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Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al Personale Comparto Scuola -3° parte
 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

RELATIVO AL PERSONALE DEL COMPARTO SCUOLA
(per il quadriennio normativo 2002/05
e il 1° biennio economico 2002/03)

ARTICOLI DA 1 A 20

ARTICOLI DA 21 A 50

ARTICOLI DA 51 A 80

ARTICOLI DA 81 A 110

ARTICOLI DA 111 A 143

TABELLE

ALLEGATI

 

Art. 51 - Permessi e assenze del personale ATA chiamato a ricoprire cariche pubbliche elettive (art. 45, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) Nei confronti del personale ATA chiamato a ricoprire cariche elettive si applicano le norme di cui al D.lgs. 18.8.00 n. 267 e di cui all'art. 68, D.lgs. 30.3.01 n. 165.
Il personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui alle leggi predette, è tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall'inizio dell'anno scolastico, alla scuola in cui presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.
2) Nel caso in cui il dipendente presti servizio in più scuole, la predetta dichiarazione va presentata a tutte le scuole interessate.
3) La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha alcun valore sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal D.lgs. n. 267/00, che dovrà essere prodotta tempestivamente dall'interessato.


Art. 52 - Modalità di prestazione dell'orario di lavoro (art. 52, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) In coerenza con le presenti disposizioni, possono essere adottate le sottoindicate tipologie di orario di lavoro eventualmente coesistenti tra di loro in funzione delle finalità e degli obiettivi definiti da ogni singolo istituto:
a) - Orario di lavoro flessibile.
L'orario di lavoro è funzionale all'orario di servizio e di apertura all'utenza. Una volta stabilito l'orario di servizio dell'istituzione scolastica o educativa è possibile adottare l'orario flessibile di lavoro giornaliero che consiste nell'anticipare o posticipare l'entrata e l'uscita del personale distribuendolo anche in 5 giornate lavorative, secondo le necessità connesse alle finalità e agli obiettivi di ciascuna istituzione scolastica o educativa (piano dell'offerta formativa, fruibilità dei servizi da parte dell'utenza, ottimizzazione dell'impiego delle risorse umane ecc.).
I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi nn. 1204/71, 903/77, 104/92 e D.lgs. 26.3.01 n. 151, e che ne facciano richiesta, vanno favoriti nell'utilizzo dell'orario flessibile compatibilmente con le esigenze di servizio anche nei casi in cui lo stesso orario non venga adottato dall'istituzione scolastica o educativa.
Successivamente potranno anche essere prese in considerazione le eventuali necessità del personale - connesse a situazioni di tossicodipendenze, inserimento di figli in asili nido, figli in età scolare, impegno in attività di volontariato di cui alla legge n. 266/91 - che ne faccia richiesta, compatibilmente con l'insieme delle esigenze del servizio, e tenendo anche conto delle esigenze prospettate dal restante personale.
b) - Orario plurisettimanale .
La programmazione plurisettimanale dell'orario di lavoro ordinario, viene effettuata in relazione a prevedibili periodi nei quali si rileva un'esigenza di maggiore intensità delle attività o particolari necessità di servizio in determinati settori dell'istituzione scolastica, con specifico riferimento alle istituzioni con annesse aziende agrarie, tenendo conto delle disponibilità dichiarate dal personale coinvolto. Ai fini dell'adozione dell'orario di lavoro plurisettimanale devono essere osservati i seguenti criteri:
(a)il limite massimo dell'orario di lavoro ordinario settimanale di 36 ore può eccedere fino a un massimo di 6 ore per un totale di 42 ore per non più di 3 settimane continuative;
(b)al fine di garantire il rispetto delle 36 ore medie settimanali, i periodi di maggiore e di minore concentrazione dell'orario devono essere individuati contestualmente di anno in anno e, di norma, rispettivamente, non possono superare le 13 settimane nell'anno scolastico.
Le forme di recupero nei periodi di minor carico di lavoro possono essere attuate mediante riduzione giornaliera dell'orario di lavoro ordinario, oppure attraverso la riduzione del numero delle giornate lavorative.
c) - Turnazioni.
La turnazione è finalizzata a garantire la copertura massima dell'orario di servizio giornaliero e dell'orario di servizio settimanale su 5 o 6 giorni per specifiche e definite tipologie di funzioni e di attività. Si fa ricorso alle turnazioni qualora le altre tipologie di orario ordinario non siano sufficienti a coprire le esigenze di servizio.
I criteri che devono essere osservati per l'adozione dell'orario di lavoro su turni sono i seguenti:
-si considera in turno il personale che si avvicenda in modo da coprire a rotazione l'intera durata del servizio;
-la ripartizione del personale nei vari turni dovrà avvenire sulla base delle professionalità necessarie in ciascun turno;
-l'adozione dei turni può prevedere la sovrapposizione tra il personale subentrante e quello del turno precedente;
-un turno serale che vada oltre le ore 20 potrà essere attivato solo in presenza di casi ed esigenze specifiche connesse alle attività didattiche e al funzionamento dell'istituzione scolastica;
-nelle istituzioni educative il numero dei turni notturni effettuabili nell'arco del mese da ciascun dipendente non può, di norma, essere superiore a 8. Il numero dei turni festivi effettuabili nell'anno da ciascun dipendente non può essere, di norma, superiore a 1/3 dei giorni festivi dell'anno. Nei periodi nei quali i convittori non siano presenti nell'istituzione, il turno notturno è sospeso salvo comprovate esigenze dell'istituzione educativa e previa acquisizione della disponibilità del personale;
-l'orario notturno va dalle ore 22 alle 6 del giorno successivo. Per turno notturno-festivo s'intende quello che cade nel periodo compreso tra le ore 22 del giorno prefestivo e le 6 del giorno festivo e dalle ore 22 del giorno festivo alle 6 del giorno successivo.
I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi nn. 1204/71, 903/77, 104/92 e dal D.lgs. n. 151/01 possono, a richiesta, essere esclusi dalla effettuazione di turni notturni. Hanno diritto a non essere utilizzate le donne dall'inizio dello stato di gravidanza e nel periodo di allattamento fino a 1 anno.
2) L'orario di lavoro degli assistenti tecnici è articolato nel seguente modo:
(a)assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per almeno 24 ore in compresenza del docente;
(b)le restanti 12 ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico-scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione. Nei periodi di sospensione dell'attività didattica gli assistenti tecnici verranno utilizzati in attività di manutenzione del materiale tecnico- scientifico-informatico dei laboratori, officine, reparti di lavorazione o uffici di loro competenza.
3) All'inizio dell'anno scolastico il direttore dei servizi generali e amministrativi formula una proposta di piano dell'attività inerente la materia del presente articolo.
Il dirigente scolastico, verificatane la congruenza rispetto al POF ed espletate le procedure di cui all'art. 6, adotta il piano delle attività. La puntuale attuazione dello stesso è affidata al direttore dei servizi generali e amministrativi.
Una volta concordata un'organizzazione dell'orario di lavoro questa non potrà subire modifiche, se non in presenza di reali esigenze dell'istituzione scolastica e previo un nuovo esame con le delegazioni sindacali di cui all'art. 7.


