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il fermo di indiziato di delitto

La misura precautelare del fermo di indiziato di delitto, presupposto del grave indizio di reità e competenza a disporla, obblighi di comunicazione, avvisi ai familiari, messa a disposizione del PM nelle 24 ore e interrogatorio dell'indiziato da parte del PM

ARTICOLO  384

Fermo di indiziato di delitto.

1. Anche fuori dei casi di flagranza [382; 230 coord.], quando sussistono specifici elementi che, anche in relazione alla impossibilità di identificare l'indiziato, fanno ritenere fondato il pericolo di fuga [2741b], il pubblico ministero dispone il fermo [6 reg.] della persona gravemente indiziata [273] di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni [379] ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi [17 min.; 250 trans.] o di un delitto commesso per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico (1).

2. Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia assunto la direzione delle indagini [327, 348], gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria [57] procedono al fermo di propria iniziativa [13 Cost.; 55].

3. La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa qualora sia successivamente individuato l'indiziato ovvero sopravvengano specifici elementi [348 3], quali il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l'indiziato sia per darsi alla fuga (2) e non sia possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del pubblico ministero [3074].

(1) Comma dapprima modificato dall'art. 11 l. 26 marzo 2001, n. 128 e successivamente dall'art. 133a)d.l. 27 luglio 2005, n. 144, conv., con modif., in l. 31 luglio 2005, n. 155, che ha aggiunto le parole da «o di un delitto commesso» alla fine del comma. Per il potere del pubblico ministero di ritardare l'esecuzione o disporre che sia ritardata l'esecuzione del fermo di indiziato di delitto quando sia necessario in relazione alle indagini in tema di sequestro di persona a scopo di estorsione, v. gli artt. 7 d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv., con modif., nella l. 15 marzo 1991, n. 82.

(2) Le parole da «specifici elementi» a «fuga» sono state sostituite alle parole «specifici elementi che rendano fondato il pericolo che l'indiziato sia per darsi alla fuga» dall'13 3b) d.l. n. 144, cit.

ARTICOLO  385

Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze.

1. L'arresto [380, 381, 383] o il fermo [384] non è consentito quando, tenuto conto delle circostanze del fatto, appare che questo è stato compiuto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima [50-54 c.p.] ovvero in presenza di una causa di non punibilità.

ARTICOLO  386

Doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto o di fermo.

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria [57] che hanno eseguito [120 att.] l'arresto [380, 381, 716] o il fermo [384] o hanno avuto in consegna l'arrestato [383], ne danno immediata notizia [347] al pubblico ministero del luogo dove l'arresto o il fermo è stato eseguito [3074; 18 min.; 20, 20-bis att. min.]. Avvertono inoltre l'arrestato o il fermato della facoltà di nominare un difensore di fiducia [963].

2. Dell'avvenuto arresto o fermo gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria informano immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato dal pubblico ministero a norma dell'articolo 97 [104 2].

3. Qualora non ricorra l'ipotesi prevista dall'articolo 389, comma 2 [380 3, 381 3], gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero al più presto e comunque non oltre ventiquattro ore [13 Cost.] dall'arresto o dal fermo. Entro il medesimo termine trasmettono il relativo verbale [357, 373 3], salvo che il pubblico ministero autorizzi una dilazione maggiore. Il verbale contiene l'eventuale nomina del difensore di fiducia, l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo in cui l'arresto o il fermo è stato eseguito e l'enunciazione delle ragioni che lo hanno determinato (1).

4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a disposizione del pubblico ministero mediante la conduzione nella casa circondariale o mandamentale [285; 18 min.; 9, 20, 20-bis att. min.] del luogo dove l'arresto o il fermo è stato eseguito [972 att.] (1).

5. Il pubblico ministero può disporre che l'arrestato o il fermato sia custodito in uno dei luoghi indicati nel comma 1 dell'articolo 284 [18 min.], ovvero, se ne possa derivare grave pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale o mandamentale (2).

6. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria trasmettono il verbale di fermo anche al pubblico ministero che lo ha disposto [384 1], se diverso da quello indicato nel comma 1.

7. L'arresto o il fermo diviene inefficace se non sono osservati i termini previsti dal comma 3 (1).

(1) I commi 3 e 4 sono stati così sostituiti dall'art. 23 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12, che ha anche così modificato il testo del comma 7.

(2) Comma così modificato dall'art. 20 l. 8 agosto 1995, n. 332.

 

ARTICOLO  387

Avviso dell'arresto o del fermo ai familiari.

1. La polizia giudiziaria, con il consenso dell'arrestato [380, 381, 383] o del fermato [384], deve senza ritardo dare notizia ai familiari dell'avvenuto arresto o fermo [963; 18 min.].

ARTICOLO  388

Interrogatorio dell'arrestato o del fermato.

1. Il pubblico ministero può procedere all'interrogatorio [64, 65] dell'arrestato [380, 381, 383] o del fermato [384], dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia ovvero, in mancanza, al difensore di ufficio [3862-3].

2. Durante l'interrogatorio, osservate le forme previste dall'articolo 64, il pubblico ministero informa l'arrestato o il fermato del fatto per cui si procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento comunicandogli inoltre gli elementi a suo carico e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, le fonti.

ARTICOLO  389

Casi di immediata liberazione dell'arrestato o del fermato.

1. Se risulta evidente che l'arresto [380, 381, 383] o il fermo [384] è stato eseguito per errore di persona [68] o fuori dei casi previsti dalla legge o se la misura dell'arresto o del fermo è divenuta inefficace a norma degli articoli 386, comma 7, e 390, comma 3 [3803, 3813], il pubblico ministero dispone con decreto motivato che l'arrestato o il fermato sia posto immediatamente in libertà [973, 121 att.; 6 reg.].

2. La liberazione è altresì disposta prima dell'intervento del pubblico ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria [57], che ne informa subito il pubblico ministero del luogo dove l'arresto o il fermo è stato eseguito [120 att.].





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