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stipendio del magistrato prima nomina - 2011
Lo stipendio iniziale netto dei magistrati in tirocinio e di prima nomina - è legittima la riduzione indiscriminata dell'indennità?
 
A seguito delle novità introdotte con l'art. 9 comma 22 del d.l. 31 marzo 2010 n 78 convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n 122, lo stipendio iniziale netto di un magistrato ordinario in tirocinio (di durata complessiva di 18 mesi + un mese circa di ferie - salvo che il C.S.M. decida di abbreviarlo di qualche mese) varia tra gli euro 2.200,00 e i 2.250,00 netti mensili che diventeranno circa euro 2.800,00 al momento del conferimento delle funzioni giurisdizionali.
Dopo 10 mesi circa i magistrati in tirocinio saranno chiamati (all’Hotel Ergife a Roma) a scegliere la sede ove iniziare a svolgere le funzioni giurisdizionali.
Lo stipendio netto iniziale dei neo magistrati, ridotto di circa Euro 150,00, per effetto della norma richiamata, ammontava in precedenza a c.ca Euro 2.400,00.
La questione dell'indiscriminta riduzione dell'indennità giudiziaria in parola è stata oggetto di un'ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale per violazione del principio di uguaglianza sostanziale di cui all'art. 3 della Costituzione.



Prevede l’art. 9 comma 22 del d.l. 31 marzo 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che:

"22. Per il personale di cui alla legge n. 27/1981 non sono erogati, senza possibilità di recupero, gli acconti degli anni 2011, 2012 e 2013 ed il conguaglio del triennio 2010-2012; per tale personale, per il triennio 2013-2015 l'acconto spettante per l'anno 2014 è pari alla misura già prevista per l'anno 2010 e il conguaglio per l'anno 2015 viene determinato con riferimento agli anni 2009, 2010 e 2014. Per il predetto personale l'indennità speciale di cui all'articolo 3 della legge 19 febbraio 1981, n. 27, spettante negli anni 2011, 2012 e 2013, è ridotta del 15 per cento per l'anno 2011, del 25 per cento per l'anno 2012 e del 32 per cento per l'anno 2013. Tale riduzione non opera ai fini previdenziali. Nei confronti del predetto personale non si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 21, secondo e terzo periodo.".

Ha osservato in particolare l’ordinanza in rassegna che "l’ingiustificata ed indifferenziata riduzione dell’indennità giudiziaria a tutti i magistrati, a prescindere dalla posizione giuridico economica e dal trattamento economico complessivo in godimento, costituisce di per sè violazione del principio di uguaglianza e ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost.: e ciò in quanto, essendo la misura dell’indennità giudiziaria, uguale per tutti i magistrati proprio perché sono uniformi gli "oneri" che essi incontrano nello svolgimento della loro attività, il paradossale risultato della omogenea riduzione percentuale è di compensare in modo minore i magistrati con minore anzianità di servizio, che sono notoriamente impegnati principalmente in sedi disagiate con evidente esposizione a rischi ed oneri spesso di fatto maggiori dei magistrati più anziani".




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