Il portale della previdenza dei professionisti

logo-old.png
jfw_prefett_500x64_small.gif
Home arrow Ricerca Giuridica arrow il lavoro intermittente dopo la Riforma Fornero
il lavoro intermittente dopo la Riforma Fornero
La disciplina del lavoro intermittente a seguito della Riforma Fornero - la revisione dei requisiti anagrafici e la nuov comunicazione semplificata
 
Il contratto di lavoro intermittente è il contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi ovvero per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno.

A seguito dell'entrata in vigore della Legge n 92 del 2012 (c.d. Riforma Fornero), sono variati i requisiti anagrafici che il lavoratore deve possedere per poter essere assunto con contratto di lavoro intermittente (per effetto della riforma è necessaria  un'età compresa tra cinquantacinque e ventiquattro anni  di eta').
 
Il contratto di lavoro intermittente deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e contenere obbligatoriamente i seguenti elementi:

a) indicazione della durata e delle ipotesi, oggettive o soggettive, tra quelle previste dall'articolo 34 del D.Lgs. n 276 del 2003, che consentono la stipulazione del contratto;

b) luogo e la modalità della disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso non può essere inferiore a un giorno lavorativo;

c) trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità, ove prevista;

d) indicazione delle forme e modalità, con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione;

e) tempi e modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità;

f) eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto.

Il lavoratore può rendersi disponibile, entro determinati periodi temporali, alla chiamata del datore di lavoro, con il rispetto di determinati termini di preavviso. La mancata risposta alla chiamata può comportare la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa. Per effetto della disponibilità del lavoratore, il datore deve corrispondere un'indennità non computabile agli effetti delle varie voci di retribuzione differita o indiretta (tredicesima, TFR ecc ecc).

Vige, con riferimento al rapporto di lavoro intrermittente, in proporzione alla durata effettiva della prestazione lavorativa svolta, il principio di non discriminazione. Il lavoratore intermittente non deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte.
 
 
LA LEGGE N 92 DEL 2012 (c.d. Riforma Fornero) IN MATERIA DI LAVORO INTERMITTENTE
 
 
 La Riforma Fornero è intervenuta sulla disciplina del contratto di lavoro intermittente abrogando la disciplina di cui all’art. 37, d.lgs. n. 276/2003, relativo al “Lavoro  intermittente  per  periodi  predeterminati  nell'arco  della settimana, del mese o dell'anno” e stabilendo, come già accennato, nuovi limiti di età.

La legge ha, infatti, modificato il comma 2 dell’art. 34, d.lgs. n. 276/2003,  prevedendo che il  contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con soggetti con più di cinquantacinque anni di età (il limite, prima della riforma, era fissato in quarantacinque anni) e con soggetti con meno di ventiquattro anni di età. In quest’ultimo caso è previsto che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età.


I contratti di lavoro intermittente già sottoscritti alla data di entrata in vigore della riforma, e con essa in contrasto, cessano di produrre i propri effetti decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

Ulteriore novità introdotta con riferimento al contratto di lavoro intermittente è l’obbligo di comunicazione semplificata alla Direzione Territoriale del Lavoro.

Prima dell’inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro è tenuto a comunicarne la durata con modalità semplificate alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio, mediante sms, fax o posta elettronica. In caso di violazione di detti obblighi è prevista una sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.
 
 
Definizione e tipologie
Art. 33.


1. Il contratto di lavoro intermittente è il contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa nei limiti di cui all'articolo 34.
2. Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato anche a tempo determinato (1).

(1) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto.

Casi di ricorso al lavoro intermittente
Art. 34.

1. Il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno [ai sensi dell' articolo 37] (1) .
2. Il contratto di lavoro intermittente puo' in ogni caso essere concluso con soggetti con piu' di cinquantacinque anni di eta' e con soggetti con meno di ventiquattro anni di eta', fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di eta' (2) .
3. È vietato il ricorso al lavoro intermittente:
a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
b) salva diversa disposizione degli accordi sindacali, presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente;
c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni (3).
(1) Comma inizialmente sostituito dall'articolo 10 del D.LGS. 6 ottobre 2004, n. 251 e successivamente modificato dall'articolo 1, comma 21, lettera a), numero 1), della Legge 28 giugno 2012, n. 92. Vedi anche il comma 22 del medesimo articolo 1 della Legge n. 92 del 2012.
(2) Comma inizialmente sostituito dall'articolo 1 bis del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 e successivamente modificato dall'articolo 1, comma 21, lettera a), numero 2), della Legge 28 giugno 2012, n. 92. Vedi anche il comma 22 del medesimo articolo 1 della Legge n. 92 del 2012.
(3) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto.

Forma e comunicazioni (1)
Art. 35.


1. Il contratto di lavoro intermittente è stipulato in forma scritta ai fini della prova dei seguenti elementi:
a) indicazione della durata e delle ipotesi, oggettive o soggettive, previste dall'articolo 34 che consentono la stipulazione del contratto;
b) luogo e la modalità della disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso non può essere inferiore a un giorno lavorativo;
c) il trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità, ove prevista, nei limiti di cui al successivo articolo 36;
d) indicazione delle forme e modalità, con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro, nonché delle modalità di rilevazione della prestazione;
e) i tempi e le modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità;
f) le eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto.
2. Nell'indicare gli elementi di cui al comma 1, le parti devono recepire le indicazioni contenute nei contratti collettivi ove previste.
3. Fatte salve previsioni più favorevoli dei contratti collettivi, il datore di lavoro è altresì tenuto a informare con cadenza annuale le rappresentanze sindacali aziendali, ove esistenti, sull'andamento del ricorso al contratto di lavoro intermittente.
3-bis. Prima dell'inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro e' tenuto a comunicarne la durata con modalita' semplificate alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio, mediante sms, fax o posta elettronica. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, possono essere individuate modalita' applicative della disposizione di cui al precedente periodo, nonche' ulteriori modalita' di comunicazione in funzione dello sviluppo delle tecnologie. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente comma si applica la sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui e' stata omessa la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 (2).
(1) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto.
(2) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 21, lettera b), della Legge 28 giugno 2012, n. 92. Vedi anche il comma 22 del medesimo articolo 1 della Legge n. 92 del 2012.

