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termini appello penale

I termini per promuovere l'appello penale, il termine iniziale e il termine finale, in caso di motivazioni contestuali al dispositivo e in caso di motivazione differita

I termini dell'appello penale sono individuati nell'ambito della disciplina delle impugnazioni in generale e sono diversamente determinati a seconda della tipologia di provvedimento da impugnare. Va subito sottolineato che, per espressa disposizione dell'art. 585 cpp, i termini dell'appello penale sono perentori. 

Con riferimento al termine iniziale dell'appello, esso, in caso di lettura delle motivazioni contestualmente al dispositivo in udienza, decorre immediatamente per le parti presenti e per quelle che si considerano legalmente come presenti. In caso di stesura delle motivazioni successiva, il termine iniziale è quello di quindici giorni dall'udienza nella quale è stato pronunciato il dispositivo ovvero, in caso di complessità e previo provvedimento di differimento adottato dal giudice, il termine iniziale coincide con quello stabilito dal giudice non superiore a 90 giorni. Peraltro, ove anche i termini di quindici giorni di natura legale e quello suppletivo di novanta giorni determinato dal giudice non siano rispettati, il termine per l'appello penale coincide con la data in cui sia data notificazione o comunicazione del deposito delle motivazioni.

 

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Il termine finale per la proposizione dell'appello penale è, a sua volta, differenziato a seconda che

si tratti di sentenza con lettura delle motivazioni contestuale ex art. 544 cpp 1° co -  15 giorni

sentenza con motivazioni depositate entro il termine di quindici giorni ex art. 544 cpp, 2° co - 30 giorni

sentenza con motivazioni depositate nel termine stabilito dal giudice o oltre ex art. 544 cpp, 3° co - 45 giorni

I termini dell'appello penale non decorrono peraltro durante il periodo feriale dal 1° agosto al 15 settembre.

 

 

 

ARTICOLO  585

Termini per l'impugnazione.

1. Il termine per proporre impugnazione [591], per ciascuna delle parti, è:

a) di quindici giorni, per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio [127] e nel caso previsto dall'articolo 544, comma 1 DISPOSITIVO E CONCISA ESPOSIZIONE DEI MOTIVI;

b) di trenta giorni, nel caso previsto dall'articolo 544, comma 2 PRONUNCIA E SUCCESSIVA STESURA DEI MOTIVI;

c) di quarantacinque giorni, nel caso previsto dall'articolo 544, comma 3 MOTIVAZIONE COMPLESSA.

2. I termini previsti dal comma 1 decorrono:

a) dalla notificazione o comunicazione dell'avviso di deposito del provvedimento emesso in seguito a procedimento in camera di consiglio [128];

b) dalla lettura del provvedimento in udienza, quando è redatta anche la motivazione [544, 545], per tutte le parti che sono state o che debbono considerarsi presenti nel giudizio, anche se non sono presenti alla lettura [475  2, 420-ter, 420-quater2];

c) dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della sentenza [544] OVE RISPETTATI ovvero, nel caso previsto dall'articolo 548, comma 2, dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell'avviso di deposito;

d) dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione dell'avviso di deposito con l'estratto del provvedimento, per l'imputato contumace e per il procuratore generale presso la corte di appello rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua circoscrizione diverso dalla corte di appello [5483].

3. Quando la decorrenza è diversa per l'imputato e per il suo difensore, opera per entrambi il termine che scade per ultimo.

4. Fino a quindici giorni prima dell'udienza [172 5] possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi [311 4, 611 1] nel numero di copie necessarie per tutte le parti [167 att.]. L'inammissibilità dell'impugnazione si estende ai motivi nuovi (1).

5. I termini previsti dal presente articolo sono stabiliti a pena di decadenza [173].

(1) Per una disposizione transitoria, entro i limiti stabiliti dall'art. 606 1 lett. d) ed e) come novellato dall'art. 8 l. 20 febbraio 2006, n. 46, v. l'art. 105 l. n. 46, cit., sub art. 593.





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