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Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al Personale Comparto Scuola
 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

RELATIVO AL PERSONALE DEL COMPARTO SCUOLA
(per il quadriennio normativo 2002/05
e il 1° biennio economico 2002/03)

A seguito del parere favorevole espresso dal Comitato di Settore e comunicato il 4.7.03, sul testo dell'ipotesi di accordo relativo al CCNL del personale del comparto scuola per il quadriennio normativo 2002/2005 e il 1° biennio economico 2002/2003, e della certificazione positiva resa
dalla Corte dei Conti il 22.7.03 sull'attendibilità dei costi quantificati per l'accordo medesimo e sulla relativa compatibilità con gli strumenti di
programmazione di bilancio, il 24.7.03, alle ore 12.30, ha avuto luogo l'incontro tra:

-ARaN nella persona del Presidente Guido Fantoni (firmato);

e i rappresentanti delle seguenti Confederazioni e Organizzazioni sindacali:

-CGIL (firmato)
-CISL (firmato)
-UIL (firmato)
-ConfSAL (firmato)
-CGIL/SNS (firmato)
-CISL/Scuola (firmato)
-UIL/Scuola (firmato)
-ConfSAL//SNALS (firmato)
-GILDA/UNAMS (non firmato)

Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l'allegato CCNL relativo al personale del comparto Scuola per il quadriennio normativo 2002/2005 e il 1° biennio economico 2002/2003.


PREMESSA
Il presente CCNL contiene l'accordo per il quadriennio normativo 2002/2005 e le disposizioni di carattere economico per il biennio 2002/2003, ma raccoglie, riordina e presenta in modo sistematico ed unitario anche tutte le disposizioni di fonte negoziale riferibili a contratti, accordi o interpretazioni autentiche fin qui intervenuti tra l'ARaN e le OOSS di comparto.

Sono qui riunificati, in particolare, i seguenti testi contrattuali firmati dal 4.8.95 all'8.3.02:

-CCNL quadriennio 1994/97 e I° biennio economico 1994/95, firmato il 4.8.95;
-sequenza contrattuale per il personale dei Convitti, firmata il 2.5.96;
-CCNL 2° biennio economico 1996/97, firmato l'1.8.96;
-sequenza contrattuale sul personale delle scuole italiane all'estero, firmata l'11.12.96;
-interpretazioni autentiche degli artt. 19, 41 e 69, CCNL 4.8.95, firmate il 17.9.97;
-sequenza contrattuale sull'applicazione degli artt. 27 e 77, CCNL 4.8.95, firmata il 26.2.98;
-CCNL quadriennio 1998/2001 e 1° biennio economico 1998/99, firmato il 26.5.99;
-sequenza contrattuale ex art. 44, CCNL 26.5.99, firmata il 24.2.00;
-Accordo in applicazione dell'art. 8, legge n. 124/99, per l'inquadramento nella scuola del personale ATA proveniente dagli EE.LL., firmato il 20.7.00;
-sequenza contrattuale ex art. 24, comma 3, CCNL 26.5.99, firmata il 18.10.00;
-CCNL 2° biennio 2000/2001, firmato il 15.3.01;
-Accordo successivo sul personale delle scuole italiane all'estero, in applicazione dell'art. 30 della sequenza contrattuale 24.2.00, firmato il 14.9.01;
-Accordo successivo sul telelavoro, in applicazione dell'art. 18, CCNL 2° biennio, firmato il 18.10.01;
-Accordo successivo su Arbitrato e Conciliazione, in applicazione dell'art. 18, CCNL 2° biennio, firmato il 18.10.01;
-Accordo successivo per il personale ATA, firmato l'8.3.02.

Le predette intese sono entrate in vigore il giorno della firma, salvo particolari decorrenze indicate da singoli articoli, e cessano di avere ogni efficacia dal giorno della firma definitiva del presente CCNL 2002/2005.
Le disposizioni contrattuali che seguono, pertanto, riportano tutte le norme di fonte negoziale vigenti, sia che si tratti di nuove che di precedenti, queste ultime modificate o meno.
Sotto la titolazione di ciascun articolo sono riportate, tra parentesi, le eventuali precedenti fonti negoziali da cui discende la disposizione contrattuale.
Tutti i riferimenti al D.lgs. n. 29/93 contenuti in accordi contrattuali precedenti al D.lgs. n. 165/01, nel presente testo contrattuale unificato sono stati aggiornati ai corrispondenti articoli del D.lgs. n. 165/01.
Nelle note a fine testo, inoltre, sono riportate le disposizioni legislative citate e richiamate nel corpo dell'articolato. Queste ultime, anche se eventualmente abrogate, sono da considerarsi tuttora in vigore ai fini contrattuali qualora esplicitamente richiamate nel testo che segue, come previsto dell'art. 69, D.lgs. n. 165/01.
La presente premessa fa parte integrante del CCNL qui sottoscritto dalle
parti.

ARTICOLI DA 1 A 20

ARTICOLI DA 21 A 50

ARTICOLI DA 51 A 80

ARTICOLI DA 81 A 110

ARTICOLI DA 111 A 143

TABELLE

ALLEGATI

Capo I - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 - Campo di applicazione, durata, decorrenza del presente contratto (art. 1, CCNL 1999). (contratto scuola)

1) Il presente CCNL, per il quadriennio giuridico 2002/2005 e per il biennio economico 2002/2003, si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato appartenente al comparto di cui all'art. 12 del CCNQ 18.12.02. Il personale del comparto si articola nelle seguenti aree professionali:
(a)area della funzione docente;
(b)area dei servizi generali, tecnici e amministrativi.
2) Il presente contratto concerne il periodo 1° gennaio 2002 - 31 dicembre 2005 per la parte normativa, ed è valido dal 1° gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la parte economica.
3) Gli effetti giuridici decorrono dal giorno della sottoscrizione, salvo diversa prescrizione del presente contratto. La stipulazione s'intende avvenuta al momento della sottoscrizione del contratto da parte dei soggetti negoziali a seguito del perfezionamento delle procedure di cui all'art. 47, D.lgs. n. 165/01. Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere vincolato e automatico sono applicati entro 30 giorni dalla predetta data di stipulazione.
4) Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno 3 mesi prima di ogni singola scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo CCNL.
5) Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a 3 mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente contratto, ai dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa indennità, secondo le scadenze previste dall'Accordo sul costo del lavoro 23.7.93 e con le modalità di cui agli artt. 47 e 48, D.lgs. n. 165/01.
6) In sede di rinnovo biennale per la parte economica ulteriore punto di riferimento del negoziato sarà costituito dalla comparazione tra l'inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel biennio in questione, secondo quanto previsto dall'accordo tra Governo e Parti sociali del 23.7.93.
7) Per quanto concerne il personale scolastico delle province autonome di Trento e Bolzano, si applica quanto previsto dai Dd.lgs. 24.7.96 nn. 433 e 434, quest'ultimo come integrato dal D.lgs. n. 354/97.


