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Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al Personale del Comparto dei Ministeri: allegati
 

 

Allegato 1


SCHEMA DI CODICE DI CONDOTTA DA ADOTTARE NELLA LOTTA
CONTRO LE MOLESTIE SESSUALI

Art. 1 - Definizione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 1)

1) Per molestia sessuale s'intende ogni atto o comportamento indesiderato, anche verbale, a connotazione sessuale arrecante offesa alla dignità e alla libertà della persona che lo subisce, ovvero che sia suscettibile di creare ritorsioni o un clima di intimidazione nei suoi confronti;


Art. 2 - Principi. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 1)

1) Il Codice è ispirato ai seguenti principi:
(a) è inammissibile ogni atto o comportamento che si configuri come molestia sessuale nella definizione sopra riportata;
(b) è sancito il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad essere trattati con dignità e ad essere tutelati nella propria libertà personale;
(c) è sancito il diritto delle lavoratrici/dei lavoratori a denunciare le eventuali intimidazioni o ritorsioni subite sul luogo di lavoro derivanti da atti o comportamenti molesti;
(d) è istituita la figura della Consigliera/del Consigliere di fiducia, così come previsto dalla risoluzione del Parlamento Europeo A3-0043/94, e denominata/o d'ora in poi Consigliera/Consigliere, e viene garantito l'impegno delle aziende a sostenere ogni componente del personale che si avvalga dell'intervento della Consigliera/del Consigliere o che sporga denuncia di molestie sessuali, fornendo chiare ed esaurimenti indicazioni circa la procedura da seguire, mantenendo la riservatezza e prevenendo ogni eventuale ritorsione. Analoghe garanzie sono estese agli eventuali testimoni;
(e) viene garantito l'impegno dell'Amministrazione a definire preliminarmente, d'intesa con i soggetti firmatari del Protocollo d'Intesa per l'adozione del presente Codice, il ruolo, l'ambito d'intervento, i compiti e i requisiti culturali e professionali della persona da designare quale Consigliera/Consigliere. Per il ruolo di Consigliera/Consigliere le Amministrazioni individuano al proprio interno persone idonee a ricoprire l'incarico alle quali rivolgere un apposito percorso formativo;
(f) è assicurata, nel corso degli accertamenti, l'assoluta riservatezza dei soggetti coinvolti;
(g) nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori autori di molestie sessuali si applicano le misure disciplinari ai sensi di quanto previsto dagli artt. 55 e 56, D.lgs. n. 165/01, nelle quali venga inserita, precisandone in modo oggettivo i profili e i presupposti, un'apposita tipologia d'infrazione relativamente all'ipotesi di persecuzione o vendetta nei confronti di un dipendente che ha sporto denuncia di molestia sessuale. I suddetti comportamenti sono comunque valutabili ai fini disciplinari ai sensi delle disposizioni normative e contrattuali attualmente vigenti;
(h) l'Amministrazione s'impegna a dare ampia informazione, a fornire copia ai propri dipendenti e dirigenti, del presente Codice di comportamento e, in particolare, alle procedure da adottarsi in caso di molestie sessuali, allo scopo di diffondere una cultura improntata al pieno rispetto della dignità della persona.
2) Per i dirigenti, il predetto comportamento costituisce elemento negativo di valutazione con le conseguenze previste dai CCNL in vigore.


Art. 3 - Procedure da adottare in caso di molestie sessuali. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 1)

1) Qualora si verifichi un atto o un comportamento indesiderato a sfondo sessuale sul posto di lavoro la dipendente/il dipendente potrà rivolgersi alla Consigliera/al Consigliere designata/o per avviare una procedura informale nel tentativo di dare soluzione al caso.
2) L'intervento della Consigliera/del Consigliere dovrà concludersi in tempi ragionevolmente brevi in rapporto alla delicatezza dell'argomento affrontato.
3) La Consigliera/il Consigliere, che deve possedere adeguati requisiti e specifiche competenze e che sarà adeguatamente formato dagli Enti, è incaricata/o di fornire consulenza e assistenza alla dipendente/al dipendente oggetto di molestie sessuali e di contribuire alla soluzione del caso.


Art. 4 - Procedura informale intervento della Consigliera/del Consigliere. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 1)

1) La Consigliera/il Consigliere, ove la dipendente/il dipendente oggetto di molestie sessuali lo ritenga opportuno, interviene al fine di favorire il superamento della situazione di disagio per ripristinare un sereno ambiente di lavoro, facendo presente alla persona che il suo comportamento scorretto deve cessare perché offende, crea disagio e interferisce con lo svolgimento del lavoro.
2) L'intervento della Consigliera/del Consigliere deve avvenire mantenendo la riservatezza che il caso richiede.