Art. 53 - Ritardi, recuperi e riposi compensativi (art. 52, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Il ritardo sull'orario di ingresso al lavoro comporta l'obbligo del recupero entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il ritardo.
2) In caso di mancato recupero, attribuibile a inadempienza del dipendente, si opera la proporzionale decurtazione della retribuzione cumulando le frazioni di ritardo fino a 1 ora di lavoro o frazione non inferiori alla mezza ora.
3) In quanto autorizzate, le prestazioni eccedenti l'orario di servizio sono retribuite.
4) Se il dipendente, per esigenze di servizio e previe disposizioni impartite, presta attività oltre l'orario ordinario giornaliero, può richiedere, in luogo della retribuzione, il recupero di tali ore anche in forma di corrispondenti ore e/o giorni di riposo compensativo, compatibilmente con le esigenze organizzative dell'istituzione scolastica o educativa. Le giornate di riposo a tale titolo maturate potranno essere cumulate e usufruite nei periodi estivi, sempre con prioritario riguardo alla funzionalità e alla operatività dell'istituzione scolastica.
5) Le predette giornate di riposo non possono essere cumulate oltre l'anno scolastico di riferimento, e devono essere usufruite entro e non oltre i 3 mesi successivi all'anno scolastico nel quale si sono maturate, sempre compatibilmente con le esigenze di funzionalità dell'istituzione scolastica. In mancanza di recupero delle predette ore, per motivate esigenze di servizio o comprovati impedimenti del dipendente, le stesse devono comunque essere retribuite.
6) L'istituzione scolastica fornirà mensilmente a ciascun dipendente un quadro riepilogativo del proprio profilo orario, contenente gli eventuali ritardi da recuperare o gli eventuali crediti orari acquisiti.


Art. 54 - Riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore settimanali (art. 52, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Il personale destinatario della riduzione d'orario a 35 ore settimanali è quello adibito a regimi d'orario articolati su più turni o coinvolto in sistemi d'orario comportanti significative oscillazioni degli orari individuali, rispetto all'orario ordinario, finalizzati all'ampliamento dei servizi all'utenza e/o comprendenti particolari gravosità nelle seguenti istituzioni scolastiche:
-istituzioni scolastiche educative;
- istituti con annesse aziende agrarie;
-scuole strutturate con orario di servizio giornaliero superiore alle 10 ore per almeno 3 giorni a settimana.
2) Sarà definito a livello di singola istituzione scolastica il numero, la tipologia e quant'altro necessario a individuare il personale che potrà usufruire della predetta riduzione in base ai criteri di cui al comma 1.


Art. 55 - Indennità di amministrazione e sostituzione del DSGA (art. 35, CCNL 26.5.99). (contratto scuola)

1) Ai DSGA delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative J corrisposta un'indennità di amministrazione come nella misura prevista dalla tabella 9. La stessa indennità è corrisposta, a carico del Fondo di cui all'art. 86, comma 2, lett. h), al personale che, in base alla normativa vigente, sostituisce la predetta figura professionale o ne svolge le funzioni.
2) Il direttore dei servizi generali e amministrativi è sostituito, nei casi di assenza, dal coordinatore amministrativo che, a sua volta, è sostituito secondo le vigenti disposizioni in materia di supplenze. Fino alla concreta e completa attivazione del profilo del coordinatore amministrativo, il DSGA viene sostituito dall'assistente amministrativo con incarico conferito ai sensi dell'art. 47.
3) In caso di assenza del DGSA dall'inizio dell'anno scolastico, su posto vacante e disponibile, il relativo incarico a tempo determinato verrà conferito sulla base delle graduatorie permanenti.


Art. 56 - Collaborazioni plurime per il personale ATA (art. 38, CCNL 26.5.99). (contratto scuola)

1) Il personale ATA può prestare la propria collaborazione ad altra scuola per realizzare specifiche attività che richiedano particolari competenze professionali non presenti in quella scuola. Tale collaborazione non comporta esoneri, anche parziali, nella scuola di servizio ed è autorizzata dal dirigente scolastico sentito il direttore dei servizi generali e amministrativi.


