 13,20 13,80
B1 11,80 12,40
A1-S 10,60 11,20
A1 10,60 11,20

(*) Il valore, a decorrere dall'1.1.03, comprende e assorbe l'incremento corrisposto dall'1.1.02.

Nota a verbale ARAN.

Con riferimento all'ultimo periodo dell'art. 20, comma 3, si precisa che al personale in servizio all'estero destinatario del presente contratto, cui non spetta la IIS, verrà applicata una ritenuta sullo stipendio metropolitano corrispondente alla misura della IIS percepita al 31.12.02, che continua ad essere considerata per il calcolo delle trattenute previdenziali secondo la normativa vigente. Si conferma, altresì, che per il suddetto personale il conglobamento della IIS sullo stipendio tabellare è utile ai fini dell'indennità di buonuscita.

Dichiarazione congiunta n. 1
In relazione all'art. 6 e in considerazione della necessità di affrontare in modo organico le situazioni di "mobbing" esistenti nelle Amministrazioni del comparto, le parti raccomandano che le previsioni in esso contenute abbiano attuazione in tempi rapidi e nell'ambito delle strutture esistenti.

Dichiarazione congiunta n. 2
Con riferimento all'art. 9, le parti convengono che nei lavori della Commissione sarà dato particolare rilievo alle modalità per la riqualificazione professionale del personale appartenente all'area A, anche in relazione ai processi di esternalizzazione dei servizi.

Dichiarazione congiunta n. 3
In relazione all'art. 18, le parti prendono atto della necessità di verificare congiuntamente gli altri casi di donazione di organi (ad es. rene, fegato) per i quali prevedere una particolare tutela anche, eventualmente, nell'ambito dell'art. 6, comma 1, 1° periodo, CCNL integrativo 16.5.01. La verifica dovrà essere portata a termine entro 6 mesi.

Dichiarazione congiunta n. 4
In relazione all'art. 19, le parti prendono atto della necessità che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali preveda idonee soluzioni organizzative atte ad evitare situazioni di incompatibilità quando venga fatto ricorso alle procedure di cui all'art. 66, D.lgs. n. 165/01, da parte di dipendenti delle Direzioni provinciali del lavoro.

Dichiarazione congiunta n. 5
Con riferimento all'art. 22, le parti affermano che la omogeneizzazione dell'indennità di amministrazione percepita dai dipendenti in servizio nei Ministeri accorpati ai sensi del D.lgs. 30.7.99 n. 300, non assume carattere negoziale essendo connessa con il riassetto delle Pubbliche Amministrazioni interessate. Le relative risorse, pertanto, devono essere oggetto di preciso finanziamento di legge non potendo il contratto collettivo provvedere al raggiungimento di tale obiettivo con le risorse derivanti dall'applicazione dell'Accordo sul costo del lavoro 23.7.93.
Tuttavia le parti, nell'ambito delle limitate risorse contrattuali disponibili, si sono fatte carico di portare avanti il processo di riallineamento retributivo perseguito sin dal CCNL 16.5.95, attraverso un meccanismo di perequazione dei valori dell'indennità stessa.

Dichiarazione congiunta n. 6
In relazione all'Accordo sulla concessione dei buoni pasto del 30.4.96, le parti si danno atto della necessità di procedere, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del presente contratto, alla verifica della spesa effettivamente sostenuta a fronte dei relativi stanziamenti per l'eventuale revisione della disciplina e degli importi attualmente vigenti.

Dichiarazione congiunta n. 7
In relazione alla nuova disciplina delle forme flessibili di rapporto di lavoro introdotte dal CCNL 16.5.01, le parti sottolineano la particolare e significativa rilevanza di tali strumenti di gestione delle risorse umane che, nonostante il loro carattere di sperimentalità, offrono alle Amministrazioni ampi margini di gestione diretta dei servizi, evitando in tal modo il ricorso alle collaborazioni continuate e coordinate nell'espletamento delle attività istituzionali.

Dichiarazione congiunta n. 8
Con l'obiettivo di verificare, nell'arco della vigenza contrattuale, la possibilità di revisione dell'istituto della trasferta, le parti confermano i contenuti della dichiarazione congiunta n. 2, CCNL 16.5.01.

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