Il portale della previdenza dei professionisti

logo-old.png
jfw_prefett_500x64_small.gif
Home arrow Ricerca Giuridica arrow lavoro a domicilio
lavoro a domicilio
La disciplina del lavoro a domicilio di cui alla legge n 877 del 1973 distinzione tra lavoro a domicilio autonomo e subordinato e elementi caratterizzanti rispetto al lavoro subordinato ex art 2094 cc 
 
Argomenti correlati
 
 
 
Il rapporto di lavoro a domicilio si caratterizza per il fatto che il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa si trova presso il domicilio del lavoratore o comunque presso locali dei quali abbia la disponibilità; non può invece ricondursi nell'alveo del lavoro a domicilio la prestazione svolta in locali di pertinenza del datore di lavoro anche se per l'uso degli stessi il lavoratore corrisponda un canone o un corrispettivo di altro tipo.
 
La disciplina del lavoro a domicilio si rinviene nella legge n. 877 del 12.12.1973 che, all'art. 1, definisce lavoratore a domicilio " chiunque con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in locale di cui abbia la disponibilità, anche con l'aiuto accessorio di membri della sua famiglia conviventi e a carico, ma con l'esclusione di manodopera salariata e di apprendisti, lavoro retribuito per conto di uno o più imprenditori, utilizzando materie prime o accessorie e attrezzature proprie o dello stesso imprenditore, anche se fornite per il tramite di terzi".
 
La speciale connotazione del rapporto di lavoroa domicilio determina il diverso atteggiarsi del potere di supremazia
 datoriale che, a mente dell'art. 1 comma 2 della L. n. 877/73 cit. si estrinseca nel fatto che il lavoratore "è tenuto ad osservare le direttive dell'imprenditore circa lke modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da svolgere".
 
Occorre sottolineare che la giurisprudenza di legittimità ha evidenziato la distinzione tra il lavoro a domicilio di tipo subordinato ed autonomo da individuarsi nel fatto che mentre la prestazione del lavoratore a domicilio subordinato è sovrapponibile a quella svolta da un qualsiasi lavoratore dell'impresa caratterizzandosi unicamente per il luogo di espletamento, la prestazione di un lavoratore a domicilio senza vincolo di subordinazione è destinata a realizzare un'opera finita con organizzazione di mezzi a carico del lavoratore e con assunzione in proprio del rischio dell'organizzazione e delle strutture (cfr, Cass n. 6150/1999).
 
La disciplina del rapporto di lavoro a domicilio, così come innovata dal D.L. n. 112/2008, ha i seguenti punti caratterizzanti:
 
i datori di lavoro possono assumere direttamente lavoratori a domicilio (i quali sono iscritti in un apposito registro istituito presso la DPL);
 
il datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze lavoratori a domicilio deve registrarne sul libro unico del lavoro, il nominativo, il relativo domicilio e la misura della retribuzione (cfr. art. 3 comma 5, L. 877/\1973

non è ammessa l'esecuzione di lavori pericolosi comportanti l'impiego di di sostanze o materiali nocivi o pericolosi per la salute o l'incolumità del lavoratore e dei suoi familiari;

Il lavoratore a domiclio può esercitare la prestazione lavorativo per conto di uno o più imprenditori. Vige il divieto di  eseguire lavori in concorrenza con il datore di lavoro  quando al lavoratore a domicilio è affidata una quantità di lavoro tale da procurargli una prestazione continuativa corrispondente all'orario di lavoro normale.

la retribuzione del lavoratore a domicilio viene corrisposta sulla base di tariffe di cottimo pieno risultanti dai contratti collettivi di categoria; il lavoro a domicilio costituisce dunque uno dei pochi casi in cui viene sancita per legge l'obbligatorietà del sistema di cottimo integrale.





Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 
faccialibrodef.jpg



      SCAPPO IN BRASILE...
       www.ideabrasile.it

bannerprevprof.jpg

 

cerca ancora nel sito

Ricerca personalizzata