Art. 2 - Interpretazione autentica del contratto (art. 2, CCNL 1999). (contratto scuola)

1) In attuazione dell'art. 49, D.lgs. n. 165/01, quando insorgano controversie sull'interpretazione del contratto collettivo nazionale o integrativo, le parti che lo hanno sottoscritto si incontrano, entro 30 giorni dalla richiesta di cui al successivo comma 2, per definire consensualmente il significato della clausola controversa. La procedura deve concludersi entro 30 giorni dalla data del 1° incontro.
2) Al fine di cui al comma 1 la parte interessata invia all'altra apposita richiesta scritta con lettera raccomandata. La richiesta deve contenere una sintetica descrizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si basa; essa deve comunque far riferimento a problemi interpretativi ed applicativi di rilevanza generale.
3) L'eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall'inizio della vigenza del contratto collettivo nazionale o integrativo.

Capo II - RELAZIONI SINDACALI

Art. 3 - Obiettivi e strumenti (art. 3, CCNL 1999). (contratto scuola)

1) Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto delle distinzioni dei ruoli e delle rispettive responsabilità dell'Amministrazione scolastica e dei sindacati, persegue l'obiettivo di contemperare l'interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale con l'esigenza di incrementare l'efficacia e l'efficienza dei servizi prestati alla collettività. Esso è improntato alla correttezza e trasparenza dei comportamenti.
2) Qualora il contesto delle relazioni sindacali, di cui al presente Capo, faccia riferimento a criteri o linee di indirizzo che, ai sensi dei successivi articoli, siano anche oggetto di trattativa integrativa decentrata, queste stesse linee d'indirizzo, al fine di garantire e tutelare omogeneità di impostazione per l'intero sistema scolastico nazionale, possono essere oggetto di indicazioni-quadro elaborate dal Ministro dell'Istruzione, nell'ambito di quanto definito dal presente contratto e dandone preventiva informazione alle OOSS firmatarie del presente CCNL.
3) Il sistema delle relazioni sindacali si articola nei seguenti modelli relazionali:
(a)contrattazione collettiva: si svolge a livello integrativo nazionale, regionale e a livello di istituzione scolastica, con le modalità, i tempi e le materie indicate agli artt. 4 e 6;
(b)partecipazione: si articola negli istituti dell'informazione, della concertazione e delle intese. Essa può prevedere altresì l'istituzione di Commissioni paritetiche con finalità propositive, secondo le modalità indicate nell'art. 5;
(c)interpretazione autentica dei contratti collettivi di cui all'art. 2.


Art. 4 - Contrattazione collettiva integrativa (art. 4, CCNL 26.5.99 e art. 2, CCNL 15.3.01). (contratto scuola)

1) La contrattazione collettiva integrativa è finalizzata ad incrementare la qualità del servizio scolastico, sostenendo i processi innovatori in atto anche mediante la valorizzazione delle professionalità coinvolte.
2) In sede di contrattazione collettiva integrativa nazionale è disciplinata, con cadenza, di norma biennale, collegata alla durata di definizione dell'organico, la mobilità compartimentale; l'utilizzazione del personale in altre attività d'insegnamento; l'utilizzazione del personale soprannumerario e di quello collocato fuori ruolo; le procedure e i criteri di utilizzazione del personale, tenuto altresì conto di quanto previsto dalle leggi nn. 268/02 e 289/02; la mobilità intercompartimentale.
3) Presso ciascuna Direzione scolastica regionale la contrattazione integrativa si svolge annualmente sulle seguenti materie:
(a)linee d'indirizzo e criteri per la tutela della salute nell'ambiente di lavoro;
(b)criteri di allocazione e utilizzo delle risorse a livello d'istituto per la lotta contro l'emarginazione scolastica e per gli interventi sulle aree a rischio e a forte processo immigratorio, inclusa l'assegnazione di una quota dei Fondi destinati alla formazione per il finanziamento di moduli formativi;
(c)criteri, modalità e opportunità formative per il personale docente, educativo e ATA;
(d)criteri di utilizzazione del personale;
(e)criteri e modalità di verifica dei risultati delle attività di formazione.
Presso ciascuna Direzione scolastica regionale la contrattazione integrativa si svolge con cadenza quadriennale sulle seguenti materie:
(a)criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio;
(b)criteri e modalità per lo svolgimento delle assemblee territoriali e l'esercizio dei permessi sindacali;
(c)istituzione di procedure sperimentali di raffreddamento dell'eventuale conflittualità contrattuale generatasi a livello di singola istituzione scolastica;
(d)procedure e aggiornamenti per la gestione delle relazioni sindacali sul territorio regionale.
4) Il direttore regionale, nelle materie di cui al comma 3, deve formalizzare la propria proposta contrattuale entro termini congrui con l'inizio dell'anno scolastico, e, in ogni caso, entro i successivi 10 giorni lavorativi decorrenti dall'inizio delle trattative.
5) La contrattazione integrativa si svolge alle condizioni previste dagli artt. 40 e 40 bis, D.lgs. n. 165/01. La verifica sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa si attua ai sensi dell'art. 48, D.lgs. n.165/01.
Entro i primi 10 giorni di negoziato le parti non assumono iniziative unilaterali, né procedono ad azioni dirette. Decorsi ulteriori 20 giorni dall'inizio effettivo delle trattative, le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa, nell'ambito della vigente disciplina contrattuale.