Art. 5 - Denuncia formale. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 1)

1) Ove la dipendente/il dipendente oggetto delle molestie sessuali non ritenga di far ricorso all'intervento della Consigliera/del Consigliere, ovvero, qualora dopo tale intervento, il comportamento indesiderato permanga, potrà sporgere formale denuncia, con l'assistenza della Consigliera/del Consigliere, alla dirigente/al dirigente o responsabile dell'Ufficio di appartenenza che sarà tenuta/o a trasmettere gli atti all'Ufficio competenze dei procedimenti disciplinari, fatta salva, in ogni caso, ogni altra forma di tutela giurisdizionale della quale potrà avvalersi.
2) Qualora la presunta/il presunto autore di molestie sessuali sia la dirigente/il dirigente dell'Ufficio di appartenenza, la denuncia potrà essere inoltrata direttamente alla Direzione generale.
3) Nel corso degli accertamenti è assicurata l'assoluta riservatezza dei soggetti coinvolti.
4) Nel rispetto dei principi che informano la legge 10.4.91 n. 125, qualora l'Amministrazione, nel corso del procedimento disciplinare, ritenga ondati i dati, adotterà, ove lo ritenga opportuno, d'intesa con le OOSS e sentita la Consigliera/il Consigliere, le misure organizzative ritenute di volta in volta utili alla cessazione immediata dei comportamenti di molestie sessuali e a ripristinare un ambiente di lavoro in cui uomini e donne rispettino reciprocamente l'inviolabilità della persona.
5) Sempre nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/91 e nel caso in cui l'Amministrazione nel corso del procedimento disciplinare ritenga fondati i fatti, la denunciante/il denunciante ha la possibilità di chiedere di rimanere al suo posto di lavoro o di essere trasferito altrove in una sede che non gli comporti disagio.
6) Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/91, qualora l'Amministrazione nel corso del procedimento disciplinare non ritenga fondati i fatti, potrà adottare, su richiesta di uno o entrambi gli interessati, provvedimenti di trasferimento in via temporanea, in attesa della conclusione del procedimento disciplinare, al fine di ristabilire
nel frattempo un clima sereno; in tali casi è data la possibilità ad entrambi gli interessati di esporre le proprie ragioni, eventualmente con l'assistenza delle OOSS, ed è comunque garantito ad entrambe le persone che il trasferimento non venga in sedi che creino disagio.


Art. 6 - Attività di sensibilizzazione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 1)

1) Nei programmi di formazione del personale e dei dirigenti le aziende dovranno includere informazioni circa gli orientamenti adottati in merito alla prevenzione delle molestie sessuali ed alle procedure da seguirequalora la molestia abbia luogo.
2) L'Amministrazione dovrà, peraltro, predisporre specifici interventi formativi in materia di tutela della libertà e della dignità della persona al fine di prevenire il verificarsi di comportamenti configurabili come molestie sessuali. Particolare attenzione dovrà essere posta alla formazione delle dirigenti e dei dirigenti che dovranno promuovere e diffondere la cultura del rispetto della persona volta alla prevenzione delle molestie sessuali sul posto di lavoro.
3) Sarà cura dell'Amministrazione promuovere, d'intesa con le OOSS, la diffusione del Codice di condotta contro le molestie sessuali anche attraverso assemblee interne.
4) Verrà inoltre predisposto del materiale informativo destinato alle dipendenti/ai dipendenti sul comportamento da adottare in caso di molestie sessuali.
5) Sarà cura dell'Amministrazione promuovere un'azione di monitoraggio al fine di valutare l'efficacia del Codice di condotta nella prevenzione e nella lotta contro le molestie sessuali. A tale scopo la Consigliera/il Consigliere, d'intesa con il CPO, provvederà a trasmettere annualmente ai firmatari del Protocollo e alla Presidente del Comitato nazionale di parità un'apposita relazione sullo stato di attuazione del presente Codice.
6) L'Amministrazione e i soggetti firmatari del Protocollo d'Intesa per l'adozione del presente Codice s'impegnano ad incontrarsi al termine del primo anno per verificare gli esisti ottenuti con l'adozione del Codice di condotta contro le molestie sessuali ed a procedere alle eventuali integrazioni e modificazioni ritenute necessarie.

Allegato 2

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Art. 1 - Disposizioni di carattere generale. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) I princìpi e i contenuti del presente Codice costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità, che qualificano il corretto adempimento della prestazione lavorativa. I dipendenti pubblici - escluso il personale militare, quello della polizia di Stato e il Corpo di polizia penitenziaria, nonché i componenti delle magistrature e dell'Avvocatura dello Stato - s'impegnano ad osservarli all'atto dell'assunzione in servizio.
2) I contratti collettivi provvedono, a norma dell'art. 54, comma 3, D.lgs. 30.3.01 n. 165, al coordinamento con le previsioni in materia di responsabilità disciplinare. Restano ferme le disposizioni riguardanti le altre forme di responsabilità dei pubblici dipendenti.
3) Le disposizioni che seguono trovano applicazione in tutti i casi in cui non siano applicabili norme di legge o di regolamento o comunque per i profili non diversamente disciplinati da leggi o regolamenti. Nel rispetto dei princìpi enunciati dall'art. 2, le previsioni degli artt. 3 e ss. possono essere integrate e specificate dai Codici adottati dalle singole Amministrazioni ai sensi dell'art. 54, comma 5, D.lgs. 30.3.01 n. 165.


