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Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al Personale Comparto Scuola- 4° parte
 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

RELATIVO AL PERSONALE DEL COMPARTO SCUOLA
(per il quadriennio normativo 2002/05
e il 1° biennio economico 2002/03)

ARTICOLI DA 1 A 20

ARTICOLI DA 21 A 50

ARTICOLI DA 51 A 80

ARTICOLI DA 81 A 110

ARTICOLI DA 111 A 143

TABELLE

ALLEGATI


Art. 81 - Retribuzione professionale docenti (art. 7, CCNL 15.3.01). (ccnl scuola)

1)Con l'obiettivo della valorizzazione professionale della funzione docente per la realizzazione dei processi innovatori, che investono strutture e contenuti didattici delle scuole di ogni ordine e grado, nonché di avviare un riconoscimento del ruolo determinante dei docenti per sostenere il miglioramento del servizio scolastico, la retribuzione professionale docenti di cui all'art. 7, CCNL 15.3.01, è incrementata nelle misure mensili lorde e alle scadenze indicate nell'allegata tabella 4.
2) Per effetto degli incrementi stabiliti al comma 1, la retribuzione professionale docenti, corrisposta per 12 mensilità, è rideterminata nelle misure indicate nell'allegata tabella 4.
3) La retribuzione professionale docenti, analogamente al compenso individuale accessorio, è corrisposta per 12 mensilità con le modalità stabilite dall'art. 25, CCNI 31.8.99, fermo restando quanto previsto dall'art. 17, comma 8, lett. a).


Art. 82 - Risorse complessive per il finanziamento del Fondo dell'istituzione scolastica. (ccnl scuola)

1) Le risorse destinate al finanziamento del Fondo d'istituto, già definite ai sensi dell'art.14, CCNL 2000/01 stipulato il 15.3.01, sono integrate dalle ulteriori seguenti risorse, a decorrere dall'1.1.03:
(a)un importo pari ad E 13,84 'pro capite' per 13 mensilità per ogni docente e unità di personale educativo;
(b)un importo pari ad E 9,82 'pro capite' per 13 mensilità per ogni unità di personale ATA.
2) Le risorse previste dall'art. 14, comma 2, CCNL 15.3.01, corrispondenti ad E 206,6 milioni (£ 400 miliardi) per il 2002 ed E 309,9 milioni (£ 600 miliardi) per il 2003, concorrono alla copertura finanziaria dell'incremento della retribuzione professionale docenti previsto all'art. 81 e, pertanto, è abrogata la possibile finalizzazione di tali risorse in favore del Fondo d'istituto così come stabilito dal citato art. 14.
3) Il Fondo potrà altresì essere alimentato, salvo diversa finalizzazione stabilita in sede di CCNL, delle economie di gestione, richiamate dall'integrazione dall'atto d'indirizzo del 14.4.03, conseguenti alle ulteriori riduzioni di personale da realizzare nell'anno scolastico 2003/04, per la quota parte relativa al 2003, previa verifica da effettuarsi il 1° bimestre 2004. A tali risorse potranno aggiungersi quelle indicate nell'art. 35, comma 8, legge 27.12.02 n. 289, previa verifica dell'effettivo conseguimento delle economie derivanti dall'applicazione dei commi 2, 4 e 6 del citato art. 35.


Art. 83 - Criteri di ripartizione delle risorse per il finanziamento del Fondo dell'istituzione scolastica. (ccnl scuola)

1) Il Fondo dell'istituzione scolastica è finalizzato a retribuire le prestazioni rese dal personale docente, educativo e ATA per sostenere il processo di autonomia scolastica, con particolare riferimento alle esigenze che emergono dalla realizzazione del POF e dalle sue ricadute sull'organizzazione complessiva del lavoro, nonché delle attività e del servizio. Il Fondo è inoltre finalizzato alla qualificazione e all'ampliamento dell'offerta di istruzione e formazione anche in relazione alla domanda proveniente dal territorio.
2) Le risorse di cui all'art. 14, CCNL 15.3.01, comma 1, lett. b), c), d), nonché le ulteriori risorse stabilite nell'art. 82, comma 1, lett. a) e b) del presente CCNL, continuano ad essere ripartite tra le singole istituzioni scolastiche ed educative in relazione alla rispettiva dotazione organica. Le risorse così distribuite si aggiungono a quelle ripartite ai sensi dell'art. 28, CCNI 31.8.99.
3) Il Fondo è inoltre alimentato:
(a)dai finanziamenti previsti dalle vigenti disposizioni e da tutte le somme introitate dall'istituto scolastico finalizzate a compensare le prestazioni aggiuntive del personale, ivi comprese quelle derivanti da risorse dell'Unione Europea, da enti pubblici o soggetti privati;
(b)dalle eventuali economie di cui all'art. 22, comma 6, legge 28.12.01 n. 448.
4) Le risorse del Fondo delle singole istituzioni scolastiche, che risultino non utilizzate alla fine dell'esercizio finanziario, sono riutilizzate nell'esercizio successivo.
5) Entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo le parti, in apposita sequenza contrattuale, definiranno, in tempo utile per l'anno scolastico 2003/04, nuovi criteri per la distribuzione delle risorse complessivamente finalizzate al Fondo dell'istituzione scolastica.


Art. 84 - Compensi accessori per il personale in servizio presso IRRE, MIUR e Università (art. 18, comma 4, CCNL 15.3.01). (ccnl scuola)

1) Per l'erogazione di compensi per il trattamento accessorio da corrispondere al personale docente, educativo e ATA in servizio presso IRRE, nei distretti scolastici o comandato nell'Amministrazione centrale e periferica del MIUR, in base alle vigenti disposizioni, nonché al personale con incarico di supervisione nelle attività di tirocinio sono corrisposti compensi accessori nelle misure e secondo le modalità definite nel CCNI 18.2.03.
2) Al finanziamento dei compensi di cui al comma 1 sono destinate il 50% delle risorse di cui all'art. 18, ultimo periodo, CCNL 15.3.01. La restante quota del 50% alimenta le risorse complessive per il finanziamento del Fondo dell'istituzione scolastica di cui all'art. 82 del presente CCNL.
3) L'aggiornamento dei compensi accessori e della modalità di erogazione degli stessi sarà definito nella sequenza contrattuale di cui all'art. 83, comma 5.
4) Le risorse non utilizzate alla fine dell'esercizio finanziario alimentano le risorse complessive per il finanziamento del Fondo dell'istituzione scolastica di cui all'art. 82 del presente CCNL.


