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repressione condotta antisindacale
La legittimazione ad agire per la repressione della condotta antisindcale ex art. 28 della Legge n 300 del 1970, requisiti soggettivi e approdi della giurisprudenza di legittimità
 

L'art. 28 dello Stratuto dei Lavoratori prevede un procedimento sommario volto alla repressione della condotta antisindacale datoriale. Sul piano dei requisiti soggettivi di ammissibilità dell'azione, l'art. 28 stabilisce che il ricorso debba essere promosso da organismi locali di associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse. A pena di inammissibilità dell'azione, occorrerà la dimensione nazionale dell'associazione sindacale ricorrente nonchè la sussistenza di uno specifico interesse ad agire da parte dell'organismo locale dell'associazione. In tale prospettiva, ai fini della prova in ordine alla dimensione nazionale dell'associazione sindacale ricorrente, è stato esclusa la decisività del mero dato testuale dello Statuto. Ovviamente, pur non essendo all'uopo necessario, la stipula di contratti collettivi nazionali, da parte dell'associazione sindacale varrà quale prova della sua dimensione nazionale. Sarà in ogni caso sufficiente la prova in ordine all'effettiva azione sindacale su gran  parte del territorio nazionale. Gli organismi zonali deputati ad agire ex art. 28 st. lav. devono essere, invece, determinati analizzando gli statuti interni delle singole organizzazioni sindacali.
La limitazione della legittimazione ad agire ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori è stata, peraltro, ritenuta più volte legittima dalla Consulta sul rilievo che: " il fatto che il legislatore abbia riservato la relativa azione a determinati soggetti collettivi, risulta coerente con la razionalità delle scelte poste a base di criteri per individuare la maggiore rappresentatività degli stessi, più volte scrutinate positivamente da questa Corte. In particolare la concezione che assume la dimensione organizzativa nazionale come indice di adeguato livello di rappresentatività (cfr. la sentenza n. 54 del 1974 e, soprattutto, la sentenza n. 334 del 1988) è apparsa idonea a "consentire la selezione, tra i tanti possibili, dell'interesse collettivo rilevante da porre a base del conflitto con la parte imprenditoriale". Più in generale e con riferimento all'unica norma costituzionale sulla quale si sofferma in proposito il giudice a quo, questa Corte ha osservato come l'opzione nel senso di un livello rappresentativo nazionale, oltre a corrispondere al ruolo tradizionalmente svolto dal movimento sindacale italiano, si uniformi al principio solidaristico nel quale va inserito anche l'invocato art. 39 della Costituzione". 



Cassazione civile  sez. lav. 29 luglio 2011 n. 16787



In tema di repressione della condotta antisindacale , ai fini della legittimazione a promuovere l'azione prevista dall'art. 28 statuto dei lavoratori, per "associazioni sindacali nazionali" devono intendersi le associazioni che abbiano una struttura organizzativa articolata a livello nazionale e che svolgano attività sindacale su tutto o su ampia parte del territorio nazionale, mentre non è necessaria la sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali.

Cassazione civile  sez. lav. 04 marzo 2010 n. 5209



In tema di condotta antisindacale, non ha legittimazione ad agire in giudizio il sindacato che non ha stipulato accordi o contratti a livello nazionale; non ha rilievo l'affermazione del carattere nazionale del sindacato nello statuto dell'organizzazione stessa, atteso che lo statuto di per sé è rappresentativo solo di un prefigurato obiettivo o di un'autoqualificazione del sindacato.


In tema di repressione della condotta antisindacale , ai fini del riconoscimento del carattere "nazionale" dell'associazione sindacale legittimata all'azione ex art. 28 stat. lav., non assume decisivo rilievo il mero dato formale dello statuto dell'associazione (che affermi il carattere nazionale del sindacato), quanto piuttosto la capacità di contrarre con la parte datoriale accordi o contratti collettivi, anche gestionali, che trovino applicazione in tutto il territorio nazionale in riferimento al settore produttivo al quale appartiene l'azienda nei confronti della quale il sindacato intenda promuovere il procedimento, e attestino un generale e diffuso collegamento del sindacato con il contesto socio-economico dell'intero paese, di cui la concreta ed effettiva organizzazione territoriale si configura quale elemento di riscontro del suo carattere nazionale piuttosto che come elemento condizionante. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione della corte territoriale che aveva ritenuto irrilevante, nel valutare il carattere "nazionale" del sindacato ricorrente, la circostanza del mancato svolgimento di attività sindacale a livello nazionale in riferimento alla categoria dei lavoratori marittimi, attribuendo, invece, rilievo all'enunciazione del carattere nazionale nello statuto del sindacato, S.I.N. Cobas).