Art. 2 - Principi. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina e onore e di rispettare i princìpi di buon andamento e imparzialità dell'Amministrazione. Nell'espletamento dei propri compiti, il dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente l'interesse pubblico; ispira le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura dell'interesse pubblico che gli è affidato.
2) Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al fine di evitare di prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di interessi. Egli non svolge alcuna attività che contrasti con il corretto adempimento dei compiti d'ufficio e si impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine della Pubblica Amministrazione.
3) Nel rispetto dell'orario di lavoro, il dipendente dedica la giusta quantità di tempo e di energie allo svolgimento delle proprie competenze, si impegna ad adempierle nel modo più semplice ed efficiente nell'interesse dei cittadini e assume le responsabilità connesse ai propri compiti.
4) Il dipendente usa e custodisce con cura i beni di cui dispone per ragioni di ufficio e non utilizza a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio.
5) Il comportamento del dipendente deve essere tale da stabilire un rapporto di fiducia e collaborazione tra i cittadini e l'Amministrazione. Nei rapporti con i cittadini, egli dimostra la massima disponibilità e non ne ostacola l'esercizio dei diritti. Favorisce l'accesso degli stessi alle informazioni a cui abbiano titolo e, nei limiti in cui ciò non sia vietato, fornisce tutte le notizie e informazioni necessarie per valutare le decisioni dell'Amministrazione e i comportamenti dei dipendenti.
6) Il dipendente limita gli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese a quelli indispensabili e applica ogni possibile misura di semplificazione dell'attività amministrativa, agevolando, comunque, lo svolgimento, da parte dei cittadini, delle attività loro consentite, o comunque non contrarie alle norme giuridiche in vigore.
7) Nello svolgimento dei propri compiti, il dipendente rispetta la distribuzione delle funzioni tra Stato ed Enti territoriali. Nei limiti delle proprie competenze, favorisce l'esercizio delle funzioni e dei compiti da parte dell'autorità territorialmente competente e funzionalmente più vicina ai cittadini interessati.


Art. 3 - Regali e altre utilità. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente non chiede, per sé o per altri, né accetta, neanche in occasione di festività, regali o altre utilità salvo quelli d'uso di modico valore, da soggetti che abbiano tratto o comunque possano trarre benefìci da decisioni o attività inerenti all'Ufficio.
2) Il dipendente non chiede, per sé o per altri, né accetta, regali o altre utilità da un subordinato o da suoi parenti entro il 4° grado. Il dipendente non offre regali o altre utilità a un sovraordinato o a suoi parenti entro il 4° grado, o conviventi, salvo quelli d'uso di modico valore.


Art. 4 - Partecipazione ad Associazioni e altre Organizzazioni. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, il dipendente comunica al dirigente dell'Ufficio la propria adesione ad Associazioni e Organizzazioni, anche a carattere non riservato, i cui interessi siano coinvolti dallo svolgimento dell'attività dell'Ufficio, salvo che si tratti di partiti politici o sindacati.
2) Il dipendente non costringe altri dipendenti ad aderire ad Associazioni e Organizzazioni, né li induce a farlo promettendo vantaggi di carriera.


Art. 5 - Trasparenza negli interessi finanziari. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente informa per iscritto il dirigente dell'Ufficio di tutti i rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuiti che egli abbia avuto nell'ultimo quinquennio, precisando:
(a) se egli, o suoi parenti entro il 4° grado o conviventi, abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di collaborazione;
(b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all'Ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
2) Il dirigente, prima di assumere le sue funzioni, comunica all'Amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possano porlo in conflitto di interessi con la funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti entro il 4° grado o affini entro il 2°, o conviventi che esercitano attività politiche, professionali o economiche che li pongano in contatti frequenti con l'Ufficio che egli dovrà dirigere o che siano coinvolte nelle decisioni o nelle attività inerenti all'Ufficio. Su motivata richiesta del dirigente competente in materia di affari generali e personale, egli fornisce ulteriori informazioni sulla propria situazione patrimoniale e tributaria.


Art. 6 - Obbligo di astensione. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri ovvero: di suoi parenti entro il 4° grado o conviventi; di individui od Organizzazioni con cui egli stesso o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di individui od Organizzazioni di cui egli sia tutore, curatore, procuratore o agente; di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui egli sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il dirigente dell'Ufficio.


Art. 7 - Attività collaterali. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente non accetta da soggetti diversi dall'Amministrazione retribuzioni o altre utilità per prestazioni alle quali è tenuto per lo svolgimento dei propri compiti d'ufficio.
2) Il dipendente non accetta incarichi di collaborazione con individui od Organizzazioni che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico in decisioni o attività inerenti all'Ufficio.
3) Il dipendente non sollecita ai propri superiori il conferimento di incarichi remunerati.