Art. 85 - Attività complementari di educazione fisica (art. 32, CCNI 31.8.99). (ccnl scuola)

1) Le ore eccedenti le 18 settimanali effettuabili, fino ad un massimo di 6 settimanali, del personale insegnante di educazione fisica nell'avviamento alla pratica sportiva, vanno individuate ed erogate nell'ambito di uno specifico progetto contenuto nel POF, progetto che può riguardare anche la prevenzione di paramorfismi fisici degli studenti.
2) Ferma restando la spesa complessiva sostenuta nel decorso anno scolastico, il compenso in parola può essere corrisposto, nella misura oraria, maggiorata del 10%, prevista dall'art. 70, CCNL 4.8.95, ovvero in modo forfettario e riguardare solo docenti di educazione fisica impegnati nel progetto in servizio nell'istituzione scolastica.
3) Ai docenti coordinatori provinciali per l'educazione fisica è erogato, nel limite orario settimanale del precedente comma 1, il compenso per le ore eccedenti con la maggiorazione prevista dal presente articolo.


Art. 86 - Indennità e compensi a carico del Fondo d'istituto (art. 30, CCNI 31.8.99). (ccnl scuola)

1) Le attività da retribuire, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, sono quelle relative alle diverse esigenze didattiche e organizzative e alle aree di personale interno alla scuola, eventualmente prevedendo compensi anche in misura forfettaria, in correlazione con il POF, su delibera del Consiglio di circolo o d'istituto, il quale, a tal fine, acquisisce la delibera del Collegio dei docenti. La ripartizione delle risorse del Fondo, dovrà tenere conto anche con riferimento alle consistenze organiche delle aree, docenti ed ATA, dei vari ordini e gradi di scuola eventualmente presenti nell'unità scolastica e delle diverse tipologie di attività (EDA, scuola ospedaliera, carceraria, corsi serali, convitti).
2)Con il Fondo vengono retribuite:
(a)la flessibilità organizzativa e didattica che consiste nelle prestazioni connesse alla turnazione e a particolari forme di flessibilità dell'orario, alla sua intensificazione mediante una diversa scansione dell'ora di lezione e all'ampliamento del funzionamento dell'attività scolastica, previste nel regolamento sull'autonomia. Per il personale docente ed educativo in servizio nelle istituzioni scolastiche che abbiano attivato la flessibilità organizzativa e didattica spetta un compenso definito in misura forfettaria in contrattazione integrativa d'istituto;
(b)le attività aggiuntive d'insegnamento. Esse consistono nello svolgimento, oltre l'orario obbligatorio di insegnamento e fino ad un massimo di 6 ore settimanali, di interventi didattici volti all'arricchimento e alla personalizzazione dell'offerta formativa, con
esclusione delle attività aggiuntive d'insegnamento previste dall'art. 70, CCNL 4.8.95 e di quelle previste dal precedente art. 85. Per tali attività spetta un compenso nelle misure stabilite nella tabella 5;
(c)le attività aggiuntive funzionali all'insegnamento. Esse consistono nello svolgimento di compiti relativi alla progettazione e alla produzione di materiali utili per la didattica, con particolare riferimento a prodotti informatici e in quelle previste dall'art. 27, comma 3, lett. a) del presente CCNL eccedenti le 40 ore annue. Per tali attività spetta un compenso nelle misure stabilite nella tabella 5;
(d)le prestazioni aggiuntive del personale ATA, che consistono in prestazioni di lavoro oltre l'orario d'obbligo, ovvero nell'intensificazione di prestazioni lavorative dovute anche a particolari forme di organizzazione dell'orario di lavoro connesse all'attuazione dell'autonomia. Per tali attività spetta un compenso nelle misure stabilite nella tabella 6;
(e)i compensi da corrispondere al personale docente ed educativo, non più di 2 unità, della cui collaborazione il dirigente scolastico intende avvalersi nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e gestionali. Tali compensi non sono cumulabili con il compenso per le funzioni strumentali al piano dell'offerta formativa di cui all'art. 30 del presente CCNL;
(f)le indennità di turno notturno, festivo, notturno-festivo con le modalità stabilite nel CCNI 31.8.99 e nelle misure definite con la tabella 7;
(g)l'indennità di bilinguismo e di trilinguismo, nei casi in cui non sia già prevista a carico di soggetti diversi dal MIUR in base alla normativa vigente - nel qual caso potrà essere contrattata la relativa rivalutazione -, con le modalità stabilite nel CCNI 31.8.99 e nelle misure definite con la tabella 8;
(h)il compenso spettante al personale che in base alla normativa vigente sostituisce il DSGA o ne svolge le funzioni ai sensi dell'art. 55, comma 1, del presente CCNL, detratto l'importo del CIA già in godimento;
(i)la quota variabile dell'indennità di amministrazione di cui all'art. 55 del presente CCNL spettante al DSGA con le modalità stabilite nel CCNI 31.8.99 e nelle misure definite con la tabella 9;
(j)compensi per il personale docente, educativo e ATA per ogni altra attività deliberata dal Consiglio di circolo o d'istituto nell'ambito del POF.


Art. 87 - Direttore dei servizi generali e amministrativi. (ccnl scuola)

1) A decorrere dall'1.1.03 ai direttori dei servizi generali e amministrativi, destinatari dell'incremento retributivo previsto dell'art. 8, comma 1, CCNL 15.3.01, è attribuito un incremento retributivo pari al 30% del differenziale tra la posizione stipendiale iniziale del direttore amministrativo delle accademie e conservatori e la corrispondente posizione iniziale del responsabile amministrativo all'1.9.00.
2) Per effetto dell'incremento previsto dal comma 1 si realizza il completamento dell'equiparazione retributiva tra il personale appartenente all'ex profilo di responsabile amministrativo e quello del direttore amministrativo delle accademie e conservatori.
3) Al personale DSGA possono essere corrisposti, fatto salvo quanto previsto dall'art. 86, comma 2, lett. i), esclusivamente i seguenti compensi a carico del Fondo d'istituto:
(a)per compensi per lavoro straordinario per un massimo di 100 ore annue;
(b)per attività e prestazioni aggiuntive connesse a progetti finanziati con risorse dell'UE, da enti pubblici e da soggetti privati.

