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Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al Personale Comparto Scuola- 5° parte
 

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

RELATIVO AL PERSONALE DEL COMPARTO SCUOLA
(per il quadriennio normativo 2002/05
e il 1° biennio economico 2002/03)

ARTICOLI DA 1 A 20

ARTICOLI DA 21 A 50

ARTICOLI DA 51 A 80

ARTICOLI DA 81 A 110

ARTICOLI DA 111 A 143

TABELLE

ALLEGATI

 

Art. 111 - Esaurimento di graduatoria e prove straordinarie (art. 7, Accordo successivo 14.9.01). (ccnl scuola)

1) Nei casi di sopravvenuta, urgente necessità di assegnare personale ai posti per i quali non sia possibile provvedere mediante ricorso alle graduatorie permanenti, per esaurimento delle stesse, o per mancanza di graduatorie appartenenti a classi di concorso aggregate al medesimo ambito disciplinare e per le quali è prevista, a seguito del DM del MIUR 10.8.98 n. 354, integrato dal DM del medesimo dicastero 10.11.98 n. 448, una corrispondenza automatica, l'Amministrazione, nel rispetto delle norme contenute nel presente Capo, ha facoltà di attingere alle graduatorie di altre aree linguistiche, con il consenso dell'interessato, ad eccezione dei posti di lettorato.
2)Qualora non fosse possibile attuare le procedure di cui al precedente comma, potranno essere indette prove straordinarie di accertamento linguistico prima della scadenza del triennio, limitatamente ai codici funzione richiesti. L'indizione di prove straordinarie non comporta, in relazione a tali codici funzione, lo slittamento di quelle ordinarie triennali.
3) In caso di esaurimento di graduatoria, sono considerati nominabili per i posti all'estero anche coloro che, a seguito di precedente rinuncia, erano stati esclusi dalle nomine per i successivi 3 anni.


Art. 112 - Durata del servizio all'estero (art. 8, Accordo successivo 14.9.01).(ccnl scuola)

1)Il personale destinatario del presente contratto può prestare servizio all'estero nelle istituzioni diverse dalle Scuole Europee per non più di 3 periodi, ciascuno della durata di 5 anni scolastici o accademici. Tali periodi devono essere intervallati da un periodo di servizio effettivo in territorio metropolitano di almeno 3 anni.
2) Presso le Scuole Europee può essere prestato un solo periodo di servizio, della durata di 9 anni scolastici, con eventuale proroga di 1 anno a seguito di delibera del Consiglio superiore della suddetta scuola.
3) In via del tutto eccezionale, il personale in servizio presso le Scuole Europee, in caso di nomina a direttore aggiunto di una scuola europea conferita dal Consiglio superiore della predetta scuola, può svolgere, nella nuova funzione, un mandato pieno di 9 anni, con eventuale proroga di 1 anno
4) Il personale che abbia prestato all'estero un solo periodo di servizio presso le istituzioni scolastiche diverse dalle scuole europee e presso i lettorati di italiano, può essere destinato alle scuole europee, previo superamento delle specifiche prove di selezione e a condizione che, al rientro dall'estero, abbia prestato 3 anni di servizio effettivo in territorio metropolitano. Coloro che abbiano compiuto i suddetti 2 periodi di servizio perdono definitivamente titolo a partecipare alle selezioni per la destinazione all'estero.
5)Il personale che abbia prestato un periodo di servizio presso le scuole europee può cumulare a tale servizio solamente un periodo di 5 anni presso le istituzioni scolastiche diverse dalle scuole europee, e presso i lettorati di italiano, purché utilmente collocato nella specifica graduatoria e a condizione che, al rientro dall'estero, abbia prestato 3 anni di servizio effettivo in territorio metropolitano. Coloro che abbiano compiuto i suddetti 2 periodi di servizio perdono definitivamente titolo a partecipare alle selezioni per la destinazione all'estero.


Art. 113 - Interruzione del servizio all'estero (art. 10, Accordo successivo 14.9.01).(ccnl scuola)

1) Il servizio all'estero può essere interrotto sulla base delle esigenze del sistema scolastico nazionale, o per accertata incompatibilità o per inidoneità del personale interessato.


Art. 114 - Calcolo degli anni di servizio all'estero (art. 11, Accordo successivo 14.9.01).(ccnl scuola)

Anche per le scuole italiane all'estero e le scuole europee, gli anni di servizio si calcolano ad anno scolastico, che inizia il 1° settembre di ogni anno e termina il 31 agosto dell'anno successivo.


Art. 115 - Restituzione ai ruoli metropolitani in caso di assenze per malattia (art. 7, Accordo successivo 11.12.96).(ccnl scuola)

1) Nel caso di assenze per malattia di durata superiore ai 60 giorni, il personale in servizio all'estero è restituito ai ruoli metropolitani. Il predetto personale conserva l'intero assegno di sede per i primi 45 giorni; l'assegno stesso non è corrisposto per i restanti 15 giorni. Restano ferme le disposizioni sulla malattia di cui al presente contratto.