Art. 5 - Partecipazione (art. 5, CCNL 1999 e art. 2, CCNL 15.3.01). (contratto scuola)

1) Le forme di partecipazione sindacale si svolgono al livello istituzionale competente per materia. L'Amministrazione scolastica nazionale e regionale, con cadenza annuale e nell'ambito delle proprie autonome e distinte responsabilità, fornisce informazioni e la relativa documentazione cartacea e/o informatica necessaria sulle seguenti materie, ai soggetti identificati all'art. 7;
(a)formazione in servizio, aggiornamento, autoaggiornamento e piani di riconversione del personale in relazione alle situazioni di esubero;
(b)criteri per la definizione e la distribuzione degli organici di tutto il personale;
(c)modalità organizzative per l'assunzione del personale a tempo determinato e indeterminato;
(d)documenti di previsione di bilancio relativi alle spese per il personale;
(e)operatività di nuovi sistemi informativi o di modifica dei sistemi preesistenti concernenti i servizi amministrativi e di supporto dell'attività scolastica;
(f)dati generali sullo stato dell'occupazione degli organici e di utilizzazione del personale;
(g)strumenti e metodologie per la valutazione della produttività ed efficacia qualitativa del sistema scolastico, anche in rapporto alle sperimentazioni in atto;
(h)andamento generale della mobilità.
2) Su ciascuna delle materie previste al comma 1 e sulle linee essenziali di indirizzo in materia di gestione della organizzazione scolastica, le OOSS firmatarie del presente CCNL possono richiedere, nel termine di 2 giorni lavorativi dal ricevimento dell'informazione, che venga attivato un tavolo di concertazione. Questo verrà aperto dall'Amministrazione nel termine di 5 giorni lavorativi successivi alla ricezione della richiesta di concertazione, e dovrà in ogni caso chiudersi nel termine perentorio di 7 giorni lavorativi dall'apertura.


Art. 6 - Relazioni a livello di istituzione scolastica (art. 6, CCNL 1999 e art. 3, CCNL 15.3.01). (contratto scuola)

1) A livello di ogni istituzione scolastica ed educativa, in coerenza con l'autonomia della stessa e nel rispetto delle competenze del dirigente scolastico e degli Organi collegiali, le relazioni sindacali si svolgono con le modalità previste dal presente articolo.
2) Sono materie di informazione preventiva le seguenti:
(a)proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola;
(b)criteri per la fruizione dei permessi per l'aggiornamento;
(c)utilizzazione dei servizi sociali.
Sono materie di contrattazione integrativa le seguenti:
(d)modalità di utilizzazione del personale in rapporto al piano dell'offerta formativa;
(e)criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo e ATA alle sezioni staccate e ai plessi, ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell'unità didattica. Ritorni pomeridiani;
(f) criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali, nonché determinazione dei contingenti di personale previsti dall'accordo sull'attuazione della legge n. 146/90, così come modificata e integrata dalla legge n. 83/00;
(g) attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;
(h) i criteri generali per la ripartizione delle risorse del Fondo d'istituto e per l'attribuzione dei compensi accessori, ai sensi dell'art. 45, comma 1, D.lgs. n. 165/01, al personale docente, educativo e ATA;
(i)criteri e modalità relativi all'organizzazione del lavoro e all'articolazione dell'orario del personale docente, educativo e ATA, nonché i criteri per l'individuazione del personale docente, educativo e ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il Fondo d'istituto.
Il dirigente scolastico, nelle materie di cui sopra, deve formalizzare la propria proposta contrattuale entro termini congrui con l'inizio dell'anno scolastico, e, in ogni caso, entro i successivi 10 giorni lavorativi decorrenti dall'inizio delle trattative.
La contrattazione di cui sopra si svolge con cadenza annuale. Le parti possono prorogare, anche tacitamente, l'accordo già sottoscritto.
Sono materia di informazione successiva le seguenti:
(j)nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il Fondo d'istituto;
(k)criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi di programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall'Amministrazione scolastica perifericacon altri enti e istituzioni;
(l) verifica dell'attuazione della contrattazione collettiva integrativa d'istituto sull'utilizzo delle risorse.
3)Le informazioni previste dal presente articolo vengono fornite nel corso di appositi incontri, unitamente alla relativa documentazione.
4) Sulle materie che incidono sull'ordinato e tempestivo avvio dell'anno scolastico tutte le procedure previste dal presente articolo devono concludersi nei termini stabiliti dal direttore generale regionale per le questioni che incidono sull'assetto organizzativo e, per le altre, nei tempi congrui per assicurare il tempestivo ed efficace inizio delle lezioni.
5) Fermo restando il principio dell'autonomia negoziale e nel quadro di un sistema di relazioni sindacali improntato ai criteri di comportamento richiamati di correttezza, di collaborazione e di trasparenza, e fatto salvo quanto previsto dal precedente comma, decorsi 20 giorni dall'inizio effettivo delle trattative, le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà d'iniziativa.


Art. 7 - Composizione delle delegazioni (art. 9, CCNL 1999 e art. 4, CCNL 15.3.01). (contratto scuola)

1) Le delegazioni trattanti sono costituite come segue:

I) A livello di amministrazione.
(a)Per la parte pubblica:
-dal titolare del potere di rappresentanza o da un suo delegato;
-da una rappresentanza dei dirigenti titolari degli uffici direttamente interessati alla trattativa.
(b)Per le OOSS:
dai rappresentanti delle OOSS nazionali di categoria firmatarie del presente CCNL.

II) A livello di ufficio scolastico regionale.
(a)Per la parte pubblica:
dal dirigente titolare del potere di rappresentanza dell'Amministrazione nell'ambito dell'ufficio o da un suo delegato. L'Amministrazione può avvalersi del supporto di personale di propria scelta.
(b) Per le OOSS:
dai rappresentanti territoriali delle OOSS di categoria firmatarie del presente CCNL.

III) A livello di istituzione scolastica.
(a)Per la parte pubblica:
dal dirigente scolastico.
(b)Per le OOSS:
dalla RSU e dai rappresentanti territoriali delle OOSS di categoria firmatarie del presente CCNL, come previsto dall'Accordo quadro 7.8.98 sulla costituzione della RSU.

2) Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) può avvalersi, nella contrattazione collettiva integrativa nazionale, dell'assistenza dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni (ARaN).


