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servizio recupero crediti di lavoro
recupero crediti di lavoro, la documentazione necessaria, l'esecuzione forzata, suggerimenti ed assistenza diretta per procedere al recupero dei crediti per retribuzioni arretrate, TFR  e competenze di fine rapporto  


In tempo di crisi, il problema del recupero dei crediti di lavoro è sempre più diffuso e sempre più necessita pronte reazioni da parte del lavoratore che, in caso di ritardo, potrebbe veder pregiudicate definitivamente le proprie ragioni a favore di altri creditori più solerti in presenza di frequenti situazioni di irreparabile insolvenza del datore di lavoro. E se, per quel che riguarda il credito relativo al TFR, esiste il Fondo di garanzia presso l'INPS in grado, a determinate condizioni, di porre rimedio alla situazione di insolvenza del datore di lavoro, gli altri crediti di lavoro potrebbero risultare definitivamente pregiudicati.
 
La via più rapida per ottenere il pagamento dei crediti di lavoro è quella di instaurare un procedimento per decreto ingiuntivo dinanzi al Tribunale del lavoro competente che è quello del luogo ove è sorto il rapporto di lavoro o dove si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale il lavoratore era addetto al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
 
La documentazione necessaria per avviare un procedimento monitorio (finalizzato all'ottenimento di un decreto ingiuntivo) è costituita dalle buste paga (specie l'ultima che contiene i crediti di fine rapporto - indennità varie per ferie e permessi non fruiti e trattamento di fine rapporto) o, per quanto riguarda il TFR, il CUD.
 
Se il datore di lavoro trattiene indebitamente le buste paga (al riguardo è bene ricordare che sul medesimo grava un preciso obbligo di legge di consegnare i prospetti paga), al fine di ottenere un decreto ingiuntivo avente ad oggetto il TFR (almeno per la quota maturata) è possibile fare uso del CUD dell'anno precedente.
 
Quanto alla provvisoria esecuzione, va sottolineato che alcuni Tribunali la concedono anche solo sulla base delle buste paga sul rilievo che si tratta di documentazione proveniente dal datore di lavoro ed interpretando estensivamente la norma di cui all'art. 642 c.p.c. che facoltizza il giudice alla concessione della provvisoria esecuzione in caso di documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere.
 
Il CUD, invece, essendo sottoscritto dal datore di lavoro integra anche formalmente il presupposto di cui all'art. 642 c.p.c. sicchè è possibile ottenere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.
 
Laddove il lavoratre intenda rivendicare altri diritti di natura retributiva (ad esempio ore di lavoro straotrdinario non pagate o crediti derivanti da un errato inquadramento), converrà incardinare due diversi giudizi; il primo, monitorio, volto al recupero dei crediti di lavoro documentali e l'altro, ordinario, volto ad ottenere il pagamento degli altri crediti.
 
Una volta ottenuto il decreto ingiuntivo, se lo stesso è stato emesso con la concessione della provvisoria esecutività sarà possibile, in caso di mancato pagamento, avviare l'esecuzione forzata.
 
Se il decreto ingiuntivo è stato emesso senza concessione della provvisoria esecutività, occorrerà attendere il tempo di 40 giorni dalla notifica del decreto e verificare se il debitore proporrà l'opposizione.
 
In caso di mancata opposizione sarà possibile chiedere che il decreto ingiuntivo sia munito della formula esecutiva e sarà possibile procedere all'esecuzione forzata.
 
Se, invece, viene proposta l'opposizione a decreto ingiuntivo, sarà possibile chiedere, in prima udienza, la concessione della provvisoria esecuzione del decreto opposto qualora l'opposizione non sia fondata su prova scritta.
 
All'uopo, sarà possibile tentare di avanzare istanza di anticipazione dell'udienza finalizzata al solo esame della provvisoria esecutività del decreto opposto.
 
E' bene ricordare che, con riferimento ai ricorsi per decreto ingiuntivo, il contributo unificato va pagato nella misura dimezzata e che sussiste esenzione se la parte ha un reddito imponibile inferiore ad euro 34.107,72.
 
Al fine di velocizzare il recupero del credito, sarà bene avanzare l'istanza di ingiunzione non soltanto nei confronti della società ma anche nei confronti dei soci che siano illimitatamente responsabili (soci accomandatari e soci delle SNC); questi potranno rispondere del debito solo se l'escussione del patrimonio sociale saràrisultata vana ma il vantaggio sarà quello di disporre un titolo esecutivo immediatamente; ciò che, presumibilmente, potrà contribuire a persuadere il debitore all'adempimento.
 
Infine, va ricordato che, da luglio del 2014, il ricorso per decreto ingiuntivo può essere proposto solo telematicamente (ma a questo ci pensiamo noi!).
 
 
 




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