Art. 116 - Restituzione ai ruoli metropolitani per incompatibilità e per motivi di servizio (art. 8, Accordo successivo 11.12.96).(ccnl scuola)

1) La destinazione all'estero cessa, con decreto del MAE, quando si determinino situazioni di incompatibilità di permanenza all'estero, ovvero per motivi di servizio. In caso di contestata situazione di incompatibilità, l'interessato può presentare controdeduzioni. Qualora i motivi di servizio attengano agli aspetti tecnici dell'attività di istituto, al provvedimento di restituzione ai ruoli metropolitani non si può dar luogo se non previo parere del MIUR.


Art. 117 - Restituzione al ruoli metropolitani a seguito di sanzioni disciplinari (art. 9, Accordo successivo 11.12.96).(ccnl scuola)

1)L'erogazione di una sanzione disciplinare superiore alla censura, per quanto riguarda il personale docente e ATA, comporta l'immediata restituzione ai ruoli metropolitani.


Art. 118 - Foro competente.(ccnl scuola)

1) Per tutte le vertenze di lavoro del personale del presente Capo, foro competente è quello di Roma, ivi compreso tutto quanto attiene all'arbitrato (Direzione provinciale del lavoro di Roma) e alla conciliazione.


Art. 119 - Norme applicative (art. 10, Accordo successivo 11.12.96).(ccnl scuola)

1) In attesa che venga completamente attivata anche all'estero l'autonomia scolastica, al Consiglio di circolo o di istituto si sostituisce il dirigente scolastico in tutti i compiti che il CCNL riferisce alla competenza del predetto Organo collegiale e, in particolare, per la definizione delle modalità e dei criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e con gli studenti, ai quali si provvede sulla base delle proposte del Collegio dei docenti.
2) I riferimenti che il CCNL fa al livello regionale devono intendersi, quando non vi sia diversa determinazione nel presente Capo, come riferimenti al livello di Ambasciata e/o di Ufficio consolare.
3) Per quanto non diversamente previsto dal presente Capo, al personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario in servizio presso le istituzioni scolastiche italiane all'estero, si applica la disciplina recata dal presente CCNL.
4) Le ordinanze e gli altri atti a contenuto normativo la cui emanazione il CCNL attribuisce alla competenza del MIUR, sono adottati, per le istituzioni scolastiche italiane all'estero, dal MAE, d'intesa con il MIUR.
5) I riferimenti che il CCNL fa agli organici s'intendono ricondotti ai contingenti di cui all'art. 639, TU n. 297/94.


Art. 120 - Fruizione dei permessi (art. 19, sequenza 24.2.00).(ccnl scuola)

1) Non rientrano tra le assenze di cui alla lett. b), comma 1, art. 35, D.lgs. n. 62/98, i permessi retribuiti di cui all'art. 15, per i quali
compete l'indennità personale nelle misure sottoindicate:
-lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il 2° grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica e di affini di 1° grado (3 giorni consecutivi per evento):
l'indennità personale è corrisposta per intero;
-permessi per motivi personali e familiari, documentati anche mediante autocertificazione, fruibili a domanda (3 giorni complessivi per anno scolastico):
l'indennità personale è corrisposta nella misura del 50%.


Art. 121 - Fruizione del diritto alla formazione (art. 20, sequenza 24.2.00).(ccnl scuola)

1) Il personale docente fruisce del diritto alla formazione di cui all'art. 62.
2)Il MAE s'impegna a individuare, d'intesa con il MIUR, contenuti e modalità per la formazione iniziale del personale finalizzati alle specifiche aree e istituzioni di destinazione all'estero. Le iniziative di formazione potranno prevedere interventi a livello centrale e/o nella sede di destinazione, inclusa la formazione a distanza.

Capo XI - PERSONALE DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE

Art. 122 - Profilo professionale e funzione del personale educativo (art. 1, sequenza contrattuale 2.5.96).(ccnl scuola)

1) Il profilo professionale del personale educativo è costituito da competenze di tipo psico-pedagogico, metodologico e organizzativo- relazionale, tra loro correlate e integrate, che si sviluppano attraverso la maturazione dell'esperienza educativa e l'attività di studio e di ricerca.
2) Nell'ambito dell'area della funzione docente, la funzione educativa partecipa al processo di formazione e di educazione degli allievi, convittori e semiconvittori, in un quadro coordinato di rapporti e di intese con i docenti delle scuole da essi frequentate e di rispetto dell'autonomia culturale e professionale del personale educativo.
3) La funzione educativa si esplica in una serie articolata di attività che comprendono l'attività educativa vera e propria, le attività ad essa funzionali e le attività aggiuntive.