Art. 8 - Imparzialità. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente, nell'adempimento della prestazione lavorativa, assicura la parità di trattamento tra i cittadini che vengono in contatto con l'Amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non rifiuta né accorda ad alcuno prestazioni che siano normalmente accordate o rifiutate ad altri.
2) Il dipendente si attiene a corrette modalità di svolgimento dell'attività amministrativa di sua competenza, respingendo in particolare ogni illegittima pressione, ancorché esercitata dai suoi superiori.


Art. 9 - Comportamento nella vita sociale. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente non sfrutta la posizione che ricopre nell'Amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino. Nei rapporti privati, in particolare con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, non menziona né fa altrimenti intendere, di propria iniziativa, tale posizione, qualora ciò possa nuocere all'immagine dell'Amministrazione.


Art. 10 - Comportamento in servizio. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda né affida ad altri dipendenti il compimento di attività o l'adozione di decisioni di propria spettanza.
2) Nel rispetto delle previsioni contrattuali, il dipendente limita le assenze dal luogo di lavoro a quelle strettamente necessarie.
3) Il dipendente non utilizza a fini privati materiale o attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio. Salvo casi d'urgenza, egli non utilizza le linee telefoniche dell'Ufficio per esigenze personali. Il dipendente che dispone di mezzi di trasporto dell'Amministrazione se ne serve per lo svolgimento dei suoi compiti d'ufficio e non vi trasporta abitualmente persone estranee all'Amministrazione.
4) Il dipendente non accetta per uso personale, né detiene o gode a titolo personale, utilità spettanti all'acquirente, in relazione all'acquisto di beni o servizi per ragioni di Ufficio.


Art. 11 - Rapporti con il pubblico. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dipendente in diretto rapporto con il pubblico presta adeguata attenzione alle domande di ciascuno e fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento proprio e di altri dipendenti dell'Ufficio. Nella trattazione delle pratiche egli rispetta l'ordine cronologico e non rifiuta prestazioni a cui sia tenuto motivando genericamente con la quantità di lavoro da svolgere o la mancanza di tempo a disposizione. Egli rispetta gli appuntamenti con i cittadini e risponde sollecitamente ai loro reclami.
2) Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali e dei cittadini, il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine dell'Amministrazione. Il dipendente tiene informato il dirigente dell'Ufficio dei propri rapporti con gli Organi di stampa.
3) Il dipendente non prende impegni né fa promesse in ordine a decisioni o azioni proprie o altrui inerenti all'Ufficio, se ciò possa generare o confermare sfiducia nell' Amministrazione o nella sua indipendenza e imparzialità.
4) Nella redazione dei testi scritti e in tutte le altre comunicazioni il dipendente adotta un linguaggio chiaro e comprensibile.
5) Il dipendente che svolge la sua attività lavorativa in una Amministrazione che fornisce servizi al pubblico si preoccupa del rispetto degli standard di qualità e di quantità fissati dall'Amministrazione nelle apposite carte dei servizi. Egli si preoccupa di assicurare la continuità del servizio, di consentire agli utenti la scelta tra i diversi erogatori e di fornire loro informazioni sulle modalità di prestazione del servizio e sui livelli di qualità.


Art. 12 - Contratti. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Nella stipulazione di contratti per conto dell'Amministrazione, il dipendente non ricorre a mediazione o ad altra opera di terzi, né corrisponde o promette ad alcuno utilità a titolo di intermediazione, né per facilitare o aver facilitato la conclusione o l'esecuzione del contratto.
2) Il dipendente non conclude, per conto dell'Amministrazione, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o assicurazione con imprese con le quali abbia stipulato contratti a titolo privato nel biennio precedente. Nel caso in cui l'Amministrazione concluda contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento o assicurazione, con imprese con le quali egli abbia concluso contratti a titolo privato nel biennio precedente, si astiene dal partecipare all'adozione delle decisioni e alle attività relative all'esecuzione del contratto.
3) Il dipendente che stipula contratti a titolo privato con imprese con cui abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento ed assicurazione, per conto dell'Amministrazione, ne informa per iscritto il dirigente dell'Ufficio.
4) Se nelle situazioni di cui ai commi 2 e 3 si trova il dirigente, questi informa per iscritto il dirigente competente in materia di affari generali e personale.


Art. 13 - Obblighi connessi alla valutazione dei risultati. (contratto pubblico impiego comparto ministeri - Allegato 2)

1) Il dirigente e il dipendente forniscono all'Ufficio interno di controllo tutte le informazioni necessarie ad una piena valutazione dei risultati conseguiti dall'Ufficio presso il quale prestano servizio. L'informazione è resa con particolare riguardo alle seguenti finalità: modalità di svolgimento dell'attività dell'Ufficio; qualità dei servizi prestati;
parità di trattamento tra le diverse categorie di cittadini e utenti;
agevole accesso agli Uffici, specie per gli utenti disabili;
semplificazione e celerità delle procedure; osservanza dei termini prescritti per la conclusione delle procedure; sollecita risposta a reclami, istanze e segnalazioni.