Cassazione civile  sez. lav. 09 giugno 2009 n. 13240



In tema di repressione della condotta antisindacale , la legittimazione ad agire è riconosciuta dall'art. 28 dello statuto dei lavoratori alle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, richiedendo pertanto solo il requisito della diffusione del sindacato sul territorio nazionale, con ciò dovendosi intendere che sia sufficiente - e al tempo stesso necessario - lo svolgimento di una effettiva azione sindacale non su tutto, ma su gran parte del territorio nazionale, non richiedendosi che l'associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa. In parti colare, qualora dispongano dei requisiti sopra indicati, sono legittimate anche le associazioni sindacali intercategoriali, in riferimento alle quali però i limiti minimi di presenza sul territorio nazionale ai fini della rappresentatività devono ritenersi, in termini assoluti, più elevati di quelli richiesti ad un'associazione di categoria. Ne consegue che la stipula del contratto collettivo nazionale può costituire uno degli indici maggiormente rivelatori della rappresentatività sindacale alla base della legittimazione ex art. 28 della legge n. 300 del 1970, ma non certamente l'unico elemento rivelatore di essa. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto la legittimazione attiva del S.In.Cobas).


Cassazione civile  sez. lav. 12 dicembre 2008 n. 29257



In tema di repressione della condotta antisindacale , di cui all'art. 28 stat. lav., la legittimazione ad agire è riconosciuta dalla citata norma alle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, richiedendo pertanto solo il requisito della diffusione del sindacato sul territorio nazionale,con ciò dovendosi intendere che sia sufficiente - e al tempo stesso necessario - lo svolgimento di una effettiva azione sindacale non su tutto ma su gran parte del territorio nazionale, senza esigere che l'associazione faccia parte di una confederazione né che sia maggiormente rappresentativa. In particolare, qualora dispongano dei requisiti sopra indicati, sono legittimate anche le associazioni sindacali intercategoriali, in riferimento alle quali però i limiti minimi di presenza sul territorio nazionale ai fini della rappresentatività devono ritenersi, in termini assoluti, più elevati di quelli richiesti ad un'associazione di categoria. L'individuazione degli organismi locali delle associazioni sindacali legittimati ad agire deve desumersi dagli statuti interni delle associazioni stesse, dovendosi far riferimento alle strutture che tali statuti ritengono maggiormente idonee alla tutela degli interessi locali. (Nella specie la S.C. ha confermato le decisioni di merito, che aveva ritenutola legittimazione attiva della Slai Cobas).


Cassazione civile  sez. lav. 12 dicembre 2008 n. 29257


L'individuazione degli organismi locali delle associazioni sindacali legittimati ad agire deve desumersi dagli statuti interni delle associazioni stesse, dovendosi far riferimento alle strutture che tali statuti ritengono maggiormente idonee alla tutela degli interessi locali. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto la legittimazione attiva del coordinamento provinciale dello Slai Cobas).

Cassazione civile  sez. lav. 11 gennaio 2008 n. 520



In tema di rappresentatività sindacale il criterio legale dell'effettività dell'azione sindacale equivale al riconoscimento della capacità del sindacato di imporsi come controparte contrattuale nella regolamentazione dei rapporti lavorativi. Ne consegue che, al fine del riconoscimento del carattere «nazionale» dell'associazione sindacale - richiesto per legittimare l'azione di repressione antisindacale ex art. 28 stat. lav. - assume rilievo, più che la diffusione delle articolazioni territoriali, la capacità di contrarre con la parte datoriale accordi o contratti collettivi, anche gestionali, che trovano applicazione in tutto il territorio nazionale e attestano un generale e diffuso collegamento del sindacato con il contesto socio-economico dell'intero paese, di cui la concreta ed effettiva organizzazione territoriale si configura quale elemento di riscontro del suo carattere nazionale piuttosto che come elemento condizionante.


Cassazione civile  sez. lav. 09 gennaio 2008 n. 212



Il sindacato nazionale il cui organismo locale è legittimato a proporre ricorso ex art. 28 st. lav. è quello che non solo ha effettiva diffusione su tutto il territorio nazionale ma che svolge, altresì, in concreto un'effettiva attività sindacale a livello nazionale; gli organismi zonali deputati ad agire ex art. 28 st. lav. devono essere determinati analizzando gli statuti interni delle singole organizzazioni sindacali.


Cassazione civile  sez. lav. 08 agosto 1997 n. 7368


A norma dell'art. 28 st. lav. (l. n. 300 del 1970), che attribuisce la legittimazione attiva per il procedimento di repressione della condotta antisindacale agli "organismi locali delle associazioni sindacali che vi abbiano interesse", sono privi di legittimazione gli organismi locali o nazionali delle confederazioni sindacali, in quanto non incardinati in un sindacato di categoria nazionale ed anche privi di interesse ad agire, non rientrando nei loro compiti istituzionali la tutela di una specifica categoria. D'altra parte, consentirebbe una facile elusione delle finalità perseguite dal legislatore consentire ad un sindacato di dimensione locale di acquisire la legittimazione in base alla mera adesione ad una confederazione intercategoriale a carattere nazionale. Nè, come confermano le pronunce della Corte costituzionale in materia (cfr. le sentenze n. 54 del 1974 e 334 del 1988), può sospettarsi di illegittimità costituzionale la scelta del legislatore di riservare a soggetti collettivi particolarmente qualificati lo strumento processuale in questione, senza sottrazione degli ordinari mezzi di tutela giurisdizionale agli altri soggetti. 




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