Art. 123 - Attività educativa (art. 2, sequenza contrattuale 2.5.96).(ccnl scuola)

1)L'attività educativa è volta alla promozione dei processi di crescita umana, civile e culturale, nonché di socializzazione degli allievi, convittori e semiconvittori, i quali sono così assistiti e guidati nella loro partecipazione ai vari momenti della vita comune nel convitto o istituzione educativa. La medesima attività è finalizzata anche all'organizzazione degli studi e del tempo libero, delle iniziative culturali, sportive e ricreative, nonché alla definizione delle rispettive metodologie, anche per gli aspetti psico-pedagogici e di orientamento.


Art. 124 - Azioni funzionali all'attività educativa (art. 3, sequenza contrattuale 2.5.96).(ccnl scuola)

1) L'azione funzionale all'attività educativa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, documentazione, ivi compresa la produzione di materiali didattici utili alla formazione degli allievi, l'elaborazione di relazioni sui risultati educativi conseguiti e su altri argomenti da discutere collegialmente, la partecipazione alle riunioni collegiali.
2) Tra gli adempimenti individuali rientrano le attività relative:
(a)alla preparazione necessaria per lo svolgimento dei compiti di assistenza alle attività di studio, culturali, sportive
e ricreative;
(b)ai rapporti individuali con le famiglie e i docenti;
(c)all'accoglienza e alla vigilanza degli allievi convittori nel momento della loro entrata e uscita dal convitto o istituzione educativa e degli allievi semiconvittori al momento dell'uscita, nonché agli eventuali compiti di accompagnamento dal convitto o istituzione educativa alle scuole frequentate o viceversa.
3) Le attività di carattere collegiale sono costituite dalla partecipazione alle riunioni collegiali per la programmazione, la progettazione, la discussione e approvazione delle relazioni sui risultati educativi conseguiti e la definizione degli elementi di valutazione da fornire ai competenti Consigli di classe, ai quali partecipa, a titolo consultivo, il personale educativo interessato; la determinazione delle modalità e dei criteri da seguire nei rapporti con gli allievi e le loro famiglie, nonché con i docenti delle scuole frequentate dagli allievi medesimi.
4) Rientra altresì nell'attività funzionale all'attività educativa la partecipazione ad iniziative di formazione e di aggiornamento programmate a livello nazionale, regionale o di istituzione educativa.


Art. 125 - Attività aggiuntive (art. 4, sequenza contrattuale 2.5.96).(ccnl scuola)

1)Le attività aggiuntive consistono in attività aggiuntive educative e in attività aggiuntive funzionali allo svolgimento dell'attività educativa.
2) Le attività aggiuntive educative, sono volte a realizzare interventi integrativi finalizzati all'arricchimento dell'offerta formativa. In particolare, esse possono consistere:
(a)nelle attività relative alla realizzazione di progetti intesi a definire un maggiore raccordo tra convitto o istituzione educativa, scuola e mondo del lavoro;
(b)nella partecipazione a sperimentazioni;
(c)nelle attività relative alla realizzazione di progetti che interessino altri soggetti istituzionali e, in particolare, gli enti locali, anche per iniziative aperte al territorio, sulla base di apposite convenzioni;
(d)nella partecipazione a progetti promossi dall'Unione europea.
3)Le risorse utilizzabili, per le attività aggiuntive di cui al presente articolo, a livello di ciascuna istituzione educativa, sono determinate nella stessa misura e con le medesime modalità di cui all'art. 28 del presente CCNL per le funzioni strumentali dell'offerta formativa.
4) Le attività aggiuntive funzionali all'attività educativa possono consistere:
(a) nei compiti di coordinamento, da svolgere secondo i criteri definiti nel progetto educativo di istituto e nel relativo piano attuativo, come supporto organizzativo al dirigente scolastico dei convitti annessi agli istituti tecnici e professionali;
(b)nei compiti di coordinamento di gruppi di lavoro costituiti per la definizione di aspetti specifici del progetto educativo, o per la progettazione di particolari iniziative, secondo quanto previsto dall'art. 126, comma 4.
(c)in attività di aggiornamento e formazione in servizio oltre le 30 ore annue senza esonero dagli obblighi di servizio.
5) Le attività aggiuntive sono realizzate nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.