Roma, 28 febbraio 2003

Nota a verbale n. 1
FP-CGIL ritiene che il presente CCNL avrebbe dovuto destinare maggiori risorse e materie, direttamente, alla contrattazione integrativa di posto di lavoro, per intervenire con maggiore incisività sull'organizzazione del lavoro, in coerenza con la piattaforma presentata.

Nota a verbale n. 2
FP-CGIL esprime la propria riserva sull'art. 1, comma 2, punto b) del presente CCNL perché l'accordo citato non è stato sottoscritto dalla nostra OS in quanto ritenuto inadeguato a risolvere i gravi e ormai storici problemi degli Uffici giudiziari.
Esemplificativa a tale proposito è la mancata regolamentazione dell'orario di lavoro.

Roma, 14 maggio 2003

Dichiarazione a verbale.
CGIL e FP-CGIL considerano la richiesta del Governo di modificare il contratto sottoscritto con l'ARAN lesiva dell'autonomia della contrattazione e dei soggetti presenti al tavolo. Tale richiesta è inaccettabile sul piano del metodo, e per quel che attiene al punto relativo al conglobamento, anche sul piano del merito.
Il negoziato ha infatti comportato tra i suoi esiti oggettivi la modifica della base stipendiale utile ai fini del calcolo della pensione oltre che dell'indennità di buonuscita. La pretesa del Governo di non tener conto di questo esito si poggia, non su una presunta assenza di copertura finanziaria, ma, sui rapporti di forza che il Governo usa impedendo la sottoscrizione definitiva del contratto, azzerandone, di fatto, il risultato contrattuale raggiunto.
CGIL e FP-CGIL, decidono di accettare la modifica del testo sottoscritto solo per acquisire il contratto e per non riportare il percorso contrattuale della categoria al punto zero.
Le scriventi OOSS, nella convinzione della raggiungibilità dell'obiettivo di rivalutare la base stipendiale anche ai fini del calcolo della pensione, la cui copertura finanziaria è già in atto presso l'INPDAP, dichiarano fin d'ora l'apertura di una specifica vertenza sindacale e legale a sostegno delle proprie richieste.

Dichiarazione a verbale.
CISL-FPS con riferimento alla richiesta del Governo di modificare il contratto sottoscritto con l'ARAN, nella parte relativa al conglobamento della IIS nello stipendio, ritiene non condivisibile tale metodo d'intervento unilaterale che non rispetta il ruolo e l'autonomia negoziale delle parti.
Tale modifica richiesta dal Governo alla pre-intesa contrattuale già sottoscritta appare quindi elemento di forte prevaricazione, che peraltro non trova logica motivazione se confrontato con il lineare sviluppo delle trattative sulla predetta materia avvenuto in sede ARAN.
Peraltro in sede di sviluppo negoziale le Parti hanno sempre discusso della computabilità della IIS nello stipendio agli effetti dell'indennità di buonuscita INPDAP, anche in relazione alla quantificazione corrispondente costo contrattuale da imputarsi in sede di rinnovo, e tenuto conto che la più complessiva problematica riguardante la riforma previdenziale è oggetto di specifico confronto tra il Governo e le OOSS confederali.
Pertanto CISL-FPS conviene di sottoscrivere il CCNL Comparto Ministeri con le modifiche richieste dal Governo poiché non alterano la sostanza delle intese raggiunte e sottoscritte dalle Parti e al solo fine di consentire la conclusione della citata tornata contrattuale, dimostrando grande senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori e per non riportare il percorso contrattuale della categoria a una pericolosa fase di penalizzante stallo.
CISL-FPS ritiene di sottoscrivere il presente CCNL anche al fine di non fornire ulteriori alibi al Governo che con metodo scorretto disconosce l'Accordo sul pubblico impiego del febbraio 2002, l'Accordo sulla politica dei redditi del luglio 1993, impedendo il rinnovo dei contratti in tutti gli altri comparti del pubblico impiego.
CISL-FPS, nella convinzione della raggiungibilità dell'obiettivo di rivalutare la base stipendiale anche ai fini del calcolo della pensione, anche in considerazione della copertura finanziaria già in atto presso l'INPDAP, dichiara fin d'ora l'apertura di una specifica vertenza a sostegno delle proprie richieste.

Roma, 14 maggio 2003


CCNL 2002-2005 Comparto Ministeri

Dichiarazione a verbale della Confederazione UIL e della UIL Pubblica Amministrazione.

