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il sequestro probatorio nel processo penale

Il sequestro probatorio, conseguente a perquisizione o autonomo, i presupposti, il decreto di sequestro, il suo oggetto e la sua esecuzione, il sequestro di corrispondenza, presso il provider e presso le banche, istanze di riesame e di restituzione dell'oggetto del sequestro, la custodia delle cose sequestrate, l'apposizione e la rimozione dei sigilli

 

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la testimonianza


l'esame delle parti private


ricognizioni confronti ed esperimenti giudiziali


la perizia


la prova documentale


ispezioni e perquisizioni


il sequestro


le intercettazioni

 

 

Articolo  252

Sequestro conseguente a perquisizione.

1. Le cose rinvenute a seguito della perquisizione sono sottoposte a sequestro con l'osservanza delle prescrizioni degli articoli 259 e 260 [81 att.; 10 reg.].

Articolo  253

Oggetto e formalità del sequestro.

1. L'autorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti [187, 714, 715 4, 716; 81 att.; 10 reg.] (1).

2. Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo [240 c.p.].

3. Al sequestro procede personalmente l'autorità giudiziaria [103 4] ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria delegato con lo stesso decreto [370].

4. Copia del decreto di sequestro è consegnata all'interessato, se presente [103 3].

(1) V. l'art. 3 l. 8 agosto 1977, n. 533 in tema di reati concernenti armi e esplosivi, reati di cui agli artt. 241, 285, 286 e 306 c.p. e alla l. 20 giugno 1952, n. 645. Per la possibilità di ritardare od omettere atti di cattura, arresto o sequestro, v. l'art. 98 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, in tema di reati riguardanti stupefacenti. Si veda inoltre l'art. 87 d.P.R. n. 309, cit. circa la destinazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope sequestrate dall'autorità giudiziaria e circa il dovere dell'autorità che effettua il sequestro di simili sostanze di darne immediata notizia al Servizio centrale antidroga. Vedi inoltre l'art. 7 d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv., con modif., nella l. 15 marzo 1991, n. 82, in tema di sequestro di persona a scopo di estorsione, del quale rileva, in particolare, il comma 3. Per la possibilità di ritardare l'esecuzione di provvedimenti di sequestro v. art. 9 l. 16 marzo 2006, n. 146, che ha abrogato alcune disposizioni in tema di ritardo di atti e operazioni sotto copertura, relative a determinati reati, dettando una disciplina generale in argomento.

Articolo  254

Sequestro di corrispondenza.

1. Presso coloro che forniscono servizi postali, telegrafici, telematici o di telecomunicazioni è consentito procedere al sequestro di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi e altri oggetti di corrispondenza [15 Cost.; 616 c.p.], anche se inoltrati per via telematica, che l'autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere spediti dall'imputato [60, 61] o a lui diretti, anche sotto nome diverso o per mezzo di persona diversa, o che comunque possono avere relazione con il reato [103 6] (1).

2. Quando al sequestro procede un ufficiale di polizia giudiziaria [253 3, 353], questi deve consegnare all'autorità giudiziaria gli oggetti di corrispondenza sequestrati, senza aprirli o alterarli e senza prendere altrimenti conoscenza del loro contenuto (2).

3. Le carte e gli altri documenti sequestrati che non rientrano fra la corrispondenza sequestrabile sono immediatamente restituiti all'avente diritto e non possono comunque essere utilizzati [191].

(1) Comma così sostituito dall'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48. Il testo precedente recitava: «1. Negli uffici postali o telegrafici è consentito procedere al sequestro di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi e altri oggetti di corrispondenza che l'autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere spediti dall'imputatoo a lui diretti, anche sotto nome diverso o per mezzo di persona diversa o che comunque possono avere relazione con il reato».

(2) L'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48 ha modificato il presente comma inserendo, le seguenti parole: «o alterarli».

Articolo  254  Bis

(1)Sequestro di dati informatici presso fornitori di servizi informatici, telematici e di telecomunicazioni.