Art. 126 - Attività di progettazione a livello di istituzione (art. 5, sequenza contrattuale 2.5.96).(ccnl scuola)

1)Il personale educativo, riunito collegialmente, definisce i principi e i contenuti formativi del progetto educativo, che è adottato dal rettore, direttore o direttrice o, per i convitti annessi, dal dirigente scolastico. Il progetto educativo comprende anche il piano delle attività aggiuntive di cui al precedente articolo. Gli aspetti organizzativi e finanziari sono definiti dal Consiglio d'amministrazione del convitto o dell'istituzione educativa, o, per i convitti annessi agli istituti tecnici e professionali, dal Consiglio di istituto, nell'ambito del progetto di istituto.
2) Il progetto educativo deve essere coordinato con le indicazioni che, per gli aspetti didattici, sono contenute nei POF delle scuole frequentate dagli allievi. A tal fine il Collegio dei docenti della scuola interessata definisce, con la partecipazione dei rappresentanti designati dal personale educativo, i necessari raccordi tra aspetti didattici e aspetti educativi della progettazione complessiva.
3) In coerenza con i POF, i dirigenti delle istituzioni educative, o, per i convitti annessi, il dirigente scolastico, avvalendosi degli apporti dei coordinatori di cui al comma 4, predispone il piano attuativo del progetto, quale documento che esplicita la pianificazione annuale dell'insieme delle attività e le modalità per la loro realizzazione. Il personale educativo, riunito collegialmente, delibera in merito al piano attuativo tenendo conto delle iniziative da assumere per rendere coerente la propria attività con le attività scolastiche, anche ai fini dell'organizzazione di interventi congiunti atti a rispondere flessibilmente ai differenziati bisogni formativi degli allievi.
4) Le riunioni collegiali del personale educativo possono essere articolate in gruppi di lavoro per la definizione di aspetti specifici del progetto educativo o delle iniziative da adottare. In tale occasione vengono designati i coordinatori dei gruppi di lavoro e gli educatori incaricati di partecipare alla riunione del Collegio dei docenti di cui al comma 2.


Art. 127 - Attività di collaborazione con il dirigente scolastico.(ccnl scuola)

1) Ai sensi dell'art. 25, comma 5, D.lgs. n. 165/01, in attesa che i connessi aspetti retributivi vengano opportunamente regolamentati attraverso gli idonei strumenti normativi, il dirigente scolastico può avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative, di educatori da lui individuati ai quali possono essere delegati specifici compiti. Tali collaborazioni sono riferibili a 2 unità di personale educativo retribuibili, in sede di contrattazione d'istituto, con i finanziamenti a carico del Fondo per le attività aggiuntive previste per le collaborazioni col dirigente scolastico di cui all'art. 86, comma 2, lett. e).


Art. 128 - Obblighi di lavoro (art. 6, sequenza contrattuale 2.5.96).(ccnl scuola)

1) Gli obblighi di lavoro del personale educativo sono funzionali all'orario di servizio stabilito dal piano di attività e sono finalizzati allo svolgimento dell'attività educativa e di tutte le altre attività di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione e documentazione necessarie all'efficace realizzazione dei processi formativi.
2) Per l'attività educativa, ivi compresa l'assistenza notturna, è determinato un orario settimanale di 24 ore, programmabile su base plurisettimanale, da svolgere in non meno di 5 giorni alla settimana.
3) In aggiunta all'orario settimanale, di cui al comma 2, è determinato un obbligo di ulteriori 6 ore settimanali. Esse sono utilizzate, sulla base di una programmazione plurisettimanale, per le attività di carattere collegiale funzionali all'attività educativa, di cui all'art. 124, comma 3, e, fino a 5 ore settimanali, per il completamente del servizio di assistenza notturna, secondo quanto previsto dal progetto educativo di istituto e dal relativo piano attuativo.
4) Il personale educativo è tenuto, inoltre, ad assolvere a tutti gli impegni individuali attinenti alle attività funzionali di cui all'art. 124, comma 2.
5) Il compenso per le attività aggiuntive è determinato secondo quanto previsto dall'art. 28.


Art. 129 - Norma finale.(ccnl scuola)

1) Per quanto non disciplinato specificamente dal presente Capo, si applicano le disposizioni recate da questo CCNL.

Capo XII - CONCILIAZIONE E ARBITRATO

Art. 130 - Tentativo obbligatorio di conciliazione (art. 1, Accordo successivo su arbitrato e conciliazione 18.10.01).(ccnl scuola)