Art. 8 - Assemblee (art. 13, CCNL 1995 e art. 13, CCNL 2° biennio 15.3.01). (contratto scuola)

1) I dipendenti hanno diritto a partecipare, durante l'orario di lavoro, ad assemblee sindacali, in idonei locali sul luogo di lavoro concordati con la parte datoriale pubblica, per 10 ore 'pro capite' in ciascun anno scolastico, senza decurtazione della retribuzione.
2) In ciascuna scuola non possono essere tenute più di 2 assemblee al mese.
3) Le assemblee che riguardano la generalità dei dipendenti o gruppi di essi sono indette con specifico ordine del giorno:
(a)singolarmente o congiuntamente da una o più OOSS rappresentative nel comparto ai sensi dell'art. 1, comma 5, CCNQ 9.8.00 sulle prerogative sindacali;
(b)dalla RSU nel suo complesso e non dai singoli componenti, con le modalità dell'art. 8, comma 1, Accordo quadro sulla elezione delle RSU del 7.8.98;
(c)dalla RSU congiuntamente con una o più OOSS rappresentative del comparto ai sensi dell'art. 1, comma 5, CCNQ 9.8.00 sulle prerogative sindacali.
4) Le assemblee coincidenti con l'orario di lezione si svolgono all'inizio o al termine delle attività didattiche giornaliere di ogni scuola interessata all'assemblea. Le assemblee del personale ATA possono svolgersi in orario non coincidente con quello delle assemblee del personale docente, comprese le ore intermedie del servizio scolastico.
5) Negli istituti di educazione, le assemblee possono svolgersi in orario diverso da quello previsto dal comma precedente, secondo le modalità stabilite con le procedure di cui all'art. 6 e con il vincolo di osservanza del minor disagio possibile per gli alunni.
6) Ciascuna assemblea può avere una durata massima di 2 ore se si svolge a livello di singola istituzione scolastica o educativa nell'ambito dello stesso comune. La durata massima delle assemblee territoriali è definita in sede di contrattazione integrativa regionale, in modo da tener conto dei tempi necessari per il raggiungimento della sede di assemblea e per il ritorno alla sede di servizio, sempre nei limiti di cui al comma 1 del presente articolo.
7) La convocazione dell'assemblea, la durata, la sede e l'eventuale partecipazione di dirigenti sindacali esterni sono rese note dai soggetti sindacali promotori almeno 6 giorni prima, con comunicazione scritta, fonogramma, fax o e-mail, ai dirigenti scolastici delle scuole o istituzioni educative interessate all'assemblea.
La comunicazione deve essere affissa, nello stesso giorno in cui è pervenuta, all'albo dell'istituzione scolastica o educativa interessata, comprese le eventuali sezioni staccate o succursali. Alla comunicazione va unito l'ordine del giorno. Nel termine delle successive 48 ore, altri Organismi sindacali, purché ne abbiano diritto, possono presentare richiesta di assemblea per la stessa data e la stessa ora concordando un'unica assemblea congiunta o - nei limiti consentiti dalla disponibilità di locali - assemblee separate. La comunicazione definitiva relativa all'assemblea - o alle assemblee - di cui al presente comma va affissa all'albo dell'istituzione prescelta entro il suddetto termine di 48 ore, dandone comunicazione alle altre sedi.
8) Contestualmente all'affissione all'albo, il dirigente scolastico ne farà oggetto di avviso, mediante circolare interna, al personale interessato all'assemblea al fine di raccogliere la dichiarazione individuale di partecipazione espressa in forma scritta del personale in servizio nell'orario dell'assemblea. Tale dichiarazione fa fede ai fini del computo del monte ore individuale ed è irrevocabile.
9) Il dirigente scolastico:
(a)per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale docente sospende le attività didattiche delle sole classi, o sezioni di scuola dell'infanzia, i cui docenti hanno dichiarato di partecipare all'assemblea, avvertendo le famiglie interessate e disponendo gli eventuali adattamenti di orario, per le sole ore coincidenti con quelle dell'assemblea, del personale che presta regolare servizio;
(b)per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale ATA, se la partecipazione è totale, stabilirà, con la contrattazione d'istituto, la quota e i nominativi del personale tenuto ad assicurare i servizi essenziali relativi alla vigilanza agli ingressi alla scuola, al centralino e ad altre attività indifferibili coincidenti con l'assemblea sindacale.
10) Non possono essere svolte assemblee sindacali in ore concomitanti con lo svolgimento degli esami e degli scrutini finali.
11) Per il personale docente, quanto previsto dai commi 1, 3, e 8 si applica anche nel caso di assemblee indette in orario di servizio per attività funzionali all'insegnamento.
12) Per le riunioni di scuola e territoriali indette al di fuori dell'orario di servizio del personale si applica il comma 3 del presente articolo, fermo restando l'obbligo da parte dei soggetti sindacali di concordare con i dirigenti scolastici l'uso dei locali e la tempestiva affissione all'albo da parte del dirigente scolastico della comunicazione riguardante l'assemblea.
13) Per quanto non previsto e modificato dal presente articolo restano ferme la disciplina del diritto di assemblea prevista dall'art. 2, CCNQ 7.8.98 e le modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi, nonché delle altre prerogative sindacali.

Capo III - NORME COMUNI

Art. 9 - Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l'emarginazione scolastica (artt. 11 e 47, CCNL 26.5.99). (contratto scuola)

1) Il MIUR, in tempi utili per l'inizio dell'anno scolastico, suddivide annualmente tra le Direzioni scolastiche regionali le risorse, già stanziate dal precedente CCNL e dal precedente CCNI, per le scuole delle aree a rischio ed a forte processo immigratorio, utilizzando indicatori di carattere sociale e di disagio economico e dandone informazione preventiva alle OOSS.
2) Ogni direttore regionale stipulerà apposito contratto integrativo regionale con le OOSS firmatarie del presente CCNL per indicare i criteri di accesso delle scuole al Fondo predetto, la durata dei progetti, gli obiettivi di lotta all'emarginazione scolastica da conseguire e i sistemi di rilevazione dei risultati da comunicare al MIUR e alle OOSS, favorendo la pluralità e la diffusione delle esperienze sul territorio.
3) Le scuole, con riferimento allo specifico contesto territoriale di rischio, accedono ai Fondi in questione anche consorziandosi in rete, e comunque privilegiando la dimensione territoriale dell'area. A tal fine saranno elaborati progetti finalizzati al recupero dell'insuccesso scolastico anche con l'ampliamento dell'offerta formativa, che la Direzione generale regionale finanzierà nell'ambito di quanto previsto dall'anzidetto contratto integrativo regionale.
4) I compensi per il personale coinvolto nelle attività di cui al presente articolo saranno definiti in sede di contrattazione d'istituto, sulla base dei criteri generali assunti in sede di contrattazione regionale.