Capo IX - NORME DISCIPLINARI
Sezione I - PERSONALE DOCENTE

Art. 88 - Rinvio delle norme disciplinari (art. 56, CCNL 1995). (ccnl scuola)

1) Per il personale docente ed educativo delle scuole di ogni ordine e grado, continuano ad applicarsi le norme di cui al titolo I, capo IV, parte III, D.lgs. n. 297/94.
2) La materia disciplinare del personale di cui al comma 1, sarà definita con le OOSS in sede negoziale da attivarsi nei 30 giorni successivi all'entrata in vigore della legge di riordino degli Organi collegiali.

Sezione II - PERSONALE AMMINISTRATIVO, TECNICO E AUSILIARIO

Art. 89 - Obblighi del dipendente (art. 57, CCNL 1995). (ccnl scuola)

1) Il dipendente adegua il proprio comportamento all'obbligo costituzionale di servire esclusivamente la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati propri e altrui.
2) Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di rapporti di fiducia e collaborazione tra l'Amministrazione e i cittadini.
3) In tale contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il dipendente deve in particolare:
(a)esercitare con diligenza, equilibrio e professionalità i compiti costituenti esplicazione del profilo professionale di titolarità;
(b)cooperare al buon andamento dell'istituto, osservando le norme del presente contratto, le disposizioni per l'esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall'Amministrazione scolastica, le norme in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;
(c)rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme vigenti;
(d)non utilizzare ai fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio;
(e)nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alle attività amministrative previste dalla legge 7.8.90 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'Amministrazione, nonché agevolare le procedure ai sensi del D.lgs. n. 443/00 e del DPR n. 445/00 in tema di autocertificazione;
(f)favorire ogni forma di informazione e di collaborazione con le famiglie e con gli alunni;
(g)rispettare l'orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l'autorizzazione del dirigente scolastico;
(h)durante l'orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata non solo a principi generali di correttezza ma, altresì, all'esigenza di coerenza con le specifiche finalità educative dell'intera comunità scolastica, astenendosi da comportamenti lesivi della dignità degli altri dipendenti, degli utenti e degli alunni;
(i)non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività lavorative, ancorché non remunerate, in periodo di malattia o infortunio;
(l) eseguire gli ordini inerenti all'esplicazione delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l'ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a chi l'ha impartito dichiarandone le ragioni; se l'ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente, non deve, comunque, eseguire l'ordine quando l'atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;
(m)tenere i registri e le altre forme di documentazione previste da specifiche disposizioni vigenti per ciascun profilo professionale;
(n)assicurare l'integrità degli alunni secondo le attribuzioni di ciascun profilo professionale;
(o)avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti e automezzi a lui affidati;
(p)non valersi di quanto è di proprietà dell'Amministrazione per ragioni che non siano di servizio;
(q)non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa;
(r)osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l'accesso ai locali dell'Amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone estranee all'Amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;
(s)comunicare all'Amministrazione la propria residenza e dimora, ove non coincidenti, e ogni successivo mutamento delle stesse;
(t)in caso di malattia, dare tempestivo avviso all'ufficio di appartenenza, salvo comprovato impedimento;
(u)astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente propri interessi finanziari o non finanziari.


Art. 90 - Sanzioni e procedure disciplinari (art. 58, CCNL 1995). (ccnl scuola)

1) Le violazioni degli obblighi disciplinati dall'art. 89 del presente contratto danno luogo, secondo la gravità dell'infrazione, previo procedimento disciplinare, all'applicazione delle seguenti sanzioni disciplinari:
(a)rimprovero verbale;
(b)rimprovero scritto;
(c)multa di importo variabile fino ad un massimo di 4 ore di retribuzione;
(d)sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino a 10 giorni;
(e)licenziamento con preavviso;
(f)licenziamento senza preavviso.
2) L'Amministrazione, salvo il caso del rimprovero verbale, non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente senza previa contestazione scritta dell'addebito - da effettuarsi entro 20 giorni da quando il soggetto competente per la contestazione, di cui al successivo art. 91, è venuto a conoscenza del fatto - e senza averlo sentito a sua difesa con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'Associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
3) Il dipendente al quale sono stati contestati i fatti viene convocato con lettera per la difesa non prima che siano trascorsi 5 giorni lavorativi dall'avvenuta contestazione del fatto che vi ha dato causa. Trascorsi inutilmente 15 giorni dalla convocazione per la difesa del dipendente, la sanzione viene applicata nei successivi 15 giorni.
4) Nel caso in cui la sanzione da comminare non sia di sua competenza, ai sensi del successivo art. 91, il dirigente scolastico, ai fini del comma 2, segnala entro 10 giorni, all'ufficio competente i fatti da contestare al dipendente per l'istruzione del procedimento, dandone contestuale comunicazione all'interessato.
5) Al dipendente o, su espressa delega al suo difensore, è consentito l'accesso a tutti gli atti istruttori riguardanti il procedimento a suo carico.
6)Il procedimento disciplinare deve concludersi entro 120 giorni dalla data di contestazione di addebito. Qualora non sia stato portato a termine entro tale data, il procedimento si estingue.
7) L'ufficio competente per i procedimenti disciplinari sulla base degli accertamenti effettuati e delle giustificazioni addotte dal dipendente, irroga la sanzione applicabile tra quelle indicate al comma 1. Quando il medesimo ufficio ritenga che non vi sia luogo a procedere disciplinarmente dispone la chiusura del procedimento, dandone comunicazioneall'interessato.
8) I provvedimenti di cui al comma 1 non sollevano il lavoratore dalle eventuali responsabilità di altro genere nelle quali egli sia incorso.
9) I termini di cui al presente articolo devono intendersi come perentori.
10) Per quanto non previsto dalla presente disposizione si rinvia all'art. 55, D.lgs. n. 165/01.
11)Per quanto riguarda conciliazione e arbitrato, si rinvia al capo XII del presente CCNL.


Art. 91 - Competenze (art. 59, CCNL 1995). (ccnl scuola)

1) Il rimprovero verbale, il rimprovero scritto e la multa sono inflitti dal dirigente scolastico.
2) La sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni, il licenziamento con preavviso e il licenziamento senza preavviso sono inflitti dal Direttore generale regionale.


