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La figura del preposto in materia di sicurezza sul lavoro
Oltre alle figure del dirigente e del datore di lavoro, anche il preposto risulta destinatario degli obblighi relativi alla sicurezza in una posizione intermedia tra i dirigenti e i lavoratori.
La figura del preposto alla sicurezza trova la sua definizione normativa nell'art. 2 in del TU unico sulla sicurezza e precisamente nella lettera e che lo individua come la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attivita' lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.
Dalla definizione normativa emerge come il compito del preposto sia quello di garantire l'attuazione delle misure di sicurezza da altri predisposte non essendo, invece, in linea generale, tenuto a predisporre le cautele antinfortunistiche, compito questo di competenza del datore di lavoro o della dirigenza.
In effetti già sotto il vigore del Decreto n 626, la giurisprudenza aveva chiarito come non spettasse al preposto adottare le misure di prevenzione, ma come il suo compito consistesse esclusivamente nel rendere effettivo l'utilizzo delle misure predisposte da altri, anche indicando ai lavoratori quali cautele osservare.
La norma del TU in materia di sicurezza, come visto, riconosce al preposto alla sicurezza un potere di inziativa che lo pone in una posizione di sovraordinazione  nella struttura operativa.
Schematizzando, dunque, il preposto alla sicurezza deve vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni datoriali in materia di sicurezza ed è tenuto ad informare i superiori in caso di persistente inosservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni impartite.
I compiti del preposto alla sicurezza sono analiticamente descritti nell'art. 19 del TU e sono i seguenti:
a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonche' delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;
b) verificare affinche' soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
c) richiedere l'osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinche' i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
d) informare il piu' presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivita' in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;
g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall'articolo 37.
 
 
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