Indennità di disponibilità
Art. 36.

1. Nel contratto di lavoro intermittente è stabilita la misura della indennità mensile di disponibilità, divisibile in quote orarie, corrisposta al lavoratore per i periodi nei quali il lavoratore stesso garantisce la disponibilità al datore di lavoro in attesa di utilizzazione. La misura di detta indennità è stabilita dai contratti collettivi e comunque non è inferiore alla misura prevista, ovvero aggiornata periodicamente, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
2. Sulla indennità di disponibilità di cui al comma 1 i contributi sono versati per il loro effettivo ammontare, anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo.
3. L'indennità di disponibilità è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o di contratto collettivo.
4. In caso di malattia o di altro evento che renda temporaneamente impossibile rispondere alla chiamata, il lavoratore è tenuto a informare tempestivamente il datore di lavoro, specificando la durata dell'impedimento. Nel periodo di temporanea indisponibilità non matura il diritto alla indennità di disponibilità.
5. Ove il lavoratore non provveda all'adempimento di cui al comma che precede, perde il diritto alla indennità di disponibilità per un periodo di quindici giorni, salva diversa previsione del contratto individuale.
6. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 si applicano soltanto nei casi in cui il lavoratore si obbliga contrattualmente a rispondere alla chiamata del datore di lavoro. In tal caso, il rifiuto ingiustificato di rispondere alla chiamata può comportare la risoluzione del contratto, la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo successivo all'ingiustificato rifiuto, nonché un congruo risarcimento del danno nella misura fissata dai contratti collettivi o, in mancanza, dal contratto di lavoro.
7. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è stabilita la misura della retribuzione convenzionale in riferimento alla quale i lavoratori assunti ai sensi dell'articolo 33 possono versare la differenza contributiva per i periodi in cui abbiano percepito una retribuzione inferiore rispetto a quella convenzionale ovvero abbiano usufruito della indennità di disponibilità fino a concorrenza della medesima misura (1).
(1) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto.

Art.37
Lavoro intermittente per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno (1)

Art. 37.
[ 1. Nel caso di lavoro intermittente per prestazioni da rendersi il fine settimana, nonché nei periodi delle ferie estive o delle vacanze natalizie e pasquali l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 36 è corrisposta al prestatore di lavoro solo in caso di effettiva chiamata da parte del datore di lavoro.
2. Ulteriori periodi predeterminati possono esser previsti dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale.]

(1) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto. Successivamente, l'abrogazione è stata ribadita dall'articolo 1, comma 21, lettera c), della Legge 28 giugno 2012, n. 92. Vedi anche il comma 22 del medesimo articolo 1 della Legge n. 92 del 2012.

Principio di non discriminazione
Art. 38.

1. Fermi restando i divieti di discriminazione diretta e indiretta previsti dalla legislazione vigente, il lavoratore intermittente non deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte.
2. Il trattamento economico, normativo e previdenziale del lavoratore intermittente è riproporzionato, in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita, in particolare per quanto riguarda l'importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, nonché delle ferie e dei trattamenti per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale, maternità, congedi parentali.
3. Per tutto il periodo durante il quale il lavoratore resta disponibile a rispondere alla chiamata del datore di lavoro non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati nè matura alcun trattamento economico e normativo, salvo l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 36 (1).
(1) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto.

Computo del lavoratore intermittente
Art. 39.


1. Il prestatore di lavoro intermittente è computato nell'organico dell'impresa, ai fini della applicazione di normative di legge, in proporzione all'orario di lavoro effettivamente svolto nell'arco di ciascun semestre (1).


(1) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 45, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. A norma dell'articolo 39, comma 11, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto.

Sostegno e valorizzazione della autonomia collettiva
Art. 40.

1. Qualora, entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, non sia intervenuta, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e dell'articolo 37, comma 2, la determinazione da parte del contratto collettivo nazionale dei casi di ricorso al lavoro intermittente, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali convoca le organizzazioni sindacali interessate dei datori di lavoro e dei lavoratori e le assiste al fine di promuovere l'accordo. In caso di mancata stipulazione dell'accordo entro i quattro mesi successivi, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali individua in via provvisoria e con proprio decreto, tenuto conto delle indicazioni contenute nell'eventuale accordo interconfederale di cui all'articolo 86, comma 13, e delle prevalenti posizioni espresse da ciascuna delle due parti interessate, i casi in cui è ammissibile il ricorso al lavoro intermittente ai sensi della disposizione di cui all'articolo 34, comma 1, e dell'articolo 37, comma 2.






Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 
faccialibrodef.jpg



mod_vvisit_countervisite oggi1860
mod_vvisit_counterDal 12/06/0914725632

domiciliazioniprevprof.jpg

      SCAPPO IN BRASILE...
       www.ideabrasile.it

bannerprevprof.jpg

 

cerca ancora nel sito

Ricerca personalizzata

Cerca Professionisti