Art. 57 - Rapporto di lavoro a tempo parziale (art. 52, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) Per il personale di cui al precedente art. 44, nelle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative possono essere costituiti rapporti di lavoro a tempo parziale mediante assunzione o trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei dipendenti, nei limiti massimi del 25% della dotazione organica provinciale delle aree di personale a tempo pieno, con esclusione della qualifica di DSGA e, comunque, entro i limiti di spesa massima annua previsti per la dotazione organica medesima.
2) Per il reclutamento del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in materia per il personale a tempo pieno.
3) Con ordinanza del MIUR, previa intesa con i Ministri dell'economia e della funzione pubblica, sono determinati, i criteri e le modalità per la costituzione dei rapporti di lavoro di cui al comma 1; in particolare, con la stessa ordinanza sono definite le quote percentuali delle dotazioni organiche provinciali, per ciascun profilo professionale, da riservare a rapporti a tempo parziale, fermo restando il limite massimo del 25%, in relazione alle eventuali situazioni di soprannumero accertate.
4) I criteri e le modalità di cui al comma 3, nonché la durata minima delle prestazioni lavorative, sono preventivamente comunicate dal MIUR alle OOSS di cui all'art. 7, comma 1, punto 1/b, e verificate in un apposito incontro.
5) Il dipendente a tempo parziale copre una frazione di posto di organico corrispondente alla durata della prestazione lavorativa che non può essere inferiore al 50% di quella a tempo pieno. In ogni caso, la somma delle frazioni di posto a tempo parziale non può superare il numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno trasformati in tempo parziale.
6) Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da contratto scritto e deve contenere l'indicazione della durata della prestazione lavorativa di cui al successivo comma 7. La domanda va presentata al dirigente scolastico entro il 15 marzo di ogni anno.
7) Il tempo parziale può essere realizzato:
(a)con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale);
(b)con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell'anno (tempo parziale verticale), in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell'arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno);
(c)con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle 2 modalità indicate alle lett. a) e b) (tempo parziale misto), come previsto dal D.lgs. 25.2.00 n. 61.
8) Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive aventi carattere continuativo, né può fruire di benefici che comunque comportino riduzioni dell'orario di lavoro, salvo quelle previste dalla legge.
Nell'applicazione degli altri istituti normativi previsti dal presente contratto, tenendo conto della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo pieno.
9) Al personale interessato è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l'esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d'istituto della stessa Amministrazione. L'assunzione di altro lavoro, o la variazione della seconda attività da parte del dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale, deve essere comunicata al dirigente scolastico entro 15 giorni.
10) Il trattamento economico, anche accessorio, del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche, ivi compresa l'indennità integrativa speciale e l'eventuale retribuzione individuale di anzianità, spettanti al personale con rapporto a tempo pieno appartenente alla stessa qualifica e profilo professionale.
11) I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto a un numero di giorni di ferie pari a quello dei lavoratori a tempo pieno. I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto a un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno. Il relativo trattamento economico è commisurato alla durata della prestazione lavorativa.
12) Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute nell'art. 9, D.lgs. n. 61/00.
13) Per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale e viceversa si applicano, nei limiti previsti dal presente articolo, le disposizioni di cui all'art. 36, comma 13.


Art. 58 - Contratto a tempo determinato per il personale in servizio (art. 5, Accordo successivo per il personale ATA 8.3.02). (contratto scuola)

1) Il personale ATA può accettare, nell'ambito del comparto scuola, contratti a tempo determinato di durata non inferiore a 1 anno, mantenendo senza assegni, complessivamente per 3 anni, la titolarità del proprio posto.
2) L'accettazione dell'incarico comporta l'applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato.


Art. 59 - Rapporto di lavoro a tempo determinato. (contratto scuola)

1) Al personale di cui al presente articolo, si applicano le disposizioni di cui ai commi da 2 a 7, art. 37.
2) Le domeniche e le festività infrasettimanali ricadenti nel periodo di durata del rapporto medesimo, sono retribuite e da computarsi nell'anzianità di servizio.
3) In nessun caso il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.


Art. 60 - Restituzione alla qualifica di provenienza. (contratto scuola)

1) Il personale appartenente a una qualifica ATA può, a domanda, essere restituito alla qualifica ATA di provenienza con effetto dall'anno scolastico successivo alla data del provvedimento di restituzione. Il provvedimento è disposto dal Direttore regionale scolastico della sede di titolarità.
2) Il personale restituito alla qualifica di provenienza assume in essa il trattamento giuridico ed economico che gli sarebbe spettato in caso di permanenza nella qualifica stessa.

Capo VI - LA FORMAZIONE

Art. 61 - Formazione in servizio (art. 12, CCNL 26.5.99). (contratto scuola)