UIL e UIL-PA esprimono il proprio dissenso, sul piano del merito e del metodo, per le modifiche apportate dall'ARAN, su indicazione del Governo, agli artt. 12 e 21 dell'Ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dei Ministeri del 28.2.03, in quanto lesive dei diritti dei lavoratori.
Infatti, tale atto unilaterale rimette in discussione l'attuale sistema di relazioni sindacali, altera i rapporti paritetici tra le parti nella negoziazione, indebolisce il ruolo dei soggetti contrattuali, ripristina regole di controllo e di intervento autoritativo estranee alla natura
privatistica del rapporto di lavoro introdotta dal D.lgs n. 165/01.
In particolare, la sterilizzazione degli effetti del conglobamento della IIS nello stipendio sul trattamento pensionistico, rappresenta un'arbitraria decurtazione di un beneficio già concordato tra le parti e ampiamente coperto sotto l'aspetto finanziario.
È assurdo e, a nostro giudizio, illegittimo definire uno stipendio tabellare di base che viene assoggettato ad un'unica aliquota contributiva, ma viene valutato in modo differenziato al momento del calcolo della pensione.
Altrettanto inaccettabile è la modifica, da perentori a ordinatori, di alcuni termini del procedimento disciplinare. In tal modo, infatti, si introduce un pericoloso fattore di incertezza a danno dei lavoratori sottoposti a procedimenti disciplinari, in una materia che, al contrario, necessita di regole precise. Così si favoriscono gestioni autoritarie e si scaricano sui lavoratori i ritardi e le inefficienze delle Amministrazioni.
UIL e UIL PA:
- preso atto dell'atteggiamento dilatorio assunto dalle controparti nella definizione del CCNL relativo al quadriennio 2002/2005;
- considerato che il CCNL è scaduto oramai da più di 16 mesi;
- al fine di garantire ai lavoratori tutti gli altri benefìci contrattuali;
- per non vanificare gli effetti di recupero del potere di acquisto delle retribuzioni
nel sottoscrivere il presente CCNL, ribadiscono il proprio dissenso sulle modifiche unilaterali apportate e dichiarano che intraprenderanno tutte le iniziative, di carattere sindacale e giurisdizionale, finalizzate a riconoscere ai lavoratori del Comparto Ministeri gli effetti del conglobamento della IIS, anche ai fini del calcolo della pensione e a trasformare in perentori tutti i termini relativi ai procedimenti disciplinari.

Roma, 14 maggio 2003.


Dichiarazione a verbale.
Con riferimento all'art. 25 (Personale assunto con contratto a tempo indeterminato presso le sedi estere) le OOSS CGIL/FP - CISL/FPS - UIL/PA ritengono che al suddetto personale debba essere applicata, in materia di trattamento di malattia, la disciplina prevista dal CCNL 1994/97 e successive modificazioni per il personale dei Ministeri.


Dichiarazione CGIL, CISL, UIL.
CGIL, CISL, UIL preso atto che l'indennità di amministrazione del Ministero per i beni e le attività culturali con la contrattazione integrativa è stata omogeneizzata con quella dell'ex Dipartimento dello spettacolo attraverso l'utilizzo del Fondo unico di amministrazione assumono l'impegno di sostenere a tutti i livelli il consolidamento degli importi nelle tabelle dell'indennità di amministrazione. Pertanto verranno intraprese tutte le opportune iniziative contrattuali e legislative alfine di raggiungere tale obiettivo.
Opportune soluzioni dovranno essere assunte per il Ministero della sanità e per quello delle infrastrutture.

Roma, 28 febbraio 2003


Nota a verbale.
La RdB Pubblico Impiego valuta negativamente l'ipotesi di accordo relativa al CCNL 2002- 2005 comparto Ministeri in quanto:
- sul piano economico non risponde alle esigenze dell'adeguamento delle retribuzioni all'inflazione reale e all'aumento del costo della vita dovuta all'introduzione dell'euro, prevedendo aumenti assolutamente distanti dai livelli delle retribuzioni europee;
- pur in presenza del blocco reiterato delle assunzioni non affronta e non prevede alcuna soluzione al problema del precariato confermando il pieno utilizzo delle forme di lavoro flessibile;
- rinvia, con una fumosa dichiarazione congiunta, la soluzione all'annoso problema dell'adeguamento del valore dei buoni pasto consentendo al Governo di incamerare le risorse stanziate ma non utilizzate per questo istituto (60 milioni di euro);
- rimanda la definizione del problema dell'ordinamento professionale a una istituenda Commissione i cui limiti d'azione impediranno di fatto la soluzione definitiva al giusto inquadramento del personale;
- irreggimenta il personale in una gabbia disciplinare repressiva;
- non dà certezze in ordine al libero esercizio delle libertà sindacali.
La RdB Pubblico Impiego per quanto sopra non sottoscrive l'Ipotesi di Accordo che sottoporrà alla valutazione dei propri Organismi statutari e al referendum tra i lavoratori del Comparto al fine di verificare la rispondenza dell'ipotesi di Accordo alle necessità e alle aspettative della categoria.