Art. 10 - Mobilità territoriale, professionale e intercompartimentale (art. 15, CCNL 1999). (contratto scuola)

1) I criteri e le modalità per attuare la mobilità territoriale, professionale e intercompartimentale, nonché i processi di riconversione anche attraverso la previsione di specifici momenti formativi, del personale di cui al presente contratto vengono definiti in sede di contrattazione integrativa nazionale, al fine di rendere più agevole la fruizione di questi istituti da parte dei lavoratori, che ne conservano comunque il diritto individuale. La mobilità professionale del personale della scuola ha come fine non solo superare o prevenire il soprannumero, ma anche valorizzare le esperienze acquisite dal personale, sostenere lo scambio di esperienze nel sistema scolastico e del lavoro pubblico.
2)In tale sede saranno definiti modalità e criteri per le verifiche periodiche sugli effetti degli istituti relativi alla mobilità territoriale, al fine di apportare, con contrattazione nazionale integrativa, i conseguenti adattamenti degli stessi istituti.
3) Analogamente si procederà per la contrattazione relativa alla utilizzazione del personale.
4) A sostegno dei processi di innovazione, che esigono un equilibrio dinamico tra le esigenze del sistema scolastico e le aspettative del personale, la mobilità professionale è finalizzata a:
(a)promuovere il reimpiego e la valorizzazione delle professionalità esistenti;
(b)promuovere la stessa mobilità professionale ai fini del riassorbimento delle eccedenze di personale.
Ciò si può realizzare anche attraverso:
-specifici percorsi formativi di riqualificazione e riconversione professionale mirati all'assegnazione di posti di lavoro vacanti;
-rimborso spese, da erogare anche in misura forfettaria, per l'effettiva frequenza dei relativi corsi;
-indennità forfettaria di prima sistemazione;
-incentivazione al conseguimento di titoli di studio e all'integrazione dei percorsi universitari, utili ai fini del reimpiego.
5) La mobilità professionale a domanda nell'ambito del comparto si attua sulla base della previsione del fabbisogno di risorse professionali, mediante la programmazione delle iniziative di formazione, riqualificazione e riconversione in ambito provinciale o regionale, rivolta, con priorità, al personale appartenente a classi di concorso, aree disciplinari, ruoli, aree e profili professionali in situazione di esubero. È assicurata la necessaria informazione al personale per il pieno esercizio del diritto alla formazione.
6) Il personale che ha frequentato i corsi di cui al precedente comma conseguendo il titolo richiesto è tenuto ad accettare la sede assegnata, a domanda o d'ufficio, nella procedura di mobilità relativa al tipo di posto o cattedra per il quale ha frequentato il corso.
7) La formazione, la riqualificazione e la riconversione professionale di cui sopra è altresì orientata verso le esigenze emergenti dall'attuazione dell'autonomia scolastica, con l'individuazione di specifiche competenze e profili professionali innovativi connessi allo sviluppo dell'educazione permanente e degli adulti, al potenziamento della ricerca, sperimentazione, documentazione e aggiornamento educativo, alla prevenzione e recupero della dispersione scolastica e degli insuccessi formativi, all'espansione dell'istruzione e formazione integrata post- secondaria, nonché al rafforzamento dell'efficienza organizzativa e amministrativa delle istituzioni scolastiche ed educative.
8) Sulla base di accordi promossi dal MIUR con altre Amministrazioni ed Enti pubblici si procede alla mobilità intercompartimentale a domanda, previa definizione, nella contrattazione integrativa nazionale, di criteri e modalità per l'individuazione del personale da trasferire; la contrattazione integrativa prevederà anche le modalità di informazione sulle posizioni di lavoro disponibili e sui connessi aspetti retributivi, sulle indennità di prima sistemazione e sul rimborso delle spese di trasferimento sostenute.
9) Nei confronti del personale che abbia fruito di percorsi di mobilità professionale anche a seguito di procedure concorsuali è applicabile l'istituto della restituzione al ruolo di provenienza, su posto disponibile in tale ruolo, a domanda o, nel caso di verificato esito negativo della prestazione lavorativa, d'ufficio. Sono, comunque, fatte salve le norme sul periodo di prova, ove previsto, nonché la competenza degli Organi individuali o collegiali cui è demandata la formulazione di pareri obbligatori e l'adozione dei conseguenti provvedimenti.
10) Ai sensi dell'art. 52, D.lgs. n. 165/01, il personale docente utilizzato, a domanda o d'ufficio, in altro tipo di cattedra o posto, ha diritto all'eventuale trattamento economico superiore, rispetto a quello di titolarità, previsto per detto tipo di cattedra o posto. La maggiore retribuzione è corrisposta per il periodo di utilizzazione, in misura corrispondente a quella cui l'interessato avrebbe avuto titolo se avesse ottenuto il passaggio alla cattedra o posto di utilizzazione. In caso di utilizzazione parziale, la corresponsione avrà luogo in rapporto proporzionale con l'orario settimanale d'obbligo.
11) Il servizio non di ruolo, di cui agli artt. 485 e 569, D.lgs. n. 297/94 e successive modifiche, è riconoscibile per intero ai fini della mobilità a domanda, sia compartimentale che intercompartimentale.