1) Nell'ambito dei processi di riforma e d'innovazione nella scuola e nelle istituzioni educative, la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per una efficace politica di sviluppo delle risorse umane attraverso qualificate iniziative di prima formazione e di formazione in servizio, di mobilità, riqualificazione e riconversione professionale, nonché di interventi formativi finalizzati a specifiche esigenze. La formazione si realizza anche attraverso strumenti che consentono l'accesso a percorsi universitari, per favorire l'arricchimento e la mobilità professionale mediante percorsi brevi finalizzati ad integrare il piano di studi con discipline coerenti con le nuove classi di concorso e con profili considerati necessari secondo le norme vigenti. Entro il 31 gennaio di ciascun anno il MIUR emana apposita direttiva, nel quadro delle modalità di cui all'art. 3, comma 1, in cui sono definiti gli obiettivi formativi assunti come prioritari con particolare riguardo:
-ai processi di innovazione in atto;
-al potenziamento e al miglioramento della qualità professionale;
-al potenziamento dell'offerta formativa nel territorio con particolare riguardo alla prevenzione dell'insuccesso scolastico e al recupero degli abbandoni, nonché all'esigenza di formazione continua degli adulti;
-ai supporti dei processi di riqualificazione dei docenti e di valorizzazione delle professionalità ATA;
-all'introduzione e alla valorizzazione dell'autoaggiornamento.
2) Per garantire le attività formative di cui al presente articolo l'Amministrazione utilizza tutte le risorse disponibili, nonché le risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da norme comunitarie. Le somme destinate alla formazione e non spese nell'esercizio finanziario di riferimento sono vincolate al riutilizzo nell'esercizio successivo con la stessa destinazione. In via prioritaria si dovranno assicurare alle istituzioni scolastiche opportuni finanziamenti per la partecipazione del personale in servizio ad iniziative di formazione deliberate dal Collegio dei docenti, necessarie per una qualificata risposta alle esigenze derivanti dal piano dell'offerta formativa.


Art. 62 - Fruizione del diritto alla formazione (art. 13, CCNL 26.5.99). (contratto scuola)

1) La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità.
2) Le iniziative formative, ordinariamente, si svolgono fuori dell'orario d'insegnamento.
3) Il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall'Amministrazione a livello centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche è considerato in servizio a tutti gli effetti. Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la partecipazione ad essi comporta, ove spettante, il trattamento di missione e il rimborso delle spese di viaggio.
4) Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, può partecipare, previa autorizzazione del capo d'istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di aggiornamento organizzate
dall'Amministrazione o svolte dall'Università, IRRE o da enti accreditati.
La partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all'attuazione dei profili professionali. In quest'ultimo caso il numero di ore può essere aumentato secondo le esigenze.
5) Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di 5 giorni nel corso dell'anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l'esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. Con le medesime modalità, e nel medesimo limite di 5 giorni, hanno diritto a partecipare ad attività musicali e artistiche, a titolo di formazione, gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche.
6) Il dirigente scolastico assicura, nelle forme e in misura compatibile con la qualità del servizio, un'articolazione flessibile dell'orario di lavoro per consentire la partecipazione a iniziative di formazione anche in aggiunta a quanto stabilito dal precedente comma 5.
7) Le stesse opportunità, fruizione dei 5 giorni e/o adattamento dell'orario di lavoro, devono essere offerte al personale docente che partecipa in qualità di formatore, esperto e animatore ad iniziative di formazione. Le predette opportunità di fruizione di 5 giorni per la partecipazione ad iniziative di formazione come docente o come discente non sono cumulabili. Il completamento della laurea e l'iscrizione a corsi di laurea per gli insegnanti in servizio nelle scuole dell'infanzia ed elementari hanno un carattere di priorità.
8) La formazione dei docenti si realizza anche mediante l'accesso a percorsi universitari brevi finalizzati all'integrazione dei piani di studio in coerenza con esigenze derivanti dalle modifiche delle classi di concorso e degli ambiti disciplinari.
9) Il Ministero ricercherà tutte le utili convergenze con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane per favorire l'accesso al personale interessato, ivi compreso il riconoscimento dei crediti formativi.
10) I criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio, sono definiti nell'ambito della contrattazione decentrata presso gli Uffici scolastici regionali.
11) All'interno delle singole scuole, per il personale in servizio, iscritto ai corsi di laurea, a corsi di perfezionamento o a scuole di
specializzazione, con particolare riferimento ai corsi utili alla mobilità professionale, alla riconversione e al reimpiego, il dirigente scolastico, nei limiti di compatibilità con la qualità del servizio, garantisce che siano previste modalità specifiche di articolazione dell'orario di lavoro.
12) Per garantire efficacia nei processi di crescita professionale e personalizzare i percorsi formativi saranno favorite le iniziative che fanno ricorso alla formazione a distanza, all'apprendimento in rete e all'autoaggiornamento, con la previsione anche di particolari forme di attestazione e di verifica delle competenze.
13) A livello di singola scuola il dirigente scolastico fornisce un'informazione preventiva sull'attuazione dei criteri di fruizione dei permessi per l'aggiornamento.


Art.63 - Livelli di attività (art. 8, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Alle istituzioni scolastiche singole, in rete o consorziate, compete la programmazione delle iniziative di formazione, riferite anche ai contenuti disciplinari dell'insegnamento, funzionali al POF, individuate sia direttamente sia all'interno dell'offerta disponibile sul territorio, ferma restando la possibilità dell'autoaggiornamento.
2) L'Amministrazione scolastica periferica garantisce servizi professionali di supporto alla progettualità delle scuole, azioni perequative e interventi legati a specificità territoriali e tipologie professionali.
3) All'Amministrazione centrale competono gli interventi di interesse generale, soprattutto quelli che si rendono necessari per le innovazioni, sia di ordinamento sia curriculari, per l'anno di formazione, per i processi di mobilità e di riqualificazione e riconversione professionale, per la formazione finalizzata all'attuazione di specifici istituti contrattuali, nonché il coordinamento complessivo degli interventi.


Art. 64 - Criteri di ripartizione delle risorse finanziarie (art. 10, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Le risorse per la formazione del personale delle scuole disponibili nel bilancio del MIUR sono assegnate:
-per il 60% alle scuole in base al numero complessivo degli addetti, con successiva proporzionale ripartizione, a livello di singola istituzione scolastica, tra numero dei docenti e numero di personale ATA;
-per il 20% all'Amministrazione periferica, in base al numero degli addetti nelle proprie istituzioni scolastiche, e comunque osservando il criterio proporzionale di cui al punto precedente;
-per il 20% all'Amministrazione centrale.