Roma, 28 febbraio 2003


Dichiarazione a verbale.
CCNL Comparto Ministeri 2002-2005

La Federazione UNSA-CONFSAL, pur sottoscrivendo il presente CCNL, intende osservare quanto segue:
1) la mancata disciplina, sia normativa che economica dell'area della vicedirigenza, la quale viene demandata a una Commissione paritetica di futura istituzione, vanifica di fatto la previsione normativa contenuta nell'art. 10, legge n. 145/02L;
2) UNSA-CONFSAL ritiene inoltre indispensabile salvaguardare, nell'ambito della formulazione del nuovo sistema classificatorio da parte della Commissione paritetica all'uopo prevista, le specifiche professionalità e gradi di responsabilità esistenti all'interno delle singole aree, evitando ogni possibile forma di appiattimento;
3) pur prendendo atto dell'impegno di cui alla dichiarazione congiunta n. 6, questa OS ribadisce la necessità di adeguare, sin da questa tornata contrattuale il valore dei buoni pasto, fermo da molti anni e notevolmente inferiore rispetto ad altri settori. Ciò anche in considerazione delle disponibilità economiche esistenti sui corrispondenti capitoli di bilancio, non completamente utilizzati;
4) si rileva altresì l'assenza delle opportune specificazioni volte a consentire l'inserimento dell'indennità di amministrazione nella quote A della base stipendiale utile ai fini pensionistici;
5) si esprime, infine, il proprio dissenso sulle norme concernenti i dipendenti a contratto del Ministero degli affari esteri riscontrando, ancora una volta, un trattamento deteriore riservato alla categoria in questione sia sul piano giuridico, non essendosi prevista alcuna norma volta a migliorarne il trattamento normativo (ad es. assenza per malattie, passaggi interni, aspettative, formazione, tutela portatori di handicap), sia sul piano del trattamento economico, giudicandosi del tutto insoddisfacente la sola previsione di incrementi del Fondo unico di amministrazione.
Il dovuto riconoscimento della professionalità espressa dai dipendenti in questione, contenuto nella proposta della scrivente OS di revisione del quadro normativo contrattuale, peraltro, non avrebbe determinato eccessivi incrementi di spesa.
Del tutto arbitraria appare, poi, la discriminazione operata all'interno della categoria, limitando l'applicazione del CCNL ai soli impiegati in possesso della cittadinanza italiana, discriminazione che si pone in evidente contrasto con la normativa del lavoro nazionale e comunitaria. In particolare, non si comprende il motivo per il quale al personale a contratto a tempo indeterminato regolato dalla legge locale non debba essere riconosciuto il diritto di elettorato attivo e passivo per le elezioni delle RSU, non ravvisandosi alcun impedimento derivante dalla normativa locale del lavoro.

Roma, 28 febbraio 2002

Nota a verbale.
La Federazione UNSA-CONFSAL sottoscrive il verbale di rettifica dell'intesa del 28.2.03 sul CCNL Comparto ministeri 2002-2005, biennio economico 2002-2003 per l'improrogabile necessità di consentire l'erogazione dei miglioramenti economici al personale interessato che attende da circa 17 mesi di percepire gli arretrati e l'aumento mensile.
Occorre riconoscere, però, che l'intesa sul conglobamento della IIS, pur con le precisazioni apportate, costituisce il prericonoscimento di un diritto che dovrà trovare la sua naturale definizione nelle iniziative governative di un provvedimento legislativo specifico, coerente con le finalità del presente documento contrattuale.

CISAL INTESA

Dichiarazione allegata al CCNL 2002-2005 COMPARTO MINISTERI
La scrivente Federazione, pur dando atto degli sforzi fatti sia sul piano normativo che economico, esprime comunque alcune perplessità su alcuni punti che ritiene particolarmente qualificanti.
In particolare:
per la parte economica:
* gli importi destinati agli incrementi tabellari risultano insoddisfacenti, in quanto non consentono di garantire il potere di acquisto delle retribuzioni fortemente eroso dal riaccendersi del processo inflattivo e che è stata la rivendicazione principale durante tutta la trattativa;
* permane una pesante differenza di importi delle indennità di amministrazione tra i diversi Ministeri e anche nell'ambito delle Amministrazioni accorpate;
* le risorse destinate alla produttività appaiono del tutto insufficienti, riducendo di fatto la possibilità di attivare i percorsi di riqualificazione professionale.
Per la parte normativa:
* la proposta dell'ARAN di rinviare ad una Commissione paritetica la necessaria rivisitazione del sistema classificatorio non ha trovato concorde la nostra sigla in quanto detto rinvio non consente di dare immediata soluzione ai rilievi sollevati dalla Sentenza n. 194/01 della Consulta, lasciando il personale in balia di un contenzioso diffuso e limitando al contempo, la possibilità di attivare le riqualificazioni professionali, con il rischio reale di rinviare il problema fino alla prossima tornata contrattuale;
* la presa d'atto della operatività dei contratti integrativi appare un'evidente forzatura sia sul piano del metodo (i due livelli di contrattazione sono separati) sia su quello del merito, posto che i contenuti degli integrativi non sono tra loro omogenei e hanno prodotto pareri diversi da parte dell'Avvocatura dello Stato.
Inoltre, si deve, purtroppo, registrare che alcune questioni non hanno trovato risposta nel testo finale del CCNL.
In particolare:
* l'attuazione della vicedirigenza dovrebbe essere disciplinata dal contratto, ed è invece rimandata ai lavori di una Commissione dai tempi incerti e indeterminate competenze;
* l'attuazione dell'area dei professionisti sembra nuovamente differita nei tempi e subordinata nelle dinamiche della vicedirigenza mentre deve individuare percorsi e risorse economiche proprie, ovvero altre forme di riconoscimenti;
* continuano a non essere istituite le posizioni super per le ex qualifiche funzionali attualmente sprovviste (B1, B2, C2).
La Federazione ritiene pertanto di sottoscrivere il presente CCNL, esprimendo le perplessità, indicate sopra, per tutelare la continuità negoziale della sigla rappresentata.