1. L'autorità giudiziaria, quando dispone il sequestro, presso i fornitori di servizi informatici, telematici o di telecomunicazioni, dei dati da questi detenuti, compresi quelli di traffico o di ubicazione, può stabilire, per esigenze legate alla regolare fornitura dei medesimi servizi, che la loro acquisizione avvenga mediante copia di essi su adeguato supporto, con una procedura che assicuri la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità. In questo caso è, comunque, ordinato al fornitore dei servizi di conservare e proteggere adeguatamente i dati originali.

(1) Articolo inserito dall'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48.

ARTICOLO  255

Sequestro presso banche.

1. L'autorità giudiziaria può procedere al sequestro presso banche [248] di documenti, titoli, valori, somme depositate in conto corrente e di ogni altra cosa, anche se contenuti in cassette di sicurezza, quando abbia fondato motivo di ritenere che siano pertinenti al reato, quantunque non appartengano all'imputato [60, 61] o non siano iscritti al suo nome.

ARTICOLO  256

Dovere di esibizione e segreti.

1. Le persone indicate negli articoli 200 e 201 devono consegnare immediatamente all'autorità giudiziaria, che ne faccia richiesta, gli atti e i documenti, anche in originale se così è è ordinato, nonché i dati, le informazioni e i programmi informatici, anche mediante copia di essi su adeguato supporto, e ogni altra cosa esistente presso di esse per ragioni del loro ufficio, incarico, ministero, professione o arte, salvo che dichiarino per iscritto che si tratti di segreto di Stato [202, 204] ovvero di segreto inerente al loro ufficio o professione [103 2] (1) (2).

2. Quando la dichiarazione concerne un segreto di ufficio [201] o professionale [200], l'autorità giudiziaria, se ha motivo di dubitare della fondatezza di essa e ritiene di non potere procedere senza acquisire gli atti, i documenti o le cose indicati nel comma 1, provvede agli accertamenti necessari. Se la dichiarazione risulta infondata, l'autorità giudiziaria dispone il sequestro (3).

3. Quando la dichiarazione concerne un segreto di Stato [202, 204], l'autorità giudiziaria ne informa il Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo che ne sia data conferma. Qualora il segreto sia confermato e la prova sia essenziale per la definizione del processo, il giudice dichiara non doversi procedere per l'esistenza di un segreto di Stato [129] (1).

4. Qualora, entro sessanta giorni dalla notificazione della richiesta, il Presidente del Consiglio dei ministri non dia conferma del segreto, l'autorità giudiziaria dispone il sequestro.

5. Si applica la disposizione dell'articolo 204 [66 att.].

(1) Per la disciplina del segreto di Stato, v. artt. 39-42 l. 3 agosto 2007, n. 124.

(2) L'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48 ha modificato il presente comma inserendo, le seguenti parole: «nonché i dati, le informazioni e i programmi informatici, anche mediante copia di essi su adeguato supporto,».

(3) La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto, 11 marzo 1993, n. 81, su cui v., amplius, sub art. 266, ha affermato che l'art. 256 c.p.p. «nel regolare in via generale l'acquisizione di documenti coperti dal segreto professionale (o dal segreto di Stato), pone una disciplina applicabile anche all'ente gestore del servizio pubblico della telefonia e, pertanto, costituisce, per l'aspetto considerato, l'attuazione per via legislativa della tutela connessa al dovere di riserbo, implicitamente contenuto nell'art. 15 della Costituzione come garanzia istituzionale del diritto della persona alla libertà e alla segretezza delle comunicazioni».

ARTICOLO  256  BIS

(1) Acquisizione di documenti, atti o altre cose da parte dell'autorità giudiziaria presso le sedi dei servizi di informazione per la sicurezza.

1. Quando deve disporre l'acquisizione di documenti, atti o altre cose presso le sedi dei servizi di informazione per la sicurezza, presso gli uffici del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza o comunque presso uffici collegati all'esercizio delle funzioni di informazione per la sicurezza della Repubblica, l'autorità giudiziaria indica nell'ordine di esibizione, in modo quanto più possibile specifico, i documenti, gli atti e le cose oggetto della richiesta.

2. L'autorità giudiziaria procede direttamente sul posto all'esame dei documenti, degli atti e delle cose e acquisisce agli atti quelli strettamente indispensabili ai fini dell'indagine. Nell'espletamento di tale attività, l'autorità giudiziaria può avvalersi della collaborazione di ufficiali di polizia giudiziaria.