1) Il tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie individuali di lavoro previsto dall'art. 65, comma 1, D.lgs. 30.3.01 n. 165, può svolgersi, oltre che secondo le forme previste dall'art. 66 del medesimo decreto legislativo e dal CCNQ in materia di conciliazione e arbitrato del 23.1.01, come integrato dall'ipotesi di Accordo quadro 19.3.03, sulla base di quanto previsto dai successivi commi del presente articolo.
2) Fermo restando quanto previsto dal presente articolo, la parte ricorrente può, in materia di contenzioso afferente alla mobilità interregionale, adire anche la procedura di cui all'art. 484, TU n. 297/94.
3) Presso le articolazioni territoriali del MIUR viene istituito un ufficio con compiti di segreteria per le parti che devono svolgere il tentativo di conciliazione con annesso un apposito albo per la pubblicazione degli atti della procedura.
4) La richiesta del tentativo di conciliazione, sottoscritta dalla parte, deve essere depositata presso l'ufficio del contenzioso
dell'Amministrazione competente e presso l'Ufficio territoriale di cui al comma 2, ovvero spedita a mezzo di lettera raccomandata a/r. Limitatamente alle controversie riguardanti le materia della mobilità e delle assunzioni, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, gli interessati possono presentare la richiesta di tentativo di conciliazione ai sensi del presente articolo entro il termine perentorio di 15 giorni dalla pubblicazione o notifica dell'atto che si ritiene lesivo dei propri diritti, ferma restando la facoltà di utilizzare, decorso tale termine, le altre forme previste dal comma 1.
5) La richiesta deve indicare:
-le generalità del richiedente, la natura del rapporto di lavoro, la sede ove il lavoratore è addetto;
-il luogo dove devono essere inviate le comunicazioni riguardati la procedura di conciliazione;
-l'esposizione sommaria dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della richiesta;
-qualora il lavoratore non intenda presentarsi personalmente, l'eventuale delega ad altro soggetto, anche sindacale e conferibile anche in un secondo momento, al quale la parte conferisce mandato di rappresentanza per lo svolgimento del tentativo di conciliazione.
6) Entro 10 giorni dal ricevimento della richiesta l'Amministrazione compie un primo esame sommario che può concludersi con l'accoglimento delle pretese del lavoratore. In caso contrario, deposita nel medesimo terminele proprie osservazioni presso l'ufficio di segreteria e la controparte potrà prenderne visione. Contestualmente al deposito l'Amministrazione individuerà il proprio rappresentante con potere di conciliare. La comparizione della parti per l'esperimento del tentativo di conciliazione è fissata, da parte dell'ufficio di segreteria di cui al comma 2, in una data compresa nei 10 giorni successivi al deposito delle osservazioni dell'Amministrazione. L'ufficio di segreteria provvederà, all'atto della comparizione, all'identificazione dei soggetti che svolgono il tentativo di conciliazione, che sarà registrata nel verbale di cui ai commi 8 e 9.
7) Qualora la soluzione della controversia prospettata riguardi le materie della mobilità e delle assunzioni, l'Amministrazione deve pubblicare all'albo dell'ufficio di segreteria di cui al comma 2, contestualmente al ricevimento, la richiesta di conciliazione, in modo da consentire agli eventuali terzi interessati di venire a conoscenza del contenzioso in atto e di far pervenire all'Amministrazione loro eventuali osservazioni entro dieci giorni dalla pubblicazione della notizia. In questo caso il termine per il deposito delle osservazioni da parte dell'Amministrazione è fissato in 12 giorni dal ricevimento della richiesta.
8) Il tentativo di conciliazione deve esaurirsi nel termine di 5 giorni dalla data di convocazione delle parti. Se il tentativo riesce, le parti sottoscrivono un processo verbale, predisposto dall'ufficio di segreteria, che costituisce titolo esecutivo, previo decreto del giudice del lavoro competente ai sensi dell'art. 411 CPC. Il processo verbale relativo al tentativo obbligatorio di conciliazione è depositato a cura di una delle parti o di un'associazione sindacale, presso la Direzione provinciale del lavoro competente, che provvede a sua volta a depositarlo presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell'art. 411 CPC per la dichiarazione di esecutività. Il verbale che dichiara non riuscita la conciliazione è acquisito nel successivo giudizio ai sensi e per quanto previsto dall'art. 66, comma 7, D.lgs. 30.3.01 n. 165. Nelle more dell'acquisizione della dichiarazione di esecutività, il verbale di conciliazione produrrà comunque immediata efficacia tra le parti per la soluzione della controversia.
9) In caso di mancato accordo tra le parti, l'ufficio di cui al comma 2 stilerà un verbale di mancata conciliazione che, sottoscritto dalla parti, sarà depositato, a cura di una di esse o di un'associazione sindacale, presso la competente Direzione provinciale del lavoro.
10) Qualora l'Amministrazione non depositi nei termini le proprie osservazioni, l'ufficio di cui al comma 2 convocherà comunque le parti per lo svolgimento del tentativo di conciliazione. Qualora l'Amministrazione non si presenti all'udienza di trattazione, sarà comunque stilato un processo verbale che prenderà atto del tentativo non riuscito di conciliazione, che verrà depositato presso la competente Direzione provinciale del lavoro con le procedure di cui al precedente comma 8.
11) Nei confronti del rappresentante della Pubblica amministrazione nello svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione trova applicazione, in materia di responsabilità amministrativa, quanto previsto dal comma 8 del citato art. 66, D.lgs. 30.3.01 n. 165.


Art. 131 - Arbitrato (art. 2, Accordo successivo su Arbitrato e conciliazione 18.10.01).(ccnl scuola)

1) Le parti possono concordare di deferire la decisione di una controversia di lavoro a un arbitro unico, scelto di comune accordo, appartenente ad una delle categorie di cui all'art. 5, comma 4, CCNQ 23.1.01.