Art. 92 - Codice disciplinare (art. 60, CCNL 1995). (ccnl scuola)

1) Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni, in relazione alla gravità della mancanza e in conformità di quanto previsto dall'art. 55, D.lgs. n. 165/01, il tipo e l'entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti criteri generali:
(a)intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza, e imperizia dimostrate , tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;
(b)rilevanza degli obblighi violati;
(c)responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
(d)grado di danno o di pericolo causato all'Amministrazione, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi;
(e)sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell'ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;
(f)al concorso nel fatto di più lavoratori in accordo tra loro.
2) La recidiva in mancanze già sanzionate nel biennio di riferimento comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell'ambito della medesima fattispecie.
3) Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate e accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.
4) La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzione si applica, graduando l'entità delle sanzioni in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
(a)inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro;
(b)condotta non conforme a principi di correttezza verso i superiori o altri dipendenti o nei confronti dei genitori, degli alunni
o del pubblico;
(c)negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati ovvero nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti affidati al dipendente o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza;
(d)inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro ove non ne sia derivato danno o disservizio;
(e)rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'Amministrazione, nel rispetto di quanto previsto
dall'art. 6, legge n. 300/70;
(f)insufficiente rendimento, rispetto a carichi di lavoro e, comunque, nell'assolvimento dei compiti assegnati;
(g)violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi.
5) L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio della scuola e destinato ad attività sociali a favore degli alunni.
6) La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione
della retribuzione fino a un massimo di 10 giorni si applica, graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:
(a)recidiva nelle mancanze previste dal comma 4 che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa;
(b)particolare gravità delle mancanze previste nel comma 4;
(c)assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è
determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della
violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi;
(d)ingiustificato ritardo, fino a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori;
(e)testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari o rifiuto della stessa;
(f)comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi , calunniosi o diffamatori nei confronti dei superiori, di altri dipendenti,
dei genitori, degli alunni o dei terzi;
(g)alterchi con ricorso a vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con genitori, alunni o terzi;
(h)manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'Amministrazione, esulanti dal rispetto della libertà di pensiero, ai sensi dell'art. 1, legge n. 300/70;
(i)atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
(l)violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia, comunque, derivato grave danno all'Amministrazione, ai genitori, agli alunni o a terzi.
7) La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso di applica per:
(a)recidiva plurima, almeno 3 volte nell'anno, nelle mancanze previste nel comma 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza tra quelle previste nel medesimo comma, che abbia comportato l'applicazione della sanzione di 10 giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione;
(b)occultamento, da parte del responsabile della custodia, del controllo o della vigilanza, di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell'Amministrazione o ad essa affidati;
(c)rifiuto espresso del trasferimento disposto per motivate esigenze di servizio;
(d)assenza ingiustificata e arbitraria dal servizio per un periodo superiore a 10 giorni consecutivi lavorativi;
(e)persistente insufficiente rendimento o fatti che dimostrino grave incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
(f)condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori del servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità;
(g)violazione dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti di gravità tale, secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro.
8) La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per:
(a)3a recidiva nel biennio di: minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie
di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
(b)accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti;
(c)condanne passate in giudicato:
(1)di cui art. 58, D.lgs. 18.8.00 n.267, nonché per i reati di cui agli artt. 316 e 316 bis CP;
(2)quando alla condanna consegua comunque l'interdizione perpetua dai pubblici uffici;
(3)per i delitti indicati dall'art. 3, comma 1, legge n. 97/01.
(d)condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che, pur non attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta neanche provvisoriamente la prosecuzione per la sua specifica gravità;
(e)commissione in genere di fatti o atti dolosi, anche non consistenti in illeciti di rilevanza penale per i quali vi sia obbligo di denuncia, anche nei confronti di terzi, di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro.
9) Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve essere data la massima pubblicità mediante affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita con altre.


Art. 93 - Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale. (ccnl scuola)

1) Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti, commessi in servizio, di rilevanza penale l'Amministrazione inizia il procedimento disciplinare e inoltra la denuncia penale. Il procedimento disciplinare rimane tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione è disposta anche nel caso in cui l'obbligo della denuncia penale emerga nel corso del procedimento disciplinare già avviato.
2) Al di fuori dei casi previsti nel comma precedente, quando l'Amministrazione venga a conoscenza dell'esistenza di un procedimento penale a carico del dipendente per i medesimi fatti oggetto di procedimento disciplinare, questo è sospeso fino alla sentenza definitiva.
3) Fatte salve le ipotesi di cui all'art. 5, commi 2 e 4, legge n. 97/01, negli altri casi il procedimento disciplinare sospeso ai sensi del presente articolo è riattivato entro 180 giorni da quando l'Amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e si conclude entro 120 giorni dalla sua riattivazione.
4) Per i casi previsti all'art. 5, comma 4, legge n. 97/01, il procedimento disciplinare precedentemente sospeso è riattivato entro 90 giorni da quando l'Amministrazione ha avuto notizia della sentenza definitiva e deve concludersi entro i successivi 120 giorni dalla sua riattivazione.
5) L'applicazione della sanzione prevista dall'art. 92, come conseguenza delle condanne penali citate nei commi 8, lett. f) e 9, lett. c) e d), non ha carattere automatico, essendo correlata all'esperimento del procedimento disciplinare, salvo quanto previsto dall'art. 5, comma 2, legge n. 97/01.
6) In caso di assoluzione si applica quanto previsto dall'art. 653 CPP. Ove nel procedimento disciplinare sospeso al dipendente, oltre ai fatti oggetto del giudizio penale per i quali vi sia stata assoluzione, siano state contestate altre violazioni, il procedimento medesimo riprende per dette infrazioni.
7) In caso di proscioglimento si procede analogamente al comma 6.
8) In caso di sentenza irrevocabile di condanna trova applicazione l'art. 1, legge n. 97/01.
9) Il dipendente licenziato ai sensi dell'art. 92, comma 8, lett. f) e comma 9, lett. c) e d), e successivamente assolto a seguito di revisione del processo, ha diritto, dalla data della sentenza di assoluzione, alla riammissione in servizio nella medesima sede o in altra su sua richiesta, anche in soprannumero, nella medesima qualifica e con decorrenza dell'anzianità posseduta all'atto del licenziamento.
10) Il dipendente riammesso ai sensi del comma 9, è reinquadrato, nell'area e nella posizione economica in cui è confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora sia intervenuta una nuova classificazione del personale. In caso di premorienza, il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno diritto a tutti gli assegni che sarebbero stati attribuiti al dipendente nel periodo di sospensione o di licenziamento, escluse le indennità comunque legate alla presenza in servizio ovvero alla prestazione di lavoro straordinario.