3. Quando ha fondato motivo di ritenere che i documenti, gli atti o le cose esibiti non siano quelli richiesti o siano incompleti, l'autorità giudiziaria informa il Presidente del Consiglio dei ministri, che provvede a disporre la consegna di ulteriori documenti, atti o cose o, se ne ricorrono i presupposti, a confermare l'inesistenza di ulteriori documenti, atti o cose.

4. Quando deve essere acquisito, in originale o in copia, un documento, un atto o una cosa, originato da un organismo informativo estero, trasmesso con vincolo di non divulgazione, l'esame e la consegna immediata sono sospesi e il documento, l'atto o la cosa è trasmesso immediatamente al Presidente del Consiglio dei ministri affinché vengano assunte le necessarie iniziative presso l'autorità estera per le relative determinazioni in ordine all'apposizione del segreto di Stato.

5. Nell'ipotesi prevista al comma 4, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l'acquisizione del documento, dell'atto o della cosa ovvero oppone o conferma il segreto di Stato entro sessanta giorni dalla trasmissione.

6. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 5, l'autorità giudiziaria acquisisce il documento, l'atto o la cosa.

(1) Articolo inserito dall'art. 15 l. 3 agosto 2007, n. 124, con effetto a decorrere dal 12 ottobre 2007.

ARTICOLO  256  TER

(1) Acquisizione di atti, documenti o altre cose per i quali viene eccepito il segreto di Stato.

1. Quando devono essere acquisiti, in originale o in copia, documenti, atti o altre cose per i quali il responsabile dell'ufficio detentore eccepisce il segreto di Stato, l'esame e la consegna sono sospesi; il documento, l'atto o la cosa è sigillato in appositi contenitori e trasmesso prontamente al Presidente del Consiglio dei ministri.

2. Nell'ipotesi prevista al comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri autorizza l'acquisizione del documento, dell'atto o della cosa ovvero conferma il segreto di Stato entro trenta giorni dalla trasmissione.

3. Se il Presidente del Consiglio dei ministri non si pronuncia nel termine di cui al comma 2, l'autorità giudiziaria acquisisce il documento, l'atto o la cosa».

(1) Articolo inserito dall'art. 16 l. 3 agosto 2007, n. 124, con effetto a decorrere dal 12 ottobre 2007.

 

 

ARTICOLO  257

Riesame del decreto di sequestro.

1. Contro il decreto di sequestro [253; 229 coord.] l'imputato [60, 61, 99], la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione [263] possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324.

2. La richiesta di riesame non sospende l'esecuzione del provvedimento [588].

ARTICOLO  258

Copie dei documenti sequestrati.

1. L'autorità giudiziaria può [329] fare estrarre copia [116, 243] degli atti e dei documenti sequestrati, restituendo gli originali, e, quando il sequestro di questi è mantenuto, può autorizzare la cancelleria o la segreteria a rilasciare gratuitamente copia autentica a coloro che li detenevano legittimamente.

2. I pubblici ufficiali [357 c.p.] possono rilasciare copie, estratti o certificati dei documenti loro restituiti dall'autorità giudiziaria in originale o in copia, ma devono fare menzione in tali copie, estratti o certificati del sequestro esistente.

3. In ogni caso la persona o l'ufficio presso cui fu eseguito il sequestro ha diritto di avere copia del verbale dell'avvenuto sequestro.

4. Se il documento sequestrato fa parte di un volume o di un registro da cui non possa essere separato e l'autorità giudiziaria non ritiene di farne estrarre copia, l'intero volume o registro rimane in deposito giudiziario. Il pubblico ufficiale addetto, con l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria, rilascia agli interessati che li richiedono copie, estratti o certificati delle parti del volume o del registro non soggette al sequestro, facendo menzione del sequestro parziale nelle copie, negli estratti e nei certificati.

ARTICOLO  259

Custodia delle cose sequestrate.

1. Le cose sequestrate sono affidate in custodia alla cancelleria o alla segreteria. Quando ciò non è possibile o non è opportuno, l'autorità giudiziaria dispone che la custodia avvenga in luogo diverso, determinandone il modo e nominando un altro custode [133], idoneo a norma dell'articolo 120 [81, 82 att.; 11 reg.] (1) (2).

