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il bollo sul passaporto
Il bollo sul passaporto, l'obbligo di pagare la tassa di concessione governativa in caso di partenza per un paese al di fuori dell'Unione Europea, obblighi e sanzioni 
 
Approfondimento a cura di
 
 
avvocato in Treviso 
 
Il bollo sul passaporto
 
Trattasi del contrassegno (ora in formato elettronico) attestante l'avvenuto pagamento della Tassa di concessione governativa dell'importo di 40,29 Euro da apporre annualmente a decorrere dal primo anno dal rilascio del passaporto. 

L'anno (legale) di validità decorre dalla scadenza del primo anno dal rilascio del passaporto. Ciò significa che se Vi rilasciano il passaporto il 12 giugno 2012 non occorrerà fino al 12 giugno 2013 apporre il “bollo” ma anche che se dovrete partire per l'estero (al di fuori della Comunità Europea più pochi altri Stati) il 9 giugno 2014 per poi rientrare in Italia il 18 giugno 2014, dovrete apporre due “bolli” ossia uno valido fino al 12 giugno 2014 e l'altro per l'anno successivo. 
 
Ovviamente se non si usa il passaporto (o lo si usa per un viaggio europeo) non occorrerà apporvi il bollo. 
 
Qualcuno nel passato usava la furbizia di portare con sé il bollo senza incollarlo sul passaporto, ma, attenzione: tale prassi è oggetto di sanzione (minimo 143 euro) in quanto il contrassegno va incollato e vidimato prima della partenza per l'estero (o in posta e questura o direttamente in aeroporto / frontiera presso gli uffici di Polizia). La data di vidimazione, contrariamente a quanto si pensa, non comporterà la validità della tassa per il successivo anno ma solo fino alla data di cui sopra (nell'esempio fino al 12 giugno di ogni anno). 
 
La sanzione citata è prevista, quindi, sia se sprovvisti di bollo, sia per la sua omessa vidimazione prima della partenza. Trattandosi di una irregolarità tributaria non è previsto, invece, il divieto di partire per l'estero (si potrà, quindi, prendere l'aereo).
 
La Polizia di frontiera potrà anche contestare la medesima violazione per i 3 anni precedenti ancorché accerti (ad esempio perché vi sono nel passaporto timbri o visti di trascorsi viaggi all'estero) che per tali annualità non vi sia il bollo o la sua vidimazione precedente tali viaggi. 
 
Qualcuno ritiene che se partisse dall'Italia, facesse scalo in Paese UE, e da lì prendesse l'aereo per una destinazione extra UE potrebbe percorrere la prima tratta usando la carta d'identità e solo per la seconda usare il passaporto. In tal caso, secondo questo pensiero, nessuno nello scalo UE potrebbe contestare la mancanza di bollo o di vidimazionie (trattandosi di una tassa italiana). Ciò nonostante la frontiera italiana potrebbe controllare dal bagaglio quale sia il Paese di destinazione e accertato che si tratti di Paese extra UE chiederVi il passaporto per verificare se sia in regola con la famosa tassa.  
 
Avv. Marco Furlan  - Treviso




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