Art. 94 - Sospensione cautelare in caso di procedimento penale (art. 62, CCNL 1995). (ccnl scuola)

1) Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d'ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà.
2) L'Amministrazione, ai sensi del presente articolo, cessato lo stato di restrizione della libertà personale, può prolungare il periodo di sospensione del dipendente, fino alla sentenza definitiva alle medesime condizioni del comma 3.
3) Il dipendente, può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l'applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell'art. 92, commi 8 e 9.
4) Resta fermo l'obbligo di sospensione cautelare dal servizio per i reati indicati dall'art. 58, D.lgs. n. 267/00.
5) Nel caso dei reati previsti all'art. 3, comma 1, legge n. 97/01, in alternativa alla sospensione di cui al presente articolo, possono essere applicate le misure previste dallo stesso art. 3. Per i medesimi reati, qualora intervenga condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la sospensione condizionale della pena, si applica l'art. 4, comma 1 della citata legge n. 97/01.
6) Nei casi indicati ai commi precedenti si applica quanto previsto dall'art. 93 in tema di rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale.
7) Al dipendente sospeso ai sensi dei commi da 1 a 5 sono corrisposti un'indennità pari al 50% della retribuzione fondamentale di cui all'art. 75, comma 1, nonché gli assegni del nucleo familiare, ove spettanti.
8)Nel caso di sentenza definitiva di assoluzione o proscioglimento, ai sensi dell'art. 93, commi 6 e 7, quanto corrisposto nel periodo di sospensione cautelare a titolo di indennità verrà conguagliato con quanto dovuto al lavoratore se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi speciali o per prestazioni di carattere straordinario. Ove il giudizio disciplinare riprenda, per altre infrazioni, ai sensi del medesimo art. 93, comma 6, secondo periodo, il conguaglio dovrà tener conto delle sanzioni eventualmente applicate.
9) In tutti gli altri casi di riattivazione del procedimento disciplinare a seguito di condanna penale, ove questo si concluda con una sanzione diversa dal licenziamento, al dipendente precedentemente sospeso verrà conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio, escluse le indennità o compensi per servizi e funzioni speciali o per prestazioni di carattere straordinario, nonché i periodi di sospensione del comma 1 e quelli eventualmente inflitti a seguito del giudizio disciplinare riattivato.
10) Quando vi sia stata sospensione cautelare del servizio a causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a 5 anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio. Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all'esito del procedimento penale.
11) I procedimenti disciplinari in corso alla data di stipulazione del presente contratto vanno portati a termine secondo le procedure vigenti alla data del loro inizio.


Art. 95 - Codice di condotta relativo alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro. (ccnl scuola)

1) I Direttori generali regionali danno applicazione, con proprio atto, al codice di condotta relativo ai provvedimenti da assumere nella lotta contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, come previsto dalla Raccomandazione della Commissione europea del 27.11.91, n. 92/131/CEE, allegata a titolo esemplificativo al n. 1 del presente contratto per fornire linee guida uniformi in materia. Dell'atto così adottato i Direttori generali danno informazione preventiva alle OOSS firmatarie del presente CCNL.

Capo X - PERSONALE DELLE SCUOLE ITALIANE ALL'ESTERO

Art. 96 - Vertenze e Organismi di conciliazione (art. 1, Accordo successivo 11.12.96). (ccnl scuola)

1) La proclamazione e la revoca degli scioperi relativi a vertenze che interessino le istituzioni scolastiche italiane di uno o più Paesi esteri sono comunicate al Ministero degli affari esteri - Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale - il quale ne informa la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per la funzione pubblica - e il MIUR - Gabinetto del Ministro; per le vertenze a livello di circoscrizione consolare, la comunicazione è indirizzata al console territorialmente competente
2) Sono costituiti, d'intesa tra le parti, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente accordo, Organismi di conciliazione presso il Ministero degli affari esteri, per i conflitti che interessino il personale in servizio in uno o più Paesi esteri, e presso gli Uffici consolari, per i conflitti a livello di circoscrizione consolare.


Art. 97 - Sistema delle relazioni sindacali (artt. 11 e 19, sequenza 24.2.00). (ccnl scuola)

1) Il sistema delle relazioni sindacali vigente in Italia di cui al capo II si applica al personale della scuola in servizio all'estero, ivi compresa la costituzione delle RSU.
Le relazioni sindacali si articolano a livello di contrattazione integrativa nazionale presso il Ministero affari esteri e a livello
decentrato presso le Ambasciate, per le questioni che investano l'intero Paese ospite, i Consolati, per il personale dei corsi di lingua italiana e per il personale statale delle scuole private, e presso le istituzioni scolastiche italiane statali all'estero.
2) La delegazione di parte pubblica per la contrattazione integrativa e decentrata a livello di Ministero è costituita da un delegato del Ministro degli esteri, che la presiede, da un delegato del MIUR e da una rappresentanza dei titolari degli Uffici interessati dell'Amministrazione degli affari esteri e di quella del MIUR.
3) Con la contrattazione integrativa di cui al comma precedente, sarà anche determinato il trattamento dei permessi retribuiti, fruiti all'estero, con riguardo all'assegno di sede, fermo restando che questo spetta comunque per i sei giorni di ferie di cui all'art. 13, comma 9, e all'art. 15, comma 2, alle condizioni di cui all'art. 658 TU 16.4.94 n. 297.
4) Per la contrattazione integrativa a livello di Ambasciata, la delegazione di parte pubblica è costituita dall'Ambasciatore o da un suo delegato, che la presiede, e da una rappresentanza dei titolari degli Uffici consolari interessati. Presso gli Uffici consolari detta delegazione è costituita tenendo conto della struttura organizzativa degli Uffici stessi.
Presso le istituzioni scolastiche italiane statali all'estero, la delegazione di parte pubblica è costituita dal dirigente scolastico.
Le delegazioni sindacali ai vari livelli, sono costituite ai sensi dell'art. 7.
5) Con la contrattazione integrativa nazionale di cui al presente articolo vengono individuate per ogni funzione le specificità e le competenze in raccordo con le particolari situazioni esistenti all'estero.
Nell'ambito di una politica di diffusione della lingua italiana quale riscontro ad una crescente e sempre più articolata domanda, si può prevedere la possibilità di collaborazioni plurime effettuate presso altre scuole italiane o straniere che abbiano necessità di particolari esigenze professionali.
In considerazione della specifica articolazione della funzione svolta da docenti della scuola secondaria in qualità di lettori presso le Università straniere, sono definite con la contrattazione integrativa le funzioni del lettore e del lettore con incarichi extra-accademici.