2. All'atto della consegna, il custode è avvertito dell'obbligo di conservare e di presentare le cose a ogni richiesta dell'autorità giudiziaria nonché delle pene previste dalla legge penale per chi trasgredisce ai doveri della custodia [328, 334, 335, 366 c.p.]. Quando la custodia riguarda dati, informazioni o programmi informatici, il custode è altresì avvertito dell'obbligo di impedirne l'alterazione o l'accesso da parte di terzi, salva, in quest'ultimo caso, diversa disposizione dell'autorità giudiziaria. Al custode può essere imposta una cauzione. Dell'avvenuta consegna, dell'avvertimento dato e della cauzione imposta è fatta menzione nel verbale. La cauzione è ricevuta, con separato verbale, nella cancelleria o nella segreteria (3).

(1) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 22 d.m. 6 aprile 2001, n. 204 (G.U. 31 maggio 2001, n. 125).

(2) Per le cose sequestrate relativamente a reati preveduti dal testo unico in materia doganale (d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43), v. art. 333 d.P.R. n. 43, cit. Per i reati che hanno ad oggetto tabacchi lavorati esteri, v. l'art. 4 d.lgs. 9 novembre 1990, n. 375 e l'art. 3 l. 19 marzo 2001, n. 92. V. sub art. 260.

(3) L'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48 ha modificato il presente comma inserendo il secondo periodo.

ARTICOLO  260

Apposizione dei sigilli alle cose sequestrate. Cose deperibili. Distruzione di cose sequestrate (1).

1. Le cose sequestrate si assicurano con il sigillo dell'ufficio giudiziario e con le sottoscrizioni [110] dell'autorità giudiziaria e dell'ausiliario [126] che la assiste ovvero, in relazione alla natura delle cose, con altro mezzo, anche di carattere elettronico o informatico, idoneo a indicare il vincolo imposto a fini di giustizia [349 c.p.] (2).

2. L'autorità giudiziaria fa estrarre copia dei documenti e fa eseguire fotografie o altre riproduzioni delle cose sequestrate che possono alterarsi o che sono di difficile custodia, le unisce agli atti e fa custodire in cancelleria o segreteria gli originali dei documenti, disponendo, quanto alle cose, in conformità dell'articolo 259. Quando si tratta di dati, di informazioni o di programmi informatici, la copia deve essere realizzata su adeguati supporti, mediante procedura che assicuri la conformità della copia all'originale e la sua immodificabilità; in tali casi, la custodia degli originali può essere disposta anche in luoghi diversi dalla cancelleria o dalla segreteria (3).

3. Se si tratta di cose che possono alterarsi, l'autorità giudiziaria ne ordina, secondo i casi, l'alienazione o la distruzione [83, 852 att.] (4).

3-bis. L'autorità giudiziaria procede, altresì, anche su richiesta dell'organo accertatore alla distruzione delle merci di cui sono comunque vietati la fabbricazione, il possesso, la detenzione o la commercializzazione quando le stesse sono di difficile custodia, ovvero quando la custodia risulta particolarmente onerosa o pericolosa per la sicurezza, la salute o l'igiene pubblica ovvero quando, anche all'esito di accertamenti compiuti ai sensi dell'articolo 360, risulti evidente la violazione dei predetti divieti. L'autorità giudiziaria dispone il prelievo di uno o più campioni con l'osservanza delle formalità di cui all'articolo 364 e ordina la distruzione della merce residua (5).

3-ter. Nei casi di sequestro nei procedimenti a carico di ignoti, la polizia giudiziaria, decorso il termine di tre mesi dalla data di effettuazione del sequestro, può procedere alla distruzione delle merci contraffatte sequestrate, previa comunicazione all'autorità giudiziaria. La distruzione può avvenire dopo 15 giorni dalla comunicazione salva diversa decisione dell'autorità giudiziaria. È fatta salva la facoltà di conservazione di campioni da utilizzare a fini giudiziari (6).

(1) Rubrica così modificata dall'art. 2 del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, che ha inserito le parole «Distruzione di cose sequestrate».