Art. 132 - Modalità di designazione dell'arbitro (art. 3, Accordo successivo su arbitrato e conciliazione 18.10.01)(per il CCNQ
23.1.01). (ccnl scuola)

1) La richiesta di compromettere in arbitri la controversia deve essere comunicata all'altra parte secondo le modalità previste dall'art. 3, CCNQ 23.1.01. Entro il termine di 10 giorni la controparte deve a sua volta comunicare, con le stesse modalità previste dall'art. 3 del medesimo CCNQ, se intende o meno accettare la proposta. Se la proposta è accettata, entro i successivi 10 giorni le parti procederanno alla scelta, in accordo tra loro, di un arbitro appartenente alle categorie previste dall'art. 5, comma 4 del CCNQ predetto. In caso di mancato accordo, entro lo stesso termine, si procederà, alla presenza delle parti e presso la camera arbitrale competente, all'estrazione a sorte dell'arbitro, scelto nell'ambito della lista arbitrale regionale prevista dall'art. 5, comma 2, CCNQ 23.1.01. Ciascuna delle parti può decidere di revocare il consenso prima dell'estrazione a sorte degli arbitri, fatto salvo quanto previsto, in tema di sanzioni disciplinari, dall'art. ___, comma 2, CCNQ 23.1.01.
2) Ciascuna delle parti può rifiutare l'arbitro sorteggiato qualora il medesimo abbia rapporti di parentela o affinità entro il 4° grado con l'altra parte, o motivi non sindacabili di incompatibilità personale.
Un secondo rifiuto della stessa parte comporta la rinuncia all'arbitrato, ferma restando la possibilità di adire l'autorità giudiziaria.
3) L'atto di accettazione dell'incarico da parte dell'arbitro deve essere depositato, a cura delle parti, presso la camera arbitrale stabile, costituita ai sensi dell'art. 5, commi 1 e 2, CCNQ 23.1.01, entro 5 giorni dalla designazione comunque effettuata, sotto pena di nullità del procedimento.
4)Le parti possono concordare che il procedimento si svolga presso la camera arbitrale regionale oppure, dandone immediata comunicazione alla medesima, presso l'istituzione cui appartiene l'interessato.
5) Si applicano per l'arbitrato le procedure previste dagli artt. 4 e 6, CCNQ 23.1.01.


Art. 133 - Norma finale (art. 4, Accordo successivo su arbitrato e conciliazione 18.10.01).(ccnl scuola)

1) Per tutto quanto non previsto dai presenti articoli si rinvia al CCNL quadro sottoscritto il 23.1.01 e alle disposizioni del D.lgs. n. 165/01.

Capo XIII - TELELAVORO

Art. 134 - Disciplina sperimentale del telelavoro (art. 1, Accordo successivo sul telelavoro 18.10.01).(ccnl scuola)

1) Il presente Capo si applica, a domanda, al personale amministrativo non con funzioni apicali, in servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative, nell'ambito e con le modalità stabilite dal CCNQ 23.3.00, al fine di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane. In particolare trovano applicazione per quanto concerne l'assegnazione ai progetti di telelavoro gli artt. 4 e 6, CCNQ 23.3.00.
2) Le relazioni sindacali relative al presente Capo sono quelle previste dagli artt. 4 e 6.
3) Il telelavoro determina una modificazione del luogo di adempimento della prestazione lavorativa, realizzabile con l'ausilio di specifici strumenti telematici, nelle forme seguenti:
(a)telelavoro domiciliare, che comporta la prestazione dell'attività lavorativa dal domicilio del dipendente;
(b)altre forme del lavoro a distanza, come il lavoro decentrato da centri satellite, i servizi di rete e altre forme flessibili anche miste, ivi comprese quelle in alternanza, che comportano la effettuazione della prestazione in luogo idoneo e diverso dalla sede dell'ufficio al quale il dipendente è assegnato.
4) La postazione di lavoro deve essere messa a disposizione, installata e collaudata a cura e a spese delle Istituzioni scolastiche ed educative, sulle quali gravano i costi di manutenzione e di gestione dei sistemi di supporto per i lavoratori. Nel caso di telelavoro a domicilio, può essere installata una linea telefonica dedicata presso l'abitazione con oneri d'impianto e di esercizio a carico degli enti, espressamente preventivati nel progetto di telelavoro. Lo stesso progetto prevede l'entità dei rimborsi, anche in forma forfettaria, delle spese sostenute dal lavoratore per consumi energetici e telefonici.
5) Le istituzioni scolastiche ed educative presenteranno alle rispettive Direzioni generali regionali specifici progetti di telelavoro, che potranno essere approvati, purché i relativi oneri trovino copertura nelle risorse finanziarie iscritte nel bilancio delle istituzioni scolastiche medesime.


