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ROMA - Un prestito d'emergenza sostanzioso - 300 milioni di euro
- per dare ossigeno all'Alitalia fino alla sperata vendita della
compagnia: lo ha varato in serata, con un apposito decreto, il
consiglio dei Ministri, all'indomani del fallimento definitivo della
trattativa con Air France. Una decisione giudicata inevitabile
dall'esecutivo, ma che - secondo quanto hanno dichiarato il presidente
del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa - ha come principale ispiratore il vincitore delle
elezioni. "E' stato Berlusconi a volerlo così sostanzioso", ha
dichiarato il premier. Che ha anche accusato il leader Pdl di
"eccessive interferenze" in campagna elettorale, con conseguente
conclusione negativa del negoziato col gruppo franco-olandese.
E, in tarda
serata, dopo una cena a casa di Cossiga, il premier in pectore, fa
sapere di essere soddisfatto: "Non ho nessun dubbio che, adesso, si
potrà mettere insieme una compagine azionaria a cui partecipino anche
molti imprenditori. Sono assolutamente sereno".
Per Berlusconi,
dunque, la famosa cordata è pronta a partire: "Poi si vedrà come può
essere individuato un piano industriale che riporti Alitalia al
pareggio e all'utile". "Air France - ha detto - ha presentato delle
proposte che avrebbero significato la svendita della compagnia e
l'assorbimento da parte dei francesi: non credo che questo potesse
essere consentito in un paese che vuole continuare ad essere una
potenza economica".
Il prestito. Si
tratta di 300 milioni ("noi avevamo pensato a darne 100, l'aumento è
venuto su precisa richiesta di Berlusconi", ha confermato anche il
ministro Tomaso Padoa-Schioppa) che vanno rimborsati e breve, cioè
entro il 31 dicembre 2008, e che è stato concesso a tassi di mercato. I
fondi, ha aggiunto il responsabile dell'Economia, sono stati presi dal
ministero dello Sviluppo economico. Il decreto, è scritto in una nota
di Palazzo Chigi, "è volto a garantire, per il tempo strettamente
necessario, un servizio pubblico essenziale al fine di evitare
l'interruzione della continuità territoriale e problemi di ordine
pubblico".
La reazione dell'azienda.
Il prestito ponte "appare adeguato per garantire all'Alitalia di avere
la necessaria liquidità fino a fine anno grazie anche ai ricavi della
stagione estiva", ed è un "segnale di continuità": così si sono
espresse fonti aziendali, interpellati dalla agenzie di stampa.
Le possibili reazioni Ue.
Anche se tutti i membri del governo lo hanno definito più volte
"prestito d'emergenza", non è detto che l'Unione europea non abbia
qualcosa da ridire. Magari sospettando che si sia trattato di aiuti di
Stato. Una prima valutazione, secondo le notizie giunte da Bruxelles,
che ha chiesto al governo italiano di notificargli al più presto il
provvedimento, potrebbe arrivare già domani.
Le parole di Prodi.
Il presidente del Consiglio, nella conferenza stampa tenuta subito dopo
il varo del decreto, è stato chiarissimo: "Da parte nostra è stato un
atto di grande responsabilità - ha dichiarato - abbiamo ritenuto
opportuno adire alle richieste di Berlusconi per dare le più ampie
possibilità a soluzioni alternative''. Poi l'attacco al Cavaliere: a
far fallire la trattativa con Air France, a suo giudizio, sono state
"le eccessive interferenze politiche che si sono verificate nel corso
della campagna elettorale e le numerose difficoltà opposte dai
sindacati". E intanto proprio i sindacati sono stati convocati
dall'azienda: l'incontro avverrà giovedì.
I commenti dei politici.
Walter Veltroni, mentre il Consiglio dei ministri era riunito, si è
detto favorevole al prestito. Dagli studi di Porta a porta, Gianfranco
Fini ha sottolineato che "è inevitabile che, se si trova un
compratore, ci sarà un ridimensionamento del
personale perché l'alternativa non è di avere tre-quattromila esuberi,
ma 18 mila persone in mezzo alla strada". Mentre poco prima del varo
del decreto Berluscono si era espresso attraverso il suo portavoce,
Paolo Bonaiuti: "L'abbandono della trattativa su Alitalia da parte di
Air France è la logica conclusione di una vicenda nata male e condotta
ancora peggio. Auspichiamo che il governo assicuri risorse idonee e
congrue che consentano la realizzazione di ipotesi alternative". E in
effetti Prodi lo ha accontentato.
La frenata di Passera. L'ad
di Intesa-San Paolo si è espresso sulla vicenda: "Su Alitalia c'è stato
molto disordine informativo. La nostra posizione è ben nota: noi ci
siamo impegnati per mesi per mettere a punto un progetto molto serio di
sviluppo di Alitalia. Da mesi non sappiamo quale sia la situazione
della compagnia, senza avere informazioni su questo non è possibile
dare una risposta a chi ci domanda se entreremo o no in una eventuale
cordata". Insomma: una cordata, all'attuale, non c'è.
La situazione in Borsa.
Oggi il titolo Alitalia, in forte ribasso, è stato sospeso "in attesa
di comunicazioni". Domani torna sul mercato, ma in un'unica fase
d'asta, prevista alle 17,30.
(22 aprile 2008)
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