FEDERAZIONE LAVORATORI PUBBLICI E FUNZIONI PUBBLICHE (FLP)
Segreteria Generale.

Nota al CCNL COMPARTO MINISTERI 2002-2005

Dichiarazione a verbale.
FLP pur prendendo atto che alcuni rilevanti passaggi proposti nella propria piattaforma contrattuale sono stati recepiti, esprime contrarietà rispetto a fondamentali aspetti del CCNL dei dipendenti del Comparto Ministeri per il quadriennio 2002-2205.
Prioritariamente si rileva che, per la parte riservata alle relazioni sindacali, il contratto nega i più fondamentali principi di democrazia sindacale, limitando arbitrariamente la libertà contrattuale del sindacato e precludendo un effettivo potere di verifica sui contenuti del CCNL da parte dei lavoratori.
In tal senso si contesta la clausola che esclude dalla contrattazione di Ministero le sigle che, pur vantando i requisiti della maggiore rappresentatività, non abbiano stipulato il CCNL, con l'aggravante che alle stesse vengono addirittura preclusi anche i diritti sindacali garantiti dal D.lgs n. 165/01; si censura, inoltre, il mancato inserimento di una disciplina del referendum per la diretta approvazione del CCNL da parte dei lavoratori.
FLP, pertanto, appone la propria firma al CCNL dei Dipendenti ministeriali 2002-2005 in via principale al fine di poter continuare ad operare, presso le Amministrazioni statali, per la difesa e la tutela dei propri associati e di quei valori di libertà e democrazia sindacale compressi dal CCNL stesso.
Ciò premesso si evidenziano gli elementi di dissenso che la FLP rileva.
Sotto l'aspetto economico:
- non garantisce un recupero del potere di acquisto degli stipendi rispetto all'inflazione reale. Le retribuzioni rimangono quindi ancora ben lontane da quelle europee;
- rende inapplicabile l'istituto della vacanza contrattuale, con il conseguente ampliarsi dei ritardi nei rinnovi contrattuali;
- non garantisce la perequazione delle indennità di amministrazione esistenti nelle diverse amministrazioni del comparto ministeri; anzi, l'attuale sistema contrattuale esistente, con la previsione del trascinamento di parte dell'indennità di amministrazione sull'indennità di buon uscita e sul TFR, acuisce la sperequazione, protraendone gli effetti
anche oltre il termine della vita lavorativa dei dipendenti;
- utilizza quota parte degli stanziamenti contrattuali per finanziare gli oneri derivanti dal conglobamento della IIS nello stipendio tabellare;
- non recepisce la richiesta di adeguamento del valore economico dei buoni pasto, perseverando di fatto una discriminazione rispetto a quanto diversamente previsto e attuato in altri comparti di contrattazione.
Sotto l'aspetto normativo:
- sono disattese le aspettative di carriera dei lavoratori ministeriali con la mancata previsione di un nuovo sistema di ordinamento professionale;
- in particolare, si registra la mancata previsione, anche in contrasto con la stessa direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento Funzione Pubblica, della omogeneizzazione dei sistemi classificatori esistenti nei differenti comparti con la necessaria introduzione dell'area D;
- la previsione di cui all'art. 8, di fatto non risolve i problemi relativi alle attuali procedure di riqualificazione in corso nei diversi ministeri alla luce della Sentenza n. 194 della Corte Costituzionale, mettendone anzi a repentaglio il buon esito;
- viene istituita una ennesima Commissione paritetica per lo studio di un nuovo sistema classificatorio con il preciso scopo di posticipare al prossimo rinnovo contrattuale giuridico (2006-2009) qualsiasi possibile modifica in tema di ordinamento professionale;
- vengono disattese numerose proposte avanzate dalla FLP su diverse materie contrattuali, fra le quali:
* mancato adeguamento monte giorni permessi retribuiti ex art. 18;
* mancata abrogazione decurtazione indennità di amministrazione su malattie (15 giorni); o mancata introduzione della prestazione lavorativa flessibile per la famiglia;
* mancata previsione di contingenti minimi di ore annuali di formazione per dipendente;
* mancata previsione norme di raccordo per omogeneizzazione delle modalità di applicazione dell'indennità di trasferta in atto presso il Ministero della difesa.
FLP, rilevata inoltre l'assurda e illegittima situazione che si è venuta a creare nel contratto con l'esclusione della quota della IIS conglobata nello stipendio dal calcolo ai fini della base pensionabile nonché con l'eliminazione della perentorietà dei termini relativi ai procedimenti disciplinari, ribadisce il proprio dissenso sulle modifiche apportate e dichiara la propria intenzione di attivare tutte le azioni necessarie per ottenere il ripristino di tali Istituti.

Roma, 12 giugno 2003.

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