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notifica: la ricevuta on line delle poste non fa fede
Secondo una recente pronuncia della Cassazione, il semplice foglio stampato dal servizio on line delle Poste Italiane, non fa fede dell'avvenuta notifica.
 
Approfondimento di
 
 
avvocato del Foro di Cagliari
 
 
La data della consegna reale è, infatti, soltanto quella del timbro postale recato sull'avviso di ricevimento, come da avvertenza espressamente risultante dallo stesso foglio.

La causa traeva origine da una istanza di regolamento di competenza avverso un'ordinanza, con la quale il Tribunale di Pescara accoglieva l'eccezione di incompetenza sollevata dalla Società convenuta in giudizio e rimetteva le parti dinanzi al Giudice di Pace di Pescara.

In sede di legittimità la Società convenuta non si difendeva.

In materia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando al caso di specie il principio già espressodalle Sezioni Unite, secondo il quale la produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'Art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario da notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'Art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio.

Pertanto l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'Art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'Art. 380-bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'Art. 372, secondo comma, c.p.c..

Tuttavia, precisa la Corte in caso di mancata produzione dell'avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 c.p.c.

Peraltro, il difensore del ricorrente presente in udienza o all?adunanza in camera di consiglio, può domandare di essere rimesso in termini per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel chiedere all'amministrazione postale un duplicato dello stesso.

Nel caso in esame, il ricorso per il regolamento di competenza è stato notificato dal difensore della ricorrente, in proprio, previa autorizzazione del Consiglio dell'Ordine di appartenenza, mentre l'avviso di ricevimento del piego non è stato allegato al ricorso, né depositato successivamente, né unitamente alla memoria difensiva o con altro atto fino all'adunanza della corte.

Pertanto, alla luce di quanto esposto, poiché non è consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrono i presupposti per la rinnovazione della notificazione, il ricorso va dichiarato inammissibile.

Nulla sulle spese dal momento che la convenuta non ha svolto attività difensiva.


Cassazione civile , sez. VI-3, ordinanza 08.11.2012 n° 19387

 




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