Art. 135 - Orario di lavoro (art. 2, Accordo successivo sul telelavoro 18.10.01).(ccnl scuola)

1) L'orario di lavoro, a tempo pieno o nelle diverse forme del tempo parziale, viene distribuito nell'arco della giornata a discrezione del dipendente in relazione all'attività da svolgere, fermo restando che in ogni giornata di lavoro il dipendente deve essere a disposizione per comunicazioni di servizio in 2 periodi di 1 ora ciascuno, concordati con le istituzioni scolastiche ed educative nell'ambito dell'orario di servizio. Per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale, il periodo è unico con durata di 1 ora. Per effetto della autonoma distribuzione del tempo di lavoro, non sono configurabili prestazioni supplementari, straordinarie notturne o festive, né permessi brevi e altri istituti che comportano riduzioni d'orario.
2) Ai fini della richiesta di temporaneo rientro del lavoratore presso la sede di lavoro, di cui all'art. 6, comma 1, ultimo periodo, Accordo quadro23.3.00, per "fermo prolungato per cause strutturali" s'intende una interruzione del circuito telematico che non sia prevedibilmente ripristinabile entro la stessa giornata lavorativa.


Art. 136 - Formazione (art. 3, Accordo successivo sul telelavoro 18.10.01).(ccnl scuola)

1)L'Amministrazione centrale definisce, in sede di contrattazione integrativa regionale, le iniziative di formazione che assumono carattere di specificità e di attualità nell'ambito di quelle espressamente indicate dall'art. 5, commi 5 e 6, Accordo quadro 23.3.00. Utilizza, a tal fine, le risorse destinate al progetto di telelavoro.
2) Nel caso di rientro definitivo nella sede ordinaria di lavoro e qualora siano intervenuti mutamenti organizzativi, le istituzioni attivano opportune iniziative di aggiornamento professionale dei lavoratori interessa ti per facilitarne il reinserimento.


Art. 137 - Copertura assicurativa (art. 4, Accordo successivo sul telelavoro 18.10.01).(ccnl scuola)

1) Le istituzioni scolastiche ed educative, nell'ambito delle risorsedestinate al finanziamento della sperimentazione del telelavoro, stipulano polizze assicurative per la copertura dei seguenti rischi:
-danni alle attrezzature telematiche in dotazione del lavoratore, con esclusione di quelli derivanti da dolo o colpa grave;
-danni a cose o persone, compresi i familiari del lavoratore, derivanti dall'uso delle stesse attrezzature.
2) La verifica delle condizioni di lavoro e dell'idoneità dell'ambiente dilavoro avviene all'inizio dell'attività e periodicamente ogni 6 mesi, concordando preventivamente con l'interessato i tempi e le modalità di accesso presso il domicilio. Copia del documento di valutazione del rischio, ai sensi dell'art. 4, comma 2, D.lgs. n. 626/94, è inviata ad ogni dipendente per la parte che lo riguarda, nonché al RLS.


Art. 138 - Criteri operativi (art. 5, Accordo successivo sul telelavoro 18.10.01).(ccnl scuola)

1) La disciplina prevista dal presente Capo mira ad introdurre elementi di flessibilità nei rapporti di lavoro, con benefici di carattere sociale e individuale, e un possibile incremento della produttività e miglioramento dei servizi.
Si dovrà verificare pertanto che, a fronte dei costi a regime, l'introduzione del telelavoro comporti incrementi di produttività e risparmi di spesa anche legati al ridimensionamento della sede di lavoro, oltre che di benefici sociali e di positivi riflessi esterni, nonché di miglioramento di qualità della vita, specie nei grandi centri urbani. Si dovrà prevedere, di conseguenza, una attendibile, seppure tendenziale, quantificazione, da un lato di tutte le spese e, dall'altro, dei risparmidi spesa e dei benefici in termini di maggiore produttività e di positive ricadute nel sistema sociale, con una ponderata valutazione e coerenza della compatibilità economico-finanziaria complessiva.


Art. 139 - Norma finale di rinvio.(ccnl scuola)

1)Per quanto non esplicitamente previsto nel presente Capo si rinvia alla disciplina di cui all'Accordo quadro sul telelavoro 23.3.00.

Capo XIV - DISPOSIZIONI FINALI

Art. 140 - Previdenza complementare (art. 45, CCNL 1999).(ccnl scuola)

1)Le parti attiveranno il Fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori del comparto, sulla base dell'Accordo 14.3.01, come previsto dal D.lgs. n. 124/93 e della legge n. 335/95 e successive modificazioni e integrazioni.
2) Destinatari del Fondo pensioni sono i lavoratori che avranno liberamente aderito al Fondo stesso secondo quanto prescritto dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.
3)Le parti procederanno a una prima verifica circa lo stato dei lavori entro 6 mesi dalla firma del presente CCNL.


