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il giudizio abbreviato

 

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Il giudizio abbreviato costituisce uno dei riti speciali e di natura premiale contemplati dal codice di procedura. Si tratta di un giudizio che amputa il processo della fase dibattimentale e che viene deciso allo stato degli atti sulla base delle prove assunte nel corso delle indagini preliminari. La scelta del giudizio abbreviato è rimessa alla discrezione dell’imputato, presuppone l’imputazione da parte del PM e deve essere vagliata, quanto ai presupposti della sua ammissibilità dal GIP il quale deve emettere ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato. Il termine per la richiesta del giudizio abbreviato varia a seconda del rito, speciale o ordinario , all’interno del quale essa viene presentata. Nel caso in cui la richiesta sia formulata nel contesto del rito ordinario e quindi durante l’udienza preliminare il termine è quello della presentazione delle conclusioni ai sensi dell’art. 421 cpp, ove la richiesta sia formulata nell’ambito di uno dei giudizi speciali di tipo dibattimentale, il termine è quello dell’apertura del dibattimento. L’imputato può condizionare la richiesta del giudizio abbreviato allo svolgimento di un supplemento di istruttoria che si svolgerà secondo le norme di cui all’art. 421 cpp. Ove, all’esito del giudizio abbreviato, soggiunga una sentenza di condanna, l’imputato potrà godere di uno sconto di pena di un terzo. Alla pena dell'ergastolo è sostituita quella della reclusione di anni trenta. Alla pena dell'ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituita quella dell'ergastolo

ARTICOLO  438

1) Presupposti del giudizio abbreviato.

1. L'imputato [60] può chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 441, comma 5.

2. La richiesta può essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422.

3. La volontà dell'imputato è espressa personalmente o per mezzo di procuratore speciale [122] e la sottoscrizione è autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3.

4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato.

5. L'imputato, ferma restando la utilizzabilità ai fini della prova degli atti indicati nell'articolo 442, comma 1-bis, può subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. In tal caso il pubblico ministero può chiedere l'ammissione di prova contraria. Resta salva l'applicabilità dell'articolo 423 [441-bis].

6. In caso di rigetto ai sensi del comma 5, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2 – CORTE COST - FINO A APERTURA DIBATTIMENTO(2).

(1) Articolo così sostituito dall'art. 27 l. 16 dicembre 1999, n. 479. Il combinato disposto degli artt. 438, 439, 440 e 442, nel loro testo originario, era stato dichiarato costituzionalmente illegittimo da Corte cost. 15 febbraio 1991, n. 81, nella parte in cui non prevedeva che il pubblico ministero, in caso di dissenso, fosse tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevedeva che il giudice, quando, a dibattimento concluso, riteneva ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, potesse applicare la riduzione di pena di cui all'art. 442; nonché da Corte cost. 31 gennaio 1992, n. 23, nella parte in cui non prevedeva che il giudice, all'esito del dibattimento ritenendo che il processo poteva essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, potesse applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 4422.

(2) La Corte cost., con sentenza 23 maggio 2003, n. 169, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non prevede che, in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria, l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato».

ARTICOLO  439

(1) [Richiesta di giudizio abbreviato].

(1) Articolo abrogato dall'art. 28 l. 16 dicembre 1999, n. 479. V. nota all'art. 438.

ARTICOLO  441

(1) Svolgimento del giudizio abbreviato.

1. Nel giudizio abbreviato si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste per l'udienza preliminare, fatta eccezione per quelle di cui agli articoli 422 ASSUNZIONE PROVE AI FINI DEL NON LUOGO A PROCEDERE nell’udienza preliminare e 423 MODIFICAZIONE IMPUTAZIONE nell’udienza preliminare.

2. La costituzione di parte civile [76], intervenuta dopo la conoscenza dell'ordinanza che dispone il giudizio abbreviato [440] equivale ad accettazione del rito abbreviato.

3. Il giudizio abbreviato si svolge in camera di consiglio; il giudice dispone che il giudizio si svolga in pubblica udienza quando ne fanno richiesta tutti gli imputati.

4. Se la parte civile non accetta il rito abbreviato, non si applica la disposizione di cui all'articolo 75, comma 3 AZIONE IN SEDE CIVILE NON SI SOSPENDE

5. Quando il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti assume, anche d'ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione. Resta salva in tale caso l'applicabilità dell'articolo 423 MODIFICAZIONE IMPUTAZIONE [441-bis].

6. All'assunzione delle prove di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 438, comma 5, si procede nelle forme previste dall'articolo 422, commi 2, 3 e 4 LE DOMANDE SONO POSTE DAL GIUDICE.

(1) Articolo così sostituito dall'art. 29 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  441  BIS

(1) Provvedimenti del giudice a seguito di nuove contestazioni sul giudizio abbreviato .

1. Se, nei casi disciplinati dagli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, il pubblico ministero procede alle contestazioni previste dall'articolo 423, comma 1, l'imputato può chiedere che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie.

2. La volontà dell'imputato è espressa nelle forme previste dall'articolo 438, comma 3 PERSONALMENTE O CON PROCURATORE SPECIALE.

3. Il giudice, su istanza dell'imputato o del difensore, assegna un termine non superiore a dieci giorni, per la formulazione della richiesta di cui ai commi 1 e 2 ovvero per l'integrazione della difesa, e sospende il giudizio per il tempo corrispondente.

4. Se l'imputato chiede che il procedimento prosegua nelle forme ordinarie, il giudice revoca l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato e fissa l'udienza preliminare o la sua eventuale prosecuzione. Gli atti compiuti ai sensi degli articoli 438, comma 5, e 441, comma 5, hanno la stessa efficacia degli atti compiuti ai sensi dell'articolo 422. La richiesta di giudizio abbreviato non può essere riproposta. Si applicano le disposizioni dell'articolo 303, comma 2 (2).