Art. 11 - Pari opportunità (art. 18, CCNL 1999). (contratto scuola)

1) Al fine di consentire una reale parità uomini-donne, è istituito, presso il MIUR il Comitato pari opportunità con il compito di proporre misure adatte a creare effettive condizioni di pari opportunità, secondo i principi definiti dalla legge 10.4.91 n. 125, con particolare riferimento all'art. 1. Il Comitato è costituito da una persona designata da ciascuna delle OOSS di comparto firmatarie del presente CCNL e da un pari numero di rappresentanti dell'Amministrazione. Il presidente del Comitato è nominato dal Ministro dell'IUR e designa un vicepresidente. Per ogni componente effettivo è previsto un componente supplente.
2) Il Comitato svolge i seguenti compiti:
(a)raccolta dei dati relativi alle materie di propria competenza, che l'Amministrazione è tenuta a fornire;
(b)formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche ai fini della contrattazione integrativa;
(c)promozione di iniziative volte ad attuare le direttive comunitarie per l'affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone nonché a realizzare azioni positive, ai sensi della legge n. 125/91.
3) Nell'ambito dei vari livelli di relazioni sindacali devono essere sentite le proposte formulate dal Comitato pari opportunità, per ciascuna delle materie sottoindicate, al fine di prevedere misure che favoriscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale delle lavoratrici:
-percorsi di formazione mirata del personale sulla cultura delle pari opportunità in campo formativo, con particolare riferimento ai progetti per l'orientamento scolastico, alla riformulazione dei contenuti d'insegnamento, al superamento degli stereotipi nei libri di testo, alle politiche di riforma;
-azioni positive, con particolare riferimento alle condizioni di accesso ai corsi di formazione e aggiornamento e all'attribuzione d'incarichi o funzioni più qualificate;
-iniziative volte a prevenire o reprimere molestie sessuali, nonché pratiche discriminatorie in generale;
-flessibilità degli orari di lavoro;
-fruizione del part-time;
-processi di mobilità.
4) L'Amministrazione assicura l'operatività del Comitato e garantisce tutti gli strumenti idonei e le risorse necessarie al suo funzionamento in applicazione dell'art. 17, D.lgs. 29.10.98 n. 387. In particolare, valorizza e pubblicizza con ogni mezzo, nell'ambito lavorativo, i risultati del lavoro svolto dallo stesso. Il Comitato è tenuto a svolgere una relazione annuale sulle condizioni delle lavoratrici della scuola, di cui deve essere data la massima pubblicizzazione.
5) Il Comitato per le pari opportunità rimane in carica per la durata di un quadriennio e comunque fino alla costituzione del nuovo. I componenti del Comitato possono essere rinnovati nell'incarico per un solo mandato.
6) A livello di amministrazione scolastica regionale, su richiesta delle OOSS abilitate alla contrattazione integrativa, possono essere costituiti appositi comitati entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente contratto, con composizione e compiti analoghi a quello nazionale dei quali deve essere assicurato il funzionamento da parte delle Direzioni regionali. Il Presidente è nominato dal Direttore regionale.


Art. 12 - Congedi parentali (art. 11, CCNL 2° biennio 15.3.01). (contratto scuola)

1) Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D.lgs. n. 151/01.
2) Nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi degli artt. 16 e 17, D.lgs. n. 151/01 alla lavoratrice o al lavoratore, anche nell'ipotesi di cui all'art. 28 dello stesso decreto, spetta l'intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti che competono nei casi di malattia superiore a 15 giorni consecutivi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post- ricovero, secondo la disciplina di cui all'art. 17, comma 8.
3) In caso di parto prematuro, alle lavoratrici spettano comunque i mesi di astensione obbligatoria. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante periodo di congedo obbligatorio 'post partum' e il restante periodo 'ante partum' non fruito, possano decorrere in tutto o in parte dalla data di effettivo rientro a casa del figlio; la richiesta viene accolta qualora sia avallata da idonea certificazione medica dalla quale risulti che le condizioni di salute della lavoratrice consentono il rientro al lavoro. Alla lavoratrice rientrata al lavoro spettano in ogni caso i periodi di riposo di cui all'art. 39, D.lgs. n. 151/01.
4) Nell'ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall'art. 32, comma 1, lett. a), D.lgs. n. 151/01, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi 30 giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell'anzianità di servizio e sono retribuiti per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute.
5) Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 2 e sino al compimento del 3° anno di vita del bambino, nei casi previsti dall'art. 47, comma 1, D.lgs. n. 151/01, alle lavoratrici madri e ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni per ciascun anno d'età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita secondo le modalità indicate nello stesso comma 2. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di 5 giorni lavorativi all'anno, per le malattie di ogni figlio d'età compresa fra i 3 e gli 8 anni.
6) I periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 e 5, nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all'interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice.
7) Ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di astensione dal lavoro, di cui all'art. 32, comma 1, D.lgs. n. 151/01, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la relativa domanda, con l'indicazione della durata, all'ufficio di appartenenza di norma 15 giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata anche a mezzo di raccomandata a/r, purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di 15 giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell'originario periodo di astensione.
8) In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui al precedente comma 7, la domanda può essere presentata entro le 48 ore precedenti l'inizio del periodo di astensione dal lavoro.