Art. 65 - Il piano annuale delle istituzioni scolastiche (art. 13, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) In ogni istituzione scolastica ed educativa il Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione destinate ai docenti è deliberato dal Collegio coerentemente con gli obiettivi e i tempi del POF, considerando anche esigenze e opzioni individuali.
Il Piano tiene conto dei contenuti della direttiva annuale del Ministro e si può avvalere delle offerte di formazione promosse dall'Amministrazione centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e privati qualificati o accreditati. Il Piano si articola in iniziative:
-promosse prioritariamente dall'Amministrazione;
-progettate dalla scuola autonomamente o consorziata in rete, anche in collaborazione con gli IRRE, con l'Università (anche in regime di convenzione), con le associazioni professionali qualificate, con gli Istituti di Ricerca e con gli Enti accreditati.


Art. 66 - I soggetti che offrono formazione (art. 14, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Le parti confermano il principio dell'accreditamento degli enti e delle agenzie per la formazione del personale della scuola e delle istituzioni educative e del riconoscimento da parte dell'Amministrazione delle iniziative di formazione.
2) Sono considerati soggetti qualificati per la formazione del personale della scuola le università, i consorzi universitari, interuniversitari, gli IRRE e gli istituti pubblici di ricerca. Il MIUR può riconoscere come soggetti qualificati associazioni professionali sulla base della vigente normativa.
3) Il Ministero, sulla base dei criteri sottoindicati e sentite le OOSS, definisce le procedure da seguire per l'accreditamento di soggetti - i soggetti qualificati di cui al precedente comma sono di per sé accreditati - per la realizzazione di progetti di interesse generale. I criteri di riferimento sono:
-la missione dell'ente o dell'agenzia tenendo conto delle finalità contenute nello statuto;
-l'attività svolta per lo sviluppo professionale del personale della scuola;
-l'esperienza accumulata nel campo della formazione;
-le capacità logistiche e la stabilità economica e finanziaria;
-l'attività di ricerca condotta e le iniziative d'innovazione metodologica condotte nel settore specifico;
-il livello di professionalizzazione raggiunto, anche con riferimento a specifiche certificazioni e accreditamenti già avuti e alla differenza funzionale di compiti e di competenze;
-la padronanza di approcci innovativi, anche in relazione al monitoraggio e alla valutazione di impatto delle azioni di formazione;
-il ricorso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
-la documentata conoscenza della natura e delle caratteristiche dei processi di sviluppo professionale del personale della scuola;
-la specifica competenza di campo in relazione alle aree progettuali di lavoro;
-la disponibilità a consentire il monitoraggio, l'ispezione e la valutazione delle singole azioni di formazione.
4) I soggetti qualificati di cui al comma 2 e i soggetti accreditati di cui al comma 3 possono accedere alle risorse destinate a progetti di interesse generale promossi dall'Amministrazione.
5) Possono proporsi anche le istituzioni scolastiche, singole o in rete e/o in consorzio, sulla base di specifiche competenze e di adeguate infrastrutture.
6) La contrattazione decentrata regionale individua i criteri con cui i soggetti che offrono formazione partecipano ai progetti definiti a livello territoriale.
7) I soggetti qualificati, accreditati o proponenti corsi riconosciuti sono tenuti a fornire al sistema informativo, l'informazione, secondo moduli standard che saranno definiti, relativa alle iniziative proposte al personale della scuola.


Art. 67 - Formazione in ingresso (art. 15, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Per i docenti a tempo indeterminato di nuova assunzione l'anno di formazione trova realizzazione attraverso specifici progetti
contestualizzati, anche con la collaborazione di reti e/o consorzi di scuole.
2) L'impostazione delle attività tiene conto dell'esigenza di personalizzare i percorsi, di armonizzare la formazione sul lavoro - con il sostegno di tutor appositamente formati - e l'approfondimento teorico.
3) Nel corso dell'anno di formazione vengono create particolari opportunità opzionali per il miglioramento delle competenze tecnologiche e della conoscenza di lingue straniere, anche nella prospettiva dell'acquisizione di certificazioni internazionalmente riconosciute.


Art. 68 - Formazione per il personale delle scuole in aree a rischio o a forte processo immigratorio, o frequentate da nomadi
(artt. 18 e 19, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Per le scuole collocate nelle aree a rischio l'Amministrazione promuove e sostiene iniziative di formazione in relazione agli obiettivi di prevenire la dispersione scolastica, di sviluppare la cultura della legalità, nonché di aumentare significativamente i livelli di successo scolastico, utilizzando metodi e tecniche di elevata efficacia, di formazione e di sostegno professionale facendo ricorso anche alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
2) Partecipano alle attività di formazione, in relazione ai progetti delle scuole coinvolte, gli insegnanti e il personale ATA. I corsi sono organizzati dalle scuole, singole o in rete, e si avvalgono della collaborazione di soggetti qualificati o accreditati, nonché della cooperazione di istituzioni ed enti presenti sul territorio.
3)Per gli insegnanti delle scuole collocate nelle aree a forte processo immigratorio, tenendo conto delle esperienze già realizzate
l'Amministrazione promuove l'organizzazione di seguenti attività formative:
-pronto intervento linguistico;
-corsi specifici sull'insegnamento della lingua italiana ad alunni e adulti, di lingua nativa diversa dall'italiano;
-approfondimento delle tematiche dell'educazione interculturale;
-produzione e diffusione di materiali didattici.
4) A seguito di specifiche intese i corsi per l'insegnamento della lingua italiana ad allievi e adulti, di lingua nativa diversa dall'italiano, possono anche essere offerti dalle Università come corsi di perfezionamento. Per la predisposizione di materiali per il pronto intervento linguistico e per la messa a disposizione di risorse didattiche si fa ricorso alle tecnologie della comunicazione e dell'informazione.
5) Per l'impostazione e l'organizzazione delle attività le scuole e l'Amministrazione si avvalgono della collaborazione di soggetti qualificati e/o accreditati, cooperano con le iniziative già realizzte o in corso da parte degli enti locali, delle associazioni espressione delle comunità di immigrati, delle organizzazioni non governative e delle associazioni di volontariato riconosciute.