5. Se il procedimento prosegue nelle forme del giudizio abbreviato, l'imputato può chiedere l'ammissione di nuove prove, in relazione alle contestazioni ai sensi dell'articolo 423, anche oltre i limiti previsti dall'articolo 438, comma 5, ed il pubblico ministero può chiedere l'ammissione di prova contraria.

(1) Articolo inserito dall'art. 2-octies d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif. dalla l. 5 giugno 2000, n. 144.

(2) Comma così modificato, in sede di conversione, dall'art. 7-bis d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4.

ARTICOLO  442

(1) Decisione.

1. Terminata la discussione [421, 523], il giudice provvede a norma degli articoli 529 e seguenti  LE SENTENZE DIBATTIMENTALI [651 2, 652 2].

1-bis. Ai fini della deliberazione il giudice utilizza gli atti contenuti nel fascicolo di cui all'articolo 416, comma 2, la documentazione di cui all'articolo 419, comma 3, e le prove assunte nell'udienza (2).

2. In caso di condanna [533], la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita di un terzo. Alla pena dell'ergastolo (3) è sostituita quella della reclusione di anni trenta (4). Alla pena dell'ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituita quella dell'ergastolo (5).

3. La sentenza è notificata all'imputato che non sia comparso [5453; 134 att.].

4. Si applica la disposizione dell'articolo 426, comma 2.

(1) V. nota all'art. 438.

(2) Comma inserito dall'art. 301 lett. a)l. 16 dicembre 1999, n. 479.

(3) V. l'art. 71d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4, secondo il quale l'espressione «pena dell'ergastolo» deve intendersi riferita «all'ergastolo senza isolamento diurno». V. pure l'art. 8 d.l. n. 341, cit., nel testo risultante dalla legge di conversione.

(4) Il secondo periodo di questo comma, corrispondente a quello dichiarato incostituzionale per eccesso di delega da Corte cost. 23 aprile 1991, n. 176, è stato reinserito dall'art. 30 1 lett. b) l. n. 479, cit.

(5) Periodo aggiunto dall'art. 7 2 d.l. n. 341, cit.

ARTICOLO  443

Limiti all'appello.

1. L'imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello [596 3] contro le sentenze di proscioglimento  - CORTE COST SOLO IMPUTATO (1) (2).

2. (3).

3. Il pubblico ministero non può proporre appello contro le sentenze di condanna [533], salvo che si tratti di sentenza che modifica il titolo del reato [521 1].

4. Il giudizio di appello si svolge con le forme previste dall'articolo 599 (4).

(1) Le parole «, quando l'appello tende ad ottenere una diversa formula», che figuravano in fine al comma, sono state soppresse dall'art. 2 l. 20 febbraio 2006, n. 46. Successivamente la Corte cost., con sentenza 20 luglio 2007, n. 320 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2 l. n. 46, cit., «nella parte in cui, modificando l'art. 443, comma 1, del codice di procedura penale, esclude che il pubblico ministero possa appellare contro le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di giudizio abbreviato». La medesima sentenza n. 320 della Corte cost. ha inoltre dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 10 comma 2 l. n. 46, cit., «nella parte in cui prevede che l'appello proposto dal pubblico ministero, prima dell'entrata in vigore della medesima legge, contro una sentenza di proscioglimento emessa a seguito di giudizio abbreviato, è dichiarato inammissibile». Lo stesso articolo era stato dichiarato costituzionalmente illegittimo con Corte cost. 6 febbraio 2007, n. 26 «nella parte in cui prevede che L’appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della medesima legge è dichiarato inammissibile». In seguito, Corte cost. 4 aprile 2008, n. 85, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del medesimo art. 10, comma 2, «nella parte in cui prevede che llappello proposto prima dell'entrata in vigore della medesima legge dall'imputato, a norma dell'art. 593 del codice di procedura penale, contro una sentenza di proscioglimento, relativa a reato diverso dalle contravvenzioni punite con la sola ammenda o con pena alternativa, sia dichiarato inammissibile». Da ultimo, Corte cost. 29 ottobre 2009, n. 274, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma 1 dell'art. 443 c.p.p. «nella parte in cui esclude che l'imputato possa proporre appello contro le sentenze di assoluzione per difetto di imputabilità, derivante da vizio totale di mente».

(2) Comma così sostituito dall'art. 311 lett. a)l. 16 dicembre 1999, n. 479.

(3) Comma abrogato dall'art. 31 1 lett. b) l. n. 479, cit. La Corte cost., con sentenza 23 luglio 1991, n. 363, aveva dichiarato llillegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui stabiliva che l'imputato non può proporre appello contro le sentenze di condanna a una pena che comunque non deve essere eseguita.

(4)La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto 19 dicembre 1991, n. 470, su una questione riguardante il giudizio abbreviato di «rito transitorio», di cui all'art. 2471 e 2 trans. in relazione agli artt. 442 e 443 c.p.p., ha affermato, in via generale, che nel giudizio abbreviato d'appello, disciplinato dall'art. 443 4, che rinvia alle «forme previste dall'articolo 599», si applica, attraverso quest'ultimo, anche la disciplina dell'art. 603, concernente la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale. Secondo la Corte, dal fatto che è inconcepibile, nell'ambito del rito abbreviato procedere al rinnovo di una fase (l'istruttoria dibattimentale) che in tale rito non sussiste non discende «che la disciplina posta nell'art. 603 non possa, almeno in parte, operare anche nell'ambito del rito abbreviato, ove il giudice dell'appello ritenga assolutamente necessario, ai fini della decisione, assumere di ufficio nuove prove o riassumere prove già acquisite agli atti del giudizio di primo grado».





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