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la convalida del fermo e dell'arresto
La convalida dell'arresto e del fermo di polizia è l'ordinanza del G.I.P o del giudice del giudizio direttissimo (ove il PM domandi direttamente al giudice dibattimentale, la onvalida del fermo o dell'arresto e di procedere con il giudizio direttissimo) emessa, entro le 96 ore dall'esecuzione delle suddette misure, a pena d'illegittimità delle stesse.

L'arresto ed il fermo, infatti, sono, per loro intrinseca natura, misure precarie e destinate a convertirsi in misure cautelari coercitive in sede di udienza di convalida ovvero, comunque, a produrre effetti tempoalmente delimitati.
 
Le misure precautelari conosciute dal nostro codice di procdura sono il fermo d'indiziato, di competenza del P.M. o della P.G. e l'arresto in flagranza, di competenza della P.G., obbligatorio ove riguardi i delitti dolosi perseguibili d'uficio così come individuati dall'art. 380 cpp o facoltativo ove riguardi i delitti anche colposi individuati dall'art. 381 cpp. Nei casi in cui l'arresto in flagranza è obbligatorio, esso può essere eseguito anche da un privato, purchè l'arrestato sia messo immediatamente a disposizione della P.G.
 
La più marcata differenza tra le misure precautelari del fermo e dell'arresto che, entrambe, incidono sul diritto di libertà del loro destinatario, è lo stato di flagranza presupposto solo dall'arresto. La flagranza di reato si verifica allorchè il suo autore sia colto nell'atto di perpetrarlo ovvero nella fase immediatamente successiva della fuga ovvero ancora presenti tracce del reato tali lasciar indurre il compimento del reato immediatamente prima.
 
Oltre allo stato di flgaranza, l'arresto richiede la ricorrenza di una delle fattispecie delittuose legittimanti di cui agli artt. 380 cpp e 381 cpp e, per le ipotesi di cui all'art. 381 cpp l'ulteriore ricorrenza dei presupposti della gravità del fatto di reato o della pericolosità del suo autore.
 
Il fermo, che non presuppone lo stato di flagranza, è fonadato sulla presumibile ricorrenza di un delitto rientrante nei tipi individuati dall'art. 384 cpp, sul pericolo di fuga desumibile anche dall'impossibilità di procedere con l'identificazione dell'indiziato, sulla sussistenza di sufficienti indizi di reità a suo carico.
 
La convalida dell'arresto e del fermo deve avvenire, a pena d'inefficacia, da parte dl GIP o del Giudice del giudizio direttissimo  entro il termine masimo delle 96 ore dall'esecuzione della misura precautelare da convalidare.
 
L'udienza di convalida davanti al GIP si svolge in camera di consiglio con l'obbligatoria presenza del difensore dell'arrestato o del fermato il quale, se non rifiuta di comparire, viene personalmente senito. La presenza del P.M. è invece facoltativa.
 
Deve sottolinearsi che ove, in sede di udienza di convalida, non venga richiesta una misura cautelare coercitiva, a prescindere dalla convalida o dalla mancata convalida del fermo o dell'arresto, l'indiziato va immediatamente liberato in quanto la durata massima delle misure precautelari è, come detto, quellla di 4 giorni.
 
Il giudice della convalida deve verificare la ricorrenza di tutti i presupposti legittimanti l'applicazione delle misure precautelari e, così:

per l'arresto in flagranza: 1) la situazione di flagranza di reato; 2) la ricorrenza di una delle fattispecie delittuose legittimanti di cui agli artt. 380 cpp e 381 cpp; 3) per le ipotesi di cui all'art. 381 cpp l'ulteriore ricorrenza dei presuppostid ella gravità del fatto di reato o della pericolosità del suo autore.

per il fermo di indiziato: 1) il titolo del reato; 2) gli indizi di reità; 3) il pericolo di fuga.

La vicenda delle misure precautelari prevede dunque le seguenti fasi:

1) esecuzione del fermo e dell'arresto da parte della P.G. o, per quel che concernre il fermo, anche da parte del P.M.;
 
1 bis) avviso da parte della P.G. della possibilità di nomina di un difensore di fiducia e ricezione della relativa nomina ovvero nomina di un difensore d'ufficio; 1 - ter) informativa al difensore dell'avvenuto fermo o arresto;
 
2) traduzione del soggetto fermato o arrestato presso la casa di custodia circondariale entro le 24 ore e sua messa a disposizione del P.M. con il verbale dell'arresto o del fermo;

3) richiesta di convalida del fermo o dell'arresto da parte del P.M. al G.I.P. entro le successive 24 ore;

4) ordinanza di convalida da parte del G.I.P. entro le successive 24 ore.

I termini indicati sono perentori, dal che consegue che il loro mancato rispetto comporta la sopravvenuta inefficacia delle misure precautelari.

Il Giudice investito della richiesta di convalida del fermo o dell'arresto dovrà dunque effettuare una valutazione di legittimità ed emetterà di conseguenza ordinanza di convalida o di mancata convalida delle misure precautelari; tale ordinanza è ricorribile per cassazione.

Deve sottolinearsi come sussista la possibilità che la misura precautelare si trasformi in misura cautelare ove sia stata presentata richiesta da parte del P.M. In tale caso, la valutazione in ordine alla concessione della misura cautelare richiesta involgerà i profili relativi agli indizi di reità di cui all'art. 273 cpp, quelli relativi alle esigenze cautelari di cui all'art. 274 cpp e quelli relativi all'adeguatezza e proporzionalità della misura ex art. 275 cpp.




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