Art. 98 - Partecipazione (art.12, sequenza 24.2.00). (ccnl scuola)

1)L'Amministrazione degli Affari esteri, a livello centrale e periferico, fornisce informazione preventiva e la relativa documentazione cartacea e/o informatica necessaria sulle materie previste dagli artt. 4 e 5, nonché in materia di assegni di sede, di cui al D.lgs. n. 62/98. Essa fornisce altresì un'informazione preventiva relativamente ai posti di cui agli artt. 104 e 105, e sulle professionalità richieste dai compiti attribuiti al personale da destinare al Ministero degli affari esteri ai sensi dell'art. 626, D.lgs. n. 297/94.
2) Possono essere inoltre consensualmente costituite Commissioni paritetiche di studio per un esame approfondito delle materie di cui all'art. 5.


Art. 99 - Impegni connessi con l'attuazione dell'autonomia scolastica e con il piano dell'offerta formativa (art. 13, sequenza 24.2.00). (ccnl scuola)

1) L'estensione all'estero dell'autonomia scolastica consente di introdurre elementi di flessibilità e di adeguamento dell'offerta formativa rispetto agli specifici contesti scolastici.
2) Il MAE, di concerto con il MIUR, nel predisporre, sulla base delle vigenti disposizioni e con i relativi necessari adattamenti, i provvedimenti relativi all'estensione dell'autonomia alle istituzioni scolastiche, ne dà informazione preventiva alle OOSS firmatarie del presente contratto.
3) Nell'ambito dell'attuazione dell'autonomia le istituzioni scolastiche definiscono, nel rispetto delle competenze dei vari Organi e delle funzioni e professionalità esistenti, il piano dell'offerta formativa e adottano le modalità organizzative per l'esercizio della funzione docente di cui all'art. 24.
4) Le scuole statali italiane all'estero, come previsto dall'art. 29, in coerenza con gli obiettivi di ampliamento dell'offerta formativa, potranno prevedere la possibilità che i docenti svolgano attività didattiche rivolte al pubblico anche di adulti, in relazione alle esigenze formative provenienti dal territorio, con esclusione dei propri alunni per quanto riguarda le materie di insegnamento comprese nel curriculum scolastico.


Art. 100 - Progetti finalizzati al miglioramento dell'offerta formativa e al superamento del disagio scolastico (art. 14, sequenza 24.2.00). (ccnl scuola)

1) Le istituzioni scolastiche italiane all'estero promuovono progetti di miglioramento dell'offerta formativa, ivi compresi gli interventi a favore di problematiche di disagio e svantaggio, con criteri da definire nella contrattazione integrativa presso il MAE, fermo restando il quadro contrattuale metropolitano di riferimento.
2)I progetti devono definire, oltre che gli obiettivi e gli elementi di valutazione circa i risultati attesi, in particolare la programmazione delle attività aggiuntive del personale in servizio, nonché l'eventuale raccordo con le iniziative di formazione e aggiornamento funzionali ai progetti stessi.
3) Gli oneri derivanti dal presente articolo sono determinati nella misura annua necessaria a compensare le attività svolte dal personale docente e ATA in relazione ai progetti delle scuole e, comunque, nel limite di E 1.446.079,31 (£ 2.800.000.000). Le somme eventualmente non utilizzate, in ogni esercizio finanziario, confluiscono nel Fondo d'istituto delle scuole metropolitane di cui all'art. 82.


Art. 101 - Ferie (art. 4, Accordo successivo 11.12.96). (ccnl scuola)

1) Per il personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche italiane all'estero, la durata delle ferie è determinata in 48 giorni lavorativi, cui si aggiungono 4 giorni lavorativi per festività soppresse; ai fini del relativo computo il sabato è considerato giorno lavorativo.
2) I periodi di sospensione delle attività didattiche, durante i quali, ai sensi dell'art. 13, comma 9, vanno fruite le ferie del personale docente, sono riferiti ai calendari scolastici in uso nel Paese estero sede dell'istituzione scolastica italiana.
3) Il godimento di almeno quindici giorni lavorativi continuativi di riposo che il comma 11 del citato art. 13 assicura al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario nel periodo 1 luglio - 31 agosto, va riferito ad altro periodo idoneo al calendario scolastico locale.
4)È assicurata all'interessato la fruizione dell'intero periodo di ferie a cui ha titolo nei casi di trasferimento tra Paesi con differenti calendari scolastici locali, anche in deroga alle disposizioni di cui ai precedenti commi 2 e 3.


Art. 102 - Rapporto di lavoro a tempo determinato (art. 16, sequenza 24.2.00). (ccnl scuola)

1) Per la copertura dei posti di insegnamento del contingente, temporaneamente vacanti, degli spezzoni di orario e per la sostituzione del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato temporaneamente assente, si stipulano contratti di lavoro a tempo determinato, con le modalità previste dall'art. 19 e dall'art. 37, commi 1, 2 e 3.
2)A decorrere dall'1.3.00, la retribuzione del personale docente con incarico a tempo determinato viene parametrata alla retribuzione dell'analogo personale in servizio nelle scuole metropolitane, ovvero - solo per i residenti - a quella locale, qualora più favorevole. Per il personale non residente la retribuzione complessiva è costituita da una retribuzione di base, pari alla retribuzione dell'analogo personale in servizio nelle scuole metropolitane e da un assegno di sede aggiuntivo, rapportato alla durata del contratto stipulato, individuato in una quota percentuale variabile dell'indennità di sede prevista per il personale a tempo indeterminato in servizio nelle scuole italiane all'estero, in modo che la retribuzione complessiva rimanga invariata rispetto a quella allo stato percepita.
3) Le nuove modalità per la costituzione delle graduatorie e per il conferimento delle supplenze dovranno essere raccordate con le disposizioni generali in materia di conferimento delle supplenze, di competenza del MIUR.


Art. 103 - Orari e ore eccedenti (art.17, sequenza 24.2.00). (ccnl scuola)

1) Si conferma per il personale docente, in servizio nelle istituzioni scolastiche italiane all'estero, l'orario di servizio previsto per i
docenti in territorio metropolitano.
2) In sede di contrattazione integrativa saranno definiti i criteri e le modalità per il monitoraggio e l'analisi delle attività di insegnamento svolte nelle istituzioni scolastiche ed universitarie straniere al fine di verificarne il raccordo con l'orario di insegnamento previsto per il territorio metropolitano ai sensi del CCNL.
3) Le ore eccedenti l'orario di insegnamento non costituenti cattedra verranno attribuite con le procedure di cui all'art. 28 e, in caso di indisponibilità del personale docente a tempo indeterminato, a personale docente con contratto a tempo determinato.
4) Nel caso di oggettiva impossibilità di reperimento di personale a tempo determinato, ovvero in casi di particolare strutturazione di cattedre superiori alle 18 ore, le ore eccedenti saranno distribuite tra il personale a tempo indeterminato, con priorità ai docenti che manifestino la loro disponibilità, nei limiti massimi previsti anche per i docenti in servizio nelle scuole del territorio metropolitano.


