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Faq vendita cosa altrui

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faq vendita cosa altrui

E' possibile vendere una cosa altrui?

Si secondo le previsioni del codice, ove al momento della conclusione del contratto, il bene oggetto della compravendita non era di proprietà del venditore questi è obbligato a procurarne l'acquisto al compratore che diventa proprietario quando il venditore acquista la proprietà dal terzo o quando quest'ultimo provvede direttamente al trasferimento in suo favore

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Ma la vendita di una cosa altrui produce effetti anche quando il compratore ignora che il venditore non è proprietario del bene?

Si il contratto produce effetti ma il compratore può chiedere la risoluzione del contratto ex art. 1479 cc sempre che nel frattempo il venditore non gliene abbia procurato l'acquisto. La medesima regola vale anche nel caso in cui il bene risulti gravato da diritti reali minori come ad esempio delle servitù o da oneri e garanzie reali che ne limitino il godimento


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E nel caso in cui il compratore conosca l'altruità della cosa?

In questo caso non potrà chiedere la risoluzione del contratto se non alla scadenza del termine fissato nel contratto per la produzione dell'effetto traslativo

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E' possibile procedere alla trascrizione di una vendita di cosa immobile altrui?

No non è possibile trascrivere la vendita di cosa immobile altrui se non dal momento in cui il venditore abbia procurato l'acquisto della proprietà e con effetti da quel momento

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E' ammissibile un preliminare di vendita di cosa altrui?

Si l'operazione è ammissibile ma, secondo una parte della giurisprudenza, l'azione volta all'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto ex art. 2932 cc non è esperibile se non dal momento in cui il promittente venditore abbia acquistato la proprietà

Faq vendita cosa altrui

Nel caso di vendita di cosa altrui, se il promissario acquirente non era al corrente dell'altruità, parziale o totale, della cosa al momento del preliminare, può domandare la risoluzione immediata ex art. 1479 cc?

No, secondo la giurisprudenza delle SS.UU. della Suprema Corte, la domanda di risoluzione imemdiata del contratto ex art. 1479 cc è data solo nel caso di vendita di cosa altrui in quanto, in tale ipotesi, l'inadempimento si è già verificato concretandosi nella mancata produzione dell'effetto traslativo della proprietà. Invece, nel contratto preliminare il promittente venditore potrà, sino alla scadenza del termine per la stipula del definitivo, far acquistare la proprietà piena della cosa al promissario acquirente che dovrà, pertanto, attendere tale termine per esperire l'azione di risoluzione del preliminare. Nel frattempo potrà sollevare l'eccezione ex art. 1461 cc per non pagare gli anticipi di prezzo eventualmente pattuiti e quella ex art. 1460 cc per rifiutarsi di stipulare il definitivo

Faq vendita cosa altrui

Nel caso dei preliminari di vendite a catena, se A fa un preliminare per acquistare un bene altrui (nella specie di proprietà di c) da B  che, a sua volta ha fatto un preliminare per l'acquisto da C, cosa succede se B non stipula il definitivo con c e non esercita all'uopo l'azione ex art. 2932 cc?

In tale ipotesi, secondo una parte della giurisprudenza, sino a quando il bene non entra nel patrimonio di B, A non potrà coltivare, nei confronti del proprio dante causa, l'azione ex art. 2932 cc dovendo prima premurarsi di esperire un'azione surrogatoria per la conclusione del definitivo tra B e C e, successivamente all'utile esperimento di tale azione, svolgere un'azione ex art. 2932 cc nei confronti di B. Secondo la più recente dottrina invece, le due azioni potrebbero coltivarsi utilmente nel seno del medesimo processo anche in chiave di economia degli atti giuridici.
 

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