(2) L'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48 ha modificato il presente comma inserendo le seguenti parole: «, anche di carattere elettronico o informatico,».

(3) L'art. 8 l. 18 marzo 2008, n. 48 ha modificato il presente comma inserendo l'ultimo periodo.

(4) Per la campionatura e la distruzione di sostanze stupefacenti e psicotrope, v. gli artt. 87 e 88 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Relativamente ai tabacchi lavorati esteri sequestrati (per i quali v. anche sub art. 259) v. art. 43d.lgs. 9 novembre 1990, n. 375. Vedi anche art. 1513d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.

(5) Comma inserito dall'art. 2 d.l. 23 maggio 2008 , n. 92, , conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125.

(6) Comma inserito dall'art. 2 d.l. 23 maggio 2008 , n. 92, , conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125.

ARTICOLO  261

Rimozione e riapposizione dei sigilli.

1. L'autorità giudiziaria, quando occorre procedere alla rimozione dei sigilli, ne verifica prima l'identità e l'integrità con l'assistenza dell'ausiliario [126; 11 reg.]. Compiuto l'atto per cui si è resa necessaria la rimozione dei sigilli, le cose sequestrate sono nuovamente sigillate dall'ausiliario in presenza dell'autorità giudiziaria. L'autorità giudiziaria e l'ausiliario appongono presso il sigillo la data [111] e la sottoscrizione [110].

 

ARTICOLO  262

Durata del sequestro e restituzione delle cose sequestrate.

1. Quando non è necessario mantenere il sequestro a fini di prova, le cose sequestrate sono restituite a chi ne abbia diritto, anche prima della sentenza [85 att.]. Se occorre, l'autorità giudiziaria prescrive di presentare a ogni richiesta le cose restituite e a tal fine può imporre cauzione.

2. Nel caso previsto dal comma 1, la restituzione non è ordinata se il giudice dispone, a richiesta del pubblico ministero o della parte civile [76], che sulle cose appartenenti all'imputato [60, 61] o al responsabile civile [83] sia mantenuto il sequestro a garanzia dei crediti indicati nell'articolo 316.

3. Non si fa luogo alla restituzione e il sequestro è mantenuto ai fini preventivi quando il giudice provvede a norma dell'articolo 321.

3-bis. Trascorsi cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione, le somme di denaro sequestrate, se non ne è stata disposta la confisca e nessuno ne ha chiesto la restituzione, reclamando di averne diritto, sono devolute allo Stato (1).

4. Dopo la sentenza non più soggetta a impugnazione [460 2, 648, 650 2] le cose sequestrate sono restituite a chi ne abbia diritto, salvo che sia disposta la confisca [86, 88 att.; 240 c.p.].

(1) Comma inserito dall'art. 2612l. 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).

ARTICOLO  263

(1) Procedimento per la restituzione delle cose sequestrate.

1. La restituzione delle cose sequestrate è disposta dal giudice con ordinanza se non vi è dubbio sulla loro appartenenza [85 att.].

2. Quando le cose sono state sequestrate presso un terzo, la restituzione non può essere ordinata a favore di altri senza che il terzo sia sentito in camera di consiglio con le forme previste dall'articolo 127.

3. In caso di controversia sulla proprietà delle cose sequestrate, il giudice ne rimette la risoluzione al giudice civile del luogo competente in primo grado, mantenendo nel frattempo il sequestro.

4. Nel corso delle indagini preliminari [326 s.], sulla restituzione delle cose sequestrate [85 att.] il pubblico ministero provvede con decreto motivato (2).

5. Contro il decreto del pubblico ministero che dispone la restituzione o respinge la relativa richiesta, gli interessati possono proporre opposizione sulla quale il giudice [328] provvede a norma dell'articolo 127 (3) (4).

6. Dopo la sentenza non più soggetta a impugnazione [648, 650 2], provvede il giudice dell'esecuzione [665, 676].

(1) Vedi anche artt. 149-151 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.

(2) Comma così sostituito dall'art. 10 d.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12.

(3) Comma così modificato dall'art. 10 d.lgs. n. 12, cit.

(4) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 192d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

 

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