Art. 104 - Mobilità tra le istituzioni scolastiche all'estero (art. 6, comma 2, Accordo successivo 11.12.96). (ccnl scuola)

1) I trasferimenti di ufficio per soppressione di posto o per incompatibilità di permanenza nella sede possono essere disposti, per il personale docente e ATA, anche su posti di istituzioni scolastiche di tipologia diversa da quella delle istituzioni in cui il personale ha prestato servizio, ovvero, da corsi a scuole e viceversa, purché il personale vi abbia titolo sulla base della funzione di destinazione. Essi possono aver luogo nell'ambito della medesima circoscrizione consolare o, in subordine, di una circoscrizione consolare limitrofa, anche di aree linguistiche diverse, per le quali sia stato accertato il requisito di idoneità nelle prove di selezione e, comunque, dopo avere effettuato le procedure di mobilità di ufficio nell'ambito della circoscrizione o dell'area linguistica. Alle stesse condizioni i trasferimenti possono essere disposti su posti di Paesi di altro emisfero. Le operazioni relative ai trasferimenti di ufficio precedono quelle per trasferimenti a domanda.
2) Anche i trasferimenti a domanda possono essere disposti su posti di istituzioni scolastiche di tipologia diversa da quella delle istituzioni in cui il personale ha prestato servizio o per circoscrizioni consolari e aree linguistiche diverse, alle medesime condizioni di cui al comma 1.
3) Ulteriori modalità e criteri sono determinati nell'ambito della contrattazione integrativa nazionale di cui all'art. 97.
4) Per il personale assegnato alla scuole europee il trasferimento può essere disposto, a domanda, solo al termine di fine quinquennio, sui posti disponibili in altre scuole europee. In caso di soppressione di posto nelle scuole medesime, il personale, conseguentemente trasferito d'ufficio, ha titolo alla precedenza assoluta su posti in altre scuole europee, ove disponibili. Le modalità e i tempi di applicazione del presente comma sono definiti con la contrattazione decentrata nazionale.


Art. 105 - Mobilità professionale verso le istituzioni scolastiche all'estero (art. 6, comma 2, sequenza contrattuale 11.12.96 e art. 1, Accordo successivo 14.9.01). (ccnl scuola)

1) La destinazione all'estero del personale docente e ATA ai posti di contingente di cui all'art. 639, TU 16.4.94 n. 297, costituisce mobilità professionale ed è regolata, ai sensi del D.lgs. n. 165/01, dalla contrattazione collettiva.
2) Le norme che seguono mirano alla concreta attuazione dei criteri di selettività professionale e del principio dell'alternanza, prevedendo un congruo periodo di servizio in territorio metropolitano tra un incarico e l'altro.


Art. 106 - Iscrizione alle graduatorie permanenti per la destinazione all'estero (art. 2, Accordo successivo 14.9.01). (ccnl scuola)

1) La destinazione all'estero del personale docente e ATA avviene sulla base di graduatorie permanenti in cui hanno titolo ad essere inseriti coloro che abbiano superato una prova unica di accertamento della conoscenza di 1 o più lingue straniere tra quelle relative alle 4 aree linguistiche (francese, inglese, tedesco e spagnolo).
2) Alla prova di accertamento linguistico, indetta con provvedimento del MAE d'intesa con il MIUR, può partecipare, a domanda, il personale docente e ATA con contratto di lavoro a tempo indeterminato che, dopo l'anno di prova, abbia prestato almeno 1 anno di effettivo servizio di ruolo in territorio metropolitano e appartenga ai ruoli per i quali sono definiti i codici funzione.
3) Coloro che supereranno la prova di accertamento linguistico, dovranno produrre, entro i termini previsti dall'apposita ordinanza del MAE, i titoli da valutare ai fini dell'inserimento nella graduatoria permanente.


Art. 107 - Modalità di svolgimento della prova di accertamento della conoscenza della lingua (art. 3, Accordo successivo
14.9.01). (ccnl scuola)

1) L'accertamento di cui al precedente art. 106 è effettuato sulla base di prove strutturate.
A tal fine vengono predisposti distinti questionari per ciascuna delle seguenti categorie di candidati:
(a)docenti che aspirano alle istituzioni scolastiche diverse dalle scuole europee (la prova dovrà verificare l'adeguata conoscenza della lingua o delle lingue straniere);
(b)docenti che aspirano alle scuole europee (per i quali la prova dovrà verificare se il grado di conoscenza della lingua o delle lingue straniere consente la piena integrazione in uno specifico contesto educativo e plurilingue);
(c)docenti che aspirano ai lettorati di italiano presso le università straniere (per i quali la prova dovrà verificare se il grado conoscenza della lingua o delle lingue straniere consente la piena integrazione in un contesto universitario e pluriculturale);
(d) personale ATA.
Per ciascuna delle 3 tipologie di istituzioni di cui alle precedenti lett. a), b) e c), nonché per il personale ATA, saranno predisposti distinti questionari nelle lingue francese, inglese, tedesca e spagnola.
2) Salvo quanto previsto dal successivo comma 3, ciascun docente può chiedere di sostenere la prova per più tipologie di istituzioni e per più aree linguistiche. Analogamente il personale ATA può partecipare per più aree linguistiche.
3) Considerato che ai lettorati di italiano all'estero può essere destinato soltanto il personale dello Stato in possesso di specifici requisiti, per quanto concerne il personale della scuola hanno titolo a sostenere la prova di accertamento linguistico per i lettorati di italiano presso le Università straniere i candidati appartenenti alle seguenti categorie:
(a)docenti di italiano delle scuole secondarie di 1° o 2° grado;
(b)docenti di lingue straniere delle scuole secondarie di 1° o 2° grado, che abbiano superato, nell'ambito di corsi universitari, almeno 2 esami di lingua e/o letteratura italiana, secondo la tabella di omogeneità del MIUR allegata ai bandi di concorsi per titoli ed esami emanati con DDG 31.3.99 e 1.4.99.
4) Per la predisposizione dei questionari di cui al precedente comma 1 e la relativa assistenza tecnica, il MAE può avvalersi di apposita Agenzia specializzata, purché qualificata o certificata in materia di prove strutturate linguistiche.