Art. 141 - Personale in particolari posizioni di stato (art. 50, CCNL 1999).(ccnl scuola)

1) Il periodo trascorso dal personale della scuola e delle istituzioni educative in posizione di comando, distacco, esonero, aspettativa sindacale, utilizzazione e collocamento fuori ruolo, con retribuzione a carico del MIUR, è valido a tutti gli effetti come servizio di istituto nella scuola, anche ai fini dell'accesso al trattamento economico previsto dal capo VIII.
2) Restano ferme le disposizioni in vigore che prevedono la validità del periodo trascorso dal personale scolastico in altre situazioni di stato che comportano assenza dalla scuola.


Art. 142 - Normativa vigente e disapplicazioni.(ccnl scuola)

1) In applicazione dell'art. 69, comma 1, D.lgs. n. 165/01, tutte le norme generali e speciali del pubblico impiego vigenti al 13.1.94 e non abrogate divengono non applicabili con la firma definitiva del presente CCNL, con l'eccezione delle seguenti norme e di quelle richiamate nel testo del presente CCNL che, invece, continuano a trovare applicazione nel comparto scuola:
(a)artt. 1 e 2, legge 24.5.70 n. 336 e successive modificazioni e integrazioni;
(b)tutta la normativa, contrattuale e non contrattuale, sin qui applicata, in materia di mutilati e invalidi per servizio e norme
in favore dei congiunti dei caduti per servizio, benefici spettanti ai mutilati e invalidi di guerra e ai congiunti dei caduti in guerra;
(c)tutta la materia relativa al collocamento a riposo resta regolata dalle norme vigenti ai sensi dell'art. 69, comma 2, D.lgs. n. 165/01;
(d)tutta la normativa, contrattuale e non contrattuale, sin qui applicata, in materia di missioni;
(e)la normativa richiamata nel presente CCNL;
(f)la seguente normativa:
(1)art. 3, DPR n. 395/88 (in tema di diritto allo studio);
(2)art. 17, DPR n. 3/57 (limiti al dovere verso il superiore);
(3)art. 21, DPR n. 399/88, commi 1 e 2 (su mobilità per incompatibilità);
(4)art. 7, DPR n. 395/88 (su IIS nella 13ª mensilità)
(5)art. 53, legge n. 312/80 e art. 3, commi 6 e 7, DPR n. 399/88 (docenti di religione);
(6)legge 11.2.80 n. 26 (artt.1-4) e legge 25.6.85 n.333 (aspettativa per ricongiungimento con il coniuge che presta servizio all'estero);
(7)art. 69, CCNL 4.8.95 (indennità di funzioni superiori e di reggenza);
(8)art. 66, commi 6 e 7, CCNL 4.8.95 (riconoscimento servizi non di ruolo e insegnanti di religione);
(9)artt. 38, 40 e 67, TU n. 3/57, art. 20, legge 24.12.86, n. 958 e art. 7, legge 30.12.91 n.412 (servizio militare);
(10)art. 25, commi 16 e 17, CCNL 4.8.95 (lavoratrici madri).
2) Le parti si danno atto che eventuali lacune che si dovessero verificare
nell'ambito della disciplina del rapporto di lavoro per effetto della
generale disapplicazione delle norme di cui al precedente comma 1, saranno
oggetto o di specifica interpretazione autentica o di appositi contratti
collettivi nazionali integrativi.
3) È espressamente disapplicata la seguente normativa:
-l'art. 475, D.lgs. n. 297/94 (assegnazioni provvisorie di sede);
-l'art. 568, D.lgs. n. 297/94 (assegnazione provvisoria);
-l'art. 478, D.lgs. n. 297/94 (sostituzione dei docenti assenti);
-l'art. 455, D.lgs. n. 297/94 (utilizzazione del personale docente e DOA);
-l'art. 480, D.lgs. n. 297/94 (inquadramenti in profili professionali amministrativi);
4)Le parti convengono che la materia di cui al presente articolo verrà ulteriormente esaminata nel corso di apposita sequenza contrattuale da concludersi in tempo utile per il 2° biennio.


Art. 143 - Verifica delle disponibilità finanziarie complessive (art. 78, CCNL 1995).(ccnl scuola)

1) In caso di accertamento da parte del Ministero del tesoro di maggiori oneri del contratto rispetto a quelli previsti, le parti firmatarie possono richiedere il controllo e la certificazione di tali oneri ai sensi dell'art. 48, comma 4, D.lgs. n. 165/01, al nucleo di valutazione della spesa relativa al pubblico impiego, istituito presso il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) dall'art. 10, legge 30.12.91 n. 412.
2)Qualora vengano certificati maggiori oneri contrattuali rispetto a quelli previsti, le parti s'incontrano allo scopo di concordare la proroga dell'efficacia temporale del contratto, ovvero la sospensione dell'esecuzione, totale o parziale, dello stesso.





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