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prescrizione reato: termini

In tema di prescrizione del reato, come noto, la disciplina è stata incisivamente modificata dalla legge 251/2005.

Quanto ai termini di prescrizione, l’art.157 indica il tempo necessario a prescrivere nel massimo della pena edittale e, comunque, in un tempo non inferiore a 6 anni per i delitti e 4 anni per le contravvenzioni (tali termini sono doppi per i reati di cui agli artt.449,589 2,3 e 4 co e 51 co. 3 bis e quater c.p.p.).

Stabilisce, inoltre, che a tal fine non si tiene conto delle circostanze, salvo che per le aggravanti speciali o ad effetto speciale (aumento massimo) ed esclude la possibilità di procedere al bilanciamento delle circostanze.

Altra novità di rilievo la eliminazione del riferimento al reato continuato nel testo dell’art.158 c.p., da cui discende che, per ogni episodio, il termine decorrerà dal giorno della consumazione e non dalla cessazione della continuazione.

Per la sospensione, si prevede espressamente l’ipotesi di impedimento di parti o difensori ed il rinvio su richiesta dell’imputato e del suo difensore, per non più di 60 giorni.

Per l’interruzione, si prevede un aumento normale di non più di ¼ (salvo reati di cui all’art. 51 co. 3 bis e quater c.p.p.), ½ per art.99; 2/3  per 99 co. 4 e doppio per 102, 103 e 105 c.p..  

La determinazione del termine di prescrizione del reato va effettuata secondo il calendario comune con decorrenza dal giorno successivo al verificarsi del fatto e senza tenere conto dei giorni effettivi di cui è composto l'anno o il mese (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 21947 del 06/05/2010).

In tema di prescrizione, quando vi sia incertezza circa il "tempus commissi delicti", il termine di decorrenza va computato secondo il maggior vantaggio per l'imputato, sì che il reato va ritenuto consumato alla data più risalente (Cass Sez. 3, Sentenza n. 8283 del 03/12/2009.

Ai fini della decorrenza del termine di prescrizione del delitto tentato ha rilievo non il giorno in cui la condotta illecita viene scoperta o comunque il reato non può essere più consumato per cause indipendenti dalla volontà dell'agente, bensì il giorno in cui il reo ha compiuto l'ultimo atto integrante la fattispecie tentata (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 16609 del 08/04/2011).

La recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale è circostanza aggravante a effetto speciale e rileva ai fini della determinazione del tempo necessario alla prescrizione del reato (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 35852 del 07/06/2010). Non deve, però, tenersi conto, ai fini del calcolo dei termini di prescrizione del reato, dell'aumento di pena collegato alla recidiva che non sia stata contestata (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 14248 del 05/04/2011). 

Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, l'aumento di pena per la circostanza aggravante è valutabile anche se la stessa sia stata oggetto di contestazione suppletiva dopo la decorrenza del termine di prescrizione previsto per il reato non aggravato, purché la contestazione abbia preceduto la pronuncia della sentenza (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 33871 del 02/07/2010).

Inoltre, ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, deve aversi riguardo, in caso di concorso di circostanze aggravanti ad effetto speciale, all'aumento di pena così come determinato in forza dell'art. 63. comma quarto, cod. pen.. (In motivazione, la S.C. ha affermato che il principio di cui in massima, trova applicazione anche nel vigore della disciplina introdotta dalla legge 5 dicembre 2005, n. 251) (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 33871 del 02/07/2010).

 

 





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