Art. 69 - Formazione degli insegnanti che operano in settori particolari (art. 20, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Gli obiettivi delle iniziative di formazione finalizzata sono l'acquisizione e lo sviluppo di specifiche competenze per insegnanti che operano nei centri territoriali permanenti, nei corsi serali delle scuola secondaria superiore, nelle sezioni presso gli ospedali e gli istituti penitenziari e l'attivazione delle condizioni per il pieno sviluppo delle politiche di formazione permanente. L'Amministrazione garantisce che specifiche iniziative siano rivolte ai docenti che operano o che intendano operare in tali settori.
2) I corsi mirano a diffondere la conoscenza dei diversi contesti e processi di apprendimento, ad accrescere la familiarità con le metodologie attive di insegnamento, a sviluppare la padronanza delle strategie formative (modularità, riconoscimento dei crediti formativi e professionali, percorsi individuali di apprendimento, certificazione delle competenze).
3) In questa prospettiva il campo di azione potrà ampliarsi in relazione anche all'evoluzione dei processi di rinnovamento nel settore della formazione integrata e dei modelli di cooperazione tra l'istruzione e la formazione professionale.
4) Per il settore delle scuole negli ospedali e nelle scuole carcerarie degli istituti penitenziari il MIUR realizza le necessarie intese, con i Ministeri della sanità e di grazia e giustizia, per la programmazione, l'organizzazione e la finalizzazione delle attività.

Capo VII - TUTELA DELLA SALUTE NELL'AMBIENTE DI LAVORO

Art. 70 - Finalità (art. 57, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1)Al fine di assicurare compiuta attuazione a forme di partecipazione e di collaborazione dei soggetti interessati al sistema di prevenzione e di sicurezza dell'ambiente di lavoro, previste dal D.lgs. n. 626/94, come modificato dal D.lgs. n. 242/96, le parti convengono sulla necessità di realizzare l'intero sistema di prevenzione all'interno delle istituzioni scolastiche sulla base dei criteri e delle modalità previste dai successivi articoli del presente Capo, in coerenza con le norme legislative di riferimento e con quanto stabilito dal CCNQ 10.7.96 in materia di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nel comparto pubblico.


Art. 71 - Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) (art. 58, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Il RLS, in tutte le unità scolastiche previste dal DM n. 382/98, è eletto nei modi previsti dal succitato Accordo quadro 10.7.96 e dall'art. 58, CCNI 31.8.99. Ove successivi Accordi quadro modificassero in tutto o in parte la normativa contrattuale anzidetta, questa dovrà ritenersi recepita previo confronto con le OOSS del comparto scuola.
2) Con riferimento alle attribuzioni del RLS, la cui disciplina è contenuta negli artt. 18 e 19, D.lgs. n. 626/94, le parti a solo titolo esemplificativo concordano sulle seguenti indicazioni:
(a)il RLS ha diritto di accesso ai luoghi di lavoro nel rispetto dei limiti previsti dalla legge; egli segnala preventivamente al dirigente scolastico le visite che intende effettuare negli ambienti di lavoro; tali visite possono svolgersi congiuntamente con il responsabile del servizio di prevenzione o un addetto da questi incaricato;
(b)laddove il D.lgs. n. 626/94 prevede l'obbligo da parte del dirigente scolastico di consultare il RLS, la consultazione si deve svolgere in modo da garantire la sua effettività e tempestività; pertanto il dirigente scolastico consulta il RLS su tutti quegli eventi per i quali la disciplina legislativa prevede un intervento consultivo del RLS; in occasione della consultazione il RLS ha facoltà di formulare proposte e opinioni sulle tematiche oggetto di consultazione; la consultazione deve essere verbalizzata e nel verbale, depositato agli atti, devono essere riportate le osservazioni e le proposte del RLS. Inoltre il RLS è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione, sul piano di valutazione dei rischi, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'istituzione scolastica; è altresì consultato in merito all'organizzazione della formazione di cui all'art. 22, comma 5, D.lgs. n. 626/94. Gli esiti delle attività di consultazione di cui sopra sono riportati in apposito verbale sottoscritto dal RLS;
(c)il RLS ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione relativa alla valutazione dei rischi e alle misure di prevenzione, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l'organizzazione del lavoro e gli ambienti di lavoro, la certificazione relativa all'idoneità degli edifici, agli infortuni e alle malattie professionali; riceve inoltre informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
(d)il dirigente scolastico su istanza del RLS è tenuto a fornire tutte le informazioni e la documentazione richiesta; il RLS è tenuto a fare delle informazioni e documentazione ricevute un uso strettamente connesso alla sua funzione;
(e)il RLS ha diritto alla formazione specifica prevista all'art. 19, comma 1, lett. G), D.lgs. n. 626 citato. La formazione del RLS deve prevedere un programma base di minimo 32 ore; i contenuti della formazione sono quelli previsti dal D.lgs. n. 626/94, e dal Decreto Ministro del lavoro 16.1.97; in sede di Organismo paritetico possono essere proposti percorsi formativi aggiuntivi in considerazione di particolari esigenze;
(f)il RLS non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali;
(g)per l'espletamento dei compiti di cui all'art. 19, D.lgs. n. 626/94, i RLS, oltre ai permessi già previsti per le rappresentanze sindacali, utilizzano appositi permessi retribuiti orari pari a 40 ore annue per ogni rappresentante; per l'espletamento e gli adempimenti previsti dai punti b), c), d), g), i) ed l), art. 19, D.lgs. n. 626/94, il predetto monte-ore e l'attività sono considerati tempo di lavoro.