Art. 13 - Ferie (art. 19, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) Il dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato ha diritto, per ogni anno di servizio, a un periodo di ferie retribuito. Durante tale periodo al dipendente spetta la normale retribuzione, escluse le indennità previste per prestazioni di lavoro aggiuntivo o straordinario e quelle che non siano corrisposte per 12 mensilità.
2) La durata delle ferie è di 32 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dall'art. 1, comma 1, lett. a), legge 23.12.77 n. 937.
3) I dipendenti neo-assunti nella scuola hanno diritto a 30 giorni lavorativi di ferie comprensivi delle 2 giornate previste dal comma 2.
4) Dopo 3 anni di servizio, a qualsiasi titolo prestato, ai dipendenti di cui al comma 3 spettano i giorni di ferie previsti dal comma 2.
5) Nell'ipotesi che il POF d'istituto preveda la settimana articolata su 5 giorni di attività, per il personale ATA il 6° è comunque considerato lavorativo ai fini del computo delle ferie e i giorni di ferie goduti per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2 per ciascun giorno.
6) Nell'anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata in proporzione dei 12simi di servizio prestato. La frazione di mese superiore a 15 giorni è considerata a tutti gli effetti come mese intero.
7) Il dipendente che ha usufruito dei permessi retribuiti di cui all'art. 15 conserva il diritto alle ferie.
8) Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili, salvo quanto previsto nel comma 15. Esse devono essere richieste dal personale docente e ATA al dirigente scolastico.
9) Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle attività didattiche; durante la rimanente parte dell'anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a 6 giornate lavorative. Per il personale docente la fruibilità dei predetti 6 giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personal che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l'eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti, salvo quanto previsto dall'art. 15, comma 2.
10) In caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell'anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l'anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell'attività didattica.
In analoga situazione, il personale ATA fruirà delle ferie non godute di norma non oltre aprile dell'anno successivo, sentito il parere del DSGA.
11) Compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale ATA può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto.
12) Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie medesime, nonché all'indennità di missione per la durata dei viaggi suddetti. Il dipendente ha, inoltre, diritto al rimborso delle spese sostenute per il periodo di ferie non goduto.
13) Le ferie sono sospese da malattie adeguatamente e debitamente documentate che abbiano dato luogo a ricovero ospedaliero o si siano protratte per più
di 3 giorni. L'Amministrazione deve essere posta in grado, attraverso una
tempestiva comunicazione, di compiere gli accertamenti dovuti.
14) Il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia, anche se tali assenze si siano protratte per l'intero anno scolastico.
15) All'atto della cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non siano state fruite, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse, sia per il personale a tempo determinato che indeterminato.


Art. 14 - Festività (art. 20, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni previste dalla legge 23.12.77 n. 937. È altresì considerato giorno festivo la ricorrenza del S. Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente in giorno lavorativo.
2) Le 4 giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell'anno scolastico cui si riferiscono e, in ogni caso, dal personale docente esclusivamente durante il periodo tra il termine delle lezioni e degli esami e l'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, ovvero durante i periodi di sospensione delle lezioni.


Art. 15 - Permessi retribuiti (art. 21, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) Il dipendente della scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ha diritto, sulla base di idonea documentazione anche autocertificata, a permessi retribuiti per i seguenti casi:
-partecipazione a concorsi o esami: giorni 8 complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio;
-lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il 2° grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica e di affini di 1° grado: giorni 3 per evento.
I permessi sono erogati a domanda, da presentarsi al dirigente scolastico da parte del personale docente e ATA.
2) A domanda del dipendente, inoltre, sono attribuiti nell'anno scolastico 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all'art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.
3) Il dipendente ha, altresì, diritto a un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.
4) I permessi dei commi 1, 2 e 3 possono essere fruiti cumulativamente nel corso di ciascun anno scolastico, non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell'anzianità di servizio.
5) Durante i predetti periodi al dipendente spetta l'intera retribuzione, esclusi i compensi per attività aggiuntive e le indennità di amministrazione, di lavoro notturno/festivo, di bilinguismo e di trilinguismo.
6) I permessi di cui all'art. 33, comma 3, legge 5.2.92 n. 104, sono retribuiti come previsto dall'art. 2, comma 3 ter, DL 27.8.93 n. 324, convertito dalla legge 27.10.93 n. 423, e non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi, né riducono le ferie; essi devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti.
7) Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.


Art. 16 - Permessi brevi (art. 22, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) Compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per particolari esigenze personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell'orario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di 2 ore. Per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di lezione.
2) I permessi complessivamente fruiti non possono eccedere 36 ore nel corso dell'anno scolastico per il personale ATA; per il personale docente il limite corrisponde al rispettivo orario settimanale d'insegnamento.
3) Entro i 2 mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio. Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.
4) Nei casi in cui non sia possibile il recupero per fatto imputabile al dipendente, l'Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate.
5) Per il personale docente la concessione dei permessi è subordinata alla possibilità della sostituzione con personale in servizio.


Art. 17 - Assenze per malattia (art. 23, CCNL 4.8.95 e art. 49, lett. ___, CCNL 26.5.99). (contratto scuola)

1) Il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di 18 mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano, alle assenze dovute all'ultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.
2) Superato il periodo previsto dal comma 1, al lavoratore che ne faccia richiesta è concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, senza diritto ad alcun trattamento retributivo.
3) Prima di concedere su richiesta del dipendente l'ulteriore periodo di assenza di cui al comma 2, l'Amministrazione procede all'accertamento delle sue condizioni di salute, per il tramite del competente Organo sanitario ai sensi delle vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro.
4) Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2, oppure nel caso che, a seguito dell'accertamento disposto ai sensi del comma 3, il dipendente sia dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l'Amministrazione può procedere, salvo quanto previsto dal successivo comma 5, alla risoluzione del rapporto corrispondendo al dipendente l'indennità sostitutiva del preavviso.
5) Il personale docente dichiarato inidoneo alla sua funzione per motivi di salute può a domanda essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti tenuto conto della sua preparazione culturale e professionale. Tale utilizzazione è disposta dal Direttore regionale sulla base di criteri definiti in sede di contrattazione integrativa nazionale.
6) I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal comma 2 del presente articolo, non interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.
7) Sono fatte salve le vigenti disposizioni di legge a tutela degli affetti da TBC, nonché quanto previsto dalla legge 26.6.90 n. 162 e dal DPR 9.10.90 n. 309.
8) Il trattamento economico spettante al dipendente, nel caso di assenza per malattia nel triennio di cui al comma 1, è il seguente:
(a)intera retribuzione fissa mensile, ivi compresa la retribuzione professionale docenti e il compenso individuale accessorio, con esclusione di ogni altro compenso accessorio, comunque denominato, per i primi 9 mesi di assenza.
Nell'ambito di tale periodo per le malattie superiori a 15 giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, al dipendente compete anche ogni trattamento economico accessorio a carattere fisso e continuativo;
(b)90% della retribuzione di cui alla lett. a) per i successivi 3 mesi di assenza;
(c)50% della retribuzione di cui alla lett. a) per gli ulteriori 6 mesi del periodo di conservazione del posto previsto nel comma 1.
9) In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 8 del presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di "day hospital" anche quelli di assenza dovuti alle terapie certificate. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l'intera retribuzione.
10) L'assenza per malattia, salva l'ipotesi di comprovato impedimento, deve essere comunicata all'istituto scolastico o educativo in cui il dipendente presta servizio, tempestivamente e comunque non oltre l'inizio dell'orario di lavoro del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza.
11) Il dipendente, salvo comprovato impedimento, è tenuto a recapitare o spedire a mezzo raccomandata a/r il certificato medico di giustificazione dell'assenza con indicazione della sola prognosi entro i 5 giorni successivi all'inizio della malattia o alla eventuale prosecuzione della stessa. Qualora tale termine scada in giorno festivo esso è prorogato al 1° giorno lavorativo successivo.
12) L'istituzione scolastica o educativa, oppure l'Amministrazione di appartenenza o di servizio può disporre, sin dal primo giorno, il controllo della malattia, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, attraverso il competente Organo sanitario. Il controllo non è disposto se il dipendente è ricoverato in strutture ospedaliere, pubbliche o private.
13) Il dipendente, che durante l'assenza, per particolari motivi, dimori in luogo diverso da quello di residenza o del domicilio dichiarato all'Amministrazione deve darne immediata comunicazione, precisando l'indirizzo dove può essere reperito.
14) Il dipendente assente per malattia, pur in presenza di espressa autorizzazione del medico curante ad uscire, è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all'Amministrazione, in ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19.
15) La permanenza del dipendente nel proprio domicilio durante le fasce orarie come sopra definite può essere verificata nell'ambito e nei limiti delle vigenti disposizioni di legge.
16) Qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall'indirizzo comunicato per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all'Amministrazione con l'indicazione della diversa fascia oraria di reperibilità da osservare.
17) Nel caso in cui l'infermità sia causata da colpa di un terzo, il risarcimento del danno da mancato guadagno effettivamente liquidato da parte del terzo responsabile - qualora comprensivo anche della normale retribuzione - è versato dal dipendente all'Amministrazione fino a concorrenza di quanto dalla stessa erogato durante il periodo di assenza ai sensi del comma 8, lett. a), b) e c), compresi gli oneri riflessi inerenti. La presente disposizione non pregiudica l'esercizio, da parte dell'Amministrazione, di eventuali azioni dirette nei confronti del terzo responsabile.
18) Le disposizioni di cui al presente articolo sono comunque adottate nel rispetto dell'art. 35, legge 27.12.02 n. 289.