Art. 108 - Valutazione della prova di accertamento linguistico (art. 4, Accordo successivo 14.9.01). (ccnl scuola)

1) La valutazione della prova di accertamento della conoscenza della lingua straniera è effettuata in 80simi. Supera tale prova il personale che abbia riportato almeno 56/80.
2) Al termine di ogni giornata di effettuazione delle prove strutturate l'apposita Commissione, nominata dal Direttore generale per la Promozione e Cooperazione culturale del MAE di concerto col MIUR, redige appositi elenchi dei candidati che le hanno superate, con l'indicazione del punteggio conseguito. A conclusione di tutte le prove i nominativi di tali candidati saranno inseriti in appositi elenchi generali, redatti in stretto ordine alfabetico, e distinti per ciascun codice funzione, per ciascuna area linguistica, per le scuole europee e per lettorati.
3) Il personale incluso negli elenchi di cui sopra acquisisce il titolo professionale di accertamento della conoscenza della lingua straniera che conserva la validità per i successivi 9 anni scolastici.


Art. 109 - Riformulazione e aggiornamento delle graduatorie permanenti (art. 5, Accordo successivo 14.9.01). (ccnl scuola)

1) Le graduatorie permanenti, distinte per codici funzione, per ogni area linguistica, per le scuole europee e per i lettorati, sono aggiornate ogni 3 anni.
2) Nelle graduatorie sono indicati, per ciascun concorrente, il punteggio attribuito nelle prove di accertamento della conoscenza della lingua straniera, i punti corrispondenti ai titoli prodotti o rivalutati e il punteggio complessivo. La valutazione dei titoli ha luogo sulla base della tabella di valutazione allegata , che prevede un massimo di 80 punti, di cui 35 per i titoli culturali, 25 per i titoli professionali e 20 per i titoli di servizio. A parità di punteggio complessivo, l'ordine in graduatoria sarà determinato sulla base dei titoli di preferenza previsti dall'art. 5, DPR 9.5.94 n. 487 e successive modificazioni e integrazioni.
3) Il MAE procede all'aggiornamento delle graduatorie di cui al comma 1 secondo i seguenti criteri:
(a) mantenimento nelle stesse del personale il cui titolo di accertamento linguistico conserva la validità, come indicato all'art. 108, comma 3. Tale personale ha, pertanto, titolo a richiedere l'aggiornamento del proprio punteggio con la valutazione dei titoli conseguiti successivamente alla costituzione delle graduatorie in cui risulti già inserito e considerati valutabili dalla tabella D allegata al presente contratto;
(b)depennamento dalle graduatorie stesse del personale il cui titolo di accertamento linguistico, che ha dato luogo all'inclusione nella graduatoria, non conserva validità nei termini sopra indicati;
(c)depennamento dalle graduatorie del personale che ha subito un provvedimento disciplinare superiore alla censura e non abbia ottenuto il provvedimento di riabilitazione;
(d)depennamento dalle graduatorie del personale che sia stato restituito ai ruoli metropolitani per incompatibilità, ovvero ai sensi dell'art. 97, che sia restituito ai ruoli metropolitani per ragioni di servizio;
(e)depennamento dalle graduatorie del personale che abbia già prestato all'estero nelle istituzioni diverse dalle scuole europee un periodo di servizio di durata complessivamente superiore ai 10 anni;
(f)depennamento dalle graduatorie delle scuole europee del personale che abbia già prestato servizio nelle stesse.
4) Le graduatorie permanenti, sono aggiornate entro febbraio, per consentire un regolare avvio dell'anno scolastico, con le modalità e i criteri indicati nei commi precedenti. Esse sono inoltre affisse all'albo del Ministero degli affari esteri - Direzione generale per la Promozione e la Cooperazione culturale, Uff. IV - e rimangono esposte per i successivi 15 giorni. Chiunque vi abbia interesse ha facoltà di prenderne visione entro il termine anzidetto e può, entro tale termine, presentare reclamo scritto, per errori od omissioni, alla Direzione generale per la Promozione e la Cooperazione culturale, Uff. IV, che, esaminanti i reclami, può rettificare anche d'ufficio, le graduatorie. Delle decisioni assunte, e delle sintetiche motivazioni che le hanno supportate, è data comunicazione agli interessati e ai controinteressati mediante affissione all'albo dell'Ufficio anzidetto.
5) Dopo l'accertamento del possesso, da parte dei concorrenti, dei requisiti per l'inclusione nelle graduatorie permanenti, il Direttore generale per la Promozione e la Cooperazione culturale approva le graduatorie, che sono pubblicate all'albo del MAE, DGPCC, Uff. IV, mediante affissione. Avverso i risultati di tale procedimento è ammesso reclamo scritto da presentarsi entro 15 giorni dalla data di affissione. La decisione dell'Ufficio va assunta entro 10 giorni dal ricevimento del reclamo.


Art. 110 - Gestione delle graduatorie per la destinazione all'estero (art. 6, Accordo successivo 14.9.01). (ccnl scuola)

1) Ogni anno, dopo le operazioni relative ai trasferimenti riservati al personale già in servizio all'estero, i posti di contingente eventualmente rimasti vacanti sono disponibili per le operazioni di destinazione all'estero da effettuarsi sulla base delle graduatorie permanenti. Il MAE rende note entro il 31 agosto di ciascun anno le sedi disponibili.
2) Ai fini di cui al comma 1, la DGPCC del MAE, previa attivazione delle relazioni sindacali, individua la tipologia e il numero dei posti di contingente ancora disponibili dopo le operazioni di trasferimento. L'elenco dei posti individuati viene affisso all'albo del MAE e degli Uffici centrali e periferici del MIUR.
3) Dopo l'avvenuta pubblicazione degli elenchi di cui sopra il MAE attiva le procedure di destinazione del personale utilmente collocato nelle graduatorie permanenti.
4) A tal fine il MAE trasmette al personale così individuato il telegramma di preavviso della destinazione unitamente all'elenco delle sedi disponibili, invitandolo ad indicare le proprie preferenze.
5) Il personale, una volta accettata la destinazione all'estero, è depennato dalla graduatoria per la quale è stato nominato. Detto personale, al compimento del proprio mandato, potrà chiedere di essere reinserito nelle graduatorie in occasione del loro aggiornamento.
6) Il personale che non accetta la destinazione o che, dopo l'accettazione, non assume servizio, viene depennato da tutte le graduatorie e potrà esservi, a domanda, reinserito soltanto al momento dell'aggiornamento triennale delle medesime.





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