Art. 72 - Organismi paritetici territoriali (art. 59, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Alle delegazioni trattanti a livello scolastico regionale, sono affidati i compiti e i ruoli dell'Organismo paritetico di cui all'art. 20, D.lgs. n. 626/94.
2) Tale Organismo ha compiti di orientamento e promozione delle iniziative formative e informative nei confronti dei prestatori d'opera subordinati, degli altri soggetti ad essi equiparati e dei loro rappresentanti, di orientamento degli standard di qualità di tutto il processo formativo, di raccordo con i soggetti istituzionali di livello territoriale operanti in materia di salute e sicurezza per favorire la realizzazione di dette finalità. Inoltre, tali Organismi assumono la funzione di prima istanza di riferimento in merito a controversie sorte sull'applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalle norme vigenti legislative e contrattuali non escludendo la via giurisdizionale.


Art. 73 - Osservatorio nazionale paritetico della sicurezza (art. 60, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Al fine di stabilizzare i rapporti partecipativi in materia di igiene e sicurezza l'Osservatorio nazionale paritetico ha il compito di monitorare lo stato di applicazione della normativa, di coordinare l'azione dei Comitati paritetici territoriali, di avanzare proposte agli Organi competenti in merito alla normativa e alle sue applicazioni, di fare da raccordo con i soggetti istituzionali a livello nazionale operanti in materia di salute e sicurezza.


Art. 74 - Norme di rinvio (art. 61, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Per quanto non previsto dal presente Capo si fa esplicito riferimento al D.lgs. n. 626/94, al D.lgs. n. 242/96, al DM n. 292/96, al DM n. 382/98, al CCNQ 7.5.96 e alla legislazione in materia di igiene e sicurezza.

Capo VIII - ASPETTI ECONOMICO-RETRIBUTIVI GENERALI

Art. 75 - Struttura della retribuzione (art. 63, CCNL 4.8.95). (contratto scuola)

1) La struttura della retribuzione del personale docente, educativo e ATA appartenente al comparto della Scuola si compone delle seguenti voci:
-trattamento fondamentale:
(a)stipendio tabellare per posizioni stipendiali;
(b)eventuali assegni 'ad personam';
-trattamento accessorio:
(a)retribuzione professionale docenti;
(b)compenso per le funzioni strumentali del personale docente;
(c)compenso per le ore eccedenti e le attività aggiuntive;
(d)indennità di amministrazione dei DSGA;
(e)compenso individuale accessorio per il personale ATA;
(f)compenso per incarichi e attività al personale ATA;
(g)indennità e compensi retribuiti con il Fondo d'istituto;
(h)altre indennità previste dal presente contratto e/o da specifiche
disposizioni di legge.
2) Al personale, ove spettante, è corrisposto l'assegno per il nucleo familiare ai sensi della legge 13.5.88 n. 153 e successive modificazioni.
3) Le competenze di cui ai commi precedenti aventi carattere fisso e continuativo sono corrisposte congiuntamente in unica soluzione mensile.


Art. 76 - Aumenti della retribuzione base. (contratto scuola)

1) Gli stipendi tabellari sono incrementati tenendo conto dell'inflazione programmata per ciascuno dei 2 anni costituenti il biennio 2002-2003, del recupero dello scarto tra inflazione reale e programmata del biennio precedente, nonché di una anticipazione del differenziale tra inflazione reale e programmata determinatosi nel 2002.
2)Ai sensi del comma 1, gli stipendi tabellari previsti dall'art. 5, comma 2, CCNL 15.3.01, sono incrementati delle misure mensili lorde, per 13 mensilità, indicate nell'allegata tabella 1, alle scadenze ivi previste.
3)A decorrere dall'1.1.03, l'indennità integrativa speciale, nella misura attualmente spettante, cessa di essere corrisposta come singola voce retributiva ed è conglobata nella voce stipendio tabellare. Detto conglobamento non ha effetti diretti o indiretti sul trattamento economico complessivo fruito in base alle vigenti disposizioni dal personale in servizio all'estero.
4) Per effetto degli incrementi indicati al comma 2, e del conglobamento di cui al comma 3, i valori degli stipendi annui sono rideterminati nelle misure e alle decorrenze stabilite nella tabella 2.
5) Al personale educativo spetta il trattamento economico previsto per i docenti di scuola dell'infanzia ed elementare.
6) Al personale ATA transitato dal comparto Regioni - Enti locali viene erogata l'indennità integrativa speciale nelle misure spettanti al corrispondente personale ATA del comparto Scuola. Eventuali differenze già percepite sono conservate a titolo di assegno 'ad personam' non riassorbibile.