Art. 18 - Aspettativa per motivi di famiglia, di lavoro, personali e di studio art. 24, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) L'aspettativa per motivi di famiglia continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70, TU approvato con DPR n. 3 del 10.1.57 e dalle leggi speciali che a tale istituto si richiamano. L'aspettativa è erogata dal dirigente scolastico al personale docente e ATA.
L'aspettativa viene erogata anche ai docenti di religione cattolica di cui all'art. 3, commi 6 e 7, DPR n. 399/88, e al personale di cui al comma 3, art. 19 del presente CCNL, limitatamente alla durata dell'incarico.
2) Ai sensi della predetta norma il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Per gli incarichi e le borse di studio resta in vigore l'art. 453, DPR n. 297/94.
3) Il dipendente è inoltre collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, nell'ambito di un altro comparto della Pubblica amministrazione, l'esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova.


Art. 19 - Ferie, permessi e assenze del personale assunto a tempo determinato (art. 25, CCNL 4.8.95 e interpretazione autentica dell'art. 19, CCNL 4.8.95, firmata il 17.9.97). (contratto scuola)

1) Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all'art. 3, comma 6, DPR n. 399/88 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44, legge 20.5.82 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi e assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.
2) Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato. Qualora la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato sia tale da non consentire la fruizione delle ferie maturate, le stesse saranno liquidate al termine dell'anno scolastico e comunque dell'ultimo contratto stipulato nel corso dell'anno scolastico. La fruizione delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell'anno scolastico non è obbligatoria. Pertanto, per il personale docente a tempo determinato che, durante il rapporto d'impiego, non abbia chiesto di fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni, si dà luogo al pagamento sostitutivo delle stesse al momento della cessazione del rapporto.
3) Il personale docente e ATA assunto con contratto a tempo determinato per l'intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.
4) Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel 1° mese di assenza, nella misura del 50% nel 2° e 3° mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.
5) Il personale docente assunto con contratto d'incarico annuale per l'insegnamento della religione cattolica, secondo la disciplina di cui all'art. 309, D.lgs. n. 297/94, e che non si trovi nelle condizioni previste dall'art. 3, comma 6, DPR n. 399/88, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4.
6) Le assenze per malattia parzialmente retribuite non interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.
7) Al personale docente, educativo e ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al precedente comma 5, sono concessi permessi non retribuiti, per la partecipazione a concorsi o esami, nel limite di 8 giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio. Sono, inoltre, attribuiti permessi non retribuiti, fino ad un massimo di 6 giorni, per i motivi previsti dall'art. 15, comma 2.
8) I periodi di assenza senza assegni interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.
9) Il dipendente di cui al presente articolo ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito per lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il 2° grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica e di affini di 1° grado.
10) Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente e ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, si applica l'art. 5, DL 12.9.83 n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11.11.83 n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.
11) I periodi di assenza parzialmente retribuiti di cui al precedente comma 10 non interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.
12) Il personale docente e ATA assunto a tempo determinato ha diritto entro i limiti di durata del rapporto, a un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.
13) I permessi di cui ai commi 9 e 12 sono computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.
14) Al personale di cui al presente articolo si applicano le norme relative ai congedi parentali come disciplinati dall'art.12.
15) Al personale di cui al presente articolo si applicano le disposizioni relative alle gravi patologie, di cui all'art.17, comma 9.


Art. 20 - Infortunio sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio (art. 26, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) In caso di assenza dovuta a infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario, affinché il dipendente giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l'intera retribuzione di cui all'art. 17, comma 8, lett. a).
2) Fuori dei casi previsti nel comma 1, se l'assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta l'intera retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui all'art. 17, commi 1, 2 e 3.
3) Le disposizioni di cui al presente articolo sono dirette alla generalità del personale della scuola e pertanto si applicano anche ai dipendenti con contratto a tempo determinato, nei limiti di durata della nomina, e anche a valere su eventuale ulteriore nomina conferita in costanza delle patologie di cui sopra.





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