Nota a verbale per l'art. 76.
Con riferimento al comma 3 del presente articolo, le parti precisano che al personale in servizio all'estero cui non spetta l'indennità integrativa speciale, destinatario del presente contratto, verrà applicata una ritenuta sullo stipendio metropolitano corrispondente alla misura dell'indennità integrativa speciale stessa percepita al 31.12.01. Il calcolo delle ritenute previdenziali continua ad essere effettuato secondo le normative vigenti.


Art. 77 - Progressione professionale (art. 16, CCNL 25.5.99). (contratto scuola)

1)Al personale scolastico viene attribuito un trattamento economico differenziato per posizioni stipendiali. Il passaggio tra una posizione stipendiale e l'altra potrà essere acquisito al termine dei periodi previsti dall'allegata tabella 2, sulla base dell'accertato utile assolvimento di tutti gli obblighi inerenti alla funzione. Il servizio s'intende reso utilmente qualora il dipendente, nel periodo di maturazione della posizione stipendiale, non sia incorso in sanzioni disciplinari definitive implicanti la sospensione dal servizio; in caso contrario il passaggio alla posizione stipendiale superiore potrà essere ritardato, per mancata maturazione dei requisiti richiesti, nelle fattispecie e per i periodi seguenti:
(a)2 anni di ritardo in caso di sospensione dal servizio per una durata superiore a 1 mese per il personale docente e in caso di sospensione del lavoro di durata superiore a 5 giorni per il personale ATA;
(b)1 anno di ritardo in caso di sanzione disciplinare di sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 1 mese per il personale docente e fino a 5 giorni per il personale ATA.


Art. 78 - Tredicesima mensilità. (contratto scuola)

1) Al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato spetta una 13a mensilità corrisposta a dicembre di ogni anno.
2) L'importo della 13a mensilità è pari al trattamento fondamentale spettante al personale a dicembre, fatto salvo quanto previsto nei commi successivi.
3) La 13a mensilità è corrisposta per intero al personale in servizio continuativo dal 1° gennaio dello stesso anno.
4) Nel caso di servizio prestato per un periodo inferiore all'anno o in caso di cessazione del rapporto nel corso dell'anno, la 13a è dovuta in ragione di 1/12 per ogni mese di servizio prestato o frazione di mese superiore a 15 giorni.
5) I ratei della 13a non spettano per i periodi trascorsi in aspettativa per motivi personali o di famiglia o in altra condizione che comporti la sospensione o la privazione del trattamento economico e non sono dovuti al personale cessato dal servizio per motivi disciplinari.
6) Per i periodi temporali che comportino la riduzione del trattamento economico, il rateo della 13a mensilità, relativo ai medesimi periodi, è ridotto nella stessa proporzione della riduzione del trattamento economico.


Art. 79 - Effetti dei nuovi stipendi. (contratto scuola)

1) Gli incrementi stipendiali di cui all'art. 76 hanno effetto integralmente sulla 13ª mensilità, sui compensi per le attività aggiuntive, sulle ore eccedenti, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sull'indennità di buonuscita, sull'equo indennizzo e sull'assegno alimentare.
2) I benefici economici risultanti dall'applicazione dell'art. 76 sono corrisposti integralmente alle scadenze e negli importi ivi previsti al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione nel periodo di vigenza contrattuale. Agli effetti dell'indennità di buonuscita e di licenziamento si considerano solo gli incrementi maturati alla data di cessazione dal servizio.
3) Il conglobamento sullo stipendio tabellare dell'indennità integrativa speciale, di cui all'art. 76, comma 3 del presente CCNL, non modifica le modalità per determinare la base di calcolo in atto del trattamento pensionistico anche con riferimento all'art. 2, comma 10, legge n. 335/95.


Art. 80 - Compenso individuale accessorio per il personale ATA (art. 25, CCNI 31.8.99). (contratto scuola)

1) Al personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative, è corrisposto, con le decorrenze a fianco indicate, un compenso individuale accessorio, nelle misure e con le modalità di seguito indicate, salvo restando l'eventuale residua sussistenza di compensi corrisposti 'ad personam'.
2) Il compenso di cui al comma 1 è incrementato nelle misure e alle scadenze indicate nell'allegata tabella 3.
3) Il compenso di cui al comma 1, per il personale a tempo determinato, è corrisposto secondo le seguenti specificazioni:
(a)dalla data di assunzione del servizio, per ciascun anno scolastico, al personale ATA con rapporto d'impiego a tempo determinato su posto vacante e disponibile per l'intera durata dell'anno scolastico;
(b)dalla data di assunzione del servizio, e per un massimo di 10 mesi per ciascun anno scolastico, al personale ATA con rapporto di impiego a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche.
4) Nei confronti del direttore dei servizi generali e amministrativi detto compenso viene corrisposto nell'ambito delle indennità di amministrazione di cui all'art. 54.
5) Il compenso individuale accessorio in questione spetta in ragione di tante mensilità per quanti sono i mesi di servizio effettivamente prestato o situazioni di stato assimilate al servizio.
6) Per i periodi di servizio o situazioni di stato assimilate al servizio inferiori al mese detto compenso è liquidato al personale in ragione di 1/30 per ciascun giorno di servizio prestato o situazioni di stato assimilate al servizio.
7) Nei casi di assenza per malattia si applica l'art. 17, comma 8, lett. a).
8)Per i periodi di servizio prestati in posizioni di stato che comportino la riduzione dello stipendio il compenso medesimo è ridotto nella stessa misura.
9) Nei confronti del personale ATA con contratto part-time, il compenso in questione è liquidato in rapporto all'orario risultante dal contratto.
10) Il compenso di cui trattasi è assoggettato alle ritenute previste per i compensi accessori. Alla sua liquidazione mensile provvedono le Direzioni provinciali del tesoro (DPT).





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